CLAUDIO RENDINA.
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101 MISTERI DEL VATICANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Il Vaticano tanto per dire.
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Si nomina il Vaticano tanto per dire il punto di riferimento della Chiesa di Roma, ovvero della
Chiesa cattolica, come il centro capitale del cristianesimo di oggi. Il Vaticano o meglio la Citt del
Vaticano  riconosciuta a livello internazionale come uno Stato nella sua entit territoriale, tra
Congregazioni, Uffici amministrativi, Tribunali e Segretariati, che fa capo al papa, il Vicario di Cristo
in terra, nelle vesti di sovrano. Dalla Citt del Vaticano la Chiesa di Roma si dirama in tutto il mondo
con la sua presenza religiosa e finanziaria di vescovadi, prelature, parrocchie, chiese, conventi,
universit, missioni, immobili, radio-televisioni, giornali e case editrici.
Ma il Vaticano giuridicamente non ha una sua sovranit, che va invece attribuita alla Santa
Sede, ovvero quella persona morale di diritto pubblico che esercita appunto la sua sovranit sul
Vaticano, definibile come ordinamento giuridico derivato. Peraltro la Santa Sede  inscindibile dalla
persona stessa del papa, costituendo cos un circolo chiuso di competenze e autorit. Tutto questo dal
1929, anno della firma dei Patti Lateranensi tra lItalia e la Santa Sede, con i quali si  ricostituito
territorialmente lo Stato Pontificio, praticamente in piedi dal 313, anno della donazione dellimperatore
Costantino, con tanto di falso Constitutum Constantini, che avrebbe conferito al papa poteri di
sovranit temporale su Roma, le province e le localit dellItalia e dellImpero dOccidente. Come tale
il Vaticano di oggi si collega non solo ai suoi 82 anni di vita, ma anche alle vicende temporali pi che
millenarie dello Stato Pontificio e a quelle spirituali nate con listituzione stessa della Chiesa da parte di
Cristo. Il Vaticano di oggi come erede del Vaticano di ieri, nei suoi luoghi, dalle basiliche ai santuari,
dai palazzi pontifici e apostolici alle propriet immobiliari distribuite tra Roma e il mondo.
In realt si possono rivelare, e questo  in sostanza lo scopo del libro, numerosi episodi
allinterno e a margine dei luoghi del Vaticano, che spesso non vengono evidenziati, perch propri
della microstoria, ma che riescono a mettere in luce i retroscena dellattuale mondo pontificio, ovvero
quello relativo agli ultimi cinque pontificati, dagli anni Sessanta al primo decennio del terzo millennio,
ma pi particolarmente su quello di Benedetto XVI. Cos il Vaticano si rivela al mondo prima di tutto
con i suoi protagonisti attuali, dal papa ai cardinali e ai vescovi, dai sacerdoti alle monache e ai
rappresentanti ecclesiastici e laici di ordini religiosi, confraternite e societ di vita apostolica.
Attraverso i quali si va dallostentazione del lusso, tra autentici tesori di arte e gioielleria, al
mercimonio del sacro, dalle frodi agli omicidi, dallinquinamento ambientale alla falsa testimonianza
religiosa, cos che si evidenzia come attraverso qualche fessura il fumo di Satana  entrato nella
Chiesa, secondo quanto segnal Paolo VI nellomelia del 29 giugno 1972, festa degli apostoli Pietro e Paolo.
In alternativa a tanti protagonisti ed eventi della santa storia ufficiale emergono di conseguenza
insoliti personaggi di Curia, come cardinali e vescovi mondani, banchieri e faccendieri, ladri e
assassini, ecclesiastici pedofili e sposati, reliquie e santi fasulli, e perfino antipapi. Sono i protagonisti
di segreti e misteri che la storia ufficiale del Vaticano perlopi non evidenzia, ma che appunto il libro
tende a comunicare al lettore mettendo a nudo certi aspetti politici, finanziari e sacrileghi, altrimenti
destinati a restare sommersi. Sono i segni di quel fumo di Satana che possono essere intesi come premonitori dellapprossimarsi della fine del papato e della Chiesa di Roma, profetizzata per il 2026.
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1. Il Vaticano e la Santa Sede, uno Stato dai confini illegali.
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Il Vaticano  apparentemente una "citt" allinterno di Roma, denominata come tale Citt del
Vaticano, e in genere qualificata capitale della Santa Sede, lo Stato a costituzione monarchica, con a
capo il papa come sovrano assoluto, attualmente nella persona di Benedetto XVI. Perch,
contrariamente a quel che si pensa, il Vaticano non ha una sua sovranit, che va invece attribuita alla
Santa Sede. La Santa Sede  giuridicamente una persona morale di diritto pubblico, con esercizio della
sua sovranit sul Vaticano che , propriamente, non un ordinamento giuridico originario, come ogni
altro Stato, ma derivato. Ed  un fatto che nellAssemblea Generale dellONU non  presente la Citt
del Vaticano, ma la Santa Sede con un suo "osservatore permanente".
La Citt del Vaticano  nata l11 febbraio 1929 con la firma dei Patti Lateranensi tra lItalia e la
Santa Sede, che ricostituirono, sia pure con territorio ridotto, lo Stato Pontificio in Roma, mentre un
concordato stabil le prerogative dei religiosi e dei beni ecclesiastici in Italia. Il territorio si estende su
44 ettari, ovvero 0,44 chilometri quadrati, i cui confini sono limitati dalle Mura Vaticane e dalle strade
romane via di Porta Angelica, piazza del Risorgimento, via dei Bastioni di Michelangelo, viale
Vaticano, via della Stazione Vaticana, largo Porta Cavalleggeri, piazza del SantUffizio e via Paolo VI,
fino ad aprirsi sulla piazza San Pietro. E qui, al limite del colonnato, si protende circolare il confine
aperto con lItalia, tra i larghi Alicorni e del Colonnato, a fronte di piazza Pio XII e via della Conciliazione.
In realt questi confini del Vaticano sono fuori legge. Nei trattati del 1929 fu stabilita una linea
di confine lunga 3 chilometri e 500 metri che corresse nel tessuto urbano di Roma, per il 70%
genericamente costituito dalle Mura Vaticane e per il 30% stabilito ex novo nel tessuto urbano italiano.
Era una definizione non chiara, nonostante una piantina allegata ai trattati. Il problema fu pertanto
riesaminato da una Commissione Tecnica italo-vaticana e si defin una nuova linea di confine con
relativi mappe, ma la documentazione di tali confini non  stata mai ratificata n dal governo italiano
n da quello vaticano, e solo per un tacito accordo si sono mantenuti i confini stabiliti nel 1929, con le
ambiguit relative al tracciato del 30%, che si dovette creare ex novo. Con tutte le illegalit conseguenti.
Cos nella zona adiacente allattuale palazzo della Congregazione per la Dottrina della Fede, tra
altri edifici e a fronte delle propriet vaticane sul Gianicolo, si ebbe una tortuosit della linea di
confine, alla quale si pens di ovviare con lerezione di un cancello, che in linea retta collega la fine del
colonnato con il Collegio Teutonico, ma che non corrisponde al confine effettivo, risultante pi
arretrato. La situazione peggior quando nel 1966 fu abbattuto il Museo Petriano e venne costruita
lAula Paolo VI, che ha finito per essere collocata per tre quarti in territorio italiano, restando in quello
vaticano la parte finale dove  il trono papale (v. Lillegale Aula Paolo VI).
Piazza San Pietro  territorio vaticano aperto al pubblico, ma fino alla scalinata  sotto la
giurisdizione delle autorit italiane, ovvero ne  affidato lordine pubblico alla Polizia italiana (v. I
soldati del Vaticano tra gloria e scandali). Il colonnato  del Vaticano ma il confine con lItalia corre
lungo la linea esterna, per cui le due colonne degli avancorpi rivolti alla piazza Pio XII si trovano in
territorio italiano. Altra zona ambigua  quella che corre tra il braccio destro del colonnato e il Passetto,
ovvero il tratto delle mura che porta a Castel SantAngelo, arrivando fino al Portone di Bronzo;  sotto
il controllo delle autorit italiane, ma qui lambiguit  rimasta, considerando anche che sul primo
tratto del Passetto, in prossimit delle mura, corre il confine per un tacito accordo tra Italia e Santa Sede.
In ogni caso il Vaticano non  circoscrivibile a quel tanto di territorio, come defin Pio XI i
44 ettari, con gli attuali 578 cittadini su 799 residenti non cittadini e 477 persone che abitano
effettivamente tra le Mura Vaticane al 31 dicembre 2009. Il Vaticano  anche fuori del Vaticano.
Dentro Roma, in Italia e in tutte le nazioni del mondo, relativamente a diocesi, chiese, conventi,
santuari, monasteri, seminari, oratori, case di cura, alberghi di propriet della Santa Sede. Il Vaticano 
fondamentalmente nel mondo, come presenza religiosa, territoriale e finanziaria, con un incalcolabile
numero di persone ecclesiastiche e laiche; anche se il riferimento immediato va a questa "citt nella
citt", il cui accesso  vietato ai non residenti e a chi non vi svolga unattivit.  visitabile senza
formalit per la basilica di San Pietro, ma per alcuni ambienti a pagamento, e i Musei Vaticani, questi
ultimi completamente a pagamento; per il resto occorrono invece speciali permessi presso lUfficio Permessi (tel. 06 69883759) e lUfficio Turistico (tel. 06 69881662).
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2. Lungo le mura della Citt del Vaticano.
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La Citt del Vaticano  racchiusa per tre quarti dalle mura costruite come autentica roccaforte a
difesa della residenza del papa. Anche se, in circostanze di estremo pericolo, il papa in passato ha
trovato pi sicurezza nel vicino Castel SantAngelo tramite quella "via di fuga" che  stata il Passetto.
Che  un autentico "corridore di Borgo" lungo 800 metri. Inizia dal portico berniniano, sinsinua lungo
via dei Corridori e borgo SantAngelo, fino a scavalcare i giardini della Mole Adriana e innestarsi nel
grande corpo del castello. Da qui  percorribile per circa 400 metri. Il resto rientra nella Citt del
Vaticano, nel tratto iniziale compreso tra due torrette, dove  sorto un piccolo Museo delle Mura tra
calchi di iscrizioni, documenti del restauro e testimonianze relative al sacco di Roma del 1527,
visitabile solo su permesso.
Le mura si alzano lungo un perimetro, che possiamo ripercorrere da quello che  poi un punto di
accesso classico al Vaticano, lIngresso di SantAnna su via di Porta Angelica, a pochi metri dal
colonnato. Da qui si sviluppa il nuovo muro di cinta che termina in piazza Risorgimento con un
bastione ornato dallo stemma di Pio XI; girato langolo ecco il muro di Pio IV, dove un tempo si apriva
la Porta Angelica, con stemma del papa del 1562, a fronte del quale in genere inizia la fila dei turisti
che si protende lungo i Bastioni di Michelangelo, con stemmi di Gregorio XVI e Paolo Terzo , fino a
piazza del Risorgimento, dove apre la Porta Santa Rosa, realizzata nel 2006 dallo scultore Gino
Giannetti esclusivamente per luscita dei funzionari del Vaticano.
I bastioni proseguono fino al viale Vaticano, dove ultimamente sono state sacrificate le robinie
per il restyling dei marciapiedi, con i portali dingresso e uscita dei Musei Vaticani. I bastioni sono
suggellati da stemmi dei vari papi che hanno restaurato le mura fino allapice triangolare dove  la
Porta Pertusa, con lo stemma di Niccol V, murata dai primi del Seicento. Il muro corre a fronte del
viale Vaticano, si modella lungo il Bastione di San Giovanni allaltezza del civico 30A, e fronteggia la
valle Aurelia scendendo per la via della Stazione Vaticana. Si supera unentrata della citt detto
Ingresso del Perugino e si raggiunge la Porta Fabbrica, chiusa e parzialmente interrata, sormontata
dallo stemma di Clemente XI.
A questo punto la cinta bastionata si identifica con un tratto delle pi antiche mura di Leone IV,
restaurate da Niccol V, e si protende verso via di Porta Cavalleggeri, della quale resta solo larco
realizzato da Pio Quarto nel 1565, fiancheggiato dalla fontanella che sorgeva vicino alla porta, con
uniscrizione di Pio IX. Fino allo slargo, dove le mura finiscono nellabside della chiesa di San
Salvatore in Terrione, titolo in riferimento a una torre di Porta Cavalleggeri non pi esistente, tanto da
essere popolarmente chiamata San Pietro in Borgo;  il primo edificio vaticano che si offre alla vista
dei passanti, fuori del territorio della citt, ma godendo di extraterritorialit come il palazzo del
SantUffizio, al quale  collegato.
La chiesa, sconsacrata nel 1611 e utilizzata come ambiente carcerario del SantUffizio,  stata
riconsacrata e restaurata nel 1924, come indica sul portale la scritta relativa a Pio XI, ed  diventata la
cappella della retrostante casa Dono di Maria (v. I residence della Citt del Vaticano). Il Santuffizio 
il rinascimentale palazzo dellInquisizione, ribattezzata Congregazione per la Dottrina della Fede;
deriva dal cinquecentesco palazzo cardinalizio Pucci, acquistato dalla Santa Sede nel 1566 per 6000
scudi e sorge sulla piazza omonima, in territorio italiano, ma gode di extraterritorialit. Ha un portone
rinforzato da lamine di ferro e feritoie ai lati, con linserimento delle prigioni al pian terreno; cos
ristrutturato nel 1925, ha perso in parte la sua arcigna prestanza e si  in fondo imborghesito, ma 
ancora sede di processi contro i propugnatori di nuove dottrine sulla fede.  un fatto che la
Congregazione per la Dottrina della Fede continua a investigare le nuove dottrine sulla fede e le
condanna, e in genere non c scampo quando si finisce davanti al suo giudizio (v. Le condanne dellex
SantUffizio).
Alla fine del palazzo  lIngresso del Petriano, che introduce alla parte meridionale della citt,
ad angolo con il colonnato di piazza San Pietro, in fondo al quale, sulla sinistra della basilica  laltro
ingresso alla Citt del Vaticano, il cosiddetto Arco delle Campane.
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3. Il papa re.
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Il papa, da un punto di vista religioso,  il Vicario di Ges Cristo, Successore del Principe degli
Apostoli, Sommo Pontefice della Chiesa universale o cattolica, e anche Vescovo di Roma, Primate
dItalia, Arcivescovo e Metropolita della provincia romana. Senza voler tirare in ballo la qualifica di
"Visceddio", assegnatagli da Giuseppe Gioachino Belli in un sonetto romanesco del 1835. Su un piano
politico  peraltro un re, ovvero il Sovrano della Citt del Vaticano, come monarca assoluto di uno
Stato a suo modo "comunista", come qualcuno lha definito, dal momento che non esiste al suo interno
una propriet privata. Ma a fronte di tutti questi titoli si distingue la qualifica di "Servo dei servi di
Dio", che intende evidenziare lo spirito umile della sua carica ecclesiastica e governativa. Peraltro va
considerato che Benedetto XVI ha rinunciato al titolo di Patriarca dellOccidente, che tutti i papi hanno
avuto fino a Giovanni Paolo II.
Come re il papa ha il suo trono, ecclesiasticamente chiamato cattedra, che assurge a simbolo
della sua sovranit, immancabilmente con il baldacchino. I troni materialmente a disposizione di
Benedetto XVI sono numerosi e il papa li cambia spesso. Un classico  quello usato nella basilica di
San Pietro, in velluto damascato rosso e riquadri giallo oro con rilievi dorati sulla spalliera; un secondo
fisso  nella Sala del Trono del palazzo Apostolico; un terzo variabile  nellAula Paolo VI (v.
Lillegale Aula Paolo VI), come quello in forma di sedia con braccioli foderato di velluto bianco; un
quarto fisso  in marmo decorato con mosaici nella basilica di San Giovanni in Laterano. Ma ovunque
il papa si sposti nei suoi viaggi  previsto un trono, che sia evidentemente portatile, a volte
appositamente realizzato ex novo, come quello progettato dallarchitetto Ivan Vergendo per
lostensione della Sindone in piazza San Carlo a Torino il 2 maggio 2010.  stata invece abolita la
sedia gestatoria, con la quale il papa passava tra la gente plaudente; ultimo a usarla  stato Giovanni Paolo I.
Il termine "papa" deriva dal greco ppas (padre) ed  assegnato fino al secolo IX a tutti i
vescovi, ma a quello di Roma viene dato per la prima volta nella persona di Marcellino (296-304),
come si ricava dalliscrizione del diacono Severo nelle catacombe di Callisto, iussu p(a)p(ae) sui
Marcellini. Dal 400, nel sinodo di Toledo, il titolo risulta esclusivo del vescovo di Roma, dal
momento che in riferimento ad altri vescovi si usa quello di episcopus. E da allora il vescovo di Roma 
indicato in tutto il mondo come papa. Laltro termine che lo qualifica universalmente  pontifex, ovvero
"pontefice";  un termine pagano e deriva dalla pi antica tradizione romana. Risale a quel pontifex con
il quale era indicato ogni sacerdote del collegio religioso pagano; il loro superiore era il pontifex
maximus, con incarico a vita, e questo titolo pi ampio distingue il papa.
La fondazione del papato risale a Ges Cristo, che lo avrebbe istituito in funzione di un suo
vicario nella persona dellapostolo Pietro. Tu sei Pietro e su questa pietra fonder la mia Chiesa, e le
porte dellinferno non prevarranno su di essa. Io ti dar le chiavi del regno dei cieli; tutto quello che
legherai sulla terra sar legato nei cieli, tutto quello che scioglierai sulla terra sar sciolto nei cieli
(San Paolo, Milano 2010).  questa la famosa frase pronunciata da Ges nel vangelo di Matteo (16: 18,
19) e sul quale si basa la Chiesa cattolica dalle sue origini, con la fede nel ministero assegnato a Pietro
e da questi trasmesso ai suoi successori per assicurare lesistenza della Chiesa e, come pastori, guidare i
credenti: Pasci le mie pecorelle, secondo quanto si legge nel vangelo di Giovanni (21: 15).
Al papa in pratica sono state assegnate le chiavi simboliche della Verit evangelica, ovvero del
primato sulla terra, come vicario di Ges Cristo. In quelle parole del Figlio di Dio  anche il segno
dellinfallibilit del papa, della sua autorit ex cathedra, divenuta dogma di fede con il Concilio
Vaticano I del 1870. In realt il dogma varrebbe solo alla proclamazione di una dottrina come
"rivelata"; ma il 21 novembre 1964 la costituzione Lumen Gentium del Concilio Vaticano Secondo ha
precisato che anche il magistero ordinario esercitato dal papa possiede il carisma dellinfallibilit di cui
Ges ha dotato la Chiesa, perch sia sacramento universale di salvezza.
Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger,  il 265 papa della storia. Nato a Marktl am Inn,
diocesi di Passau, il 16 aprile 1927; nel 1939  obbligatoriamente arruolato nella Hitlerjugend, la
giovent hitleriana, e nel 1943 viene richiamato nei servizi ausiliari antiaerei del Reich, assegnato a un
reparto di artiglieria contraerea esterno alla Wehrmacht e in difesa degli stabilimenti della BMW. In
servizio per un anno in un reparto di intercettazioni radiofoniche, viene poi destinato allo scavo di
trincee e quindi inviato insieme a gruppi di coetanei a compiere marce in alcune citt tedesche,
cantando canti nazionalsocialisti per sollevare il morale della popolazione. Se si fosse rifiutato sarebbe
stato sicuramente fucilato, cosa che lo avrebbe reso un martire.
Con la disfatta tedesca, nellaprile del 1945 Ratzinger  recluso per alcune settimane in un
campo degli Alleati, vicino a Ulma, come prigioniero di guerra; viene rilasciato il 19 giugno 1945 e
ospitato presso lHerzogliches Georgianum, un seminario interdiocesano dove confluiscono tutti i
candidati al sacerdozio della Baviera. Ordinato sacerdote il 29 giugno 1951, diventa insegnante di
Teologia nelle universit di Bonn, Mnster, Tubinga e Ratisbona, ed  consulente teologico nel
Concilio Vaticano II. Il 25 marzo 1977  nominato arcivescovo di Monaco e Frisinga e nel concistoro
del 27 giugno 1977 viene creato cardinale del titolo di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino; dal 25
novembre 1981  Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede. Seguono in Roma, il 19 aprile
2005, la sua elezione al pontificato e quindi il 24 aprile la sua consacrazione.
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4. Lelezione del papa.
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 il conclave, dal latino cum clave, il luogo "chiuso a chiave" in cui, alla morte di un sovrano
pontefice, si riuniscono i cardinali (v. Cardinali manager per Mammona), come "principi della
Chiesa", per eleggere il successore. E i cardinali costituiscono il problema sempre esistito nellelezione,
perch la corruzione arriva anche dentro il conclave con questi gestori dellelezione, che oltre a essere i
consiglieri del papa, sono anche collegati politicamente ai diversi Stati impegnati in intrighi
internazionali, e facilmente oggetto, appunto, di corruzione. Che in una elezione pontificia si  fatta
sempre sentire tra patteggiamenti, promesse di privilegi e balzelli, commercio dindulgenze.
Nel Novecento, con laumento del numero dei cardinali,  sorto il problema della maggioranza
da tener presente nelle votazioni, e questa  stata definita da Pio XII nel numero dei due terzi pi uno,
in modo che non risulti determinante il voto del neoeletto. Con Paolo VI  stata fissata invece a
ottantanni let massima dei cardinali partecipanti allelezione e a 120 il loro numero, come  stato per
i conclavi nei quali sono stati eletti Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo Secondo e Benedetto XVI.
Larea in cui si  svolto il conclave fino al 1978 era limitata alla Cappella Sistina, inserita
allinterno del percorso dei Musei Vaticani (v. Le ricchezze dei Musei Vaticani), nella quale i cardinali
risiedevano in apposite scranne, mangiavano e bevevano quanto veniva loro servito attraverso una
feritoia, e dormivano su brandine. Nellultimo conclave del 2005 si sono insediati invece nella Domus
Sanctae Martae, ovvero uno dei residence del Vaticano (v. I residence della Citt del Vaticano), ma 
nella Cappella Sistina che si  mantenuta la votazione, sotto chiave e con rigido controllo del portale
con tanto di Guardia Svizzera. Al suo interno ogni cardinale ha votato sedendo a un tavolo posto in
mezzo alla cappella, scrivendo il nome del candidato su una scheda stampata in latino e ponendola in
un calice che  posto sullaltare. E per comunicare allesterno lavvenuta elezione, vengono bruciate le
sole schede della votazione in una stufa collegata a una canna fumaria esterna, provocando una "fumata
bianca"; diversamente, laggiunta alle schede di prodotti chimici, al posto della paglia di un tempo,
determina una "fumata nera" per avvertire che il papa ancora non  stato eletto.
Va per registrato un particolare relativo ai precedenti della clausura e della votazione, che si
sono verificati nelle ultime due elezioni. Prima del conclave dellottobre 1978, che ha portato
allelezione dellarcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla, si salda unintesa fra la prelatura dellOpus
Dei e la fazione tedesca dei cardinali guidata dallarcivescovo di Colonia Joseph Hffner. Il porporato
polacco prima del conclave si reca nella sede romana della prelatura personale Opus Dei (v. La
prelatura affaristica dellOpus Dei) in viale Bruno Buozzi, dove appunto si svolge la riunione, nella
quale viene definito lappoggio dei cardinali dellopera e di quelli vicini a essa per lelezione di
Wojtyla. Che avviene il 16 ottobre con il nome di Giovanni Paolo II.  un fatto che subito dopo
lelezione di Wojtyla, ledizione settimanale in lingua tedesca de LOsservatore Romano documenta
i buoni rapporti del nuovo papa con i vescovi tedeschi pubblicando due foto significative scattate
alla vigilia del conclave: ritraggono il cardinale Wojtyla, il cardinale Hffner e monsignor Franz
Hengsbach, vescovo di Essen, riuniti nel centro romano dellOpus Dei.
Sul conclave che si apre il 18 aprile 2005 aleggia lo spirito di Giovanni Paolo II, incombendo
sui 115 cardinali chiamati a scegliere il suo successore, e in qualche modo li condiziona per una linea
di continuit. E si autonomina il cardinale Joseph Ratzinger, fin da quando legge le sue omelie per i
funerali di Giovanni Paolo Secondo e nelle congregazioni di preparazione al conclave, che sono parse
autentici manifesti di personale propaganda elettorale. Il porporato tedesco tra il 16 e il 17 aprile svolge
una vera e propria campagna elettorale con laiuto di diversi porporati e movimenti conservatori, Opus
Dei in testa, fino a una riunione in una sede della prelatura fuori Roma, alla quale per Ratzinger non
ha partecipato personalmente. In questo modo, si legge sul quotidiano di Rio de Janeiro O Globo,
Joseph Ratzinger entra in conclave praticamente papa; e il giornale cita come fonte uno dei quattro
cardinali brasiliani presenti alla votazione, il quale avrebbe fatto la rivelazione in forma anonima per
evitare la scomunica che colpisce chi rivela i segreti di unelezione papale.
A indiretta conferma la conferenza episcopale brasiliana ha riconosciuto con O Globo che
lOpus Dei ha avuto un ruolo importante nellelezione di Benedetto XVI, perch lopera gode di
grande prestigio in Vaticano, soprattutto tra i cardinali pi conservatori. In termini pi cronachistici ha
valore quanto scrive su Limes di aprile, a pochi giorni dalla chiusura del conclave, il vaticanista
Lucio Brunelli sulla base di rivelazioni di un cardinale. Ratzinger avrebbe avuto subito 47 voti su 115,
progredendo fino ad avere i due terzi; Martini avrebbe ottenuto solo 9 voti al primo scrutinio, facendo
capire che non gradiva essere eletto. Allora avrebbe acquistato consensi il gesuita argentino Jorge
Mario Bergoglio, ma non avrebbe potuto ostacolare lavanzata di Ratzinger, eletto dopo soli quattro
scrutini alle 17,50 del 19 aprile.
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5. La casa del papa.
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Per localizzarla basta guardare ledificio che si estende lateralmente a piazza San Pietro, che  il
palazzo Aposotolico Vaticano, da dove  solito affacciarsi il papa ogni domenica, esattamente dalla
penultima finestra dangolo dellultimo piano.  soprannominato palazzo Sistino, da Sisto V che nel
1588 lo fece innalzare da Domenico Fontana, anche se fu completato sotto Clemente VIII (1592-1605),
quando oltretutto i papi erano andati ad abitare nel palazzo del Quirinale. Finch non  ridiventata
forzatamente la casa del papa con Pio IX (1846-1878) dal 20 settembre 1870, quando Roma entr a far
parte del territorio italiano.
Lingresso al palazzo Apostolico Vaticano  dal cosiddetto Portone di Bronzo, a custodia del
quale  una Guardia Svizzera con alabarda, ma lentrata pi opportuna e accessibile alla casa del papa,
grazie a un permesso speciale,  nel retrostante Cortile di San Damaso, a pochi metri dal Portone di
Bronzo, salendo la scala di Pio IX. La casa di Benedetto XVI  al terzo piano, l dove sono state le
dimore dei papi che lhanno preceduto a partire da Pio X, che nel 1903 fece a cambio con la dimora del
Segretario di Stato, al quale furono assegnati i locali del primo piano, dove appunto avevano abitato Pio
IX, gli ultimi otto anni della sua vita, e Leone XIII (1878-1903). Lappartamento da allora  sempre
rimasto qui, pur subendo ogni volta quei parziali cambiamenti interni nellarredamento, come riflesso
delle abitudini personali del nuovo pontefice; in particolare Paolo VI fece costruire un giardino pensile
sul largo tetto a terrazza. Ma con papa Montini lappartamento aveva un assetto segreto, con la
distribuzione delle stanze solo ipotizzabile, mentre con Giovanni Paolo Secondo lappartamento non  stato
pi un mistero, mostrando un assetto che sar mantenuto da Benedetto XVI.
Si sviluppa in dieci stanze, alle quali si affiancano altri undici ambienti riservati a tre professe
della Memores domini, unassociazione religiosa di Comunione e Liberazione. Benedetto XVI ha
adottato tinte chiare alle pareti dello studio, dal quale si affaccia ogni domenica, e della camera da letto,
verso sinistra, sullangolo del palazzo, che prosegue con il bagno e linfermeria adattata a gabinetto
chirurgico e dentistico. Qui  disposta una cyclette, che il papa usa quotidianamente per mezzora,
come prescrittogli dal professor Renato Buzzonetti, che era il medico personale del papa fino a giugno del 2009.
Ecco quindi la sala da pranzo e la cucina, fatta rinnovare questultima da Benedetto XVI con
fuochi, pensili, forni, utensili elettrici a scomparsa e luci a incasso nel controsoffitto; il tutto offerto da
una ditta tedesca. Lalimentazione di Benedetto XVI era di ispirazione tedesca, basata sulla cucina
bavarese con wrstel e insaccati, ma i medici gli hanno imposto una dieta. E sono arrivati menu a base
di pasta al curry o con salmone e zucchine, risotto allo zafferano, involtini di pollo e straccetti con
rucola. Il tutto accompagnato da un succo darancia, anche se il bel monsignor Gaenswein, suo
Segretario e quotidiano commensale, si concede del vino, di cui  grande intenditore, che
verosimilmente offre al papa.
Sulla destra dello studio lappartamento si sviluppa nelle stanze-ufficio dei due segretari
particolari e, di seguito, finisce nella Sala di Ricevimento. A fronte di questa suite c la cappella
privata, nella quale il papa dice Messa ogni mattina alle sette, e che confina con gli ambienti delle tre
professe della Memores Domini: Cristina, Carmela, e Loredana. Cristina  addetta alla cappella,
Carmela segue la stanza e il guardaroba del papa, mentre a Loredana  affidata la cucina, grazie alla
quale "sovrintende" alla salute di Benedetto XVI. Fino al 24 novembre cera anche Manuela;  rimasta
vittima di un incidente stradale sulla via Nomentana a Roma.
Ma c anche un piano superiore: nei cosiddetti "soffittoni" sono stati ricavati 12
appartamentini per i due segretari, che sovrintendono alle udienze, alle celebrazioni liturgiche e ai
documenti pontifici. E in fondo questi ambienti costituiscono un appartamento a s rispetto alla casa
del papa, nei quali il personaggio pi eminente  monsignor Georg Gaenswein, perch laltro
Segretario, il maltese Alfred Xuereb,  stato nominato Prelato danticamera solo nel 2006 e con la
qualifica di Segretario personale in seconda; oltretutto Gaenswein  Prelato donore di Sua Santit con
tanto di bel portamento. Sul metro e ottanta, fisico sportivo e decisamente un belluomo, lo
stigmatizza il giornale cattolico Avvenire il 20 aprile 2006, cos che gli sono arrivate le definizioni di
"Sonny Boy in sottana", il "nuovo padre Ralph di Uccelli di rovo" e il "George Clooney del Vaticano".
Ha 54 anni, ma non li dimostra.
Ancor meno misteriose le 12 stanze dellappartamento di rappresentanza al secondo piano,
spesso riprese dalle telecamere per le udienze pontificie a personalit politiche e celebrit. Sono
dedicate nel nome a SantAmbrogio, agli Scultori, ai Pittori, agli Evangelisti, al Redentore, alla
Madonna, a Santa Caterina e ai Santi Pietro e Paolo, oltre alla Biblioteca, con gli splendidi affreschi di
paesaggi, e la Sala del Trono, non pi fastoso come un tempo, ma costituito oggi da un semplice seggio
in marmo con le statue degli apostoli Pietro e Paolo.
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6. Le insegne e il vestiario del papa.
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Il papa regnante, come sovrano, ha uno stemma per il quale utilizza larma del suo casato, se 
nobile, come  accaduto per Paolo VI con lo stemma della famiglia Montini; altrimenti ne adotta uno di
sua invenzione. Cos  per Benedetto XVI nel cui stemma sono effigiati una conchiglia dorata, simbolo
dei pellegrini, su fondo rosso, un moro (simbolo delluniversalit della Chiesa) e un orso; questultimo
richiama la leggenda di san Colombano, che ebbe il cavallo ucciso da un orso e allora obblig la belva
a portare il suo bagaglio durante un viaggio a Roma. Una semplice mitria pontificia, e non il triregno,
sovrasta lo scudo, dietro al quale sono le bande del copricapo e gli estremi delle due chiavi pontificie.
Le due chiavi hanno un significato simbolico; quella doro vale come la potenza e quella
dargento come la scienza. In ogni caso  lo stemma nel suo complesso che resta lemblema del potere
papale e in una forma aristocratica non troppo in linea con lo spirito evangelico, se solo si pensa alla
povert del primo papa, il pescatore di Galilea. Peraltro il riferimento a Pietro  incancellabile in quella
gemma simbolica che reca scolpita limmagine del primo papa nellatto di pescare dalla sua navicella;
lanello del "pescatore", appunto, usato dal pontefice per ricordare che la supremazia della Chiesa fu
assegnata al pescatore Simone, di cui i papi sono i legittimi successori.
Questo anello, custodito dal Prelato Maestro di Camera, viene spezzato alla morte di ogni papa
e rinnovato; sempre doro,  indossato dal neoletto pontefice al dito anulare destro e utilizzato per
sigillare tutta la corrispondenza privata, facendo pressione sulla ceralacca riscaldata e fusa sulla carta.
Lanello piscatorio doro massiccio di Benedetto XVI  stato creato appositamente da un noto orafo
romano, Claudio Franchi, esponente dellAssociazione Regionale Romana Orafi; riporta un sigillo a
forma ovale, sul quale  incisa la tradizionale barca con Pietro che getta le reti per pescare. Intorno
allanello  inciso il nome del papa, "Benedictus XVI". Ma il pontefice ha anche il suo anello personale,
che risale a quando  stato nominato cardinale:  in oro massiccio e reca una pietra, generalmente uno
zaffiro, con le insegne del papa che lo ha donato incise sul verso della pietra o sullanello. Ed  pi
grande del piscatorio perch deve poter essere infilato sopra i guanti pontificali.
Il vestiario del papa  piuttosto sobrio, allinsegna del colore bianco. Lindumento principale
era una zimarra, caratterizzata da una mozzetta a finte maniche, larghe fino ai gomiti, sostituita nelle
funzioni religiose da un camice in pizzo lungo fino ai piedi, con maniche attillate, cinta sui fianchi dal
cingolo; era portata direttamente sopra una camicia a collo romano con polsini alla moschettiera
fermati dai gemelli. E nelle cerimonie religiose allaperto, in autunno e inverno, Benedetto XVI indossa
anche un maglione nero di lana. Ma la zimarra  stata sostituita da un pallio, descritto da Guido Marini,
maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, a forma circolare chiusa, con i due capi che pendono
nel mezzo del petto e del dorso. La foggia risulter pi larga e pi lunga, mentre sar conservato il
colore rosso delle croci che lo adornano e cos non si vedranno i polsini del maglione nero. Come
soprabito Benedetto XVI usa la mozzetta, una mantellina di velluto corta abbottonata sul davanti, che 
di colore rosso o bianco, o il piviale, ampio mantello con cappuccio. Rosso  anche il camauro, un
copricapo di velluto bordato di pelliccia dermellino bianca; copricapo alternativo  il saturno, un
cappello a tesa larga, anche questo rosso.
Ma ecco risaltare laristocraticit dellabbigliamento papale nelle scarpe color rosso ciliegia,
diventate unicona da quando il mensile americano Esquire nel 2009 ha definito il papa the
accessorizer of the year, ovvero luomo pi elegante dellanno per quelle calzature. E si  discusso
a lungo su chi le fornisca, cos che  stato fatto il nome di Prada. Ma LOsservatore Romano ha
smentito quella voce dichiarando che il colore rosso ha un significato religioso, ovvero il
"sacrificio", e pertanto il papa non veste Prada, veste Cristo. In realt quelle scarpe sono opera di
Adriano Stefanelli, un artigiano di Novara, e quando si consumano le rimette a nuovo Antonio
Arellano, un peruviano che ha il negozio di calzolaio a Borgo Pio. Ma  difficile pensare che il papa
faccia riparare le scarpe, come un comune mortale; pi probabile che arrivino nuove da Novara.
Laristocraticit di Benedetto XVI non compare nellorologio, che porta al polso sinistro con un
cinturino di pelle nera:  un Junghans, storica marca tedesca specializzata in apparecchi
radio-controllati. Il modello che indossa il papa  un po datato, ma  in titanio e il quadrante  a
pannello solare. Lostentazione di ricchezza si rivela invece nelle funzioni religiose quando usa una
mitra giallo oro gemmata, ben calcata sulla fronte e con due nastri posteriori, le vitte, che ricadono sulla
nuca, e nella sinistra tiene la ferula doro, ovvero il pastorale con la croce. Nei primi tre anni del suo
pontificato ha usato quella realizzata nel 1963 dallo scultore napoletano Lello Scorzelli per Paolo VI, in
argento dorato a forma di croce, accompagnata dalla figura del Crocifisso. Dalla Domenica delle Palme
del 2008 lha sostituita con un bastone sormontato da una croce dorata, che usava Pio IX. Con la
celebrazione dei Primi Vespri di Avvento del 2009 ha iniziato a usare una nuova ferula, a lui donata dal
Circolo San Pietro, simile nella forma a quella di Pio IX: termina con una esile scultura di Ges in
croce, che la rende pi leggera della precedente, ma  completamente doro.
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7. La sagrestia del papa.
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 chiamata Sacrario Apostolico, perch custodisce i preziosi paramenti e gli arredi sacri
utilizzati dal papa nelle celebrazioni liturgiche.  inserita nella parte estrema del palazzo Apostolico, a
fronte delluscita dalle Sacre Grotte Vaticane, con un ingresso dalla Cappella Sistina, attraverso la porta
opposta a quella dalla quale si entra, nella visita ai Musei Vaticani, per ammirare il Giudizio Universale
di Michelangelo. Resta per fuori dalla visita dei musei, perch ne  vietato rigorosamente laccesso.
Questa sagrestia  riservata in esclusiva al sovrano pontefice, al contrario della sagrestia della basilica
di San Pietro, destinata allarciprete, al vicario, ai camerlenghi, ai cerimonieri e ai sacerdoti della basilica.
La custodia di questo ambiente  assegnatata agli Agostiniani, sotto la responsabilit del
Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, attualmente monsignor Guido Marini, coadiuvato da
dieci monsignori nelle vesti di cerimonieri pontifici. Il Sacrario si sviluppa da una sala "storica" e pi
direttamente collegata alla Cappella Sistina, come sede del conclave, perch l avviene la vestizione del
neoletto pontefice. Infatti  detta emblematicamente "Stanza del pianto" per la commozione che prende
istintivamente il cardinale fresco di nomina pontificia tra gli abbracci dei colleghi.
Da questa stanza si aprono tre sale su tre piani, dove si custodiscono oggetti e paramenti storici,
capolavori di arte orafa e tessile, custoditi in vetrine; un immenso "tesoro", di valore superiore al
Tesoro che  allinterno della basilica di San Pietro (v. I tesori della basilica di San Pietro). E si va
dagli oltre 6000 manufatti, tra pissidi, calici, tiare, mitre, triregni, piviali con gemme incastonate, alle
preziose suppellettili sacre e vesti liturgiche usate dai papi e dai concelebranti fino alla Lipsanoteca.
Che  una sala dove sono conservati, in numerose vetrine, pi di mille Reliquiari in gran parte
gemmati, datati dal Seicento a oggi e donati ai papi in occasione di beatificazioni e canonizzazioni.
Lemblema per eccellenza del tesoro del sovrano pontefice  il triregno, ovvero la tiara con tre
corone sovrapposte, relative al triplice valore del suo potere ricordato nellincoronazione, che  quello
di padre dei principi e dei re, rettore del mondo e vicario in terra del Salvatore Nostro Ges Cristo.
Rimane loggetto pi prezioso, anche se presente solo negli stemmi dei papi e non pi in uso da quando
Paolo VI vendette il suo dopo averlo utilizzato per lincoronazione, rimasta lultima della storia. Lha
fatto esporre nelle varie diocesi degli Stati Uniti con offerte dei visitatori che sono servite per il suo
acquisto, diventando un reperto museale dellUniversit Cattolica di Washington; il denaro raccolto,
ammontante a circa un milione di dollari, fin nel mare magnum delle finanze vaticane, ma in ogni caso
loperazione risult positiva e da imitare, vendendo le precedenti triplici corone. Ma questa operazione
non  stata mai presa in considerazione da Giovanni Paolo Secondo e Benedetto XVI.
A Pio IX (1846-1878) risalgono numerose tiare a tre corone, tra le quali eccelle il triregno
donatogli dalla Guardia Palatina nel 1877 in occasione del suo giubileo episcopale.  in argento con tre
corone in oro dove sono incastonate 250 gemme: acquamarine, ametiste, corindoni gialli, diamanti,
granati, peridoti, quarzi, smeraldi, spinelli, topazi e zaffiri. Le tre corone sono bordate da una doppia
fascia smaltata e in cima si eleva una piastra floreale a topazi e granati con un globo di smalto blu al
centro, cerchiato da una coroncina di diamanti e sormontato da una croce con gemme incastonate. Le
infule sono in argento ricamato a fili doro con gli stemmi aurei di papa Mastai. Questo triregno  stato
usato per lincoronazione di Giovanni Ventitreesimo (1958-1963), che lo ha utilizzato pi volte. Al corredo di
Pio IX fa capo anche una mitria, dove ricami floreali si alternano alle raffigurazioni di Maria, Ges
Buon Pastore, due angeli, due pecore e un agnello; commissionata dallo stesso papa per la
proclamazione del dogma dellImmacolata nel 1854,  stata usata anche da Giovanni Paolo Secondo per la
celebrazione dellAnno Mariano del 1987.
Eccellente il triregno di Leone XIII (1878-1903) regalato dalla Giovent Cattolica nel 1903 per
il venticinquennio del suo pontificato;  in lamina dargento lavorata e traforata con corone doro: la
calotta ha un riporto a petali sormontato da un globo con croce. Ha la notevole altezza di 35 centimetri.
Ma  appartenuto a Leone XIII un altro maestoso triregno, dono della citt di Parigi, con le tre corone
in metallo dorato e gemme in pasta vitrea raffiguranti la Vergine e lincarnazione di Cristo. E in fatto di
copricapo, in alternativa al triregno, va segnalato il Berrettone ducale di Leone XII (1823-1829) con
uno Stocco realizzato a Roma dai fratelli Mazzocchi e dallargentiere Pietro Paolo Spagna, ambedue
benedetti la notte di Natale per andare in dono a un nobile irlandese, ma successivamente rinviati dal
marchese Mac Swiney a Pio IX, in un curioso "dono di riciclo". Il cappello  decorato a ricami dorati
con tre pigne in argento e cinque giri di perle, mentre la colomba dello Spirito Santo risalta sulle due
falde. Lo stocco ha lelsa dargento dorato e la lama dacciaio, mentre il fodero  dargento e velluto
rosso con ricami dorati a foglie e fiori.
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8. Lautomobile del papa.
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 subentrata alla carrozza a cavalli, che a sua volta aveva mandato in pensione il semplice
cavallo; mezzi di trasporto perlopi usati per la presa di possesso della basilica di San Giovanni in
Laterano e per andare in vacanza a Castel Gandolfo. La prima automobile entrata in Vaticano  una
Itala 20/30, regalata a Pio X dal vescovo di New York, monsignor Farlen, nel 1909; ma papa Sarto non
la usa. In pratica resta in uso la carrozza, alla quale rimane fedele anche Benedetto XV, finch con Pio
XI lautomobile  promossa a tutti gli effetti come mezzo di locomozione. Ma la sua grande
affermazione lha con Giovanni XXIII, protagonista originale di numerose uscite per visite alle
parrocchie romane, alle carceri e allospedale. E papa Roncalli cambia spesso automobile; usa una
FIAT 2100 o una Chrysler Imperial carrozzata Ghia o una Mercedes 300, e a bordo di questultima, che
 la preferita, va a ricevere il Premio Balzan al Quirinale.
Con Paolo VI e i viaggi internazionali le vetture targate SCV servono solo ad accompagnare il
papa allaeroporto e riprenderlo, perch nei vari paesi c sempre lautomobile del premier dello Stato
ad accoglierlo; per le visite dentro Roma e a Castel Gandolfo usa una Mercedes Benz 600. Finch nel
1980 arriva la FIAT Campagnola, che  famosa perch su di essa Giovanni Paolo Secondo viene colpito da
Al Agca il 13 maggio 1981. E da quel giorno il problema  stato quello di mettere a disposizione del
papa vetture di massima sicurezza, a cominciare dal rivestimento della Campagnola con una bolla di
plexiglas antiproiettile, finch  arrivata la papamobile.
 una vettura speciale che garantisce sicurezza al pontefice, con una cabina blindata
antiproiettile, ma anche massima visibilit ai fedeli; la prima automobile di questo tipo peraltro  stata
realizzata ancor prima dellattentato sul furgone polacco Star, utilizzato quando Giovanni Paolo Secondo 
andato in visita in Polonia nel 1979. Ma le vere papamobili sono altre, a cominciare da una
Mercedes-Benz GL 500, cui fa seguito una Mercedes-Benz ML 430 a trazione integrale, nelle quali per
 possibile anche tenere i finestrini aperti, come nella successiva basata sulla meccanica di un
fuoristrada Toyota. Ma viene utilizzato anche un altro modello di papamobile realizzato sulla base del
modello Mercedes-Benz G 500 senza cabina blindata. Tutte automobili ereditate da Benedetto XVI che,
nei primi giorni del suo pontificato, ha utilizzato un vecchio modello di berlina Mercedes-Benz
decappottabile, ma perlopi si affida alla papamobile blindata, che per i viaggi viene imbarcata su aerei cargo.
Una papamobile inedita  quella che Benedetto XVI nellagosto 2009 ha usato per andare in
Abruzzo tra i terremotati;  una FIAT Ducato Panorama costruita in joint venture col Gruppo PSA,
Peugeot-Citron. Si tratta di un esemplare unico appositamente realizzato per loccasione della visita in
Abruzzo; di color bianco, mostra i loghi della Protezione Civile per una sette posti, due anteriori per
due autisti e cinque posteriori disposti a salotto.
Tutte le automobili del papa, finch sono in uso, stazionano nellAutoparco Vaticano, che si
trova nella zona residenziale della Citt del Vaticano, a ridosso delle mura sul fianco di piazza
Risorgimento, dove peraltro sono parcheggiate anche quelle di rappresentanza di cardinali e prelati, e di
servizio, ma ben distinte da quelle dei Vigili del Fuoco, della Gendarmeria e del servizio sanitario,
nonch da autocarri e motocicli del personale vaticano, che sono disposti in settori separati. Uno  stato
realizzato nella zona di Santa Rosa lungo i Bastioni di Michelangelo, con tre piani di parcheggio in
grado di accogliere 240 autovetture; questo garage  collegato alla viabilit esterna con una rampa che
immette sul viale dei Bastioni verso piazza Risorgimento. Ma a quanto pare questo parcheggio non
basta allenorme numero di automobili che gravitano nella citt, perch il Cortile del Belvedere risulta
sempre intasato da automobili posteggiate.
Le automobili pontificie, tutte targate SCV, stazionano nellautoparco finch vengono
utilizzate, altrimenti finiscono come cimeli storici nel Padiglione delle Carrozze dei Musei Vaticani.
Questo  stato creato da Paolo VI nel 1973 in un ambiente sottostante il Giardino Quadrato, come
sezione staccata del Museo Storico che  allestito nel palazzo Apostolico del Laterano, e oltre alle
automobili datate questo locale conserva selle, carrozze e portantine. Tra le automobili non c la
Campagnola sulla quale Giovanni Paolo Secondo sub lattentato, probabilmente non esposta perch
considerata anche una sorta di reliquia. Ma tra le carrozze ce n una che  stata usata ai giorni nostri da
un papa in sostituzione dellautomobile e pertanto va segnalata:  un landau dellOttocento, scoperto e
senza particolari addobbi damascati. Lus Paolo VI per andare in piazza di Spagna a rendere il
tradizionale omaggio alla colonna dellImmacolata l8 dicembre del 1973, anno in cui vigeva lausterit
ed era proibito luso di veicoli a motore nei giorni festivi.
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9. I viaggi del papa tra contestazioni, attentati e sponsor.
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I viaggi del papa nel Novecento iniziano con Giovanni Ventitreesimo, ma senza un impegno in lunghe
distanze dal Vaticano, e nel solo territorio italiano. Prendono una dimensione universale con Paolo VI,
da quando nel 1964 papa Montini compie un pellegrinaggio in Terra Santa, dal 4 al 6 gennaio, seguito
dal pellegrinaggio in India tra il 4 e il 5 dicembre per il Congresso Eucaristico Internazionale a
Bombay; da questa citt papa Montini lancia un appello alle grandi potenze perch cessino la corsa agli
armamenti e impieghino le loro risorse per aiutare il Terzo Mondo, assillato dal dramma della fame. 
quanto riafferma in nome della pace il 5 ottobre 1965 nel palazzo dellONU a New York. Mentre
hanno un significato tutto religioso nel 1967 il pellegrinaggio al santuario di Fatima il 13 maggio e il
viaggio del 25 e 26 luglio a Istanbul, Efeso e Smirne, con la restituzione alla Turchia delle bandiere
catturate durante la battaglia di Lepanto e lo storico incontro con Atenagora, il patriarca della Chiesa
ortdossa di Costantinopoli.
Il 10 giugno 1968 Paolo VI  a Ginevra in occasione del 50 anniversario dellOrganizzazione
Internazionale del Lavoro con un discorso, che  significativo dellapertura sociale della Chiesa di
Roma al mondo proletario. Ma il suo messaggio non sembra essere compreso se il 24 aprile 1970,
durante il pellegrinaggio al santuario mariano di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari alcuni giovani lo
prendono a sassate. E ancora, durante il pellegrinaggio in Asia orientale, Oceania e Australia, tra il 25
novembre e il 5 dicembre 1970, il pittore sudamericano Benjamin Mendoza attenta alla sua vita a
Manila il 29 novembre. Lo salva larcivescovo Paul Marcinkus, lorganizzatore dei suoi viaggi, nei
quali gli fa da guardia del corpo, come autentico "gorilla"; riesce a deviare il pugnale, che per ferisce
al petto il Segretario del papa, monsignor Pasquale Macchi.
Con Giovanni Paolo Secondo si concretizza ancor pi la figura del "papa pellegrino", tra 146 visite
pastorali e 104 viaggi apostolici nel mondo compiuti in circa 600 giorni per oltre un milione e mezzo di
chilometri percorsi in 130 nazioni, alcune visitate pi di una volta, privilegiando lAfrica e lAmerica
Latina. Di particolare importanza per lo stesso papa  il viaggio nella sua Polonia, dal 2 al 10 giugno
del 1979, ed  un autentico trionfo per Wojtyla, accolto in piazza della Vittoria a Varsavia, altare delle
celebrazioni comuniste, da una folla acclamante intorno a una grande croce. Questo viaggio diventa il
simbolo della lotta del papa contro il comunismo e una benedizione per il sindacato Solidarnosc, che
rivestir un ruolo decisivo nellabbattere il regime.
Ma si registra anche un complotto per uccidere Giovanni Paolo Secondo durante la visita a Manila,
nelle Filippine, nel gennaio del 1995, con un piano terroristico, chiamato Operazione Bojinka,
organizzato da due affiliati alla rete di Al Qaeda, Ramzi Yusef e Khalid Shaykh Mohammed: un
attentatore suicida vestito da prete avrebbe dovuto avvicinarsi allautomobile del papa facendosi
esplodere. Qualche giorno prima del 15 gennaio, giorno in cui doveva aver luogo lattentato, un
incendio casualmente divampato in un appartamento permette alla Polizia di venire in possesso di un
computer portatile di propriet di Yusef che contiene i piani dettagliati dellazione terroristica. Yusef 
arrestato in Pakistan un mese dopo, mentre Khalid Shaikh Mohammed verr arrestato solo nel 2003.
Benedetto XVI in sei anni di pontificato compie 39 viaggi, di cui 21 in Italia, tra il 29 maggio
2005 e il 6-7 novembre 2010. Viaggi che spesso mettono in mostra un contrasto del papa con i fedeli a
causa dei suoi discorsi, che innanzi tutto evidenziano la rigida opposizione a un ecumenismo religioso.
Come quando nel viaggio in Germania il 12 settembre 2006 lancia un attacco allIslam, prendendo a
prestito le memorie dellimperatore Michele Paleologo: Mostrami pure ci che Maometto ha portato
di nuovo e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per
mezzo della spada la fede che predicava. Di fronte alle proteste islamiche da Ankara, Islamabad e Il
Cairo, arriva un messaggio di correzione, che serve a poco; c infatti chi fa risalire alla frase del papa
la causa dellassassinio della suora missionaria Leonella Sgorbati a Mogadiscio il 17 settembre. Si
rimedia allo sgarbo con un viaggio in Turchia tra il 28 novembre e il 1 dicembre, dove il papa ha un
colloquio con il Presidente della Repubbblica turca Necdet Sezer, ma la frattura resta.
Durante il viaggio in Brasile dal 9 al 14 maggio 2007 Benedetto XVI semina qualche strascico
polemico per le sue dichiarazioni di commento a un provvedimento ipotizzato dai vescovi messicani
nei confronti di politici che votano leggi a favore dellaborto. Al santuario dellAparecida, la patrona
del Brasile, papa Ratzinger apre la 5a Conferenza generale dei vescovi latino-americani e, nel suo
discorso ai prelati evidenzia, pur senza mai nominarla, una certa freddezza nei confronti della Teologia
della Liberazione. In Austria, dove si reca dal 7 al 9 settembre 2007, durante unomelia a Vienna a
proposito dellaborto il papa afferma che esso non pu essere un diritto umano, ma  il suo contrario,
e riguardo leutanasia esprime i timori che possa essere esercitata una pressione non dichiarata o
anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perch chiedano la morte o se la diano da s.
Su certi problemi torna nel viaggio in Camerun dal 17 al 20 marzo 2009, affrontando il dramma
dellAIDS con dichiarazioni molto forti che hanno avuto ampio risalto nei media: Lepidemia di Aids
non si pu superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi. E in Angola
dal 20 al 23 marzo 2009 esprime critiche al trattato sui diritti delle donne in Africa adottato dallUnione
Africana nel 2003, che autorizza, in taluni casi, laborto terapeutico.
Nel viaggio negli Stati Uniti dal 15 al 21 aprile 2008, importante  il suo discorso al palazzo
dellONU su un piano diplomatico, ma ancor pi lincontro a Washington con alcuni fedeli di Boston,
vittime di abusi sessuali di preti pedofili, con i quali si  riunito in preghiera. Un incontro simile si
verifica anche nel viaggio in Australia dal 12 al 21 luglio 2008 con relativa dichiarazione che i
responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia. E un terzo incontro con le
vittime della Chiesa il papa lo ha il 18 aprile 2010 a Malta, dove peraltro ha garantito loro che la
Chiesa sta facendo e continuer a fare tutto quello che  in suo potere per indagare le accuse, assicurare
alla giustizia coloro che sono responsabili degli abusi e applicare effettivamente le misure tese a
salvaguardare i giovani in futuro. Ma certe dichiarazioni spesso non trovano un riscontro nella realt,
perch i sacerdoti responsabili sono stati perlopi tenuti al riparo dalla giustizia (v. Ecclesiastici pedofili).
Un incontro con le vittime dei sacerdoti pedofili Benedetto XVI lo ha avuto anche nel viaggio
in Inghilterra dal 16 al 19 settembre 2010. Ma quel viaggio  legato a unaltra iniziativa, fonte di lucro.
Le diocesi britanniche, su richiesta del Vaticano, hanno chiesto ai fedeli "contributi" da 5 a 25 sterline
per assistere alle messe con il papa ad Hyde Park e per partecipare alla beatificazione del cardinale
John Henry Newman a Birmingham. E liniziativa si ripeter nel viaggio ad Aquileia e Venezia del 7 e
8 maggio 2011, per il quale la CEI ha ipotizzato un preventivo di spesa tra un milione e mezzo e tre; si
avr una raccolta di collette tra i fedeli delle 3527 parrocchie delle diocesi del Triveneto, alle quali
andranno aggiunti i contributi di fondazioni, societ e banche in veste di sponsor, che vedranno
immortalato il loro nome nella quarta di copertina del libretto della Messa di domenica 8 nel Parco di
San Giuliano a Mestre. Non solo: i pi generosi avranno il beneplacito di salutare il papa, sia pur
brevemente. E a commento, nei confronti delle malelingue,  arrivata la dichiarazione sul sito della
Chiesa del Nordest: Ci sar la massima trasparenza sui soldi che verranno raccolti e su come verranno
impiegati, ha spiegato il cardinale Angelo Scola, cos che chi lo desidera, ma senza obbligo per
nessuno, pu ordinare e acquistare il kit ufficiale.
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10. I soldi del papa.
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Il papa come re, ovvero sovrano assoluto dello Stato della Citt del Vaticano, non avrebbe
bisogno di denaro perch, a norma del Diritto Canonico, come sovrano assoluto della Chiesa ha poteri e
attribuzioni illimitati; secondo quanto peraltro recita il canone 1518 del Codice di diritto canonico del
1917: Il romano pontefice  amministratore e gestore di tutti i beni ecclesiastici. In ogni caso ha a
sua disposizione un "fondo spese", con il quale si provvede alle necessit quotidiane di vita, ai viaggi e
a qualsiasi esigenza automaticamente appagata, senza dover render conto a chicchessia. Ma in realt il
papa ha uno stipendio, che potremmo chiamare pi propriamente una indennit. Lo ha rivelato in una
conferenza stampa del 2001 il cardinale Sergio Sebastiani, allepoca Presidente dellAPSA,
lAmministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (v.), definendo una cosa normale, cos
come prende uno stipendio anche il capo dello Stato italiano.
Non  stata indicata la cifra, ma proprio quel riferimento al Presidente della Repubblica italiana
suggerisce lentit dello stipendio del papa, che possiamo stimare nellordine di 17.000 euro mensili
per un totale di 218.407 euro annuali, calcolando anche la tredicesima!
Inoltre presso lo IOR, la banca della Citt del Vaticano (v.), il papa ha il suo conto corrente, il
numero 1, con tanto di libretto di assegni, anche se per la firma c una delega. Considerando che il
papa non usa il denaro per il mantenimento di vitto, alloggio, vestiario e viaggi, il conto  alimentato
mensilmente dallintero stipendio, ma non solo. Vanno considerate anche le entrate di cui dispone dalla
sua Elemosineria Apostolica (v.) e i contributi che le diocesi di tutto il mondo sono tenute a versare a
Sua Santit, a norma del canone 1271 del Codice di diritto canonico, oltre a quanto inviano le
congregazioni religiose e le fondazioni. Lultimo dato acquisito risale al 2007, secondo un rapporto
riservato trasmesso dal Vaticano alle diocesi, in base al quale questi contributi sono ammontati a 29,5
milioni di dollari. Il pi sostanzioso introito sul conto del papa  costituito dal Vicarius Christi Fund,
che  un fondo assicurativo, frutto dellinvestimento dei Cavalieri di Colombo (v. I Cavalieri di
Colombo e la Catholic Near East Welfare Association).
Stando cos le cose  veramente impossibile quantificare il denaro che affluisce mensilmente sul
conto corrente del papa, nel quale vanno anche considerati gli interessi, che sono del 12%, a fronte
dell1,30% di spese. Ma c un di pi. In una conferenza di diplomatici di vari paesi del Medio Oriente
e del Nordafrica, tenuta a Roma alla Pontificia Universit Gregoriana nel maggio del 2007, il
Presidente dello IOR Angelo Caloia ha accennato a un ulteriore interesse a vantaggio del conto
corrente del papa, costituito dai profitti generali dello IOR; a marzo di ogni anno la banca mette a
disposizione del papa la differenza fra le proprie entrate e uscite dellanno precedente. Lammontare di
questa somma  segreto. Ma per Giovanni Paolo Secondo sono trapelate le cifre in lire: il 1992 con 60,7
miliardi, il 1993 con 72,5 miliardi, il 1994 con 75 miliardi e il 1995 con 78,3 miliardi.
E ci sono anche i guadagni derivanti dai diritti dautore, relativi principalmente a Giovanni
Paolo Secondo e Benedetto XVI. Che sono legati non solo alla stampa di brevi, bolle ed encicliche, ma
piuttosto alle opere di carattere letterario, filosofico e teologico. I diritti dautore di Giovanni Paolo II
sono gestiti ancora oggi dalla LEV, Libreria Editrice Vaticana (v. La tipografia, la casa editrice e le
librerie della Citt del Vaticano) con consulenti della Segreteria di Stato, anche se alcuni libri sono
stati pubblicati da Mondadori.
 impossibile sapere a quanto sia ammontato negli anni il fatturato di papa Wojtyla, i cui libri
seguitano a essere venduti dopo la sua morte, con un introito destinato alle casse del Vaticano,
valutabile comunque nellordine di un milione di euro. Il successo dei libri di Giovanni Paolo Secondo 
testimoniato dal numero di traduzioni di alcuni titoli ancora oggi venduti: dalle 20 di antologie di testi
filosofici alle 26 di Amore e responsabilit, dalle 14 di Persona e atto alle 13 di Segno di
contraddizione. Oltre al successo ancora vivo di libri come La bottega dellorefice, Varcare la soglia
della speranza, Alzatevi, andiamo! e il libro uscito un mese prima della morte dellautore, Fratello del
nostro Dio, tradotto in 11 lingue.
Per quanto riguarda i libri di Benedetto XVI la LEV, alla quale sono stati affidati i diritti
dautore su tutti gli scritti del papa, ha dovuto affrontare il problema di gestire ben 133 opere pubblicate
con diversi editori, riuscendo ad amministrare i diritti di papa Ratzinger prima che fosse eletto, senza
pregiudizio dei diritti acquisiti da terzi in forza di contratti gi conclusi dallautore. Si sono verificati
"incassi notevoli", come per lultimo libro, Ges di Nazareth pubblicato dalla Rizzoli, con la
partecipazione della LEV al 20%, che ha venduto in tutto il mondo oltre 2.500.000 copie. Cos le
encicliche per 1.500.000 copie.
In aggiunta ai libri vanno infatti considerate anche le Encicliche, che dovrebbero costituire una
normale lettera di comunicazione ai vescovi e ai fedeli di tutto il mondo, nonch gli Angelus e le
relative Allocuzioni, anche emanate a voce, essendo diventate tutte opere letterarie coperte da
copyright. Ed  coperto da copyright anche il Catechismo, gi elaborato da Ratzinger in veste di
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che ribadisce i princpi della dottrina cattolica
nella tradizione ortodossa.  un compendio di 598 domande e risposte secondo il catechismo allantica,
che costituisce un passo indietro nel rapporto con i fedeli, ma che Ratzinger giustifica allinsegna di
una chiarezza della contemplazione. Allatto pratico, adottato come testo dinsegnamento
catechististico in tutte le parrocchie del mondo, costituisce un autentico best seller.
Peraltro tutti i libri di papa Ratzinger costituiscono un fiume di denaro gestito da otto addetti
allamministrazione della LEV guidata da monsignor Giuseppe Antonio Scotti, che fa affluire i diritti
del papa nel suo conto dello IOR. Lultimo libro di Benedetto XVI, uscito a gennaio 2010,  I Maestri.
Padri e Scrittori del Medioevo, edito dalla Libreria Editrce Vaticana, ed  stato un altro successo e altro
denaro: si tratta di superare la quota di 1.600.000 euro del 2007, che dovrebbe essere stata registrata
anche nel 2008.
Ma in collegamento con la LEV c anche, in funzione fuori della Citt del Vaticano e di Roma,
la Fondazione Joseph Ratzinger  Papa Benedetto XVI. Inaugurata il 12 novembre 2008 a Monaco di
Baviera, tutela le opere letterarie di Benedetto XVI e ne gestisce i diritti; il Consiglio di
amministrazione  costituito da ex allievi del papa riuniti nel Ratzinger Schlerkreis (Circolo degli
Studenti di Ratzinger) ed  presieduto dal professor Stephan Otto Horn. Non si pu pensare che questo
denaro non confluisca nelle finanze del Vaticano e certo non  destinato ai parenti del papa.
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11. Il papa e gli ebrei.
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A monte dei rapporti del papa con gli ebrei dagli anni Sessanta a oggi  il silenzio di Pio XII,
rievocato dal Presidente della comunit ebraica Riccardo Pacifici durante la visita alla sinagoga di
Roma compiuta da Benedetto XVI il 17 gennaio 2010. Ma oltre quel silenzio, motivato peraltro da
reazioni violente che avrebbero potuto colpire direttamente il Vaticano e lo stesso papa, andrebbe
ricordato quanto anche segnalato da Paolo VI nel discorso al Comitato internazionale di collegamento
fra Chiesa cattolica ed ebraismo mondiale il 10 gennaio 1975: Sono ancora numerosi coloro che
possono testimoniare quanto ha fatto la Chiesa cattolica durante lultima guerra, a Roma stessa, sotto
lenergico impulso di papa Pio XII. Osservazione alla quale papa Montini aggiungeva il suo personale
desiderio che si sviluppasse il dialogo con lebraismo, al quale ci ha invitato il concilio Vaticano II
con la dichiarazione Nostra Aetate.
Un altro provvedimento importante peraltro viene preso da Paolo VI nei confronti della
preghiera pro perfidis Judaeis che era nel canone della Messa del Venerd Santo fin dal Concilio di
Trento, ovviamente in latino, intendendo approvare nel nuovo Messale Romano in italiano quanto
aveva gi programmato Giovanni XXIII. Viene eliminato laggettivo perfidis e cancellato il fine della
preghiera che mirava a una conversione degli ebrei, che li liberasse dalle tenebre, invocando Dio
perch li facesse progredire sempre nellamore del suo nome e nella fedelt alla sua alleanza. E
questa preghiera  stata mantentuta da Giovanni Paolo II, che durante la visita alla sinagoga del 13
aprile 1986 ha evidenziato la simpatia e lamicizia esistente tra ebrei e cattolici, arrivando a esaltare
quel rapporto con parole quanto mai entusiaste.
Con Benedetto XVI si  tornati in qualche modo indietro. Apparentemente la posizione di papa
Ratzinger  sembrata allinearsi ai papi precedenti e proprio nellincontro del 17 gennaio 2010 alla
sinagoga, di fronte alle critiche sul comportamento di Pio XII, pur non lasciandosi andare a una aperta
difesa di papa Pacelli, il pontefice ha ribadito che la Sede Apostolica svolse unazione di soccorso
spesso nascosta e discreta. E ha aggiunto: La memoria spinge a rafforzare i legami, perch crescano
sempre pi la comprensione e la fiducia, esprimendo un sentimento di commiserazione per la Shoah
con un formale Impossibile dimenticare lo sterminio degli ebrei, seguito dalle parole Come non
ricordare, come dimenticare i loro volti le loro lacrime, la disperazione di donne e bambini!. E
rinnovando agli ebrei la qualifica di "Fratelli maggiori".
Queste parole per appaiono fortemente di circostanza, perch due anni prima di questo
incontro Benedetto XVI aveva provveduto a effettuare un ulteriore cambiamento nella preghiera per gli
ebrei, messo in atto per la possibilit di celebrare la Messa in latino, concessa nel 2007 da papa
Ratzinger nel motu proprio Summorum Pontificum, e il ritorno quindi in questo caso al Missale
Romanum tridentino. Benedetto XVI ha realizzato il cambiamento con una nota della Segreteria di
Stato il 6 febbraio 2008, nella quale compare il nuovo testo latino, dove  eliminata la priorit degli
ebrei fra tutti gli uomini ad accogliere la parola di Dio:
Oremus et pro Iudaeis.Ut Deus et Dominus noster illuminet corda eorum, ut agnoscant Iesum
Christum salvatorem omnium hominum. Oremus. Flectamus genua. Levate. Omnipotens sempiterne
Deus, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut
plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum
nostrum. Amen.
E il testo viene anche comunicato dalla Radio Vaticana in italiano nei termini seguenti:
Preghiamo anche per gli Ebrei. Il Signore Dio Nostro illumini i loro cuori perch riconoscano
Ges Cristo Salvatore di tutti gli uomini. Dio Onnipotente ed eterno, Tu che vuoi che tutti gli uomini si
salvino e giungano alla conoscenza della verit, concedi propizio che, entrando la pienezza dei popoli
nella tua Chiesa, tutto Israele sia salvo. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Preghiera che in definitiva finisce per augurarsi una conversione degli ebrei.
Si  verificata una reazione da parte dellUnione delle comunit ebraiche italiane con una lettera
del Presidente Andrea Gattegna pubblicata su LOsservatore Romano del 9 novembre 2010, nella
quale si implora: La Chiesa dica che non ci vuole convertire. Dalla Santa Sede  giunta
lassicurazione che sarebbe stata effettuata una correzione nella nuova edizione del Missale Romanum
Ex Decreto SS. Concilii Tridentini Restitutum Summorum Pontificum Cura Recognitum; ma questa
nuova edizione  apparsa espressamente con lindicazione Preghiamo per la conversione degli Ebrei,
in vendita in libreria e su Internet a 210 euro.
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12. Il papa e la donna.
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Sulla figura della donna e il suo rapporto con la Chiesa incombe determinante la figura della
Vergine nellimmaginario pontificio. Che porta a raffigurarla moglie e madre dai pi evangelici
sentimenti, ovvero angelo del focolare e prolifica se fertile, fedele al marito e a lui "sottomessa",
secondo la raccomandazione di san Paolo nella Lettera ai Colossesi, e pertanto dedita ai rapporti
sessuali per fini procreativi, controllati al massimo dal metodo Ogino-Knaus, con la messa al bando di
pillole anticoncezionali, condom e aborti (v. Il papa e il controllo delle nascite). In alternativa  una
vergine votata alla castit, che  proprio in un ordine religioso con lo stato di monaca. Ma da ultimo 
arrivato per la donna lo stato di diaconessa, riconosciuto anche a donne sposate, ma con la sola
caratteristica di essere "ministre straordinarie per la Comunione". Nullaltro, non essendo contemplata,
fin dalle origini, la presenza della donna negli organi ecclesiastici come sacerdote, secondo quanto
ribadito il 15 ottobre 1976 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nella dichiarazione Inter
Insigniores, firmata da Paolo VI.
Eppure la donna desidererebbe amministrare i sacramenti al pari delluomo, avendo trovato
apparentemente in Giovanni Paolo Secondo un papa portato a esaltare i suoi sacrosanti diritti, poich ha
eguale dignit e responsabilit rispetto alluomo. Sono soltanto parole, che hanno come risultato una
logica reazione da parte delle donne pi votate a certe vocazioni sacerdotali, come ha avuto modo di
confermare leclatante episodio verificatosi in San Pietro il 4 dicembre 1985, in coincidenza con un
sinodo dei vescovi. La femminista americana cattolica Baby Burke, 43 anni, madre di quattro ragazzi,
entrata nella basilica insieme a un gruppo di turisti, si era portata da sola allaltare della Cattedra e,
vestita di una lunga tunica nera, le braccia al cielo con unostia in mano, stava per accingersi a
compiere latto della consacrazione. Non ha fatto in tempo, perch i vigilantes lhanno presa di peso e
portata fuori. Non  rimasto un caso isolato, ma nessuno  riuscito a scuotere la superbia maschilista
della Santa Sede.
In un documento ufficiale della Santa Sede dal titolo Ordinatio Sacerdotalis del 22 maggio
1994 Giovanni Paolo Secondo  tornato sulla questione dellordinazione sacerdotale, confermando
linammissibilit del sacerdozio femminile secondo le motivazioni espresse nella dichiarazione Inter
Insigniores. E ancora, quasi per indorare la pillola, durante lAnno Santo del 2000, Giovanni Paolo II,
facendo pubblica ammenda per i peccati commessi nel passato dagli ecclesiastici, ha nominato i peccati
contro la dignit delle donne e delle minoranze. Inoltre, il 10 luglio 1995 ha inviato una lettera
destinata a ogni donna, in cui chiedeva perdono per le ingiustizie compiute verso il sesso femminile
nel nome di Cristo, la violazione dei diritti femminili e per la denigrazione storica delle donne.
Ma sulla non istituzione del sacerdozio al femminile appare significativa la dichiarazione di
Maria Caterina Jacobelli, avanguardia storica della teologia femminile in Italia, apparsa su la
Repubblica del 26 ottobre 2008 sotto il significativo titolo Anche le donne annuncino il Vangelo: La
Chiesa dovrebbe iniziare una serie di riflessioni su ci che  avvenuto durante lUltima Cena. Perch il
Cristo ha istituito lEucarestia e non il sacerdozio. E quando dice "Prendete e mangiate", lo dice a tutti i
discepoli, che erano sia uomini che donne. E in risposta c la dichiarazione di Benedetto XVI
nellintervista concessa al giornalista bavarese Peter Seewald e pubblicata a fine novembre del 2010,
che  un ennesimo no alle donne sacerdote. L dove papa Ratzinger precisa che non si tratta di non
volere ma di non potere. Non siamo stati noi a creare questa forma della Chiesa, bens  costitutiva a
partire da Lui. Seguirla  un atto di obbedienza.
E allora  inutile dichiarare quanto la Chiesa riconosca, apprezzi e valorizzi la partecipazione
delle donne alla sua missione di servizio nella diffusione del vangelo, come ha ricordato Benedetto
XVI in un discorso al Pontificio Consiglio per i Laici il 14 novembre 2008, con luomo e la donna
uguali in dignit. Sono soltanto parole, che non costituiscono una risposta alle aspirazioni femminili.
Una conferma al non dialogo del papa con le donne che aspirano al sacerdozio si  avuta durante la
celebrazione dellanno sacerdotale svoltosi a Roma dal 9 all11 giugno 2010. Marted 8 giugno un
gruppo di rappresentanti della Conferenza per lOrdinazione delle Donne, guidato da Maria Vittoria
Longhitano e Teodora Tosatto della Chiesa vetero cattolica, ha protestato a gran voce rivolgendosi alla
finestra dove solitamente si affaccia il papa: hanno chiesto di discutere la possibilit di ordinare le
donne, concedendo loro di accedere ai seminari religiosi e di celebrare, in futuro, la Messa.
Naturalmente non sono state ascoltate. Il giorno dopo peraltro hanno celebrato una Messa nella chiesa
anglicana di San Paolo entro le mura, vestendo i paramenti sacri.
13. Il papa e il controllo delle nascite
 millenaria lopposizione della Chiesa di Roma alla contraccezione, che non  neanche
considerato un problema per il fedele cattolico, finch non se lo pone nel 1963 Giovanni XXIII, papa
istintivamente portato ad affrontare la problematica sociale. Istituisce la Commissione pontificia per il
controllo della popolazione e delle nascite, che il 24 giugno 1966, quando  papa Paolo VI, si
pronuncia contro il mantenimento del divieto e a favore di una revisione dellinsegnamento
tradizionale. Paolo VI per non tiene in alcun conto tali conclusioni e il 25 luglio 1968, sulla base della
sua autorit papale, riafferma nellenciclica Humanae vitae la condanna tradizionale della
contraccezione, limitandosi soltanto a stralciare dal progetto originale ogni riferimento alla nozione di
"peccato mortale".
Tra laltro nellenciclica si evidenzia comunque che  insostenibile il principio secondo cui la
procreazione deve essere considerata come il fine principale del matrimonio, ma il problema in
sostanza non  risolto e per i fedeli cattolici  demandato al confessore vagliare la coscienza dei
coniugi in collegamento ai problemi di carattere sociale e finanziario inerenti il mantenimento e
leducazione dei figli. Questo aspetto del problema diventa predominante con lavvento al pontificato
di Giovanni Paolo II, dal quale arrivano alcuni indizi di tolleranza di fronte alle lotte dei fedeli con le
esigenze economiche della vita; ma in sostanza resta fermo il divieto della contraccezione, tanto che
consiglia ai vescovi di istituire delle campagne educative avverse a tale pratica.
In un suo intervento a un convegno di sacerdoti a Roma il 17 settembre 1983 per un corso di
pianificazione familiare basata sui metodi naturali, arriva a dichiarare che coloro che praticano la
contraccezione o addirittura pensano che sia moralmente lecita, rifiutano oggettivamente di riconoscere
Dio. Ed  scontata pi che mai la condanna dellaborto, divenuto legge anche in Italia nel 1978;
linterruzione della gravidanza  ritenuta un autentico omicidio. Tanto che anche alle monache della
Bosnia stuprate durante le guerre serbo-bosniache nella ex Jugoslavia in nome della "pulizia etnica"
Giovanni Paolo Secondo ha proibito di abortire (v. Monache conviventi, stuprate e pedofile); le religiose
stuprate rimaste incinte sono state "sclaustrate", tornando allo stato laico per allevare i loro figli
E tale rimane la posizione di Giovanni Paolo II, che nellenciclica Veritatis splendor, del 6
agosto 1993, manifesta la pi rigorosa aderenza alla Humanae vitae; in essa vengono annoverate tra gli
atti intrinsecamente cattivi le pratiche contraccettive, a eccezione di quelle secondo natura
mediante le quali latto coniugale  reso intenzionalmente infecondo, nella convinzione che
lattitudine al godimento, nella sua essenza obiettiva,  contraria allamore, per cui si impone una
nuova esaltazione della continenza periodica. E viene evidenziato, inoltre, che lHumanae vitae fa parte
della Rivelazione, e come tale quanto in essa dichiarato  allinsegna dellinfallibilit.
Con Benedetto XVI si  avuta la conferma della posizione della Chiesa sul controllo delle
nascite, laborto e luso degli anticoncezionali, questultimo in collegamento al controllo dellAIDS.
Che si  fatto evidente durante il viaggio del papa in Angola e Camerun il 17 marzo 2009. Parlando con
i giornalisti a bordo dellaereo il papa ha affrontato il dramma dellAIDS con dichiarazioni sconcertanti
come: Lepidemia di Aids non si pu superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi
aumentano i problemi. E cos anche sullaborto ritenuto una pratica che non aiuta le donne e
minaccia le fondamenta della famiglia. Dichiarazioni che hanno suscitato forti critiche in Francia,
Germania, Unione Europea e Nazioni Unite, con prese di posizione da parte di politici.
Ma ecco che nellintervista concessa al giornalista bavarese Peter Seewald e apparsa in un libro
alla fine del 2010 Benedetto XVI dichiara che concentrarsi sul profilattico vuol dire banalizzare la
sessualit e che  comunque giusto usare il profilattico se protegge la donna dallAIDS, anche se poi
vai a vedere che la dottrina fa riferimento alle prostitute. E qui il problema  proprio banalizzato dal
papa, perch la concessione del profilattico a una prostituta  ridicola, dal momento che la donna a cui
si fa riferimento commette gi un peccato con la sua professione, secondo la dottrina cattolica, e quindi
non si pone proprio il problema se  lecito o meno luso del condom. E invece non  concesso a una
sposa, benedetta dal sacramento del matrimonio.
E a fronte di questa definitiva presa di posizione avversa al controllo delle nascite c poi una
opposizione netta a una "educazione sessuale" dallet giovanile nelle scuole;  quanto risalta il 10
gennaio 2011 dalle dichiarazioni di Benedetto XVI durante un incontro con gli ambasciatori accreditati
presso la Santa Sede, con lennesima condanna di manipolazioni genetiche, contraccezioni e aborto.
14. Il papa e la scienza
Il rapporto tra ricerca scientifica e religione, ovvero tra scienza e fede ha dato origine nel corso
dei secoli a incomprensioni da parte dei papi, e resta fondamentale quanto ha detto al riguardo
Giovanni Paolo Secondo in un discorso tenuto il 31 ottobre 1992 alla Pontificia Accademia delle Scienze:
Esistono due campi del sapere, quello che ha la sua fonte nella Rivelazione e quello che la ragione
pu scoprire con le sole sue forze. A questultimo appartengono le scienze sperimentali e la filosofia.
La distinzione tra i due campi del sapere non deve essere intesa come una opposizione. I due settori
non sono del tutto estranei luno allaltro, ma hanno punti dincontro. Le metodologie proprie di
ciascuno permettono di mettere in evidenza aspetti diversi della realt.
Di questo impossibile connubio  diventato emblematico il caso Galilei, a specchio di un
istintivo rifiuto, da parte della Chiesa, nei confronti del progresso scientifico, a difesa di un
dogmatismo religioso incompatibile con lo spirito della scienza. E c laltra faccia del problema del
rapporto tra fede e scienza che finisce nel ridicolo quando il 7 marzo 2003 il cardinale Joseph
Ratzinger, nelle vesti di Presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede, arriva a condannare
Harry Potter perch si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo
profondamente la cristianit nellanima, prima che possa crescere propriamente, come scrive in una
lettera indirizzata a Gabriele Kuby, una critica letteraria tedesca, che aveva mandato al Prefetto dellex
SantUffizio il suo libro Harry Potter. Gut oder Bese. Galilei e Harry Potter, come dire ricerca e
fantasia, costituiscono i due estremi della scienza con la quale ha avuto a che fare la Chiesa di Roma. E
in mezzo c Charles Darwin e la sua teoria dellevoluzione esposta in Lorigine della specie del 1859,
sulla quale la Chiesa fin dal suo pronunciamento non ha preso una posizione ufficiale e neanche
provvedimenti di condanna.
Ed  stato Giovanni Paolo Secondo in un discorso a un simposio su Fede cristiana e teoria
dellevoluzione, da lui organizzato nel 1985, a dichiarare che nuove conoscenze conducono a non
considerare pi la teoria dellevoluzione una mera ipotesi fino ad affermare che una fede rettamente
compresa nella creazione e un insegnamento rettamente inteso della evoluzione non creano ostacoli.
(...) Levoluzione suppone la creazione, anzi la creazione si pone nella luce dellevoluzione come un
avvenimento che si estende nel tempo, come una creatio continua. Fino a concludere nel 1996, in una
giornata dedicata al darwinismo da parte dellAccademia delle Scienze, che non aveva alcun problema
ad accettare la teoria dellevoluzione.
Tutto bene dunque nei rapporti tra Chiesa di Roma e scienza, ovvero tra fede e ragione. Ma non
 cos. Un argomento di cui si  discusso gi sotto il pontificato di Giovanni Paolo Secondo  stato la
fecondazione artificiale, che illumina sul contrasto esistente in realt tra religione cattolica e scienza. 
avvenuto in un convegno a febbraio del 1999 alla Pontificia Accademia per la Vita centrato sul
problema  moralmente lecito produrre e utilizzare embrioni umani viventi per la preparazione di
Cellule Staminali Embrionali Umane?. Si  definito che lablazione della massa cellulare interna
della blastociste, che lede gravemente e irreparabilmente lembrione umano, troncandone lo sviluppo, 
un atto gravemente immorale e, quindi, gravemente illecito. Dopo aver osservato che peraltro
lingegneria genetica  positiva solo se produce farmaci contro certe malattie, si  concluso che Ogni
tipo di clonazione terapeutica, che implichi necessariamente la produzione di embrioni umani e la
susseguente distruzione degli embrioni prodotti, al fine di ottenerne cellule staminali,  illecita.
Peraltro tale posizione per i cattolici  confermata esplicitamente nellenciclica Evangelium Vitae e
nellistruzione Donum Vitae della Congregazione per la Dottrina della Fede.
E quando il biologo statunitense Craig Venter nel 2007 ha annunciato di aver costruito in
laboratorio la prima cellula artificiale, controllata da un DNA sintetico e in grado di dividersi e
moltiplicarsi proprio come qualsiasi altra cellula vivente,  arrivata ufficiale la condanna da parte della
Chiesa di Roma, ribadita espressamente dal cardinale Javier Lozano Barragn, Presidente del Pontificio
Consiglio per la Salute. C stata la condanna della eventuale realizzazione in laboratorio di un
cromosoma sintetico per la creazione della vita artificiale; peraltro, mentre si ribadisce il no allutilizzo
delle staminali embrionali, si incoraggia invece la ricerca su quelle adulte e ricavate dal cordone
ombelicale. E al riguardo c una forte presa di posizione di Benedetto XVI in un discorso alla
Congregazione per la Dottrina della Fede con la condanna della fecondazione artificiale
extracorporea, sottolineando che con i tentativi di clonazione la scienza infrange la barriera posta a
tutela della dignit umana.
I due criteri fondamentali per il discernimento morale in questo campo ha precisato il papa,
sono il rispetto incondizionato dellessere umano come persona, dal suo concepimento fino alla morte
naturale e il rispetto delloriginalit della trasmissione della vita umana attraverso gli atti propri di
coniugi. Peraltro il problema si collega allenciclica Evangelium Vitae promulgata da Giovanni Paolo
II il 25 marzo 1995, a sua volta riferibile allenciclica Humanae Vitae di Paolo VI del 25 luglio 1968 e
in qualche modo confermata dalla Spe Salvi di Benedetto XVI il 30 novembre 2007.
Il discorso si concretizza nel riferimento positivo alle cure palliative usate sulle persone
condannate a una vita vegetativa dalle macchine con il fine di rendere la sofferenza umana pi
sopportabile nella fase finale della malattia e favorire per il paziente un accompagnamento umano
appropriato. A fronte delle quali va condannata leutanasia che legittima concretamente la possibilit
di mettere fine alla vita. In concreto il papa dichiara che possiamo cercare di limitare la sofferenza,
di lottare contro di essa, ma non possiamo eliminarla; perch leutanasia  una falsa soluzione al
dramma della sofferenza, una soluzione non degna delluomo. Cos, aggiunge, Ges che soffre e
muore in croce per amore a ben vedere ha dato senso alla nostra sofferenza.
E ancora: La vera risposta non pu essere dare la morte, per quanto "dolce", ma testimoniare
lamore che aiuta ad affrontare il dolore e lagonia in modo umano. E nella circostanza Benedetto
XVI sferra infine una critica radicale al nostro tempo, accusandolo di aver sviluppato la speranza
dellinstaurazione di un mondo perfetto che, grazie alle conoscenze della scienza e a una politica
scientificamente fondata, sembrava esser diventata realizzabile. Cos la speranza biblica del regno di
Dio  stata rimpiazzata dalla speranza del regno delluomo, dalla speranza di un mondo migliore che
sarebbe il vero regno di Dio.
15. Il papa e i giovani
In genere il papa non ha avuto un rapporto diretto con i giovani, rinviando alle parrocchie e alle
relative canoniche i punti di incontro e dialogo, spesso attraverso i genitori desiderosi di educare i figli
secondo i princpi della morale cattolica. E nelle parrocchie sono state intermediarie di un rapporto pi
diretto con il papa lAzione Cattolica e lAssociazione Scoutistica Cattolica Italiana, occasionalmente
oggetto di udienze in piccoli gruppi e di colloqui privati. In questo contesto negli anni Cinquanta  nata
la Giovent Studentesca, fortemente politicizzata e finalizzata ai Comitati Civici, spesso oggetto di
incontri con Pio XII, ma non c stato un progresso in un rapporto pi particolare. Tanto che Paolo VI
nellenciclica Populorum progressio del 1967 rinviava alla famiglia un dialogo con i giovani,
considerando la casa luogo dincontro di pi generazioni che si aiutano vicendevolmente ad acquistare
una saggezza pi grande e ad armonizzare i diritti delle persone con le altre esigenze della vita sociale.
Un rapporto pi vivo e aperto  iniziato solo tra il 1983 e il 1984, quando nel 1950 anniversario
della Risurrezione di Ges si tenne a Roma lAnno Santo della Redenzione, durante il quale fu
proclamato da Giovanni Paolo Secondo il Giubileo internazionale della Giovent in prossimit della
Domenica delle Palme. Nasce allora il concetto del raduno dei giovani da piazza San Pietro ad altri
luoghi in cui fosse presente il papa come occasione fondamentale per un dialogo aperto e diretto. Nel
frattempo erano sorte societ di vita apostolica destinate a diventare fondamentali per un rapporto pi
diretto dei giovani con il papa; nel 1954 la Legio Mariae, nel 1969 Comunione e Liberazione, nel 1972
la Comunit SantEgidio, con riconoscimento pontificio nel 1986, e fin dal 1947 lOpus Mariae dei
Focolarini, che avr per il riconoscimento pontificio nel 1990. E tutte queste societ di attivit
apostolica sono la fonte dei giovani che affluiscono a Roma.
Pi di 300.000 ragazzi di tutto il mondo accettano linvito del papa e numerosi vescovi si
uniscono ai giovani; nel Colosseo si prega la Via Crucis e in piazza San Pietro viene celebrata la
Messa. Queste manifestazioni suscitano una risonanza sottolineata dalle parole del papa: Quale
meraviglioso spettacolo costituisce, nello scenario di questa piazza, la vostra odierna assemblea! Chi ha
detto che la giovent di oggi ha perso il senso dei valori?  proprio vero che su di essa non si pu
contare?.
Quando nel 1985 le Nazioni Unite proclamano un Anno Internazionale della Giovent,
Giovanni Paolo Secondo lancia linvito ai giovani a tornare a Roma per la Domenica delle Palme 1985; pi di
250.000 giovani accettano linvito. E sulla scia di quellentusiasmo giovanile una settimana dopo
lincontro il papa annuncia nel messaggio pasquale del 7 aprile la nascita delle Giornate Mondiali della
Giovent: Con centinaia di migliaia di giovani mi sono incontrato domenica scorsa ed ho impresso
nellanima limmagine festosa del loro entusiasmo. Nellauspicare che questa meravigliosa esperienza
possa ripetersi negli anni futuri, dando origine alla Giornata Mondiale della Giovent nella Domenica
delle Palme, confermo la mia convinzione. Ai giovani spetta un compito difficile ma esaltante:
trasformare i "meccanismi" fondamentali che, nei rapporti fra singoli e nazioni, favoriscono legoismo
e la sopraffazione, e far nascere strutture nuove ispirate alla verit, alla solidariet e alla pace.
Nelloccasione Giovanni Paolo Secondo ha consegnato ai giovani una croce di legno per simboleggiare
lamore del Signore Ges per lumanit e come annuncio che solo in Cristo morto e risorto c
salvezza e redenzione.
E sorge cos unorganizzazione capillare che porta alla celebrazione della Giornata Mondiale
della Giovent in due modalit. Una a carattere internazionale si svolge ogni due o tre anni in una
localit scelta appositamente dal papa; una seconda giornata a livello diocesano si svolge annualmente
e ha come meta sempre piazza San Pietro. Memorabile resta la XV Giornata Mondiale della Giovent
svoltasi nel 2000 a Roma, nella quale finiscono per evidenziarsi anche i limiti. Circa due milioni e
mezzo di giovani sono radunati nellarea di Tor Vergata, dove vengono raggiunti in serata dal papa che
presiede la veglia. Al mattino si tiene la Santa Messa nella grande area di Tor Vergata a cui  seguita la
recita dellAngelus; nel discorso il papa chiama quei giovani Sentinelle del mattino e li invita a non
rassegnarsi alle ingiustizie del mondo, a difendere la pace e a dire il proprio s a Cristo come centro
del proprio ideale e realizzazione di felicit.
Ma dopo una notte passata con la benedizione del papa, quelle sentinelle non sembrano aver
pronunciato quel s, impegnate in altre questioni materiali: la nettezza urbana di Roma avrebbe
trovato nel prato di Tor Vergata enormi quantit di preservativi usati. La notizia viene data
allindomani dellevento ed  ripresa durante la campagna referendaria 2005 da personalit del mondo
laico come Paolo Flores dArcais e Emma Bonino per sottolineare la presunta incoerenza dei
partecipanti allevento. Ma la realt  che quella giornata  diventata solo unoccasione per i giovani di
stare insieme, come per un concerto di musica rock, l dove la Chiesa e il papa restano solo un mezzo
per incontrarsi al di l del sentimento religioso. E in qualche modo i giovani hanno smesso di ascoltare.
Alla luce di questo raduno appare banale lomelia tenuta da Benedetto XVI a Sidney nella XXIII
Giornata Mondiale della Giovent del 2008, durante la quale ha esaltato con forza il valore del
matrimonio, proposto ai giovani come realizzazione del sogno di un amore che dia senso pieno al
proprio avvenire, giungendo a evocare la Vergine. Seguendola docilmente, ha precisato il papa,
scoprirete la bellezza dellamore, non per di un amore usa-e-getta, passeggero e ingannevole,
prigioniero di una mentalit egoista e materialista, ma dellamore vero e profondo. E finendo con un
monito contro la droga, definita una menzogna, una truffa, perch non allarga la vita, ma distrugge la
vita. E su questo messaggio lappuntamento alla prossima XXVI Giornata Mondiale della Giovent 
a Madrid dal 16 al 21 agosto 2011.
16. La morte del papa
A meno che non sia colpito da un improvviso malore nel suo letto durante la notte, il papa non
muore mai solo; seppure muore sul proprio letto, gli  vicino il Segretario. E a lui morente rendono
omaggio i cardinali presenti a Roma, mentre riceve lestrema unzione dal cardinal vicario. Una volta
che il papa ha emesso lultimo respiro e il medico ne ha constatata la morte, il cardinale camerlengo ne
riconosce ufficialmente per la Chiesa la morte, battendo per tre volte con un martelletto rituale la fronte
del papa, chiamandolo con il nome di battesimo. Dopo di che il camerlengo rompe lanello piscatorio e,
nelle ventiquattro ore seguenti lultimo respiro, il corpo viene imbalsamato; questo perch il pontefice
sar esposto per alcuni giorni alla venerazione dei fedeli a San Pietro su un catafalco. Nel caso di
Montini, nel vano tentativo di mantenere integro il fisico del papa, senza eccessive manipolazioni, i
responsabili delloperazione eccezionalmente abbandonano i metodi classici, ricorrendo a dei
vaporizzanti.  un disastro: dopo poche ore di esposizione il viso di Paolo VI assume un disgustoso
color mattone.
Il papa, sul catafalco, per lultima solenne presenza nella basilica di San Pietro indossa gli abiti
liturgici propri della sua dignit: un lungo camice bianco, una dalmatica rossa e oro, una pianeta rossa.
Le spalle sono coperte dal piviale di seta bianca, mentre attorno al corpo si avvolgono le bende di lana
del pallio; sopra il tutto, il fanone in seta bianca con fili rosso e oro. La mitra dorata in testa completa la
vestizione. Dal giorno della sua esposizione iniziano i Novendiali, ovvero le esequie in suffragio
dellanima del papa con celebrazioni continue di messe fino alla Missa poenitentialis, cio il funerale,
che viene sempre tenuto in San Pietro. Le spoglie mortali del papa vengono chiuse in una triplice cassa
(una di cipresso, una di piombo e una di noce) e tumulate nelle Grotte Vaticane.
Tutti questi procedimenti funebri si verificano anche per la morte di Giovanni Paolo I,
presumibilmente morto tra le ore 23 del 28 settembre 1978 e le ore 5 del giorno successivo nel suo
appartamento privato, ufficialmente mentre leggeva lImitazione di Cristo, per infarto acuto del
miocardio, secondo il certificato di morte del dottor Renato Buzzonetti, direttore dei Servizi Sanitari
del Vaticano. Contemporaneamente allannuncio del Vaticano, arriva allagenzia ANSA e ad alcuni
quotidiani una soffiata: papa Luciani non  morto leggendo lImitazione di Cristo, ma un dossier
esplosivo sullo IOR, e non  certa la causa della morte, tanto che probabilmente verr eseguita
unautopsia per vedere se  stato avvelenato.
Simpone un chiarimento; padre Romeo Panciroli, direttore della Sala Stampa del Vaticano,
conferma la morte per infarto. Peraltro padre John Magee, che ha scoperto il cadavere, suor Vincenza e
le altre suore addette al servizio del pontefice, nonch il Segretario privato del papa, Diego Lorenzi,
sono irreperibili. Nel frattempo si registra una riunione dei cardinali presenti a Roma che decidono di
far esaminare il cadavere del papa a una commissione di tre medici per vagliare lopportunit
dellautopsia da un punto di vista medico. Il rapporto, pervenuto al cardinale Villot luned 2 ottobre,
ritiene valida la diagnosi del dottor Buzzonetti; i cardinali di nuovo riuniti scartano a maggioranza la
necroscopia e archiviano in sostanza il caso, autorizzando i funerali. E Giovanni Paolo I viene sepolto
nelle Grotte Vaticane il 4 ottobre.
Ma le insinuazioni non sono sotterrate con la salma del papa; le ipotesi sulla fine sospetta di
Giovanni Paolo I prendono anche pi corpo in certi strati dellopinione pubblica. Per alcuni il dossier
scottante riguarda lOrdine dei Gesuiti. Poi escono due libri: La vraie mort de Jean Paul I di
Jean-Jacques Thierry, che in 17 lettere accreditate a un fantomatico cardinale Wolkonsky espone i suoi
sospetti sulla fine del papa, e soprattutto In nome di Dio di David Yallop. In questultimo si raffigura
un assassinio del papa, frutto di un complotto condotto dal cardinale Villot e monsignor Marcinkus,
con la complicit di Roberto Calvi e i responsabili della loggia P2. Era intenzione del papa sostituire
Villot con il cardinale Giovanni Benelli e allontanare dalle finanze vaticane Marcinkus e la sua cricca,
ritenendoli individui corrotti; per questo certe persone avrebbero ucciso, prevenendo cos la loro stessa
eliminazione o lallontanamento dai posti di potere. Avrebbero fatto uso della digitale con effetti tossici
sul cuore del papa che, gi debole, non avrebbe resistito.
La morte di Giovanni Paolo Secondo  in qualche modo preannunciata gioved 31 marzo 2005, quando
lUfficio Stampa del Vaticano comunica che il papa  stato colpito da unaffezione febbrile. E c
lafflusso di migliaia di persone che stazionano in piazza San Pietro e aumentano nel giro di due giorni,
tanto che via della Conciliazione viene chiusa al traffico, trasformata in un collettore di folla con i
lumini in mano e gli occhi fissi alla finestra illuminata della casa del papa.
Suonano le campane la sera di sabato 2 aprile quando dal sagrato il sostituto alla Segreteria di
Stato, monsignor Leonardo Sandri, tra le lacrime, d lannuncio ai fedeli in piazza, interrompendo la
recita del rosario che era in corso: Alle 21:37 il nostro Santo Padre  tornato alla casa del Padre. E
subito si leva il canto del Salve Regina tra la gente, seguito da un lungo applauso che  interrotto
quando il cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, inizia la preghiera del De Profundis,
benedicendo al termine la folla. Quindi riprende il rosario, guidato dal cardinale Edmund Szoka.
I funerali sono in programma per venerd 8 aprile, ma nei giorni precedenti c lomaggio alla
salma. Che viene esposta nella basilica. Cos nellarco di una settimana arrivano a Roma due milioni e
mezzo di persone, e sono circa 20.000 quelli che ogni ora sfilano davanti alla salma; tre secondi e non
pi, quanto basta per un segno di croce o una foto. E per il giorno dei funerali arriva una fiumana di
gente, cos che Roma assume una sorta di stato dassedio, ma  ben preparata ad accoglierlo. Sono
mobilitati 15.000 uomini per la sicurezza, tra poliziotti, Carabinieri, Guardia di Finanza e forze armate.
Poi ci sono 8000 volontari giunti da tutta Italia, oltre a 2000 boy scout; la Protezione Civile ha allestito
3500 bagni pubblici nella zona di San Pietro e anche 28 megaschermi in varie zone per consentire a
tutti i pellegrini di vedere i funerali. Che si svolgono alle dieci di mattina.
La cerimonia  celebrata dal cardinale Joseph Ratzinger, che rievoca nellomelia la vita di
Giovanni Paolo II, esaltandone la figura di papa e uomo, fino a raffigurarlo, mentre alza il braccio
verso la finestra dellappartamento papale, in una suggestiva immagine: Il nostro amato papa sta
adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice. Ed  un lunghissimo applauso dalla
piazza, e dopo quellapplauso il porporato ripete i due verbi: Ci vede e ci benedice. Un escamotage
retorico, sicuramente, ma di grande effetto; unidea capace di scuotere forti emozioni, se mai ce ne
fosse bisogno, e che coincide con quel grido che a pi ondate sorge dai giovani della folla: Santo
subito!.
Ci vede e ci benedice, ripete Joseph Ratzinger. Certo. Perch alla gente sembra di sentirlo
presente l sulla piazza;  nel vento che rigonfia le pianete scarlatte dei concelebranti;  nel vento che
penetra nel microfono;  nel vento che sfoglia le pagine del Vangelo aperto sulla cassa funebre, fino a
chiuderlo. Un altro effetto retorico quel vento, nel quale per sembra entrare direttamente lanima di
Giovanni Paolo II, lambendo il capo di Joseph Ratzinger, quasi una predestinazione della sua elezione
pontificia.
17. Il Segretario di Stato, il vicer della Santa Sede
Il Segretario di Stato di Sua Santit il Sommo Pontefice presiede la Segreteria di Stato della
Santa Sede, il pi antico e importante dicastero della Curia di Roma, che  il complesso degli organi
governativi della Chiesa cattolica, secondo il canone 360 del Codice di diritto canonico. Lo si pu
considerare il primo ministro, con un carattere propriamente laico delle sue funzioni, che sono politiche
ed economiche, ma con termine pi consono alla maest del sovrano pontefice pu essere definito il
vicer del Vaticano. Anche se la sua voce  leco delle preoccupazioni del Sommo Pontefice,
secondo una serena definizione poetica del cardinale Paul Poupard, in realt la sua azione multiforme,
sulla base di direttive concordate e via via puntualizzate con il papa, guida i complessi rapporti dello
Stato vaticano con gli altri governi in un contesto internazionale.
Tra laltro, in concreto, il Segretario di Stato redige tutte le costituzioni e lettere che il papa gli
affida, cura la pubblicazione delle opere editoriali della Santa Sede, vigila su LOsservatore Romano,
la Radio Vaticana e il Centro Televisivo Vaticano. Pu comunque contare su alcuni ministri alle sue
strette dipendenze: il Segretario per i Rapporti con gli Stati, che cura le relazioni con le nazioni e
rappresenta la Santa Sede presso gli organismi internazionali e i congressi, equivalente a un ministro
degli Esteri, con tanto di sottosegretario; lAssessore per gli Affari Generali e il Delegato per le
Rappresentanze Pontificie, che  la cinghia di trasmissione delle direttive pontificie alla Curia e alle
rappresentanze diplomatiche, come lo ha definito Lillo Spadini, cos che il suo ufficio  una
rifornitissima centrale dinformazione. Il dicastero  poi assistito da un consiglio di consultori
internazionali e pu contare su un personale di 182 membri, ecclesiastici e laici, tra capi ufficio, addetti
di segreteria, diplomatici, minutanti, addetti tecnici e scrittori.
Dal 1644 il Segretario di Stato  sempre un cardinale. Durante il pontificato di Paolo VI lo 
stato Amleto Giovanni Cicognani, sostituito nel 1969 da Jean-Marie Villot, in carica per Giovanni
Paolo I e per Giovanni Paolo Secondo fino al 1979, quando  stato sostituito da Agostino Casaroli fino al 1990
e quindi da Angelo Sodano, in carica anche con Benedetto XVI fino al 15 settembre 2006, quando papa
Ratzinger lo ha sostituito con Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova.
Si  trattato sempre di personalit abili nella trattativa e nella mediazione, sia pure come meri
"esecutori" della linea politica del sovrano pontefice, e ai quali  richiesta adeguata diligenza pi che
spirito diniziativa, essendo in grado principalmente di fornire al papa preziosi suggerimenti. Cos che
il Segretario di Stato va considerato in ultima analisi il "primo collaboratore" del papa o, se vogliamo,
il "primo esecutore". Ed  significativo che lattuale Segretario Tarcisio Bertone debba la nomina al
fatto di essere stato Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, quando la presiedeva
Ratzinger, con il quale era in perfetta sintonia. Tanto che Benedetto XVI il 15 gennaio 2010 ha
rigettato le dimissioni presentate dal cardinale per raggiunti limiti di et, comunicandogli per iscritto di
non voler rinunciare alla sua preziosa collaborazione.
In ogni caso come portavoce del papa il Segretario di Stato mantiene un rapporto con il governo
italiano e ha spesso colloqui con il primo ministro, prodigo di consigli diplomatici, ma anche di giudizi
sulloperato del governo, a volte esternati perfino in conferenze stampa. In questo trova la
collaborazione del Presidente della CEI (v. Il Presidente della CEI, il supervescovo), cosa che peraltro
non viene considerata uninvasione di campo. E sono anche frequenti i colloqui del Segretario con gli
ambasciatori, non solo quelli accreditati presso la Santa Sede, ma anche con quelli presso lo Stato
italiano.
Positiva peraltro  stata lopera diplomatica compiuta da Angelo Sodano, che durante il suo
mandato ha concluso pi di 30 accordi con Stati esteri, riuscendo a far salire a 174 le nazioni che
mantengono relazioni diplomatiche con la Santa Sede. Anche se su di lui incombe la macchia di tenace
sostenitore di Marcial Maciel, il fondatore dei Legionari di Cristo (v. I lussuriosi Legionari di Cristo e i
disobbedienti Neocatecumenali), sospeso a divinis nel 2006 per atti di pedofilia compiuti su seminaristi
della sua congregazione; oltre allaccusa lanciata al Segretario nel 2010 dallarcivescovo di Vienna, il
cardinale Christoph Schnborn, di aver bloccato nel 1995 la creazione di una commissione dinchiesta
sugli abusi sessuali di cui era stato accusato il suo predecessore Hans Hermann Gror. E diffamante per
Angelo Sodano  stato il 7 febbraio 1994 larresto del fratello, lingegnere Alessandro Sodano, per
tangenti relative allappalto dellospedale di Asti; anche se poi nel 1997  stato assolto,  chiaro che
indirettamente la figura del porporato  rimasta oscurata.
Ma qualcosa non funziona anche con Tarcisio Bertone, secondo quanto rivelato dai documenti
di WikiLeaks, che hanno messo in subbuglio la diplomazia internazionale da quando sono apparsi in
Internet nel luglio 2006, specificamente per il Vaticano dal dicembre 2010. Questi sono frutto dei
rapporti dei diplomatici statunitensi tra il 2008 e il 2009, facendo capo perlopi a Julieta Valls Noyes,
viceambasciatrice americana presso la Santa Sede e a capo delle relazioni con il Vaticano, ovvero con
il cardinale Bertone. Cos vi si legge: Il papa irrita i politici e i giornalisti e Il Vaticano  una citt
che non comunica. Alcuni cablo prendono di mira espressamente il Segretario di Stato, giudicato
come uno yes man (ovvero uno che sa dire sempre e solo s) e che parla solo italiano fino a
dichiarare che Bertone ha uno stile pastorale, che lo porta spesso fuori da Roma, in giro per il mondo,
o a occuparsi dei problemi spirituali pi che della politica estera e della gestione. Cos che un cablo
del febbraio 2009 qualifica il Vaticano una not spin city, ovvero una citt che non comunica.
Tanto che Non sono poche le voci che chiedono la destituzione del cardinale Bertone. E in generale
nel 2010 si denunciano i disastri della comunicazione, proprio in conseguenza dellincapacit di
Bertone di comunicare, anche perch in fondo non conta granch, nonostante il suo stato di vicer.
Infatti nel Vaticano il papa  il responsabile ultimo delle decisioni importanti, mentre dovrebbe
delegare a coloro che sanno di pi sulle materie specifiche.
18. Il governo della Santa Sede
Il governo della Chiesa cattolica di Roma si articola nei diversi dicasteri della Curia. I principali
dicasteri con funzione ministeriale sono nove, qualificati come Congregazioni, a ognuna delle quali 
preposto un cardinale come Prefetto, con laiuto di un collegio di cardinali e vescovi, e di vari collegi di
consultori, addetti di segreteria, addetti tecnici, scrittori laici e religiosi. Ogni congregazione ha una
personale gestione amministrativa, ma sulla base di un fondo assegnatogli dallAPSA, che  il vero e
proprio ministero del Tesoro della Santa Sede e quindi rientra nel complesso delle istituzioni di
carattere economico-finanziario del Vaticano, insieme alla Banca dello IOR e le Fondazioni (v. Gli
organismi amministrativi del Vaticano e Gli istituti bancari del Vaticano).
La Congregazione per la Dottrina della Fede ha il compito di promuovere e tutelare la
dottrina sulla fede e i costumi in tutto lorbe cattolico, con funzione di tribunale per i delitti contro la
fede e i delitti commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti. La Congregazione
per le Chiese Orientali  il ministero che sovrintende a eparchie, vescovadi, clero, religiosi e fedeli di
rito orientale. La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti si occupa della
promozione e regolamentazione della liturgia e dei sacramenti, promuovendo studi di approfondimento
della liturgia, interessandosi allabolizione o traslazione delle feste di precetto e curando la
compilazione di testi e riti liturgici.
La Congregazione delle Cause dei Santi sovrintende alla trattazione delle cause di
canonizzazione dei santi (v. Come si diventa santi) con annesso Studio per la formazione dei
collaboratori del dicastero, che sono medici e teologi. La Congregazione per i Vescovi  il ministero
che svolge quanto concerne la costituzione delle chiese e dei loro consigli, provvede alla nomina dei
vescovi, indicendo le visite apostoliche e organizza la celebrazione delle conferenze episcopali. La
Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli sovrintende allopera missionaria della Santa Sede ed
 la congregazione pi ricca, nella quale confluisce moltissimo denaro attraverso vari canali di
commissioni, comitati e consigli collegati al dicastero, nonch grazie alla raccolta di offerte in tutto il
mondo in specifiche giornate durante lanno (v. I soldi dei missionari).
La Congregazione per il Clero  il ministero che promuove iniziative per laggiornamento
intellettuale e pastorale del clero e per la sua formazione permanente;  competente anche in materia di
amministrazione dei beni ecclesiastici e delle dispense degli obblighi assunti con la sacra ordinazione.
La Congregazione per lEducazione Cattolica  il ministero che sovrintende a tutti i seminari e le case
di formazione di istituti religiosi, su tutte le universit di studi ecclesiastici e le scuole di istruzione
dipendenti dallautorit ecclesiastica. La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Societ
di Vita Apostolica sovrintende agli istituti di vita consacrata, come ordini e congregazioni religiose e
istituti secolari di monaci, frati, sacerdoti e suore, oltre agli appartenenti alle Societ di Vita Apostolica
e Comunit Laiche.
Alle congregazioni sono collegati undici consigli pontifici con una specifica finalit pastorale e
sociale che eccelle nel Pontificio Consiglio Cor Unum per la promozione della catechesi della carit
evangelica. Una sorta di diramazione di questo consiglio  la Caritas Internationalis, nata nel 1951 con
il nome di Conferenza Internazionale Cattolica della Carit per promuovere e coordinare lattivit
caritativa e assistenziale della Chiesa nel mondo, con decreto del cardinale Antonio Poma, Presidente
allepoca della CEI. Ma  stato Paolo VI a indicare le mete per il nuovo organismo pastorale, che non
sono assistenziali, ma pastorali e pedagogiche: Senza sostituirsi alle istituzioni gi esistenti in questo
campo nelle varie diocesi e senza far perdere alle medesime la loro caratteristica e la loro autonomia
questo nuovo organismo si presenta come lunico strumento ufficialmente riconosciuto a disposizione
dellepiscopato italiano per promuovere, coordinare e potenziare le attivit assistenziali nellambito
della comunit ecclesiale italiana. Sorto su istituzioni caritative di 13 nazioni, oggi ne conta 162,
distribuite nelle Caritas nazionali. La sede della Caritas Internationalis  in piazza San Calisto 16 e la
presiede il cardinale scar Andrs Rodrguez Maradiaga. La sede centrale della Caritas Italiana  in
via Aurelia 796 ed  fondamentale il collegamento e confronto con le 220 Caritas diocesane,
impegnate sul territorio nazionale nellanimazione della comunit ecclesiale e civile e nella promozione
di strumenti pastorali e servizi, che sono Centri dAscolto, Osservatori delle Povert e delle Risorse,
Caritas parrocchiali e Centri di Accoglienza. Lattuale Presidente  monsignor Giuseppe Merisi,
vescovo di Lodi.
Sono in funzione anche cinque organi di magistero ecclesiastico e di tutela dei beni della Santa
Sede, indicati specificamente nella loro denominazione. Si tratta della Pontificia Commissione per
lAmerica Latina, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, la Pontificia Commissione per i
Beni Culturali della Chiesa, la Pontificia Commissione Biblica e la Pontificia Commissione Ecclesia
Dei; questultima ha lo scopo di collaborare con i vescovi, con i dicasteri della Curia romana e con gli
ambienti interessati allo scopo di facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi,
comunit o singoli religiosi o religiose.
Esistono inoltre diversi Comitati e Consigli in funzione di organismi di studio e ricerca di
carattere apostolico, che sono in collegamento con i dicasteri per un continuo aggiornamento della
Santa Sede sui problemi del clero e dei fedeli, per i quali hanno solo una funzione di consultazione e
non decisionale, essendo promotori al riguardo solo le congregazioni.
19. Il Governatorato e il Vicariato della Citt del Vaticano
Il Governatorato  lorganismo al quale compete la gestione del governo della Citt del
Vaticano e uffici annessi, compresa anche lautonomia delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Il
ruolo di Governatore dello Stato della Citt del Vaticano viene ricoperto da un cardinale scelto, a turno,
dal papa, assistito da una commissione cardinalizia eletta per un quinquennio e coadiuvata da un
organo consultivo, la Consulta di Stato. Il Governatorato  stato istituito il 20 marzo 1939 e nel ruolo di
Governatore si sono succeduti cinque cardinali e due monsignori. Il primo  stato il cardinale Nicola
Canali (20 marzo 1939-3 agosto 1961), il secondo monsignor Alberto di Jorio (14 agosto 1961-4
novembre 1968); ambedue hanno gestito il Governatorato senza particolari problemi. Il terzo  stato
monsignor Paul Casimir Marcinkus (26 settembre 1981-30 ottobre 1990), nominato arcivescovo e
contemporaneamente Presidente dello IOR, per il quale  stato invischiato in vari scandali con tanto di
mandato di cattura (v. Omicidi e imbrogli nellamministrazione sotto il pontificato di Giovanni Paolo
II).
Il quarto Governatore  stato il cardinale venezuelano Rosalio Jos Castillo Lara (31 ottobre
1990-14 ottobre 1997), contemporaneamente membro della commissione cardinalizia dello IOR,
restando per fuori dai traffici e relativi scandali. In precedenza era stato Presidente dellAPSA (v. Gli
istituti bancari del Vaticano) e inoltre  stato particolarmente impegnato nella difesa dei valori cristiani
e umanitari del Venezuela opponendosi al governo del Presidente Hugo Rafael Chvez Fras. Castillo
Lara accus in molte occasioni il crescente autoritarismo del Presidente Chvez, che gli rispose
qualificandolo come ipocrita, bandito e diavolo in sottana. Il cardinale  morto nel 2007. Il quinto
Governatore  stato il cardinale statunitense Edmund Casimir Szoka (15 ottobre 1997-15 settembre
2006), arcivescovo di Detroit, al quale  succeduto il cardinale Giovanni Lajolo dal 15 settembre 2006,
tuttora in carica.
Al Governatore spetta lesercizio del potere esecutivo e in genere ogni attribuzione che le leggi
e i regolamenti vigenti assegnino alla competenza del Governatore dello Stato. Il Governatorato 
per istituzionalmente alle dipendenze del Segretario di Stato, che  rappresentato da una segreteria
retta appunto dal Presidente della commissione cardinalizia, al quale il Governatore deve in qualche
modo riferire, coadiuvato da un Segretario generale e da un viceSegretario, attualmente nelle persone
del vescovo Renato Boccardo e del monsignor Giorgio Corbellini.
Il Governatorato  il vero e proprio organismo portante dello Stato della Citt del Vaticano, con
una serie di strutture alle quali fa capo un bilancio amministrativo sui 200 milioni di euro con quasi
1800 dipendenti tra ecclesiastici e laici, uomini e donne, qualificati come impiegati (v. Gli impiegati
del Vaticano). Svolgono i compiti pi vari, come scrittori, segretari, addetti tecnici, consultori,
ragionieri, bibliotecari, commessi, assistenti museali, restauratori di opere darte, chiese e palazzi,
nonch addetti ai servizi di sicurezza e Protezione Civile (v. I soldati del Vaticano tra gloria e
scandali). Il bilancio  gestito da una Direzione della Ragioneria dello Stato, guidata attualmente dal
dottor Eugenio Borgognoni, e da una Direzione dei Servizi Economici, retta dal dottor Sabatino
Napolitano, che si occupa dellacquisto e vendita di beni alimentari e farmaceutici, in collegamento con
lAnnona e la Farmacia. Esiste anche una Direzione dei Servizi Tecnici, guidata dal dottor Pier Carlo
Cuscianna, che sovrintende alla gestione degli impianti tecnologici nei diversi immobili. Al
Governatorato fanno capo anche le Telecomunicazioni e i Servizi delle Poste con lUfficio Filatelico e
Numismatico e la relativa vendita di monete e francobolli.
Il Governatorato ha delle specifiche strutture che lo mettono in diretto rapporto con gli
impiegati del Vaticano. Esiste infatti una Commissione per il personale, che cura il rapporto sociale
con i dipendenti;  presieduta da monsignor Giorgio Corbellini, assistito da un Segretario e da un
complesso di quattro membri. La stessa finalit sociale ha un Comitato per la sicurezza, presieduto
dallavvocato Gianluigi Marrone, assistito da una quipe di 10 membri, di cui 3 ecclesiastici. Esiste
anche una Commissione disciplinare, presieduta da monsignor Egidio Turnaturi, con un complesso di 3
membri laici e un ecclesiastico. Si collega a queste strutture lUfficio dello Stato Civile, Anagrafe e
Notariato che registra nascite, matrimoni, decessi, cittadinanza e soggiorno, oltre a conservare gli atti
di natura pubblica e privata.
 inoltre in funzione una Direzione delle Ville Pontificie di cui  responsabile il dottor Saverio
Petrillo, che sovrintende alla residenza pontificia di Castel Gandolfo, gestendo anche la struttura
agricola con la commercializzazione dei prodotti (v. Gli splendori della villa di Castel Gandolfo). Ma a
questa direzione compete anche la Floreria, ufficio che si occupa dellallestimento degli ambienti
destinati alle celebrazioni liturgiche e alle udienze pontificie.  allinterno di un colossale scantinato,
ricolmo fino al soffitto di tutto quanto pu essere utile, ma anche superfluo per rendere sontuosa la
basilica di San Pietro. Vi sono conservati da secoli tendaggi, guide scarlatte, lampadari, suppellettili,
sedie gestatorie, baldacchini, troni papali, altari mobili e candelieri, anche se molti di quesi ornamenti
non sono pi utilizzati di fronte a un cerimoniale pontificio divenuto oggi pi essenziale.
La Floreria, della quale  responsabile lingegner Paolo Sagretti,  comunque il regno dei
Sampietrini, storici operai della Fabbrica di San Pietro, presenti in forma di vera e propria corporazione
operaia fin dal Settecento, con una trentina di operai, tra scalpellini, falegnami e muratori, primi
membri della pi caratteristica corporazione artigiana del Vaticano. Erano soprannominati gli "acrobati
della basilica" per la grande abilit che mettevano in mostra di stare sospesi a una corda nel sistemare
gli addobbi nelle parti pi alte delle pareti, ovvero nello sgattaiolare tra le "lumache", cio le scale a
chiocciola della cupola, e passare da una scala allaltra sui "castelli" di legno delle impalcature. Oltre a
camminare sulla cupola per sistemare i "padelloni" con lolio per lilluminazione, sostituiti dai fari
elettrici negli anni Cinquanta.
I Sampietrini oggi sono adibiti, come  prescritto nel regolamento in vigore dal 1973, alla
custodia interna ed esterna, alla pulizia e alla manutenzione della basilica vaticana secondo le
disposizioni e gli ordini di servizio emananti dal Dirigente dellUfficio Tecnico, nella persona del
dottor Pier Carlo Cuscianna. Divisi in due categorie, una con 24 dipendenti e una seconda di ausiliari,
aspiranti sampietrini, indossano una divisa e sono adibiti anche a mansioni diverse da quelle ordinarie.
Alcuni hanno partecipato anche a campagne di scavo nella necropoli vaticana, mettendo in mostra una
singolare professionalit riconosciuta da Pio XII con la nomina del loro caposquadra, Giovanni Segoni,
a "operaio donore" il 19 dicembre 1951. Spesso lavorano in collaborazione con i Vigili del Fuoco (v. I
soldati del Vaticano tra gloria e scandali).
Restano estranei al Governatore del Vaticano il territorio e i fedeli della diocesi vaticana, che
sono soggetti allo specifico Vicariato della Citt del Vaticano, al quale appartengono San Pietro, il cui
cardinale arciprete detiene la carica di Vicario Generale, le altre chiese e il cimitero (v. Il cimitero e le
chiese della Citt del Vaticano). Dal 1929, ovvero da quando  stata istituita la Citt del Vaticano con i
Patti Lateranensi, sono stati cinque i cardinali succedutisi nella carica di Vicari: Alfonso De Romanis
(1929-1951), Pietro Canisio Van Lierde (1951-1991), Virgilio No (1991-2002), Francesco
Marchisano (2002-2005), contemporaneamente Presidente dellUfficio del Lavoro della Sede
Apostolica (v. Gli impiegati del Vaticano) e Angelo Comastri dal 2005, attualmente in carica. Il
Vicario ha lassistenza di un ecclesiastico addetto alla celebrazione dei matrimoni, una laica addetta al
protocollo, un laico addetto alla Cappella musicale, i parroci della basilica di San Pietro e di
SantAnna, e 13 assistenti spirituali. E fa capo al Vicariato il Tribunale Ecclesiastico della Citt del
Vaticano, nel quale si distingue la figura del Difensore del Vincolo come espositore degli argomenti
addotti contro la nullit o lo scioglimento dellordinazione sacerdotale.
20. Il Vicario di Roma, il vicepapa
Il Vicario di Roma  il cardinale a cui il papa delega il governo pastorale della diocesi di Roma,
e come tale lo si pu considerare il vicepapa. Il suo titolo propriamente  quello di Vicario Generale di
Sua Santit per la Citt di Roma e Distretto, dove il Distretto, derivante dal latino Districtus, risale alla
giurisdizione territoriale del Praefectus Urbis della Roma imperiale, che  stata assunta dal papa tra le
varie istituzioni giuridiche dello Stato pagano per il governo della Chiesa di Roma. Con il Distretto si
faceva riferimento al territorio compreso "intra centum milia ab Urbis lapide", calcolato dal Foro
Romano e attualmente si estende per 881 chilometri quadrati:  suddiviso in 333 parrocchie,
raggruppate in 36 prefetture, ripartite su 5 settori (Centro, Nord, Sud, Est e Ovest), essendo ognuno
retto da un vescovo ausiliare detto "Vescovo di settore". In particolare al Vicariato appartiene la
giurisdizione sul Laterano, comprendente la cattedrale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni
Battista ed Evangelista e il palazzo del Laterano, sede degli uffici del Vicario. Non rientra nel territorio
del Vicariato di Roma la Citt del Vaticano; il territorio e i fedeli della diocesi vaticana sono soggetti
allo specifico Vicariato della Citt del Vaticano (v. Il governo della Santa Sede).
I Vicari di Roma succedutisi durante il pontificato di Paolo VI sono stati quattro, a cominciare
da Clemente Micara, gi in carica con Pio XII e Giovanni XXIII, ricoprendo il ruolo al vertice fino alla
morte, avvenuta l11 marzo 1965. Lo ha sostituito Luigi Traglia fino al 1968, quando  subentrato
Angelo DellAcqua, morto improvvisamente il 27 agosto 1972 durante una visita al santuario di
Lourdes; ed  stato nominato Ugo Poletti. Poletti  stato un autentico stratega del Vicariato di Roma
fino al 17 gennaio 1991, mantenendo la carica anche nei primi tredici anni del pontificato di Giovanni
Paolo Secondo e ricoprendo contemporaneamente dal 1985 la carica di Presidente della CEI (v. Il Presidente
della CEI, il supervescovo).
Poletti si  dimostrato pieno dimpegno nei confronti dei problemi di Roma, e va segnalato il
convegno da lui organizzato insieme a don Luigi di Liegro, il fondatore della Caritas (v.), La
responsabilit dei cristiani di fronte alle attese di giustizia e di carit nella diocesi di Roma, che in
sostanza evidenzi e discusse I mali della citt, denunciando le carenze di Roma e indicandone i
responsabili. Ma una macchia indelebile resta la vicenda legata al boss della banda della Magliana
Enrico De Pedis, ucciso a Roma il 2 febbraio 1990 in via del Pellegrino, nei pressi di Campo de Fiori.
 stato il cardinale Poletti a rilasciare il nulla osta per la sepoltura di De Pedis nella basilica di
SantApollinare, gestita dallOpus Dei (v. La prelatura affaristica dellOpus Dei);  una sepoltura
infamante, trattandosi di un bandito, e che contrasta inoltre con il canone 1242 del Codice di diritto
canonico, che sancisce: Non si seppelliscono cadaveri nelle chiese, eccetto che si tratti di seppellire il
Romano Pontefice oppure, nella propria chiesa, i cardinali o i vescovi diocesani anche emeriti. E a
giustificazione della concessione si parla di un De Pedis "grande benefattore", mentre in realt viene
fuori un prestito di denaro effettuato da parte della banda della Magliana alla Santa Sede, ovvero di un
deposito di denaro nelle casse dello IOR, mai tornato indietro. Un episodio vergognoso che  una
macchia infamante per la Santa Sede nel suo complesso.
Durante gli ultimi quattordici anni del pontificato di Giovanni Paolo Secondo il Vicario  Camillo
Ruini, assunto in carica dal 1 luglio 1991, per restarvi fino al 2008, nonch durante i primi tre anni del
pontificato di Benedetto XVI. Contemporaneamente Ruini viene nominato anche Presidente della
Conferenza Episcopale Italiana (v.), incarico nel quale  confermato per i successivi quinquenni il 7
marzo 1996, il 6 marzo 2001 e il 14 febbraio 2006 da papa Benedetto XVI con la formula donec aliter
provideatur (cio a tempo indeterminato, fino alla nomina di un successore).
Il programma di Ruini come Vicario di Roma  quello di impegnarsi per stimolare una presenza
della Chiesa e dei cristiani nel mondo della cultura, da realizzare attraverso il Progetto culturale della
Chiesa italiana. Specialmente con lavvento del terzo millennio ha alimentato in pi occasioni il
dibattito politico su argomenti come la difesa dei diritti umani e del diritto alla vita, contestando certe
leggi dello Stato italiano, restando peraltro in linea con i messaggi pontifici, indicati come referenti
della missione della Chiesa cattolica nella societ. Si  visto per contestato da alcune componenti,
laiche e non, del mondo politico italiano, per la parzialit e la pretesa di universalit del suo messaggio,
finendo per essere accusato di intromissione nella legislazione dello Stato sovrano.
Nel settembre 2005 Ruini viene contestato dagli studenti del collettivo Farfalle Rosse, che
lanciano slogan ed espongono striscioni (Libero amore in libero Stato, Siamo tutti omosessuali,
Vogliamo fare Pacs in avanti nei diritti) durante una cerimonia della Fondazione Liberal del
parlamentare di Forza Italia Ferdinando Adornato, nella quale il cardinale riceve una onorificenza.
Inoltre Ruini pi volte si  detto contrario al riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e delle
coppie di fatto, in linea con il pensiero espresso da tutti i papi e confermato da Benedetto XVI. Il
cardinale ha anche criticato lapprovazione da parte dellUnione Europea di una risoluzione che
sollecita una equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali con quelli delle vere e legittime
famiglie.
C stato poi nel 2006 il caso di Piergiorgio Welby da anni ammalato di distrofia muscolare e
che ha manifestato il desiderio di interrompere il suo mantenimento in vita con i macchinari in un
autentico accanimento terapeutico. Ruini si fa portavoce della condanna delleutanasia da parte della
Chiesa di Roma e come Presidente della CEI e si fa latore di un messaggio il 21 novembre 2006
finalizzato alla XXIX Giornata per la Vita in programma il 4 febbraio 2007. Chi ama la vita si
interroga sul suo significato e quindi anche sul senso della morte e di come affrontarla(...), ma non cade
nel diabolico inganno di pensare di poter disporre della vita fino a chiedere che si possa legittimarne
linterruzione con leutanasia, magari mascherandola con un velo di umana piet. Il messaggio non
viene ascoltato: il 20 dicembre 2006 alle ore 23, Welby, secondo la sua volont, viene sedato e
distaccato dal respiratore, morendo nel giro di 45 minuti.
E il cardinale Ruini decide di negare le esequie religiose a Piergiorgio Welby, motivando la
decisione con il fatto che la richiesta di eutanasia era stata fatta pubblicamente da Welby e ribadita pi
volte, per cui era impossibile presumere la mancanza di piena avvertenza e di deliberato consenso che
porta la Chiesa a concedere le esequie ecclesiastiche anche a un suicida in un improvviso raptus.
Il cardinale Ruini decade da Vicario per raggiunti limiti di et il 27 giugno 2008 e gli subentra il
cardinale Agostino Vallini. Questi  reduce da un lavoro di undici anni nellarcivescovado di Napoli,
che lo ha portato a contatto con i problemi che angosciano le classi povere della citt partenopea, ed 
stato membro dellAPSA e Presidente della Corte di Cassazione dello Stato della Citt del Vaticano.
Significativa della sua politica ecclesiastica  stata il 6 marzo 2010 la celebrazione presso la Pontificia
Universit Lateranense di un convegno sul tema Progettare la vita. La Chiesa di Roma incontra la citt
per un rinnovato impegno educativo. I progetti relativi sono peraltro stati evidenziati da Vallini in una
lettera agli educatori scolastici di Roma intitolata Educare con speranza, nella quale si  evidenziato
che una testimonianza umana e cristiana deve accompagnarsi alla competenza professionale e alla
dedizione al bene dei ragazzi e dei giovani, come il cardinale ha dichiarato in una intervista di Marco
Bellizi su LOsservatore Romano del 4 marzo 2010. C solo da attendere i frutti.
21. Il Presidente della CEI, il supervescovo
Le Conferenze Episcopali sono gli organismi che riuniscono i vescovi di una determinata
nazione o area geografica; la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) nasce a Firenze l8 gennaio 1952
sotto forma dassemblea dei presidenti delle conferenze episcopali delle regioni conciliari italiane. Di
essa dovrebbe far parte lo stesso papa come vescovo di Roma e naturalmente in veste di Presidente; in
sua vece  lo stesso pontefice, in qualit di primate dItalia, a eleggere un sostituto (v. Il Vicario di
Roma, il vicepapa), con la qualifica di Presidente, sovrastante i colleghi in veste di supervescovo.
Infatti si  trattato sempre di un arcivescovo, come per il primo Presidente Ildefonso Schuster,
arcivescovo di Milano, dal 1952 al 1953; Maurilio Fossati, arcivescovo di Torino, dal 1954 al 1958;
Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, dal 1959 al 1965. E cos ancora per Antonio Poma, arcivescovo
di Bologna, dal 1969 al 1979; Anastasio Ballestrero, arcivescovo di Torino, dal 1979 al 1985; Ugo
Poletti, arcivescovo di Spoleto e arcivescovo vicegerente di Roma, ma anche Vicario di Sua Santit
della diocesi di Roma, dal 1985 al 1991; Camillo Ruini, Vicario di Roma, dal 1991 al 2007, fino
allattuale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, in carica dal 2007.
I compiti specifici della CEI sono quelli di studiare i problemi che interessano la vita della
Chiesa in Italia, mantenendo i rapporti con le pubbliche autorit dello Stato italiano. Infatti il rinnovato
concordato del 1978 ha affidato alla CEI il compito di gestire direttamente i termini dellaccordo,
perch lattuazione di numerose norme  rinviata a intese successive tra le parti.  cos che la CEI
amministra l8 per mille versato dagli italiani e, in parte, destinato alla Chiesa cattolica. Ed  cos che
Ugo Poletti il 14 dicembre 1985 ha firmato con Franca Falcucci, allora ministro della Pubblica
Istruzione, lintesa per linsegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane, che  stata oggetto
di modifiche apportate il 13 giugno 1990 con il nuovo ministro Sergio Mattarella.
Particolarmente importante  poi la sovrintendenza amministrativa sui beni immobili della CEI
indicata in appositi articoli degli Organi Statutari. Il Presidente  infatti responsabile della alienazione
di beni immobili, anche se non facenti parte del patrimonio stabile della CEI, della esecuzione di
lavori di costruzione, ristrutturazione o straordinaria manutenzione, nonch dei contratti di
locazione e di ogni mutazione della destinazione duso di un immobile. Il Presidente  in pratica un
autentico imprenditore, con le ovvie caratteristiche amministrative evidenziate dagli articoli che gli
riservano la decisione di nuove voci di spesa rispetto a quelle indicate nello stato annuale di
previsione e linizio, il subentro o la partecipazione in attivit considerate commerciali ai fini
fiscali. Queste caratteristiche fanno del supervescovo un autentico manager, considerando che occorre
la massima attenzione a respingere qualunque atto che possa peggiorare la condizione patrimoniale
della CEI. Inoltre resta fondamentale la sua voce nelle stesse nomine programmate dal papa nei
diversi vescovadi italiani, sulle quali  invitato a esprimere il consenso per le candidature, provvedendo
a indicare nomine alternative di suo gradimento. E su questo argomento pi che mai si esprime il suo
valore di supervescovo.
Singolare e autoritario  rimasto lintervento di Camillo Ruini nel 2005 in occasione dei
referendum abrogativi della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita e la ricerca scientifica
sulle cellule staminali. Il supervescovo si  fatto portavoce dellistanza ufficiale della CEI invitando i
cattolici a non presentarsi alle urne con lo scopo di non raggiungere il quorum del 50%, in difesa del
diritto alla vita. Il gesto per i promotori del referendum fu un legittimo intervento, mentre per gli
oppositori fu uninaccettabile ingerenza della Chiesa cattolica nel mondo politico. E Ruini fu anche
denunciato dal ginecologo Severino Antinori, sulla base di una normativa che condanna fino a tre anni
di reclusione chi incita allastensione, ma la denuncia fu subito archiviata, perch lintervento di Ruini
aveva solo il valore di unindicazione. Ironico peraltro il commento di Ruini allindomani dei risultati:
Sono favorevolmente colpito dalla maturit del popolo italiano.
Emblematico della personalit di Angelo Bagnasco, successore di Ruini,  il discorso di
apertura dei lavori del consiglio episcopale permanente della CEI a gennaio del 2009, tenendo presente
che contemporaneamente larcivescovo di Genova  anche Vicario di Roma, che qualifica ancor pi il
suo carattere di supervescovo della citt. Sulla crisi economica ha chiamato in causa lesecutivo,
osservando che se il Paese deve prendere atto di verit amare sotto il profilo dei conti, ha un diritto in
pi per conoscere la verit dei fatti senza distorsioni mediatiche, senza sospetti continui e polemiche
alimentate ad arte e per questo ha invitato i politici a parlarsi anzich contrapporsi sistematicamente,
nellillusione di riservarsi la mossa pi intelligente. Lo Stato deve fare di pi, anche se va riconosciuto
che alcune decisioni destinate ad arrecare sollievo ai meno abbienti sono state adottate: penso alla
social card e al bonus familiare. Quanto mai di parte la dichiarazione che Le scuole cattoliche sono
allo stremo, con la conseguente richiesta allo Stato dintervenire a loro sostegno. Ovvia la
preoccupazione per la libera circolazione della RU486, la pillola abortiva, invitando le autorit a
considerare i danni enormi, vitali, che lassunzione della RU486 ha causato in alcune situazioni
nellarco degli ultimi sedici anni. E sulle polemiche con la comunit ebraica ha espresso dispiacere
per le dichiarazioni del rabbino capo di Venezia, Elia Enrico Richetti, che aveva sottolineato come
con le recenti dichiarazioni di Benedetto XVI sullimpossibilit di un dialogo interreligioso, stiamo
andando verso la cancellazione degli ultimi cinquantanni di storia della Chiesa.
22. Cardinali manager per Mammona
I cardinali sono qualificati come "principi della Chiesa", originariamente classificati in tre
ordini di vescovi, preti e diaconi; oggi sono tutti vescovi, per decisione di Giovanni XXIII, ma
Benedetto XVI ha rinnovato la suddivisone nei tre gradi. Ai sei cardinali vescovi viene attribuita una
sede suburbicaria, cio una diocesi nelle vicinanze di Roma e tra loro  nominato il decano e il
vicedecano del Collegio cardinalizio. Ai cardinali preti e diaconi viene conferita unantica chiesa di
Roma: titolo per i preti, diaconia per i diaconi. Tutti sono impegnati fino allet di 75 anni in incarichi
di Curia, come manager di problemi politico-finanziari, e con diritto di partecipare al conclave per
eleggere il papa fino a 80 anni. Costituiscono il cosiddetto Collegio cardinalizio, attualmente di 201
porporati, cos detti in riferimento al color porpora del loro abito. Riveriti dellappellativo di Eminenza,
in base allart. 21 comma 1 del Trattato Lateranense, i cardinali godono in Italia degli onori dovuti ai
Principi del sangue; cos nelle cerimonie pubbliche hanno la precedenza su tutte le cariche italiane e
straniere a eccezione del Presidente della Repubblica italiana.
La loro nomina  annunciata dal papa nel concistoro e ricevono poi in San Pietro le insegne
della loro dignit; in sottana porpora, con pettorale e mozzetta, la mantellina chiusa da 12 bottoncini,
sfilano davanti al papa per ricevere in ginocchio la berretta porpora, che ha sostituito lantico galero,
con la formula che ricorda la loro fedelt al papa e alla Chiesa: usque ad sanguinis effusionem. Il
giorno dopo, nel corso di una Messa solenne, il papa gli consegna lanello cardinalizio, che varia a
seconda del pontefice; conclude la cerimonia la cosiddetta "visita di calore" da parte di parenti e amici
del porporato, che li riceve in uno dei saloni del Vaticano.
Peraltro, al di l della loro figura religiosa, i cardinali sono gli operatori diplomatici tesi al
recupero del prestigio politico della Chiesa in Italia e non solo, specialmente attraverso colui che
ricopre la carica di Segretario di Stato (v.). I cardinali hanno attuato lespansione della Santa Sede nelle
trame politiche italiane dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni Ottanta. E cera il
clientelismo a vari livelli nei ministeri e nelle aziende a partecipazione statale: se qualcuno voleva una
nomina di prestigio doveva essere appoggiato da un cardinale. La Democrazia Cristana non si muoveva
in certe nomine se non aveva sentito anche il Vaticano. Nei concorsi era di prammatica la
raccomandazione di un porporato. Paolo VI li ha in parte recuperati, dandogli pi responsabilit in
Vaticano, ma anche accrescendo listituto cardinalizio in termini pi internazionali, con le porpore del
Congo e del Kenia, del Pakistan e del Vietnam.
Lindennit di un cardinale  di 150.000 euro, assegnata in rate mensili dallAPSA; non troppo
per un manager, nonostante laggiunta del cosiddetto "rotolo cardinalizio", una somma tratta dalle
rendite del Sacro Collegio. Il cardinale peraltro pu contare su una integrativa due volte lanno, grazie a
un fondo che il Sacro Collegio ha presso lo IOR e che comporta dei frutti. Denaro esentasse, come
avviene per tutti i dipendenti del Vaticano, non rientrando lIRPEF, ovvero qualsiasi imposta, sul
reddito nella gestione economica della Santa Sede. E non sono peraltro determinanti per accrescere il
flusso di denaro i redditi extra da offerte per matrimoni, battesimi e messe di suffragio provenienti dalla
personale diocesi vescovile. Piuttosto una fonte di denaro  costituita dagli affitti degli immobili
propriet della diocesi, dei quali peraltro il cardinale dovrebbe render conto allAPSA; ma c modo di
evadere con tanto di frode e usura. Ed  qui che il cardinale  votato a Mammona.
Esemplare  quanto si  verificato con il cardinale Michele Giordano, arcivescovo
metropolitano di Napoli, nonch membro della Congregazione per il Clero e del Pontificio Consiglio
della Pastorale per gli Operatori Sanitari. Viene coinvolto in una vicenda di usura con una decina di
imprenditori pugliesi e campani, tra i quali il fratello Mario Luciano Giordano, al quale il cardinale ha
firmato assegni per 70 milioni. Oltretutto il porporato  sotto inchiesta dal 1995 per aver autorizzato
luso di tredici chiese sconsacrate del Napoletano, come autorimesse e depositi commerciali; inoltre la
Curia napoletana nel 1997 ha investito 300 milioni per la realizzazione dellinterporto campano di
Nola, associandosi a FIAT Engineering, Banca di Roma, Banco di Napoli e Crediop. Nel 2000 si
svolge il processo, nel quale gli assegni del cardinale sono qualificati un "prestito personale" al fratello
per ristrutturare la casa di famiglia a SantArcangelo, in provincia di Potenza. E i Giordano sono assolti
con formula piena.
Ma il cardinale Giordano viene chiamato nuovamente in causa dalla Procura di Napoli nel 2002
e rinviato a giudizio per i reati di concorso in frode fiscale e falsi in bilancio. Laccusa  relativa
allacquisto di tre capannoni a Casoria, vicino Napoli, con i fondi della Curia dellarcidiocesi
napoletana, oltretutto a un prezzo di circa un miliardo inferiore a quello commerciale, sulla base di un
atto notarile indicante come prezzo di compravendita un valore catastale inferiore. Secondo laccusa la
differenza, sottratta al fisco, sarebbe stata intascata dai consiglieri di amministrazione della societ
Sirio, venditrice degli immobili, accusati pertanto di frode fiscale e falso in bilancio, in ragione di 600
milioni di euro. Il 21 maggio il cardinale  condannato a 4 mesi, con sospensione della pena, e 7000
euro di ammenda per abuso edilizio. Il 28 aprile 2005 viene per assolto, anche se linfamia in sostanza
resta. A questo punto il cardinale presenta le dimissioni dal governo dellarcidiocesi; le dimissioni sono
accettate da Benedetto XVI, il quale lo nomina per "amministratore apostolico", qualifica ridicola con
lamministrazione fraudolenta alle spalle. E nel 2006  nominato arcivescovo "emerito" di Napoli.
Ma evidentemente larcidiocesi di Napoli non porta bene ai cardinali che la gestiscono. Si d il
caso che il nuvo arcivescovo Crescenzio Sepe il 10 giugno 2010 sia raggiunto da un avviso di garanzia
dalla Procura di Perugia per il reato di corruzione in riferimento alla ristrutturazione e vendita di alcuni
immobili della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli. Il cardinale ha gestito un patrimonio
immobiliare di 9 miliardi di euro per conto dellAPSA nel 2005, in una serie di operazioni della
cosiddetta "cricca" facente capo al costruttore Diego Anemone e al capo della Protezione Civile Guido
Bertolaso, nonch lex Presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici Angelo Balducci (v. Gli immobili
del Vaticano dentro Roma dalle chiese alle catacombe). Per lo stesso reato di corruzione un avviso di
garanzia arriva contemporaneamente allex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. Ambedue gli
avvisi di garanzia sono stati emessi dai PM Alessia Tavarnesi e Sergio Sottani; secondo laccusa
Lunardi, oggi deputato del PDL, avrebbe garantito alla congregazione vaticana un finanziamento
pubblico di 2 milioni e mezzo di euro per ristrutturare un palazzo in piazza di Spagna a Roma.
Il 20 giugno il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, dichiara che il
cardinale Sepe collaborer con la giustizia nellambito dei corretti rapporti fra Italia e Santa Sede, cio
secondo quanto previsto dalla normativa concordataria; non c problema, pertanto, e tutto verr
chiarito, anche perch lo stesso Lunardi si dichiara disponibile. Passa lestate, durante la quale il 7
luglio il cardinale in una lettera ai fedeli dellarcidiocesi napoletana smentisce le accuse. Il 19 ottobre la
Camera dei Deputati nega lautorizzazione a procedere per il deputato Pietro Lunardi; Crescenzio Sepe
non gli  da meno, rifugiandosi nellimmunit diplomatica.
23. Vescovi ribelli e truffaldini
I vescovi, che per divina istituzione sono successori degli Apostoli, mediante lo Spirito Santo
che  stato loro donato, sono costituiti Pastori della Chiesa, perch siano anchessi maestri di dottrina,
sacerdoti del sacro culto e ministri del governo. In questi termini sono qualificati i vescovi di Santa
Romana Chiesa secondo il canone 375 del Codice di diritto canonico, allinsegna di una definizione
perlopi chiarificatrice di un puro spirito religioso. Alcuni di loro sono cardinali e tutti fanno capo a
patriarcati, arcidiocesi e prelature territoriali.
Peraltro in linea con lo spirito religioso lOrdine dei vescovi ha un carattere collegiale: un
lavoro in comunione e con il papa, in particolare, per quello che prende il nome di Collegio Episcopale,
e nelle Conferenze Episcopali, oltre al Sinodo dei vescovi e alla Congregazione dei Vescovi allinterno
della Curia Romana. Inoltre  propria dei vescovi lamministrazione del sacramento dellOrdine per la
consacrazione di diaconi e presbiteri. Ed  la Conferenza Episcopale, italiana o di altra nazione, che
provvede allo stipendio dei vescovi, che si aggira sui 3000 euro per tredici mensilit con integrativa a
Pasqua e Natale, oltre a sovvenzioni per le spese di rappresentanza e le finalit apostoliche.
Tutto bene nello spirito apostolico cattolico allinsegna della fede pi pura, ancher per quanto
riguarda laspetto finanziario. Ma con alcune magagne. Tra le quali una di carattere religioso, che nasce
nel 1970, quando larcivescovo francese Marcel Lefebvre si ribella allattuazione delle riforme
maturate nel Concilio Vaticano Secondo e fonda a Ecne, in Svizzera, la Fraternit Sacerdotale San Pio X,
con un proprio seminario, rifiutandosi di accettare il Novus Ordo Missae, ovvero seguitando a usare la
lingua latina. Nellarco di cinque anni ha ordinato numerosi sacerdoti e per questo larcivescovo di
Losanna, Pierre Mamie, ha fatto chiudere il seminario e nel 1976 Paolo VI lo ha sospeso a divinis. Pur
avendo lasciato il seminario, Lefebvre ne  rimasto lindiscusso capo e in questa veste nel 1988 il
cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cerca di riportarlo
nellorbita di Roma facendogli delle concessioni.
Il 5 maggio 1988 Lefebvre e Ratzinger firmano un protocollo dintesa per luso dei testi
liturgici approvati nel 1962, prima del concilio, e si ipotizza la creazione di una commissione del
Vaticano per coordinare nuove nomine vescovili. Lefebvre promette obbedienza al papa e riconosce la
validit dei nuovi riti della Messa, anche se lui non li user. Ma il giorno dopo a Ecne Lefebvre
dichiara di essere stato ingannato e che ha bisogno di ordinare un vescovo; il papa gli comunica per
lettera che pu consacrarlo. Non  contento e richiede di poter consacrare altri tre vescovi; gli risponde
Ratzinger ammonendolo allobbedienza, altrimenti gli sar vietata la consacrazione anche di un solo
vescovo. Lefebvre insiste e il 2 giugno comunica che deve ordinare anche tre sacerdoti; gli risponde il
papa pregandolo di non procedere in un atto scismatico, e il 17 giugno gli viene inviata
unammonizione formale. Ma il 30 giugno Lefebvre consacra i quattro vescovi, incorrendo in un vero e
proprio atto scismatico; ne consegue che automaticamente Lefebvre e i quattro neovescovi incorrono
nella scomunica, formalizzata a norma dal cardinale Bernardin Gantin.
Il 2 luglio Giovanni Paolo Secondo con il motu proprio Ecclesia Dei Afflicta comunica che Lefebvre si
 reso colpevole di disobbedienza al Romano Pontefice in materia gravissima e di capitale importanza
per lunit della Chiesa, nonch di atto scismatico, per cui ne consegue la scomunica, che  rivolta
non solo a Lefebvre, ma anche al vescovo consacrante Antonio de Castro Mayer e ai quattro
neovescovi Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta.
Quando Lefebvre muore di cancro nel 1991 la sua salma, sepolta a Ecne, viene benedetta dal cardinale
Silvio Oddi e dal Nunzio apostolico in Svizzera;  contro ogni regola, dal momento che Lefebvre 
morto scomunicato. Il permesso  concesso da Ratzinger come Presidente della Congregazione della
Dottrina della Fede, ed  un ripensamento.
Tant che la Fraternit a Ecne seguita a esistere, guidata dallo svizzero Bernard Fellay, uno
dei quattro vescovi ordinati da Lefebvre nel 1988, ai quali peraltro il 21 gennaio 2009  stata revocata
la scomunica da Benedetto XVI; e il centro continua a procedere nelle ordinazioni sacerdotali.
Latteggiamento del papa fa chiaramente capire che Benedetto XVI  ormai allineato alla posizione di
Ecne, non ritenendola pertanto fuori della Chiesa, e non solo da adesso; altrimenti dovrebbe accusare
anche se stesso. Numerose filiali sono sparse in Europa; in Italia il centro pi importante  a
Montalenghe, nel Canavese, ma messe tridentine sono officiate in varie citt italiane dopo la facolt
concessa da Benedetto XVI a tutti i parroci di celebrare una Messa in latino a fronte di quelle in
volgare.
E contro la revoca della scomunica c una contestazione nei confronti del papa da parte di due
vescovi tedeschi. Il vescovo di Rottenburg-Stoccarda Gebhard Fuerst ha dichiarato che la decisione ha
gettato molti fedeli nellinsicurezza, nellincomprensione e nella delusione, aggiungendo che lunit
della Chiesa  un bene prezioso, e servirlo  compito prioritario del papa e dei vescovi. Ma questa unit
della Chiesa  incompatibile con un rifuto dei principi basilari del Concilio Vaticano II. Gli fa eco sul
quotidiano Hamburger Abendblatt il vescovo di Amburgo Werner Thyssen, dichiarando che c
chiaramente una perdita di fiducia nel papa, perch la riconciliazione con un negazionista  sempre
una scelta sbagliata. Con Benedetto XVI troppi passi indietro.
A fronte di certi vescovi ribelli allautorit religiosa del Vaticano, esistono anche i volgari
imbroglioni; magari sono fedeli al papa, in linea con le indicazioni religiose del Vaticano, ma
commettono azioni che li fanno fedeli a Mammona. Emblematico  il caso dellarcivescovo di Salerno
Gerardo Pierro, che gravita oltretutto nellarea malfamata circostante larcidiocesi di Napoli, gi
segnalata tra i Cardinali manager per Mammona (v.). Viene alla luce il 15 luglio 2008, quando la
Guardia di Finanza sequestra una parte dei fondi dell8 per mille, erogati dalla CEI alla Curia di
Salerno perch utilizzati a fini di lucro. Il provvedimento infatti si inquadra nellambito delle
indagini sul sequestro del villaggio Angellara Home, ex colonia per ragazzi poveri trasformata in hotel
a 5 stelle, con i contributi della Regione Campania. Viene sequestrato anche il finanziamento di
1.900.000 euro che la Regione Campania, parte lesa in questa vicenda, aveva gi stanziato per i lavori
di ristrutturazione.
E finiscono indagate per truffa aggravata ai danni dello Stato, abusivismo edilizio e abuso
dufficio tredici persone, tra le quali, oltre allarcivescovo Gerardo Pierro, lamministratore del
villaggio don Comincio Lanzara, cos che viene istituito un processo. Che inizia il 5 luglio 2010 con
Pierro che lascia ogni incarico ecclesiastico, sia pur dopo aver inaugurato una statua che lo rappresenta,
testimonianza marmorea della sua ignobile personalit ecclesiastica. Peraltro il 10 giugno 2010
Benedetto XVI accetta la sua rinuncia al governo pastorale dellarcidiocesi di Salerno, chiamando a
succedergli Luigi Moretti, finora vicegerente della diocesi di Roma.
Nel processo, oltre al vescovo Pierro e al suo cerimoniere don Comincio Lanzara, sono imputati
leconomo della Curia, Vincenzo Rizzo, il progettista e il direttore dei lavori di ristrutturazione
finanziati nel 2002 per 2 milioni e mezzo di euro, Nicola e Giovanni Sullutrone (questultimo
Presidente della ONLUS che dal 2006 gestiva lalbergo); e ancora, i funzionari comunali Matteo Basile
e Nicola Gentile, rispettivamente responsabile e dirigente dellUfficio permessi a costruire; i progettisti
Giuliana e Roberto Rago; larchitetto Pompeo Paolo Mazzucca, responsabile del secondo intervento
sottoposto a finanziamento; e Charles Richard Capraro, responsabile del progetto relativo allo
stabilimento balneare sorto senza un adeguato piano studiato. Lunico ente ammesso come parte offesa
nella vicenda  la Regione Campania. Il processo  ancora in corso.
24. Monsignori, parroci e sacerdoti impostori
Il comportamento peccaminoso dei rappresentanti del clero nello Stato Pontificio resta piuttosto
sommerso e fa capo alla Santa Sede, che riesce a mantenere un certo silenzio sulle situazioni
discriminanti della Chiesa anche dal chiuso del Vaticano nei primi ventanni del suo riconoscimento
come Stato dopo i Patti Lateranensi.  dalla seconda met del Novecento che affiorano peccati in nome
di Mammona commessi dagli appartenenti alle frange estreme della gerarchia apostolica della Chiesa
di Roma, grazie a una maggiore libert di azione in ambienti a volte pi lontani dal Vaticano. A
cominciare dai monsignori, titolo mutuato dal francese monseigneur, che significa "mio signore" e
riservato agli ecclesiastici che hanno ricevuto il sacramento dellordine sacro nel grado dellepiscopato,
ma conferito a seguito di speciale concessione della Santa Sede anche ai membri del presbiterato,
ovvero ai sacerdoti. Per importanza gli tengono dietro i parroci, perlopi di nomina vescovile, che sono
a capo delle parrocchie e di un certo numero di sacerdoti, appartenenti a un ordine religioso, ma anche
secolari, ovvero liberi da un regolamento religioso. Tutti ovviamente per allineati ai princpi propri
della morale cattolica; ma si registrano anche alcuni "mondani", attratti dai piaceri materiali dominati
da Mammona, moderne personificazioni dei gaudenti abati settecenteschi. Il denaro  quello che li
trascina in attivit commerciali illegali mascherate da opere pie, dietro le quali manovrano da abili
impostori, spesso anche facendola franca in nome di una finalizzata beneficenza.
Un monsignore alla ribalta delle cronache giudiziarie nel 1983  Simeone Duca, Segretario
degli Archivi Pontifici, monsignore della diocesi di Roma, ma nativo di Zara; viene arrestato
nellindagine dello scandalo sui petroli ed esce dal carcere pagando una cauzione di un miliardo di lire.
Poco dopo risulta coinvolto nel riciclaggio dei proventi di sequestri di persona a opera delle cosche
calabresi; si salva perch le intercettazioni telefoniche non sono sufficienti a incriminarlo. Ma ecco che
Simeone Duca  chiamato in causa dal calabrese Rocco Lo Presti, condannato a Torino per omicidio e
sequestro di persona, che dichiara di aver dato al monsignore 30 milioni per una sua intercessione
presso il magistrato della Corte di Cassazione Ugo Dinacci; il magistrato viene scagionato, ma il
monsignore  condannato a 9 mesi di carcere per millantato credito. Nel processo di appello
dellottobre 1984 Simeone Duca ammette di aver accettato i 30 milioni, ma per compiere opere di
beneficenza, e viene assolto. Sar per questo che, quando morir nel giugno del 2006, ai suoi funerali a
Roma saranno presenti cinquanta concelebranti; era sempre rimasto legato a Zara e aveva finanziato il
restauro e la costruzione di diverse chiese, in una delle quali ora riposa, secondo la notizia riportata
dal mensile Difesa Adriatica.
Unaltra disavventura dellestrema frangia della santa casta riguarda la persona di don Lorenzo
Zorza, parroco della chiesa romana di SantAgnese e Nunzio apostolico della Santa Sede presso
lONU. Ha fondato a New York la societ apostolica Family Trading, con sede sulla Quinta Strada,
alla quale arrivano offerte per i poveri della sua parrocchia romana; e quindi spesso vola a New York
per raccoglierle. Ma il 5 febbraio 1988 il gruppo antidroga di Milano sequestra a Linate 5 chili di
cocaina, e scopre un traffico di stupefacenti e opere darte, nel quale affiora il nome di Lorenzo Zorza.
Il 28 marzo la magistratura di Roma e la Procura federale di New York emettono in contemporanea un
mandato di cattura nei confronti di Lorenzo Zorza, con tanto di accusa di associazione mafiosa, traffico
di droga e opere darte. Don Zorza riesce a partire da New York e diventa latitante, ma il 7 aprile 
arrestato in una villa di Montecalvo di Pianoro, vicino Bologna. Durante il processo vengono fuori
numerosi precedenti da contrabbandiere del Nunzio apostolico; cos nel 1962 allaeroporto di New
York dal suo bagaglio erano saltati fuori due dipinti a olio del Cinquecento, valutati sui 200 milioni,
per i quali era stato processato e condannato a 3 anni di carcere, salvandosi con la condizionale. Inoltre
gli erano stati sequestrati 74.000 dollari in banconote contraffatte e nel 1982 il suo nome era stato
collegato al traffico di valuta del Banco Ambrosiano, per accrediti in banche di San Paolo del Brasile.
Il 20 luglio 1993  alla ribalta giudiziaria lospedale psichiatrico Don Pasquale Uva di
Bisceglie, istituito come fondazione negli anni Venti dallintestatario monsignor Pasquale Uva con
denaro assegnato da Benedetto XV e gestito dalla Congregazione delle Suore Ancelle della Divina
Provvidenza. Lorenzo Leone, lerede della fondazione, ribattezzata Casa della Divina Provvidenza,
come Segretario del Consiglio Generalizio delle Ancelle della Divina Provvidenza  condannato con
monsignor Italo Lelli a 7 mesi di reclusione per omissione datti di ufficio. In appello ambedue
vengono assolti.
Ma il 10 giugno 1995 Lorenzo Leone  raggiunto da un mandato di cattura, risolto negli arresti
domiciliari, per una denuncia del sindacalista Francesco Saverio Cervone, impiegato nel manicomio,
relativa allassunzione di suoi parenti nella clinica. Nella denuncia  coinvolto il vescovo Riccardo
Ruotolo, amministratore della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo fondata da
padre Pio, per tentata truffa e falso ideologico in collegamento alla clinica di Bisceglie. Il processo
porta alla luce violazioni alle norme paesaggistiche per la costruzione di una Casa del Pellegrino, che
comporterebbe una multa di 40 milioni e 6 mesi di reclusione; ma finiscono tutti assolti. Piuttosto il 13
settembre 1995 il sindacalista Cervone, laccusatore di Lorenzo Leone e del vescovo Ruotolo, 
arrestato per aver emesso due anni prima un assegno a vuoto di 2 milioni, secondo una denuncia che sa
chiaramente di vendetta da parte di Leone; e Cervone verr condannato e cacciato dallistituto.
Pochi giorni dopo il manicomio di Bisceglie  di nuovo alla ribalta della cronaca. Accade che
una donna partorisca da sola un bimbo prematuro mentre  legata al letto; la Santa Sede invia il
cardinale Eduardo Martnez Somalo per una ispezione. Si rinnova il gruppo dirigente con il frate Marco
Fabello, amministratore dellospedale romano Fatebenefratelli allIsola Tiberina, e suor Teresina
Abruzzese, madre generale delle Suore Ancelle. Lo controllano fino alla sua chiusura, che si ha per
molto tempo dopo il 31 dicembre 1996, data nella quale tutti i manicomi avrebbero dovuto esser chiusi.
E lillegale slittamento si verifica anche nei vari manicomi della Divina Provvidenza di Foggia,
Potenza e Guidonia, per avviare una graduale sistemazione medica alternativa dei locali, in un
autentico sopruso compiuto dalla Santa Sede. Cos dietro letichetta ospedaliera Residenza Don Uva,
verranno installate unit alzheimer, centri di riabilitazione per problemi cardiologici, respiratori,
neurologici, ortofrenici, residenze sanitarie assistite per anziani, per disabili, oltre a un centro per malati
terminali di cancro. A fronte di una serie di scandali per maltrattamento e morti misteriose di malati tra
il 2004 e il 2007, con relative inchieste giudiziarie nelle quali sono coinvolte 38 persone.
Il protagonista pi emblematico di traffici commerciali  comunque don Luigi Maria Verz,
sacerdote veronese investitosi di attivit manageriale, tanto da essere soprannominato "prete-manager",
allinsegna di quanto da lui dichiarato nel libro Il carisma del denaro: Non c antitesi fra Dio e il
denaro. Agisce a Milano e la Curia milanese, presieduta dal cardinale Giovanni Colombo, gli
commina la proibizione di esercitare il sacro ministero il 26 agosto 1964.
Verz sinventa un Centro Assistenza Ospedaliera Monte Tabor, che diventa nel 1970 una
fondazione, a nome della quale, a suo dire, entra in possesso di 25.000 metri quadri di terreno in quel di
Segrate, regalo del conte Bonzi, su cui ha intenzione di fondare un ospedale. Ma in realt, come
denuncia Giovanni Ruggeri nel libro Berlusconi. Gli affari del Presidente, la convenzione stipulata
nel 1963 dal conte Bonzi col Comune di Segrate era comprensiva di unarea di 46.000 metri quadrati
che il conte aveva venduto, nel 1966, a un oscuro "Centro Assistenza Ospedaliera Monte Tabor" di don
Luigi Maria Verz; nel luglio 1967 il compiacente sindaco segratese Turri aveva poi rilasciato a don
Verz licenza edilizia per la costruzione sullarea di una clinica geriatrica privata ("Ospedale San
Raffaele"). La losca vicenda della clinica segratese e del suo spregiudicato promotore don Verz si
salda subito con quella di Milano 2 e del suo spregiudicato (e occulto) promotore Berlusconi, dando
luogo a uno scandalo nello scandalo a colpi di abusi, irregolarit e soprattutto collusioni politiche.
Acquisiti i terreni, la posa della prima pietra  nel 1969 e linaugurazione della struttura il 31
ottobre 1971, con tanto di inno Angelo Raffaele scritto e cantato da Al Bano Carrisi, amico del
"prete-manager", che di l a poco viene sospeso a divinis. C da pensare, in ultima analisi, che la Santa
Sede non labbia capito, dando pi peso ai numerosi problemi giudiziari che il prete-manager ha dovuto
affrontare per venire a capo di tutta limpresa. Che verr ampliandosi grazie a massicci finanziamenti
da parte della pubblica sanit, pur essendo una struttura privata.
Per questo nel marzo 1976 Verz  condannato dal tribunale di Milano a un anno e 4 mesi di
reclusione per tentata corruzione in relazione alla convenzione con la Facolt di Medicina
dellUniversit Statale di Milano e la concessione di un contributo di due miliardi di lire da parte della
Regione Lombardia. Viene anche incriminato di truffa aggravata nei confronti della signora Anna
Bottero alla quale ha sottratto un appartamento valutato 30 milioni di lire. Cos nel marzo 1977 Verz 
riconosciuto colpevole di istigazione alla corruzione, ma tra archiviazioni, rinvii e prescrizioni, non
si arriver a sentenze definitive.
Tra le varie implicazioni giudiziarie il tribunale di Milano nel 1995 condanna Verz a 5 mesi di
reclusione per abuso edilizio nellampliamento del complesso ospedaliero, ampliamento che dovrebbe
peraltro abbattere. Nel 1997 lospedale  oggetto da parte della Guardia di Finanza del sequestro di
documenti per sospette irregolarit e frodi; Verz viene anche riconosciuto colpevole della ricettazione
di due tele del Cinquecento rubate in due chiese di Napoli. Intanto la fondazione  diventata una vera e
propria holding; laffianca lAISPO, lAssociazione Italiana per la Solidariet tra i Popoli, ovviamente
no-profit, tesa a realizzare nei paesi in via di sviluppo progetti sanitari secondo il mandato evangelico
Andate, insegnate e guarite. Nel 2000 Verz  al centro della vicenda della succursale romana
dellOspedale San Raffaele; sostiene di essere stato costretto a venderlo a causa di pressioni del mondo
politico e degli ambienti finanziari di Roma a un prezzo irrisorio allimprenditore romano Antonio
Angelucci, il quale, nel giro di pochi mesi lo rivende allo Stato, suscitando numerose interrogazioni
parlamentari.
Nel frattempo Verz ha seguitato a celebrare in pubblico la sua opera di sacerdote e nel 2005 si
sparge la voce che sono state revocate le pene relative alla sospensione a divinis, ma non compare
mai un documento preciso della Santa Sede. Tant che Verz nel 2009 finisce per scrivere un libro
insieme al cardinale Martini, edito dal San Raffaele, Siamo tutti nella stessa barca; un incontro casuale
fortemente voluto da Verz con la sua difesa delleutanasia e della procreazione assistita e lelezione
per acclamazione dei vescovi in una sfida alla Chiesa di Roma che appare un po troppo lontana dalla
realt e resta con unetica cristiana incongruente perch incondivisa dagli stessi devoti. Martini gli
si affianca, ma con cautela, rinunciando a un aperto contrasto con il resto della gerarchia, con la quale
preferirebbe non dialogare.
25. Ecclesiastici pedofili
Il 30 novembre 2010, a Fano nel seminario Peccato e conversione promosso dal Centro di
Orientamento Pastorale (COP), padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, nonch
della Radio Vaticana, ha dichiarato che la Chiesa persegue una linea di trasparenza sulla pedofilia
dilagante tra gli ecclesiastici, evidenziando come Benedetto XVI abbia sempre offerto risposte precise
e convincenti. Si tratta di dichiarazioni piuttosto gratuite, che non rispecchiano la verit.
Di ecclesiastici pedofili si ha notizia fin dal Medioevo e non solo in Italia, e i relativi "fattacci"
sono venuti alla luce in realt dagli anni Sessanta del Novecento, in parte denunciati dalla stampa e
principalmente nei tribunali per i relativi processi, avviati grazie alle coraggiose denunce delle vittime
o dei loro parenti, altrimenti fatti salvi dai vescovi o dallo stesso Vaticano, che ha teso a considerare di
primo acchitto i religiosi vittime di scandali architettati contro il clero e comunque opportunamente da
nascondere per limmagine negativa che davano della Chiesa.  sufficiente limitarsi a rievocare i casi
pi eclatanti venuti alla luce negli ultimi anni; a cominciare da quanto si  registrato in Australia, dove
fino al 2009 assommano a 107 con relative condanne di sacerdoti per abusi sessuali su minori e vere e
proprie tragedie.
Cos a Melbourne, dove si  verificato il suicidio di Emma Foster, una delle due sorelle che
hanno subto violenze da padre Kenin ODonnell tra il 1988 e il 1993; la sorella Katherine ha
conseguenti problemi con lalcool e in un incidente stradale ha riportato danni cerebrali. I genitori
Anthony e Christine Foster accusano il cardinale George Pell di non aver preso alcun provvedimento
contro padre ODonnell, che peraltro  morto in prigione nel 1997, e avanzano richiesta di
risarcimento. Sperano molto nel papa, quando a luglio del 2008 Benedetto XVI  a Sidney per la
Giornata Mondiale della Giovent; i due genitori cercano invano di farsi ricevere dal pontefice, solo
per avere parole di conforto. Devono accontentarsi di un accenno al loro dolore in un discorso che sa
molto di circostanza: Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo
sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa nazione.
Davvero sono profondamente addolorato per il dolore e la sofferenza subita dalle vittime e assicuro
loro che come loro pastore anche io condivido la loro sofferenza. Niente pi. E solo ai primi di
maggio 2010 si ha notizia di unindagine a carico dellarcivescovo di Adelaide, Philip Wilson,
Presidente della Conferenza Episcopale Australiana, accusato di aver ignorato diversi casi di abusi
commessi da sacerdoti negli anni Settanta e Ottanta. Gli fa seguito il 24 maggio una lettera pastorale
dellarcivescovo di Canberra e Goulburn, Mark Coleridge, che  un appello alle gerarchie
ecclesiastiche affinch facciano il possibile per fermare gli abusi sessuali, riconoscendo che molti
degli scandali possono essere ricondotti a una cultura presente nella Chiesa.
Numerosi i casi di pedofilia relativi a monsignori e sacerdoti negli Stati Uniti, per i quali 
emblematico lo scandalo scoppiato nella diocesi di Boston, della quale era responsabile il cardinale
Bernard Law; ha spostato per anni da una parrocchia allaltra due sacerdoti pedofili, John Geoghan e
Paul Shanley, per evitare che fossero denunciati; oltretutto i due sono stati scoperti, processati e
condannati al carcere. Sul New York Times viene pubblicata una summa sui provvedimenti relativi
ai sacerdoti pedofili relativi alle ultime due settimane di marzo 2002: 55 sacerdoti in 17 diocesi sono
stati rimossi, sospesi o licenziati, tra i quali 6 a Philadelphia, 7 nel New Hampshire, 2 a Saint Louis, 2
nel Maine, uno in Nord Dakota e 12 a Los Angeles. Si distinguono i casi del reverendo Michael Hands
di Long Island, colpevole di rapporti sessuali con un tredicenne nel 1999 e nel 2000, e del vescovo di
Palm Beach, in Florida, Anthony J. OConnell, che ha molestato un seminarista nel Missouri negli anni
Settanta, per cui si  dimesso e la diocesi ha dovuto pagare un risarcimento di 125.000 dollari.
Giovanni Paolo Secondo vuole riabilitare la figura del cardinale Bernard Francis Law, arcivescovo di Boston,
il prelato maggiormente preso di mira dalla stampa americana. Viene deciso di allontanarlo dalla sede
di Boston, il che si verifica il 13 dicembre 2002 con le dimissioni del cardinale, che per finisce per
essere premiato;  chiamato a Roma e diventa arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore.
Significa oltretutto che risiede nel palazzo Apostolico della basilica papale, godendo del regime di
extraterritorialit, il che lo preserva da qualsiasi eventuale procedimento giudiziario dovesse
raggiungerlo dagli Stati Uniti (v. Le basiliche papali di Roma). E ancora,  nominato membro del
Pontificio Consiglio per la Famiglia e di ben sei congregazioni.
In ogni caso i vescovi negli Stati Uniti devono affrontare lemergenza dei risarcimenti alle
vittime dei preti pedofili, ricorrendo a polizze assicurative e donazioni di fedeli "sani", come racconter
Enrico Pedemonte su Lespresso del 30 luglio 2007. Cos la diocesi di Los Angeles ha firmato un
accordo, impegnandosi a pagare 660 milioni di dollari per risarcire 508 vittime dei preti pedofili.  un
risarcimento enorme e il cardinale Roger Mahony  rassicurante mentre elenca le cifre alla stampa:
250 milioni arriveranno dai conti in banca della Chiesa, rimpinguati dalla vendita di numerosi edifici,
tra cui la sede amministrativa della diocesi che da sola render 40 milioni; altri 183 milioni saranno
garantiti dai diversi ordini religiosi, anche da quelli che si sono tenuti fuori dallaccordo e con i quali
sar aperto un contenzioso; e i rimanenti 227 milioni saranno sborsati dalle assicurazioni. E Mahony
peraltro confessa di aver subto unaggressione da un uomo inferocito per lo scandalo della pedofilia.
Il viaggio a New York di Benedetto XVI dal 15 al 21 aprile 2008 fa riaffiorare la situazione
immorale in cui vive parte della santa casta statunitense, come appare dalle denunce tra il 2002 e il
2007. Al centro del nuovo scandalo  il cardinale Francis George, arcivescovo di Chicago e Presidente
della Conferenza Americana dei Vescovi cattolici: un sacerdote della sua diocesi, padre Daniel
McCormack, nellagosto 2005  stato denunciato per abusi sessuali e il Chicago lay review board ha
chiesto a George di sospendere il sacerdote, ma il cardinale non ha fatto nulla. Alcuni mesi dopo la
Polizia ha arrestato McCormack per molestie sessuali su tre bambini della parrocchia, su uno dei quali
labuso era quasi quotidiano;  stato condannato a 5 anni. George non ha commentato la cosa, mentre
ha provveduto a nascondere un altro sacerdote, Kenneth Martin, accusato di abusi su bambini,
facendolo vivere nel palazzo arcivescovile. Inoltre ad agosto del 2007  stato pubblicato un dossier su
padre Nicholas Aguilar Rivera, di una parrocchia di Los Angeles, che ha abusato di almeno 26 ragazzi;
ma Curry, vescovo ausiliare di Los Angeles, per evitare lincriminazione ha fatto fuggire il sacerdote in
Messico, dove peraltro ha seguitato a molestare bambini. E a fronte di tutto questo il 15 aprile
Benedetto XVI si limita a incontrare le vittime degli abusi sessuali nella cappella della Nunziatura di
Washington e prega con loro, mano nella mano, e il 19 aprile nella omelia tenuta nella cattedrale di
Saint Patrick invita alcuni sacerdoti alla purificazione e alla guarigione, esortando i fedeli a
schierarsi con i vescovi impegnati nellaffrontare il problema, c da sperare per senza ricorrere a
nascondere i sacerdoti incriminati.
In Italia tra i casi pi eclatanti c quello relativo alla congregazione dei Legionari di Cristo che
coinvolse il suo fondatore Marcial Maciel Degollado, ma la denuncia impone un esame specifico, non
limitato alla pedofilia, tale da essere trattato in un apposito capitolo, al quale si rimanda il lettore (v. I
lussuriosi Legionari di Cristo e i disobbedienti Neucatecumenali). Altrettanto eclatante  il caso
relativo al quarantaquattrenne don Pierangelo Bertagna, ex abate dellabbazia di Farneta, nel comune di
Cortona: viene arrestato l11 luglio 2005 a seguito della denuncia di un bambino di 13 anni. Il
sacerdote peraltro confessa di aver abusato di 38 ragazzi tra gli 8 e i 15 anni in tutta Italia, fin dal 1988.
Viene sospeso a divinis e nel giugno 2007 sar condannato a 8 anni per 16 degli abusi confessati.
Lultimo caso da segnalare in Italia riguarda don Pierino Gelmini, il fondatore della Comunit
Incontro, indagato dalla Procura di Terni nellagosto 2007 per presunti abusi sessuali avvenuti tra il
1999 e il 2004. Ad accusarlo sono due ragazzi ospitati ad Amelia nella struttura contro la
tossicodipendenza creata dal sacerdote. Lindagine, condotta dal procuratore della Repubblica Carlo
Maria Scipio e da uno dei suoi sostituti, Barbara Mazzullo, convince i magistrati che ritengono
attendibili i racconti di quegli ospiti della struttura di Amelia, i quali hanno affermato di essere stati
molestati, palpeggiati, costretti ad atti sessuali. Mentre la diocesi di Terni ha espresso sorpresa e
incredulit e ha mostrato fiducia nellopera della magistratura, il difensore del sacerdote, Lanfranco
Frezza, non ha escluso che il religioso possa essere rimasto vittima di una vendetta o di una forma di
estorsione.
In ogni caso lindagine  portata per le lunghe, perch fino al 2009 Gelmini  risultato
irreperibile e solo il 18 giugno 2010 si  arrivati al suo rinvio a giudizio su decisione del GUP di Terni
Pierluigi Panariell. Il processo dovrebbe incominciare il 29 marzo del 2011. Va tenuto presente che don
Gelmini ha un precedente giudiziario con una condanna a 4 anni di reclusione, per emissione di assegni
a vuoto, truffa e bancarotta fraudolenta, con pena interamente scontata.
Ma la nazione nella quale ultimamente si  verificata una esplosione di denunce di sacerdoti
pedofili di vecchia data  lIrlanda. Secondo la BBC gli abusi subiti da un centinaio di bambini a opera
di 26 sacerdoti irlandesi dal 1975 al 2004, e denunciati durante la trasmissione Sex crimes and the
Vatican del 2006, sarebbero stati insabbiati dal Vaticano e dallallora cardinale Ratzinger, come capo
della Congregazione della Dottrina della Fede. Lunico caso venuto alla luce  stato quello del
sacerdote nordirlandese Brendan Smith, accusato di abusi su minori in oltre quarantanni di attivit
pastorale a Belfast, Dublino e negli Stati Uniti; arrestato e processato da una corte britannica a Belfast,
fu condannato per 17 casi accertati ed  morto in carcere nel 1997, ma durante la sua detenzione
vennero alla luce a Dublino le sue responsabilit in ulteriori 74 casi analoghi.
Nel 2006 la commissione guidata dal giudice Yvonne Murphy chiede dettagli al Vaticano circa
i rapporti sugli abusi inviati alla Santa Sede dallarcidiocesi di Dublino, ma il Vaticano declina la
richiesta perch non  passata attraverso gli usuali canali diplomatici, nonostante il carattere
indipendente della commissione rispetto al governo irlandese non implicasse la necessit di tali canali.
Una seconda inutile richiesta di informazioni e documenti  stata avanzata nel febbraio 2007 al Nunzio
apostolico a Dublino. Solo il 19 marzo 2010 Benedetto XVI rende pubblica la Lettera pastorale del
Santo Padre Benedetto XVI ai cattolici dIrlanda, nella quale denuncia linadeguatezza con cui sono
stati affrontati gli abusi da parte dei vescovi, che non hanno saputo usare le stesse leggi canoniche, non
certo indulgenti con i preti che si siano macchiati di questi reati, definiti da Benedetto XVI non solo
un crimine odioso, ma anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignit della persona umana
creata a sua immagine. Uno scaricare tutta la colpa sui preti responsabili e sulle autorit della Chiesa
irlandese, senza minimamente riconoscere un proprio coinvolgimento nella vicenda, e nello stesso
tempo respingendo le indebite generalizzazioni di chi oggi dipinge la Chiesa come un covo di
violentatori di bambini e insabbiatori di crimini.
E il 16 febbraio 2010 Benedetto XVI, pi o meno contemporaneamente alla diffusione della
lettera per gli abusi commessi in Irlanda, viene informato di abusi sessuali su minori verificatisi nel
coro di Ratisbona, in Germania, noto come, ironia della sorte, Coro dei Passeri, negli anni in cui il
direttore era suo fratello, monsignor Georg Ratzinger, ovvero dal 1964 al 1994. Ma il vescovo di
Ratisbona successivamente precisa che i casi sospetti di abusi vanno riferiti al 1958 e 1959 e quindi a
un periodo precedente alla direzione di Georg Ratzinger. Peraltro contemporaneamente vengono
denunciati casi di abusi su 100 allievi del collegio Canisius di Berlino, gestito da Gesuiti, e in una
scuola di Ettal, in Baviera, gestita dai Benedettini. Il 12 marzo c un incontro in Vaticano tra
larcivescovo di Germania Robert Zollitsch e il papa; di concreto c la programmazione di un viaggio
del pontefice in Germania dal 22 al 25 settembre 2011.
Alla fine di marzo del 2010  la volta dellAustria. Larcivescovo di Vienna, Christoph
Schnborn denuncia lesistenza di casi di pedofilia da parte di sacerdoti e annuncia che affider a un
team laico guidato da una donna unindagine a vasto campo sui casi di pedofilia compiuti da sacerdoti
in Austria. E contemporaneamente si rievoca la figura del vescovo di Vienna Hans Gror morto nel
2003 che, in seguito alle accuse di abusi sessuali su giovani in un monastero negli anni Settanta, si
dimise per ordine della Santa Sede, ritirandosi in Germania, dove mor.
Il 23 aprile 2010 scoppia unaltra bufera in Belgio. Il vescovo di Bruges Roger Vangheluwe
confessa di aver abusato di un giovane subito dopo la sua nomina episcopale nel 1984; invia al papa le
dimissioni, che vengono ovviamente accettate. La comunicazione  fatta alla stampa dal primate belga
Andr-Joseph Lonard, che riferisce anche di una ventina di casi di pedofilia da parte di ecclesiastici;
peraltro il 20 aprile la Corte di appello di Bruxelles ha condannato alla prigione un sacerdote per abusi
su un minore. E il 26 giugno viene annunciato che la Polizia ha sequestrato 475 faldoni messi insieme
dalla commissione episcopale che aveva esaminato i casi di abuso su minori compiuti dagli
ecclesiastici; sono a disposizione dei giudici insieme ai cellulari dei vescovi. Inoltre sono state riaperte
le tombe dei cardinali Joseph-Ernest Van Roey e Lon-Joseph Suenens. Per Benedetto XVI  un duro
shock e chi gli  stato vicino in questi momenti riferisce che si  sentito come ferito, ha provato
grande dolore; peraltro nel suo discorso alla Curia romana del 20 dicembre 2010 arriva a profondersi
in ripetuti mea culpa sulla pedofilia: Siamo consapevoli della particolare gravit di questo peccato
commesso da sacerdoti e della nostra corrispondente responsabilit.
26. Sacerdoti omosessuali
Il 4 novembre del 2002 Marco Politi su la Repubblica pubblica larticolo Sacerdozio vietato
ai gay, in cui fa riferimento a un documento del Vaticano in fase di elaborazione, che esclude
lammissione al sacerdozio degli omosessuali. Il 5 dicembre dello stesso anno su tutti i quotidiani
appare un lancio dellagenzia SIR della CEI, nel quale viene citata una lettera scritta a un vescovo dal
cardinal Medina Estvez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei
Sacramenti, in cui si afferma che lordinazione al diaconato o al presbiterato di uomini omosessuali o
con tendenza omosessuale  assolutamente sconsigliabile e imprudente e, dal punto di vista pastorale,
molto rischiosa, e si conclude che una persona omosessuale o con tendenza omosessuale non ,
pertanto, idonea a ricevere il sacramento dellOrdine sacro. La precisazione del Vaticano non vuol
dire che non esistano gi sacerdoti omosessuali in attivit come funzionari della Chiesa, che
necessariamente non manifestano la propria natura.
 un fatto che esiste anche un sito web dei Sacerdoti Cattolici Omosessuali in funzione dal
2004: www.venerabilis.tk o www.venerabilis.cjb.net. Con un nota bene di chiarimento che questo
gruppo non  destinato a incontri del tipo sessuale ma al dialogo tra sacerdoti per una fraternit
virtuale.  in ogni caso lindicazione di una realt esistente allinterno del sacerdozio cattolico, che ci
tiene a distinguersi nettamente da quella degli ecclesiastici pedofili.
Ma Benedetto XVI conosce perfettamente il problema. Il 31 agosto 2005, quattro mesi dopo
essere stato eletto papa, fa pubblicare unistruzione della Congregazione per lEducazione Cattolica che
chiude la porta dei seminari agli omosessuali. Infatti viene decretato nellistruzione che gli atti
omosessuali sono considerati peccati gravi perch intrinsecamente immorali e contrari alla legge
naturale. Pertanto la Chiesa non pu ammettere al seminario quanti praticano lomosessualit,
presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay. Nel
caso in cui un sacerdote sia sorpreso a compiere atti contro il sesto comandamento la pena  la
sospensione, alla quale, persistendo il delitto dopo lammonizione si possono gradualmente
aggiungere altre pene, fino alla destituzione dallo stato clericale in base allarticolo 1395 del Codice di
diritto canonico.
Il primo sacerdote a subirne le conseguenze  stato il Segretario di una congregazione vaticana,
costretto a ritirarsi perch accusato di avere frequentazioni notturne omosessuali, ma di lui non 
stato indicato il nome.  stato invece chiaramente indicato il secondo condannato, Tommaso Stenico,
capo ufficio della Congregazione per il Clero; su di lui nellottobre del 2007 La7 aveva mandato in
onda un filmato, ripreso con telecamera nascosta, nel quale era ritratto in compagnia di un giovane gay
conosciuto via Internet.
Nel 2008 il papa fa pubblicare un nuovo documento dalla Congregazione per lEducazione, nel
quale sollecita i seminari di tutto il mondo a sottoporre alla consulenza di psicologi gli orientamenti
sessuali dei giovani seminaristi. Ma dellargomento e di incontri gay si parla ancora involontariamente
in Vaticano il 3 marzo 2010, quando il nigeriano quarantenne Chinedu Thomas Ehiem, corista della
Cappella Sistina diretta dal cardinale Angelo Comastri, viene allontanato dal coro perch accusato dalla
sezione anticrimine del ROS di Firenze di essere un procacciatore di prostituti gay per conto di Angelo
Balducci, gentiluomo di Sua Santit, in carcere perch coinvolto nella vicenda degli appalti della
Protezione Civile (v. Risanamento e imbrogli nellamministrazione con il papa Benedetto XVI). Ehiem
in realt  un laico e non un ecclesiastico, ma lepisodio  in grado di mettere in discussione lesistenza
di ecclesiastici omosessuali allinterno della Chiesa.
E sullargomento interviene il 12 aprile del 2010 il Segretario di Stato del Vaticano, il cardinale
Tarcisio Bertone, in una conferenza stampa a Pamplona parlando di omosessuali alla stessa stregua dei
pedofili. Bertone ha detto, tra laltro, che  ora di finirla con questi attacchi sempre solo alla Chiesa
cattolica, pur precisando che non vogliamo mettere il silenziatore sui casi di pedofilia nel clero.
Nellannunciare altre iniziative repressive da parte del papa, ha assicurato che non riguarderanno il
celibato dei preti perch  stato dimostrato da molti psicologi e psichiatri che non c legame tra
celibato e pedofilia, mentre invece molti altri studiosi hanno dimostrato un legame tra
omosessualit e pedofilia. Gli risponde a distanza da Pamplona, dove partecipa al XXXI Simposio di
Teologia dellUniversit di Navarra, il professor Massimo Introvigne, direttore del Centro Studi sulle
Nuove Religioni, dichiarando che il cardinale  stato vittima di unaggressione basata sulla
disinformazione. Gli fa eco Paolo Patan, Presidente dellARCIGAY, che parla di equazione falsa,
ignobile, antiscientifica e disonesta che colpisce la dignit delle persone omosessuali e lesbiche. Cos
anche Tonino Cantelmi, Presidente dellAssociazione Psicologi e Psichiatri che esclude ci possa essere
qualche forma di legame tra pedofilia e omosessualit.
Quando ecco che il 29 luglio 2010 sulla rivista Panorama esce il reportage di Carmelo
Abbate Le notti brave dei preti gay.  il frutto di uninchiesta con tanto di telecamera nascosta durata
venti giorni da parte del giornalista che, affiancato da un "complice" gay, ha immortalato le serate
brave di tre sacerdoti a Roma in ritrovi gay con escort uomini, oltre a loro rapporti omosessuali con
partner casuali.  uno scandalo, al quale il Vicariato tenta di rimediare con un richiamo del cardinale
vicario Agostino Vallini, ovvero un autentico anatema contro i sacerdoti che, in generale tradiscono il
celibato non solo con gli uomini, ma anche con le donne. Li invita a uscire allo scoperto, a farsi da
parte e ad abbandonare la vita sacerdotale alla quale non dovevano essere consacrati. Il richiamo se
non altro ha il merito di non aver rimesso in ballo lassurda eguaglianza tra omosessuali e pedofili
sbandierata dal cardinale Bertone.
Con questa dichiarazione Vallini ha dato lidea di essere deciso a espellere dalla diocesi romana
tutti quei sacerdoti che hanno comportamenti allinsegna della omosessualit. Invece nulla  accaduto
nei confronti almeno dei tre religiosi, che sono stati peraltro individuati; sono dei monsignori (un
italiano, un francese e un sudamericano) in servizio in due dicasteri del Vaticano e nel Vicariato. I tre
seguitano a lavorare e a celebrare la Messa; e questo  in netto contrasto con le istruzioni emanate da
Benedetto XVI cinque anni fa. Qualcosa non funziona evidentemente nella loro applicazione, a meno
di un ripensamento da parte dello stesso papa. Che peraltro ha fatto sentire nuovamente la sua voce
sullargomento nel libro-intervista Luce del mondo in libreria a novembre del 2010, anche se non parla
specificamente dei sacerdoti omosessuali. Secondo il papa lomosessualit  una grande prova che
una persona pu trovarsi davanti, ma non per questo diviene moralmente giusta; anzi rimane
qualcosa che  contro natura. In ogni caso si registra un ritardo nellapplicazione delle sue istruzioni.
Come  capitato, infatti, nei confronti dei Legionari di Cristo (v. I lussuriosi Legionari di Cristo e i
disobbedienti Neocatecumenali): solo in contemporanea con luscita del libro  stato allontanato dalla
congregazione il vicario padre Luis Garza Medina, collaboratore del malfamato e defunto Maciel
Marcel Degollado.
27. Sacerdoti sposati e conviventi
Il 21 settembre 2008 un sacerdote di Chioggia, un biblista di 53 anni,  scoperto da un marito
geloso a letto con sua moglie. Il vescovo, monsignor Angelo Daniele, lo difende con un articolo sul
settimanale diocesano Nuova Scintilla cominciando con il ricorrere allammonimento di Ges Non
giudicate, per non essere giudicati per arrivare a una giustificazione del prete peccatore: infatti c
una fragilit e quindi una possibilit di peccare, che ci riguarda tutti. Il sacerdozio e la vita religiosa
offrono molti aiuti alla fedelt, ma non assicurano da debolezze, non garantiscono da colpe, non
rendono impeccabili. E il vescovo ha tirato fuori le responsabilit della donna. Infatti pur essendo
grande la responsabilit di un sacerdote, che dovrebbe essere sempre per gli altri di esempio e guida,
non dobbiamo dimenticare che, a fronte di molti che per fortuna sostengono il prete, non mancano
persone che direttamente o indirettamente lo spingono a mancare. Anche di queste eventuali complicit
un giudizio retto dovrebbe tenere conto.
Il problema evidentemente  pi complesso di quello posto dallavventura del sacerdote di
Chioggia, protagonista di una convivenza, alla fine della quale  tornato nei ranghi.  che in realt
esistono numerosi casi di sacerdoti che hanno abbandonato la tonaca per vivere con una donna e
sposarsi. Ugo Moretto, direttore del Centro televisivo vaticano ha lasciato labito talare per sposare una
sua ex collaboratrice. Paolo Curtaz, il cosiddetto "parroco del papa", che guidava la parrocchia di
Introd dove Benedetto XVI ha trascorso le vacanze ed  stato protagonista anche di uno spot televisivo
per la raccolta dell8 per mille a favore dei sacerdoti della Chiesa cattolica, ha abbandonato la tonaca
per vivere con una donna dalla quale aveva avuto un figlio. E ancora emblematica  la love story del
vescovo scomunicato Emmanuel Milingo con la coreana Maria Sung (v. Il diavolo e gli esorcisti).
Come eclatante  il matrimonio del parroco di Monterosso, Sante Sguotti, con una giovane
parrocchiana. Sono alcune delle storie degli oltre seimila preti sposati italiani, accanto ai quali esistono
quelli che mantengono labito talare e convivono.
In questo contesto ha fatto molto scalpore, pur restando solo un episodio senza conseguenze per
una risoluzione del problema, una lettera aperta che un gruppo di donne italiane, conviventi dei
sacerdoti, ha inviato al papa con la richiesta di eliminare limposizione del celibato.  apparsa sul sito
americano globalpost.com, ripresa in Italia dal sito ilDialogo.it il 27 maggio 2010 e sulle pagine del
periodico di Monteforte Irpino il 28 maggio 2010, fino a essere riassunta e commentata sulla pagine de
Il Giornale del 3 giugno 2010 in un articolo di Cristiano Gatti.
Moltissimi preti cattolici sono sposati: possono esserlo tranquillamente i preti cattolici di rito
bizantino o costantinopolitano, cio possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica
italo-albanese e italo greca in Italia; possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica greco
melkita in Siria, Libano, Giordania, Israele e Gerusalemme, Brasile, Stati Uniti, Canada, Messico, Iraq;
possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa greco-cattolica ucraina in Ucraina, Polonia, Stati
Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Germania, Francia, Brasile, Argentina, Finlandia, Norvegia e
Svezia; possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica rumena in Romania e Stati Uniti,
della Chiesa rutena in Ucraina, Repubblica ceca e Stati Uniti e della diocesi di Krizevci in Croazia,
Serbia e Montenegro; possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica macedone; possono
essere sposati i preti cattolici della Chiesa greco-cattolica slovacca in Slovacchia e Canada; possono
essere sposati i preti cattolici della Chiesa greco-cattolica ungherese; possono essere sposati i preti
cattolici della Chiesa cattolica greca in Grecia e in Turchia; possono essere sposati i preti cattolici della
Chiesa cattolica bulgara; possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica albanese in
Albania; possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica russa in Russia e Cina; possono
essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica bielorussa; possono essere sposati i preti cattolici
della Chiesa cattolica georgiana; possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica copta in
Egitto; possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica etiope o geez in Etiopia ed Eritrea
(nella lingua tigrigna la lingua dellEritrea, il "keshi"  il prete sposato, mentre l"abba"  il prete
monaco, o celibe); possono essere sposati i preti cattolici di rito antiocheno o siriano occidentale, cio
possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa maronita in Libano, Cipro, Giordania, Israele,
Palestina, Egitto, Siria, Argentina, Brasile, Stati Uniti, Australia, Canada, Messico; possono essere
sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica sira in Libano, Iraq, Giordania, Kuwait, Palestina, Egitto,
Sudan, Siria, Turchia, Stati Uniti, Canada, Venezuela; possono essere sposati i preti cattolici della
Chiesa cattolica siro-malankarese in India; possono essere sposati i preti cattolici della Chiesa cattolica
di rito caldeo, composta dalla Chiesa caldea in Iraq, Iran, Libano, Egitto, Siria, Turchia, Stati Uniti e
dalla Chiesa cattolica siro-malabarese in India e Stati Uniti; possono essere sposati i preti cattolici della
Chiesa cattolica di rito armeno, in Libano, Iran, Iraq, Egitto, Siria, Turchia, Palestina, Ucraina, Francia,
Grecia, Argentina, Romania, Stati Uniti, Canada oltre ad altre zone dellAmerica Latina o dellEuropa
Orientale dunque si tratta di chiese cattoliche di rito orientale; in Italia possono essere normalmente
sposati i preti cattolici di rito bizantino, delle Chiese italo-greca e italo-albanese presenti in alcune zone
dellAbruzzo, della Basilicata, della Calabria, della Puglia e della Sicilia.
Va ricordato che alle origini del cristianesimo esistevano sacerdoti sposati e che solo nel 1023
unenciclica del papa Giovanni XIX ha condannato il matrimonio e imposto il celibato ai sacerdoti. Il
Concilio di Trento ha confermato la clausola, ma la Chiesa cattolica dOriente  rimasta fuori e per
questo ancora oggi esistono in quella Chiesa e nelle sue sedi in Occidente sacerdoti sposati, come
indicato nella lettera delle donne italiane; in particolare va evidenziato che le istituzioni ecclesiastiche
di rito orientale insediate nel territorio italiano vantano 2 vescovi e circa 80 sacerdoti. E ancora va
segnalato che in tutto il resto del mondo la dispensa che permette al sacerdote di sposarsi legalmente
pu essere concessa solo dal papa:  difficilissima da ottenere e con tempi sempre pi lunghi. Paolo VI
concedeva in fretta e senza difficolt la dispensa ai sacerdoti che la chiedevano; i suoi successori no. I
sacerdoti che lhanno chiesta assommano a oltre 57.000 e ogni anno circa 700 preti abbandonano
labito talare.
Peraltro i preti e i vescovi sposati delle Chiese orientali non possono esercitare al di fuori del
territorio storico della loro Chiesa ed  stato inconcludente il convegno tenutosi il 4 e 5 marzo 2010
presso la Pontificia Universit della Santa Croce sul tema del celibato sacerdotale, nel quale i sacerdoti
hanno protestato contro il provvedimento limitativo. Allevento accademico erano presenti anche il
cardinale Claudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero, e monsignor Angelo Amato,
Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Diversi sacerdoti, laici e docenti hanno parlato
della natura del celibato, della sua origine e del suo significato cos come delle eccezioni che la Chiesa
ha permesso in alcuni riti orientali. Tutto  finito con quei discorsi accademici e il papa non si  fatto
sentire, cos che non  stata fatta alcuna concessione. E va tenuto presente che Benedetto XVI
accoglier nella Chiesa cattolica alcune decine di sacerdoti e vescovi tradizionalisti anglicani, con
mogli e figli, come indicato nel motu proprio Anglicanorum coetibus del 4 novembre 2010. E questo in
fondo  un controsenso.
28. Monache conviventi, stuprate e pedofile
Di monache oggetto damore si parla da sempre. Ma storie relative sono venute alla luce con
certezza soltanto ai nostri giorni. Il passato  come una filiazione della monaca di Monza di
manzoniana memoria. Cos, tanto per dare subito una indicazione precisa, il 7 ottobre 1995 sul
Corriere della Sera vengono riferiti i pettegolezzi di paese che sono riusciti a far scoppiare un vero e
proprio scandalo tra le mura del convento antoniano di Rocca Lumera. Era nato un amore tra due suore,
la madre superiora, Carmelita Cocomatti, 55 anni, e la novizia Rossana Leone, 25 anni; un amore
proibito non solo per il suo carattere lesbico, ma proprio perch di amore le suore non devono sentire
nemmeno parlare. Le due suore sono state trasferite e la soluzione  stata subito interpretata come una
conferma indiretta. Ma la nuova madre superiora, indignata ha rilasciata una concisa dichiarazione: 
tutto falso.
Lepisodio  in ogni caso emblematico del problema, legato al voto di castit fatto dalle suore
dei vari ordini, recluse nei conventi o in terra di missione, dove sono in continuo rapporto con i
sacerdoti missionari. E non solo. Infatti  ancora oggi vivo lamaro ricordo delle suore stuprate in
Bosnia nel 1993, rievocabile nella testimonianza resa a Famiglia Cristiana da monsignor Milenco
Anicic, direttore della Caritas bosniaca per quanto riguarda il convento delle Adoratrici del Sangue di
Cristo di Nova Topola: Nella notte fra il 16 e il 17 giugno guerriglieri della formazione irregolare
serba "aquile bianche" sono entrati nel convento. Avevano in mano lelenco delle venticinque suore
presenti. Hanno scelto le due novizie pi giovani e le hanno fatte spogliare. Poi le hanno portate via,
per cinque ore. Unaltra suora  stata picchiata. Hanno lasciato il convento allalba, dopo averlo
devastato. E poi si  avuta la testimonianza di una portavoce dellordine a Roma, suor Maria Iometti,
che ha tenuto a precisare al Corriere della Sera che nessuna delle sue 238 consorelle della Bosnia
aveva subto violenze sessuali. Hanno tutte saputo resistere eroicamente, sia a Nova Topola che a
Aleksadrovac o a Banja Luka, dove si trova la casa madre da oltre centanni. Una  stata crocefissa
sulla porta del convento. Tre si trovano in ospedale a Sarajevo. Le pi anziane sono state accolte in
altre case della Croazia, in Germania e in Italia. A riprova del fatto che, salvo casi isolati, le nostre
suore non temono la situazione, sono rimaste proprio le pi giovani, grazie anche alla protezione
assicurata dalla stessa gerarchia ortodossa, che apprezza moltissimo la nostra opera. Le religiose
stuprate rimaste incinte furono "sclaustrate", secondo una concessione del Vaticano; sono potute
tornare allo stato laico per allevare i loro figli. Pi incerta la prospettiva matrimoniale, anche se
probabilmente nessun ordinario episcopale oserebbe negargliela; e comunque, quelle che lo hanno
chiesto, sono potute anche rimanere in convento, ma i loro figli sono stati affidati a genitori adottivi.
E di suore americane che hanno subto abusi si ha testimonianza il 20 marzo 2001 sul giornale
statunitense National Catholic Reporter, ripreso in Italia dallagenzia ADiSta, sulla base di un
rapporto consegnato nel 1995 in Vaticano, nel quale sono segnalati i casi di suore che hanno subto
abusi, a volte violenze sessuali da sacerdoti e missionari, che in alcuni casi le avrebbero anche spinte ad
abortire. Lautrice di uno dei documenti, suor Maria ODonohue, racconta di un prete che spinge una
suora ad abortire, lei muore e lui celebra ufficialmente la Messa per i funerali; e dichiara che le suore
sono molto ricercate invece delle prostitute per timore di contrarre lAIDS da preti ed esponenti
della gerarchia ecclesiastica che abusano del loro potere e tradiscono la fiducia di suore coinvolte in
relazioni sessuali di sfruttamento. Secondo il rapporto di suor Maura ODonohue, medico delle
missionarie di Maria, sono ben 23 i Paesi dove si sono verificati casi di abusi sessuali dei quali sono
state vittime delle suore e colpevoli dei sacerdoti. Sono in gran parte africani.
Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaqun Navarro-Valls, rilascia a commento
della notizia una laconica dichiarazione: Il problema  conosciuto, ed  ristretto a unarea geografica
delimitata. La Santa Sede sta trattando la questione in collaborazione con i vescovi, con lUnione
superiori generali (USG) e con lUnione internazionale superiore generali (UISG). Si lavora sul doppio
versante della formazione delle persone e della soluzione dei casi singoli. Alcune situazioni negative
non possono far dimenticare la fedelt spesso eroica della stragrande maggioranza di religiosi, religiose
e sacerdoti. Tutto qua.
Il giorno dopo, il 21 marzo 2001, Bruno Bartoloni e Luigi Accattoli sul Corriere della Sera
presentano un reportage in base a un rapporto scritto da suor Marie McDonald, superiora generale delle
Missionarie di Nostra Signora dAfrica, conosciute come le bianche suore, la cui casa generalizia si
trova a Roma in via XXI Aprile; la suora ha denunciato insieme ad altre religiose un fenomeno di abusi
sessuali, da parte di preti e di missionari. E ha aggiunto che per una suora  impossibile opporsi a un
prete che chiede prestazioni sessuali.  stata educata a considerarsi inferiore, a obbedire. 
comprensibile allora che una suora trovi impossibile negarsi a un ecclesiastico che chiede prestazioni
sessuali. E ancora la suora racconta di una ragazza convertita dallIslam che voleva prendere i voti:
Quando va in parrocchia a chiedere i certificati, subisce violenza sessuale da parte del prete, prima di
ottenere le carte. Essendo stata cacciata dalla famiglia a motivo della conversione, non si sente libera di
tornare dai genitori. Raggiunge la casa delle suore e presto scopre di essere incinta. Ritiene di dover
lasciare la congregazione, senza dire il motivo. Per dieci giorni vaga nella foresta, incerta sul da fare.
Infine decide di andare a parlarne al vescovo, che convoca il prete, il quale ammette come vero il fatto
e viene richiesto dal vescovo di fare due settimane di ritiro. E ancora, per convincere le suore a un
rapporto al sicuro dal rischio di gravidanza, alcuni preti raccomandano alle "sorelle" di prendere un
contraccettivo, raccontando loro che la pillola serve a prevenire la trasmissione dellAIDS. Altri hanno
addirittura incoraggiato ad abortire le suore da loro messe incinte. Alcuni operatori sanitari di ospedali
cattolici raccontano daver subito pressioni da preti, perch procurassero laborto per delle suore in tali
ospedali.
E poi ci sono le suore pedofile. Tra le tante, due anziane suore orsoline che lavorano in un asilo
di Calabritto, in Campania: suor Rosa e suor Elisabetta, ambedue provenienti dalla casa madre delle
Ancelle della Carit di Brescia. Finiscono sotto processo per abusi su bambini tra il 1999 e il 2000.
Mentre suor Elisabetta  latitante, ovvero rifugiata in ritiro spirituale nel convento della casa madre,
suor Rosa viene condannata a nove anni e mezzo; nel luglio 2004 le suore vengono assolte in secondo
grado, con formula piena. Viene fuori che suor Rosa avrebbe coperto lautista di un asilo di Calabritto,
colpevole di molestie su minori, per cui la sentenza in appello  stata annullata dalla Cassazione e
quindi si celebrer un nuovo appello.
Unaltra sospetta pedofila  suor Soledad Bazan Verde, 25 anni, confessa semplice delle ancelle
di Santa Teresa dal settembre 2005, comandata alla scuola materna Paolo VI di Vallo della Lucania in
provincia di Salerno; aveva il compito di controllare i bambini quando si trovavano nei corridoi,
accompagnarli in bagno e aiutarli a lavarsi. Il 17 febbraio 2006 la suora viene accusata di abusi sessuali
nei confronti dei bambini, ma diventa irreperibile. Il 20 giugno 2006 la suora viene arrestata a Roma,
con unordinanza che fa riferimento al pericolo di reiterazione del reato o di commissione di altri
delitti; il giorno dopo le vengono concessi gli arresti domiciliari presso listituto romano del suo ordine
religioso. Il 25 giugno 2008 viene richiesto il suo rinvio a giudizio. Il 25 marzo 2010 presso il tribunale
della citt cilentana, si apre il processo sulla base di una ventina di denunce da parte di genitori che
sospettano attenzioni morbose da parte della suora nei confronti dei loro bambini. Quasi 300 i testimoni
presentati dalle parti, tra persone informate dei fatti, familiari dei bambini, consulenti tecnici, organi di
Polizia. Con suor Soledad sono imputate anche le due suore Giuseppina De Paola e Agnese Cafasso per
concorso in favoreggiamento, il muratore Aniello Labruna per molestie sessuali e il fotografo Antonio
Rinaldi per produzione di materiale pornografico. Il processo  in atto.
29. Il diavolo e gli esorcisti
Satana  il nemico di Dio e, come tale, entra nella storia del cristianesimo dalla vita di Ges
stesso, con le tentazioni operate su di lui e sugli uomini, nei confronti dei quali il Figlio di Dio si
comporta da esorcista, liberando le loro anime e i loro corpi. Ma questo non vuol dire che Satana non
sia pi incombente sulla Chiesa istituita da Ges e amministrata dai sovrani pontefici;  anzi allinterno
della Chiesa, come osserv Paolo VI nellomelia del 29 giugno 1972, festa degli apostoli Pietro e
Paolo, quando dichiar che attraverso qualche fessura il fumo di Satana  entrato nella Chiesa.
La presenza di Satana nella vita quotidiana e non solo in Vaticano  stata confermata da
Giovanni Paolo Secondo nel 1981 (Il demonio esiste, ha un suo regno, ha un suo programma, ha precisato);
nel 1985 il cardinale Joseph Ratzinger ha sottolineato che Il diavolo  una presenza misteriosa, ma
reale, personale, non simbolica e lha riconfermato da papa nel 2005, considerando che senza il
demonio non sarebbe possibile loccultismo e ribadendolo nellomelia alla parrocchia romana di Santa
Felicita e Figli a Fidene, ricordando che esiste lInferno e consiste nella dannazione eterna.
Ma  la dichiarazione di Paolo VI che fa testo come la denuncia dellesistenza del diavolo negli
stessi rappresentanti della Chiesa, sui quali peraltro non sembra che possa avere la meglio lopera degli
esorcisti. Che in effetti sono gli ecclesiastici accreditati per liberare un indemoniato, ma nel caso
specifico occorre, da parte di certe persone possedute dal demonio, richiedere di essere liberate. Il che
non si verifica ovviamente da parte di sacerdoti, monsignori e cardinali denunciati perch non
credono in Ges e vescovi che sono collegati al Demonio, secondo una dichiarazione di padre
Gabriele Amorth, capo esorcista in Vaticano, in una delle interviste concesse al giornalista Marco
Tosatti e riportate nel libro Memorie di un esorcista. E il riferimento al fumo di Satana segnalato da
Paolo VI appare evidente in quella denuncia.
Gabriele Amorth  un veterano del campo, essendo in attivit dal 1985;  Presidente onorario
dellAssociazione Internazionale degli Esorcisti, ha unesperienza di 70.000 possessioni demoniache e
riceve fino a 600 chiamate dintervento ogni giorno. Chi meglio di lui pu riconoscere linfluenza del
Maligno nelle alte sfere del Vaticano? E di grandi personalit se ne intende, anche fuori del Vaticano,
convinto com che Adolf Hitler e Iosif Stalin fossero posseduti da Satana; mentre ritiene la scrittrice
J.K. Rowling, autrice dei libri di Harry Potter, una sorta di strega. Il che fa capire perch Benedetto
XVI, quando era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, abbia condannato quel
personaggio-mago. Infatti nel 2003 Gabriele Kuby, critica letteraria tedesca, invia il libro Harry Potter.
Gut oder Bse? ("Harry Potter, buono o cattivo?") al suo connazionale Joseph Ratzinger, che in una
lettera resa nota solo due anni pi tardi scrive:  un bene che lei illumini la gente su Harry Potter,
perch si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente, distorcendo profondamente la
cristianit nellanima, prima che possa crescere propriamente. Ratzinger diede alla Kuby il permesso
di rendere note quelle sue opinioni, che portarono ai titoli di stampa tipo Il Papa mette allindice Harry
Potter, qualificando peraltro il futuro sovrano pontefice un castigatore fuori del tempo.
Ma va considerato che il fumo di Satana ha finito per invadere anche lo spirito di un esorcista
del Vaticano, Emmanuel Milingo. Vescovo di Lusaka, capitale dello Zambia, dove  nato nel 1930, ha
svolto la sua attivit di esorcista ricevendo ogni gioved per appuntamento dalle 15 alle 19 nella
chiesa romana degli Argentini a piazza Buenos Aires, dove celebrava alle 19 la Santa Messa e ogni
primo luned del mese la "Messa di Guarigione". Era considerato un mago dagli indemoniati, tanto
che per avere un appuntamento bisognava prenotarsi un anno prima. Accade nel 2001 che Satana,
evidentemente seccato di essere cacciato dai corpi degli indemoniati, si impossessi di lui; Milingo si
allontana dal Vaticano e diventa seguace del reverendo Sun Myung Moon, fondatore della Chiesa
dellUnificazione. Lancia critiche alla Chiesa di Roma per il celibato ecclesiastico e denuncia:
Relazioni clandestine e matrimoni, figli illegittimi, omosessualit e sesso illecito infestano il
sacerdozio, tanto che la Commissione ONU per i Diritti Umani ha in atto una indagine sulla Chiesa di
Roma per abusi sessuali. E il 21 maggio finisce per sposarsi a New York con la coreana Maria Sung
in un matrimonio collettivo officiato dal reverendo Moon, che peraltro ha scelto personalmente la sposa
per il vescovo. Lesorcista cattolico padre Gabriele Amorth, gi collega di Milingo, dichiara che il
vescovo ha subto un lavaggio del cervello dalla setta di Moon.
Ma il 7 agosto di quello stesso anno, a poco pi di due mesi dal matrimonio, Milingo ha un
colloquio con Giovanni Paolo II, mediatore il cardinale Tarcisio Bertone, in veste di Segretario della
Congregazione per la Dottrina della Fede, e torna in seno alla Chiesa di Roma, lasciando la moglie,
anche se il matrimonio non  ritenuto valido dalla Santa Sede. Subentrer uno stato di silenzio e si dir
che  in meditazione e preghiera. Si rif vivo a sorpresa il 12 luglio 2006 a Washington in una
conferenza stampa, dichiarando di essere tornato dalla moglie Maria Sung; e finisce per ordinare
vescovi quattro sacerdoti sposati e appartenenti a unassociazione da lui stesso fondata, la Married
Priests Now. Lo comunica don Giuseppe Serrone, che  peraltro fondatore della Associazione dei
Sacerdoti Sposati; e Milingo viene sospeso a divinis.
E in Vaticano  sorto un problema, pi o meno conseguente la fuga di Milingo: la carenza di
esorcisti. Nella diocesi di Roma ce ne sono soltanto 7. Tanto che padre Amorth  arrivato a dichiarare
che decine di vescovi vivono sotto peccato mortale perch non delegano i propri sacerdoti a effettuare
esorcismi. Benedetto XVI in verit dal 2008 sta lavorando a una istruzione per obbligare i vescovi,
non solo italiani ma di tutto il mondo, a istituire in ogni diocesi un numero stabile di esorcisti che
controbatta la presenza di Satana, evitando che gli indemoniati si spostino da un luogo a un altro. Ma in
concreto solo nel 2009  stata emanata una istruttoria pontificia per lAfrica.
Ma c chi ha ipotizzato allinterno del Vaticano limpegno come esorcista dello stesso
Benedetto XVI. Niente di scandaloso.  un fatto che Giovanni Paolo Secondo  entrato nella leggenda anche
come esorcista il 4 aprile 1982. Lo riferisce il cardinale Jacques-Paul Martin, morto nel 1992, nel suo
libro Mes six papes: Il vescovo di Spoleto, monsignor Alberti,  venuto in udienza dal papa con una
donna ossessa, Francesca F., che si rotolava per terra urlando. Noi dal di fuori sentivamo le sue grida. Il
papa ha cominciato a pregare, pronunciando vari esorcismi, ma invano, quando alla fine ha detto alla
donna: "Io celebrer per te una Messa domani", nello stesso momento Francesca F.  improvvisamente
diventata normale e ha presentato al pontefice le sue scuse. Pu essergli da meno Benedetto XVI?
30. Gentiluomini, Sediari e Assistenti al Soglio Pontificio
Come tutti i sovrani il papa ha sempre avuto una corte che desse lustro alla sua persona e alla
Chiesa; ne facevano parte cardinali e monsignori con incarichi speciali in Vaticano, ma anche nobili
cittadini romani, laici borghesi e, di sfuggita, in epoca rinascimentale e barocca, buffoni e cortigiane.
Tutti erano sotto lautorit di quellautentico capo della corte che era il Maggiordomo di Sua Santit, il
quale esercitava giurisdizione civile e criminale sui laici e sugli ecclesiastici. Dagli anni Sessanta del
Novecento ci si  resi conto di quanto antievangelica fosse una simile pompa esteriore e si  cominciato
a parlare di Famiglia Pontificia. Questo termine in effetti veniva riferito, da sempre, a quel ristretto
gruppo di laici ed ecclesiastici dedito alla cura "personale" del papa, ma ha finito per essere ampliato a
tutte quelle persone che costituiscono appunto una "grande famiglia" con incarichi diversi, tra nobili e
soldati, impiegati e intellettuali.
E cos nel 1968, per decisione di Paolo VI, sono sorti i Gentiluomini di Sua Santit, titolo
riferito appunto ai dignitari laici della Famiglia Pontificia, categoria di dignitari nella quale
confluirono i Camerieri di Spada e Cappa, sia quelli segreti sia quelli donore, nonch le Guardie
dOnore di Sua Santit e gli Ufficiali della Guardia Palatina, facendone parte anche i comandanti della
Guardia Svizzera e della Gendarmeria, i Sediari e, naturalmente, gli Assistenti al trono pontificio. In
pratica questi Gentiluomini svolgono mansioni formali, per non dire inesistenti, impegnati in frac e
collare doro a porgere il benvenuto agli ospiti delle visite ufficiali, dietro presentazione del Prefetto
della Casa Pontificia, che  un arcivescovo.
In sostanza hanno pi prestigio quelli di nuova nomina, scelti perch hanno acquisito
particolari benemerenze verso la Santa Sede; non sono necessariamente nobili, ma hanno unattivit
che li impone allattenzione dellopinione pubblica, come i dirigenti pubblici dello Stato italiano. E cos
dagli anni Novanta del Novecento vi sono approdati il giornalista Gianni Letta, grande suggeritore
politico di Silvio Berlusconi, e Angelo Balducci.
Questultimo rappresenta in realt una macchia per i Gentiluomini; Presidente Generale del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, viene coinvolto nellinchiesta sugli appalti del G8 della
Maddalena ed  raggiunto da un ordine di custodia cautelare il 10 febbraio 2010. Inoltre il 3 marzo
2010 sui giornali vengono alla luce delle intercettazioni telefoniche dalle quali Balducci risulta essere
un assiduo cliente di un giro di prostituzione gay; e nelle intercettazioni salta fuori tale Chinedu
Thomas Ehiem, indicato allanagrafe come "religioso" del Vaticano, nonch Gentiluomo, che cura il
coro dei Pueri Cantores del Vaticano ed  intermediario tra quei giovani e Balducci. Che per 
rimesso in libert a fine 2010 (v. Risanamento e imbrogli nellamministrazione con il papa Bendetto
XVI).
Ma i Gentiluomini hanno anche una loro sede in Vaticano, il Circolo di San Pietro, la cui
origine risale al 1869. Si ritrovano qui quando non hanno impegni rappresentativi o di lavoro fuori del
Vaticano. Anche perch il circolo ha una sua finalit umanitaria, che si articola in ben undici
commissioni, rivolte a vari settori della povert umana, cercando di venire incontro alle necessit di
tanti bisognosi. Tra queste si distinguono la Commissione degli Asili Notturni, che dispone di 50 posti
letto, e la Commissione per la Carit del Papa, incaricata della raccolta dellObolo di San Pietro nella
diocesi di Roma.
Della Famiglia Pontificia fanno parte i Sediari, autentici sopravvissuti alla tempesta abbattutasi
sulla corte papale. Anticamente divisi nelle due classi di Sediari propriamente detti, con lincarico di
portare il papa in sedia gestatoria, in lettiga o portantina, e Palafrenieri, che prestavano servizio nelle
cavalcate e al seguito della carrozza nei cortei, costituiscono oggi un unico ordine. Peraltro, venuta
meno la sedia gestatoria usata per ultimi da Paolo VI e Giovanni Paolo I e in parte da Giovanni Paolo
II, sono principalmente impegnati in qualit di domestici nellappartamento pontificio, verificando
allingresso i biglietti di udienza e custodendo il guardaroba. Restano comunque utili e possono
fregiarsi della loro divisa di color violetto, costituita da una giacca lunga e un gilet grigio, oltre a un
collare dargento raffigurante la tiara con le chiavi decussate sul quale  incisa la dicitura "Anticamera
Pontificia". Peraltro i loro superiori, il Decano di Sala e il Sottodecano, vestono il solo frac nero con
sparato bianco e mantello nero a una ruota, e il collare doro. Durante lestate seguono il papa nella sua
residenza estiva di Castel Gandolfo o in montagna.
I Gentiluomini rimasti con i vecchi titoli e in funzione a tutti gli effetti sono gli Assistenti al
Soglio Pontificio, carica peraltro esclusivamente onorifica. Se la contesero Orsini e Colonna, e per le
due famiglie, tradizionalmente rivali, costituiva una ulteriore occasione per litigare. Finch Benedetto
XIII decise di creare unalternanza; a turno i due titolari avrebbero presieduto alle cerimonie. E
lalternanza funziona fino al pontificato di Pio XII, sotto il quale per uno scandalo colpisce il
rappresentante della famiglia Orsini negli anni Cinquanta del Novecento; ed  determinante per
risolvere lattrito tra i due nobili casati. Il principe Filippo Orsini un giorno si taglia le vene dei polsi;
fanno in tempo a salvarlo. Motivo del tentato suicidio, una relazione con lattrice inglese Belinda Lee.
Ed  subito scalpore. La moglie per salvare la situazione tira in ballo una depressione nervosa del
marito e lo fa ricoverare, sostenuta dal Vaticano, in una clinica psichiatrica. Nel frattempo la bella
Belinda vola in Sud Africa per un film; la principessa e il Vaticano pensano che tutto sia ormai finito. E
invece i due si rivedono, riprendono la relazione e don Filippo tira di sciabola in un film su Lucrezia
Borgia fatto su misura per lattrice inglese. Ed  la tempesta. Il papa ne ha abbastanza e sbatte fuori dal
Vaticano il principe, togliendogli il titolo onorifico di Assistente al soglio. Che per qualche anno 
coperto solo dal Colonna, finch Giovanni Ventitreesimo non decide di affidare laltro posto alla famiglia
Torlonia. Cos  tuttora.
I Gentiluomini in definitiva non risplendono troppo di apostolica immagine, tenendo presente
che di scandalo si parla anche tra gli ufficiali della Guardia Svizzera e del Corpo di Vigilanza (v. I
soldati del Vaticano tra gloria e scandali).
31. I soldati del Vaticano tra gloria e scandali
La Guardia Svizzera costituisce la storica struttura militare del Vaticano, anche se  in funzione
come guardia del corpo di Sua Santit. La sua origine risale al 21 gennaio 1506, quando i mercenari dei
cantoni cattolici della Svizzera arrivarono in 150 a Roma, entrando da porta del Popolo diretti verso il
Vaticano, dove Giulio Secondo era ad attenderli alla loggia dellantica basilica di San Pietro. Con la sua
benedizione la truppa elvetica divenne ufficialmente quel giorno la guardia del corpo pontificia; e
levento ebbe del miracoloso, perch questo corpo militare manifest da subito che era un onore
difendere il Vicario di Cristo. E ne dette prova di l a pochi anni, quando nel 1527 morirono in 147 per
difendere la ritirata di Clemente VII verso Castel SantAngelo dallorda dei Lanzichenecchi. Era il 6
maggio, e quella storica giornata sarebbe stata ricordata ogni anno con il giuramento delle reclute, che
avviene nel cortile di San Damaso.
La Guardia Svizzera veste ancora luniforme di gala che, secondo la tradizione, avrebbe
disegnato Michelangelo: rossa con fluttuanti losanghe gialle e blu, il cimiero con le piume di struzzo, la
gorgiera, la corazza e lalabarda di due metri pesante sei chili. La bandiera  a colori blu, giallo e rosso,
spartiti dalla croce bianca. Nel settore interno di sinistra  larme di casa della Rovere alla quale
apparteneva Giulio II: nel settore superiore di destra  lo stemma del papa regnante, mentre sulla croce
bianca spicca larme del comandante in carica.
Attualmente il totale degli elementi che costituiscono larma  di 110, di cui 5 ufficiali
compreso il comandante, un cappellano, 26 sottufficiali e 78 alabardieri. La ferma per le reclute, di et
compresa tra i 19 e i 30 anni, e altezza minima 1.74,  di due anni. Chi vuole comunque pu avere la
rafferma e poi restare di carriera. Lo stipendio  poco pi di mille euro mensili, ma ci si arruola ancora
per lideale religioso. Che  appunto quello di vigilare giorno e notte sulla sicurezza personale del papa,
accompagnandolo durante i viaggi e controllando gli ingressi alla Citt del Vaticano. Il motto dellarma
"Fortiter et fideliter" sembra rispecchiare, oltre lideale religioso, certa ferrea disciplina che
caratterizzava un tempo la truppa; perch adesso tutto sembra concentrarsi nella marcia eseguita con
ordini martellanti in tedesco, la guardia e lo Schultern, il saluto speciale che spetta ai cardinali,
consistente nel lanciare in aria la bandiera alabardata e riafferrarla al volo con una mano sola. E poi c
la pratica dello judo e luso delle armi da tiro e di gas lacrimogeni, anche se questi non sono mai stati
utilizzati.
A fronte di tanta esteriorit belligerante e gloria militare, derivante dal loro passato, le Guardie
Svizzere conducono una vita tranquilla, tutta casa e caserma, che  nel viale del Belvedere, con
rispettivi mogli e figli. Solo agli alabardieri viene prescritto il celibato; la mensa  affidata alle suore
della Congregazione della Divina Provvidenza di Baldegg. Tutto questo apparentemente. Perch in
realt si d il caso che queste guardie siano protagoniste di fattacci di cronaca non in linea con lo spirito
apostolico che dovrebbero mostrare, anche se di essi si viene a conoscenza solo dalla seconda met del
Novecento. Cos l8 aprile 1959 il colonnello Robert Nunlist  ferito con quattro colpi di pistola dal
caporale Adolf Ruckert, che tenta poi di suicidarsi, ma larma sinceppa; sono i protagonisti di una
storia gay, quanto mai diffamante per la guardia del corpo pontificia, votata a un rigido regolamento di
ispirazione cattolica. I due restano in vita, ma vengono ovviamente radiati dallarma.
Nellagosto del 1983 due alabardieri, nonostante il regolamento preveda che indossino
pantaloni lunghi anche destate, vengono fotografati in costume sulla terrazza della torre Borgia del
Vaticano;  principalmente il luogo in cui il fatto  avvenuto a essere considerato inopportuno, anche se
non dovrebbe apparire uno scandalo a fronte di ben altri avvenimenti che hanno caratterizzato proprio
la torre Borgia. E invece  giudicato immorale e i due alabardieri vengono radiati.
Il 1995  un altro anno negativo per la Guardia Svizzera, a causa di una decina dei suoi
alabardieri. Accade che, per festeggiare lo scudetto della squadra di calcio del loro cantone, bevono
alcolici fino a ubriacarsi e vanno in giro per le strade di Roma rovinando diverse auto parcheggiate in
piazza Risorgimento. Finiscono agli arresti nella caserma del Vaticano e sono radiati dallarma.
Ma il 4 maggio 1998 si verifica lo scandalo pi diffamante. Il colonnello Alois Estermann di 44
anni, nominato quello stesso giorno comandante dellarma, viene ucciso nel suo appartamento insieme
alla moglie Gladys Meza Romero, una dottoressa venezuelana, e alla giovane recluta di 23 anni, il
vicecaporale Cedric Tornay. Secondo la versione ufficiale delle autorit pontificie si  trattato di un
raptus di follia omicida del sottufficiale, che ha assassinato a bruciapelo il comandante e la moglie,
rivolgendo poi larma contro se stesso. Infatti sotto il corpo di Tornay  stata ritrovata la pistola
semiautomatica dalla quale sono partiti i proiettili che hanno ucciso i tre. Resta per il mistero del
movente, al di l del raptus; forse una storia passionale tra il giovane e la moglie del colonnello, o una
storia gay tra i due uomini, oppure un rimprovero e una punizione non tollerata dal giovane, o ancora la
gelosia del sottufficiale per la nomina a comandante di Estermann. In ogni caso linchiesta condotta
dalla signora Baudat, madre di Tornay, e dagli avvocati francesi Jacques Vergs e Luc Brossolet ha
contestato le conclusioni della magistratura vaticana; si  avviato cos un procedimento giudiziario,
presentato alla Corte internazionale dellAja, ma destinato a restare irrisolto.
La Gendarmeria ha una storia pi recente della confratella Guardia Svizzera.  un corpo
militare preposto a svolgere le funzioni di polizia giudiziaria, di sicurezza e di vigilanza stradale nel
territorio dello Stato della Citt del Vaticano. Lo costituiscono cittadini italiani di et compresa tra 20 e
25 anni o ex appartenenti a forze di Polizia italiana, tutti di provata fede cattolica. Diretta discendente
del corpo militare della Gendarmeria Pontificia, sciolta il 20 gennaio 1970 dal pontefice Paolo VI, nel
corso dei suoi quarantanni ha cambiato spesso denominazione, ma non la sostanza, che si basa su 130
uomini. Ai quali si  affiancato nel 2008 un Gruppo di Intervento Rapido (GIR) per contrastare
eventuali azioni ad alto rischio e ununit antisabotaggio. La caserma  in via del Pellegrino. Ma anche
nella Gendarmeria si  verificato un fattaccio di cronaca: il 3 settembre 2008 la guardia Alessandro
Benedetti si uccide nel bagno della caserma sparandosi con la pistola. Per motivi personali, secondo
una dichiarazione di padre Federico Lombardi, e la notizia in effetti non fa grande scandalo, anche se
idealmente si collega ai fattacci della Guardia Svizzera; ma, sia pure da solo, butta fango sulla Polizia
pontificia, antesignana della legalit anche secondo uno spirito evangelico.
In ogni caso la Gendarmeria ha lassistenza di una speciale struttura della Polizia di Stato
italiana, lIspettorato generale di pubblica sicurezza presso la Citt del Vaticano, che si occupa della
protezione del Sommo Pontefice durante le sue visite in territorio italiano, e della vigilanza di piazza
San Pietro dintesa con le autorit della Santa Sede.  costituito da 150 agenti e, come tutte le divisioni
della Polizia di Stato, dipende dal dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dellInterno. Ha
una sede in via del Mascherino, poco lontano da piazza San Pietro, ma anche una seconda in piazza
Libert 1 a Castel Gandolfo, poco lontano dal palazzo Pontificio. Senza contare che esiste anche un
nucleo di personale della Polizia stradale che integra il Servizio di protezione ravvicinata del papa,
completando cos un articolato e organico modulo di sicurezza a tutela della sua incolumit; si occupa
anche delle scorte a protezione delle opere darte di sua propriet in partenza o di rientro dai Musei
Vaticani e dalle mostre internazionali in cui sono esposte.
In qualche modo ha un assetto militare anche il corpo dei Vigili del Fuoco.  stato istituito nel
1941 ed  composto da 30 vigili sotto il comando di un ufficiale, che  attualmente un ingegnere, Paolo
De Angelis. I vigili hanno ovviamente unautorimessa nella Citt del Vaticano, che  a fronte del
cortile del Belvedere, e dispongono delle strutture fondamentali per gli interventi su eventuali incendi.
Hanno infatti a disposizione unautoscala-piattaforma, unautobotte da 1250 litri, un carro attrezzi per
la rimozione dei veicoli, un veicolo polisoccorso, due vetture di servizio e 500 idranti stradali e interni.
In realt si contano fortunatamente sulla punta delle dita gli interventi per incendi, ma il corpo resta a
disposizione anche per leventuale crollo di strutture edilizie. E c da dire che il corpo dei vigili non ha
mai fatto parlare di s per fatti di cronaca nera o rosa, a differenza della Guardia Svizzera e della
Gendarmeria.
32. Massoni in Vaticano
Dal 1738, anno di pubblicazione della lettera apostolica In eminenti apostolatus specula del
papa Clemente XII, la Santa Sede ha condannato la Massoneria ovvero le societ dei Liberi Muratori
o des Francs Maons o altrimenti denominate riconoscendole sette contro Dio e la Chiesa, con una
precisa prescrizione: Comandiamo a tutti e ai singoli fedeli di qualunque stato, grado, condizione,
ordine, dignit o preminenza, sia Laici, sia Chierici, tanto Secolari quanto Regolari (...) che nessuno
ardisca (...) di iscriversi e aggregarsi a esse (...) sotto pena di scomunica per tutti i contravventori. La
scomunica  stata confermata pi volte fino alla dichiarazione del 19 luglio 1974 della Congregazione
per la Dottrina della Fede, diretta dal Prefetto Franjo Seper, relativa alla conferma del canone 2335 del
Codice di diritto canonico contro la Massoneria, con laggiunta di una clausola che non  il massimo
della chiarezza, ovvero pur dovendosi intendere, come ogni legge penale, in senso restrittivo.
Ma il 26 agosto 1978, in concomitanza con linizio del breve pontificato di papa Giovanni
Paolo I (3-28 settembre 1978), sulla rivista OP Osservatore Politico del giornalista Mino Pecorelli,
affiliato alla loggia massonica P2 (Propaganda 2), appare una lista di presunti massoni vaticani.
Abbiamo a che fare con cardinali, vescovi, prelati, sacerdoti, professori di accademie pontificie e
impiegati della Santa Sede, per un totale di 112 persone, con tanto di sigla per ognuno come affiliato e
anno di iscrizione. A cominciare dal Presidente dello IOR Paul Marcinkus (iscritto dal 21 agosto 1967,
matricola 43/649). Al suo fianco si distinguono i cardinali Jean-Marie Villot, Segretario di Stato della
Santa Sede (iscritto dal 1966, matricola 041/3) e Agostino Casaroli, ministro degli Esteri della Santa
Sede (iscritto dal 1957, matricola 41/076); padre Roberto Tucci, direttore della Radio Vaticana, (iscritto
dal 1957, matricola 42/58); i monsignori Virgilio Levi, vicedirettore de LOsservatorio Romano
(iscritto dal 1958, matricola 241/3), Donato De Bonis, braccio destro di Marcinkus (iscritto dal 1968,
matricola 321/02) e Pio Laghi, Nunzio apostolico in Argentina (iscritto dal 1969, matricola 0/538),
nonch padre Giovanni Caprile (iscritto dal 1957, matricola 21/014, direttore di Civilt Cattolica).
Pi particolarmente in Vaticano si fronteggiano due fazioni contrapposte: una, massonico-moderata,
denominata "Mafia di Faenza", che fa capo ad Agostino Casaroli, Achille Silvestrini e Pio Laghi;
laltra, integralista, che fa capo a Paul Marcinkus e monsignor Luigi Cheli, membri dellOpus Dei.
Infatti lelemento cattolico di collegamento per la Massoneria  lOpus Dei, che, al di l del suo
impegno per elevarsi a prelatura, si rivela nella circostanza una setta.
Ci si aspetterebbe una smentita da parte del Vaticano, ovvero sui massoni del Vaticano
dovrebbe abbattersi la scomunica. Nessuna delle due cose si verifica; e solo nellappendice alledizione
italiana del libro Massoneria e Chiesa cattolica di Jos A. Ferrer Benimeli e Giovanni Caprile,
pubblicato nel 1982,  lo stesso padre Caprile, parte in causa come affiliato alla Massoneria secondo
quellelenco, a dichiarare che la lista  compilata e pubblicata con grossolana falsificazione, facendo
perno principalmente sul fatto che lui stesso  indicato come direttore di "Civilt Cattolica", mentre
tiene a precisare che  soltanto un collaboratore. Ovviamente non si pu ritenere sufficiente la sua
dichiarazione per considerare falsa quella lista. In ogni caso la diffamazione della Santa Sede sar
vendicata con lassassinio di Mino Pecorelli il 20 marzo 1979 a Roma. Non si sapr mai chi labbia
ucciso.
Tutto questo  una chiara indicazione che la condanna della Santa Sede nei confronti della
Massoneria  solo apparente e tale risulta ognuna delle relative scomuniche. E in qualche modo viene
incontro a questa constatazione la dichiarazione del nuovo Prefetto della Congregazione per la Dottrina
della Fede Joseph Ratzinger che, in data 17 febbraio 1981, ribadisce la validit della scomunica per gli
appartenenti alla Massoneria. Mentre la lista infamante l11 giugno dello stesso anno  confermata
dallagenzia di Pecorelli con informazioni grossolanamente inventate, sempre secondo padre
Giovanni Caprile.
Peraltro durante le indagini sul presunto rapimento di Michele Sindona, uno dei vertici
dellamministrazione del Vaticano dalla fine degli anni Sessanta (v. Omicidi e imbrogli
nellamministrazione sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, il 17 marzo 1981 nella fabbrica la Giole
a Castiglion Fibocchi presso Arezzo, di propriet di Licio Gelli, legato a Sindona, viene alla luce una
lista di persone appartenenti alla loggia massonica P2. Lelenco reso pubblico dalla presidenza del
Consiglio il 21 maggio 1981 contempla 932 iscritti con 44 parlamentari, 2 ministri del governo, un
Segretario di partito, 12 generali dei Carabinieri, 5 generali della Guardia di Finanza, 22 generali
dellEsercito italiano, 4 dellAeronautica militare, 8 ammiragli, vari magistrati e funzionari pubblici,
direttori e funzionari dei servizi segreti, nonch vari giornalisti e imprenditori, in parte collegabili al
Vaticano.
Cos nellautunno del 1983 in Vaticano  ancora sotto processo la Massoneria; se ne occupa
nuovamente la Congregazione per la Dottrina della Fede con una nota del Prefetto Joseph Ratzinger in
data 26 novembre, che non fa riferimento per a una scomunica ma a un peccato grave, anche se
rinnova il divieto di accostarsi ai sacramenti. E il particolare viene confermato dal Nuovo codice di
diritto canonico emanato il giorno dopo da Giovanni Paolo II. Forte di questo, il Grande Oriente
dItalia di palazzo Giustiniani far pervenire a Karol Wojtyla lonorificenza dellOrdine di Galilei; 
troppo, e il papa la respinger. In ogni caso quellelenco dei massoni vaticani non  stato mai
smentito, ovvero quei massoni vaticani non sono stati mai scomunicati.
A fronte di tutto ci c la denuncia di un sacerdote, don Luigi Villa, secondo il quale sia
Giovanni Ventitreesimo che Paolo VI erano affiliati alla Massoneria; cos anche i cardinali e i vescovi che pi
si adoperarono per il Concilio Vaticano Secondo e per indirizzarlo in senso "modernista" erano tutti massoni.
Il sacerdote sostiene queste tesi, fra laltro, nei volumi Paolo VI, beato?, e Paolo VI, processo a un
Papa?, per contrastare le spinte alla canonizzazione di papa Montini. A suo giudizio, esistono prove
che dimostrano laffiliazione massonica di Paolo VI, tra le quali un bassorilievo sulla porta di bronzo
della basilica romana di San Pietro, a Roma (poi modificato), in cui apparivano i simboli massonici sul
dorso della sua mano (la stella a cinque punte). E cos anche altri simboli massonici, come la squadra e
il compasso, sovrastati da un triangolo, sono visibili nel sacello della madre di Montini a
Verolavecchia, in provincia di Verona, opera realizzata su un disegno dello stesso papa. Inoltre Paolo
VI nel 1965 ricevette in Vaticano il capo della P2, Licio Gelli, e sotto il suo pontificato venne concessa
al capo virtuale della Massoneria italiana la nomina a commendatore Equitem Ordinis Sancti Silvestri
Papae. E ancora affiliati alla P2 erano Michele Sindona e Roberto Calvi, dei quali si fa riferimento nei
capitoli sullamministrazione del Vaticano.
33. Gli impiegati del Vaticano
Nelle diverse strutture del governo della Santa Sede e della Citt del Vaticano, negli organismi
amministrativi, nei Musei Vaticani e nelle attivit commerciali e tecniche di negozi e tribunali, oltre i
soldati e la classe dirigente costituita perlopi da cardinali, vescovi e monsignori, si registra un numero
di 4397 dipendenti, ripartiti tra quelli della Santa Sede (2748, dei quali 1637 laici, 778 sacerdoti, 243
frati e 90 suore) e quelli della Citt del Vaticano (1649), tutti qualificati come impiegati. Svolgono i
compiti pi vari, in veste di scrittori, segretari, addetti tecnici, consultori, ragionieri, bibliotecari,
commessi, restauratori di opere darte, chiese e palazzi. Andrebbero aggiunti anche gli ecclesiastici e i
laici impegnati in chiese, arcivescovadi e santuari sparsi nel mondo, ma questi restano legati alle
gestioni economiche vaticane di quei luoghi o rientrano in qualche modo nelle strutture lavorative dei
diversi Stati nei quali risiedono.
La classe impiegatizia del Vaticano non  stata mai ben vista dai sovrani pontefici; emblematica
resta la qualifica che gli dette Paolo VI, bollando il complesso pseudoministeriale come una
burocrazia pretenziosa e apatica, solo canonista e ritualista, una palestra di nascoste ambizioni e di
sordi antagonismi. Gli va incontro Giovanni Paolo II, che permette listituzione di un sindacato: nasce
nel 1982 come Associazione Dipendenti Laici Vaticani, che in ogni caso rappresenta anche gli
ecclesiastici, pur non essendo loro permessa liscrizione. Ma lassociazione ha solo una funzione di
consultazione con il datore di lavoro, non essendo possibili lo sciopero e le contrattazioni contrattuali.
A fronte di questa Giovanni Paolo II, con motu proprio Nel primo anniversario del 1 gennaio 1989,
istituisce lUfficio del Lavoro della Sede Apostolica (ULSA), approvandone lo Statuto ad
experimentum per un quinquennio e dando vita a un organismo destinato alla realizzazione e al
consolidamento di una comunit di lavoro, i cui pilastri portanti sono quelle caratteristiche del lavoro
umano, come prerogativa della persona, come dovere, come diritto e infine come servizio.
Con motu proprio La sollecitudine del 30 settembre 1994 Giovanni Paolo Secondo ha riaffermato la
funzione, attribuita allULSA, di organo della medesima che ha specifica identit istituzionale ed 
preposto alla tutela dei legittimi interessi degli appartenenti alla comunit di lavoro della Santa Sede,
per assicurare armonia e perequazione, nella pluralit, diversit e specificit delle mansioni, favorendo
una corretta applicazione dei principi della giustizia sociale, a garanzia dellunit di tale comunit e
della crescita dei rapporti interpersonali in seno alla medesima. E il testo dello statuto  stato
aggiornato.
Con motu proprio Venti anni orsono del 7 luglio 2009 Benedetto XVI riconferma la peculiare
funzione attribuita allULSA di contribuire, in sintonia con amministrazioni e organismi della Santa
Sede, alla promozione e al consolidamento dellauspicata comunit di lavoro, esempio di
corresponsabilit e di solidariet cristiana. Lufficio si articola in Presidenza, Consiglio, Direzione,
Collegio di conciliazione e arbitrato. La Presidenza esercita in materia di lavoro i poteri di proposta
legislativa e regolamentare e le funzioni promozionali dellunit di indirizzo nelle attivit delle
Amministrazioni. Il Consiglio  organo di consulenza e di elaborazione della normativa in materia di
lavoro e pu essere investito delle funzioni di conciliazione delle controversie collettive o plurime. Le
controversie di lavoro, sia individuali che plurime o collettive, trovano soluzione attraverso le forme di
conciliazione promosse dal Direttore e dal Collegio di conciliazione e arbitrato e in caso di fallita
conciliazione attraverso lesame e la decisione del Collegio di conciliazione e arbitrato. Attualmente 
Presidente dellULSA monsignor Giorgio Corbellini, coadiuvato da due assessori laici, gli avvocati
Roberto Pessi e Giovanni Giustiniani.
Il Governatorato accoglie gli uffici centrali relativi allanagrafe cittadina, al personale degli
uffici, ai pellegrini e ai turisti, con specifiche strutture relative alla Direzione della Ragioneria dello
Stato, dei Servizi Economici e di Sicurezza, della Protezione Civile, della Sanit e Igiene, dei Servizi
Tecnici e delle Telecomunicazioni, oltre a un Comitato per la Sicurezza, una Commissione per il
personale e una Commissione Disciplinare. Lo stipendio dallottobre del 2007  regolato da una
normativa che si basa sul criterio della meritocrazia; questo si traduce in un elemento di incentivo e
remunerazione in rapporto a quattro fattori: Dedizione, Professionalit, Rendimento e Correttezza.
Attualmente lo stipendio-base dei dipendenti vaticani va dai 1300 euro del primo livello ai circa
2300 euro del decimo livello, cui vanno aggiunti gli scatti di anzianit, le integrazioni e le indennit.
Ma la caratteristica importante  che il lavoratore non  soggetto ad alcuna imposta, ovvero i dipendenti
del Vaticano non versano lIRPEF.
A fronte di questa retribuzione Benedetto XVI d mandato al cardinale Bertone di introdurre
nella struttura impiegatizia criteri di maggiore efficenza e premi alla produzione per i dipendenti.
Cos contemporaneamente ai nuovi parametri di stipendio subentra il badge elettronico di
controllo segnatempo con scheda di valutazione, limitato inizialmente agli uffici del Governatorato, per
laici ed ecclesiastici, ma con lesclusione di alti prelati, vescovi e cardinali. Sulla scheda blu di
valutazione, in copertina, ci sono i dati identificativi del lavoratore, e allinterno quattro paragrafi
relativi a dedizione, professionalit, rendimento, correttezza. Per ognuna delle quattro voci risalta la
qualifica di ottimo, buono, sufficiente o insufficiente. Le classi di merito aumenteranno le
retribuzioni. Il segnatempo suscita malumori, specialmente tra gli ecclesiastici che ritengono che un
controllo troppo rigido dellorario di lavoro non si concili con le loro attivit pastorali fuori del
Vaticano. Anche se la scheda ha un vantaggio, perch grazie a un microchip parcometro consente
laccesso al nuovo parcheggio Santa Rosa e luscita direttamente su piazza Risorgimento.
 peraltro in funzione un Fondo Pensioni, istituito da Giovanni Paolo Secondo con il motu proprio La
preoccupazione dell8 settembre 1992; ne  a capo un consiglio di amministrazione presieduto dal
cardinale Attilio Nicora, con lassistenza di tre monsignori e tre laici.  a favore di tutti gli organismi
che rientrano nella gestione dellULSA e prevede che i dipendenti uomini laici vadano in pensione a 65
anni, le donne laiche a 60 e gli ecclesiastici a 70. Ma a maggio 2009  uscita una delibera del Consiglio
di Amministrazione per i nuovi assunti che andranno in pensione due anni pi tardi allo scopo di
assicurare lequilibrio tecnico del fondo, clausola che non riguarda cardinali e vescovi capi dicastero
della Curia, perch in base alla Pastor Bonus del 1998 vanno in pensione a 75 anni, a meno che il papa
non li proroghi.
Esiste anche un Fondo Assistenza Sanitaria (FAS), che risale peraltro a un rescritto di udienza
del 1953, rinnovato nello statuto con un altro rescritto di udienza del 1959, che garantisce lassistenza
sanitaria a laici ed ecclesiastici dipendenti dallAPSA, a cominciare dal papa.  retto da un Consiglio di
amministrazione presieduto da monsignor Domenico Calcagno, con lassistenza di tre monsignori e
cinque laici. Ma esiste anche una normativa per la tutela della salute degli impiegati nei luoghi di
lavoro.  la legge numero 54 del 10 dicembre 2007 che coinvolge le varie amministrazioni degli uffici
vaticani chiamate a fornire un flusso costante di informazioni sui rischi e sulle esigenze dei
lavoratori e, fra le altre cose, la predisposizione di un documento di valutazione dei rischi da rinnovare
ogni tre anni o al verificarsi di significative mutazioni nelle tecniche, nelle metodologie, nei
macchinari o pi in generale nellambiente di lavoro. E a fronte va ricordato che lo Stato italiano
partecipa al fondo di previdenza del clero con una sovvenzione annuale che nel 2008  stata di 10
milioni di euro.
34. Insegnanti di religione, cappellani militari e assistenti religiosi
ospedalieri
Linsegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane, chiamata in genere ora di
religione,  unistituzione prevista nel concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica, ed  ripartito in
lezioni settimanali di unora e mezza per la materna, due ore per la primaria e unora per la secondaria.
Gli insegnanti di scuola materna ed elementare devono essere riconosciuti idonei dallordinario
diocesano, mentre quelli della secondaria (laici o sacerdoti) devono essere in possesso di una laurea in
Teologia o altra disciplina ecclesiastica, oppure di un diploma accademico in Scienze religiose
riconosciuto dalla CEI. Fino al 2003 i docenti venivano nominati infatti su segnalazione della Curia
diocesana al dirigente scolastico che confermava la nomina. Il contratto era annuale e non esisteva,
come per i docenti delle altre materie, uno statuto giuridico di ruolo.
La legge 186 del 18 luglio 2003 ha previsto lentrata in ruolo, previo concorso abilitativo, di
circa quindicimila insegnanti coprendo il 70% delle cattedre complessive. Il concorso si  svolto nel
marzo 2004 e sono risultati idonei a partecipare solo i docenti con una carriera di almeno 4 anni
dinsegnamento consecutivo e un minimo di 12 ore settimanali. Limmissione in ruolo si  completata
il 30 luglio 2007 nel numero di 14.670, cos che il costo per lassunzione in ruolo degli insegnanti di
religione  stato di 22 milioni di euro. Mentre il costo totale annuo a carico dello Stato per la
retribuzione dei 25.694 insegnanti  stato di 950 milioni, gestito dal ministero dellIstruzione,
dellUniversit e della Ricerca.
Ovviamente nelle scuole paritarie cattoliche, gestite da parrocchie, diocesi, ordini religiosi e
societ di vita apostolica, vige linsegnamento della religione, ed esclusivamente cattolica, e il costo da
parte dello Stato rientra nella sovvenzione complessiva, che nel 2008  stata di 566 milioni, oltre ai 22
milioni per i buoni scuola degli studenti, e i 90 milioni per le universit.
Altri protagonisti dellinserimento della Chiesa nelle strutture dello Stato italiano sono i
cappellani militari, che hanno il compito dellassistenza spirituale alle forze armate, esplicata con la
celebrazione dei sacramenti allinterno di una caserma ovvero nella zona militare di combattimento. La
designazione del sacerdote avviene mediante una consultazione tra la Santa Sede, che propone dei
nominativi, e il governo italiano, al quale compete la nomina. Il sacerdote arruolato nelle forze armate 
equiparato al grado di ufficiale; infatti le funzioni di assistenza spirituale sono svolte dai Primi
Cappellani capi (con il grado di maggiore), dai Cappellani capi (con il grado di capitano) e dai
Cappellani addetti (con il grado di tenente), tutti con una funzione di tipo parrocchiale. Ma il 25
settembre 1997  stata istituita la Scuola allievi cappellani militari, denominata Seminario Maggiore
dellOrdinariato Militare in Italia, che  appunto un seminario in cui i giovani possono diventare
sacerdoti a servizio specifico dellordinariato. Lo Stato italiano nel 2008 per lo stipendio dei cappellani
militari ha impiegato 10 milioni di euro.
Dalla CEI dipendono gli assistenti religiosi ospedalieri, ecclesiastici assunti come assistenti
dalle strutture ospedaliere dello Stato italiano, per la cura religiosa dei ricoverati, con il titolo di
cappellano di ospedale. Lassunzione  basata su una intesa tra i presidenti delle Regioni e della CEI.
Gli assistenti sono stipendiati dalla Regione di pertinenza; ne  previsto uno fino a 300 posti letto e uno
ogni 350 in strutture con pi di 700 posti letto. Sono messi a loro disposizione dallospedale gli spazi
per le funzioni di culto, lalloggio, gli arredi e le suppellettili del religioso, oltre alla risoluzione di tutte
le spese relative al suo mantenimento, nonch lilluminazione e il riscaldamento.
Al personale di assistenza religiosa, secondo larticolo 8 della legge regionale n.13 della
Regione Sardegna del 15 aprile 1997, in funzione in tutte le Regioni, si applicano le norme
contrattuali vigenti in materia sul territorio regionale. Agli assistenti in rapporto di convenzione 
assicurato un compenso proporzionale allo stipendio lordo della categoria di appartenenza degli
assistenti in posizione di ruolo, comprensivo dellindennit integrativa speciale e delle altre voci
contrattuali fisse e continuative, nonch la tredicesima mensilit, calcolata secondo i medesimi criteri.
Insegnanti, cappellani militari e ospedalieri ricevono peraltro la pensione come qualsiasi
impiegato dello Stato, secondo le caratteristiche definite nelle varie strutture dal Fondo Clero
dellINPS.
35. I Cavalieri di Colombo e la Catholic Near East Welfare Association
La confraternita dei Cavalieri di Colombo  lassociazione apostolica cattolica pi importante
per autorit e struttura finanziaria.  nata nel 1881 a New Haven, nel Connecticut, rievocando nel
navigatore genovese la diffusione del cristianesimo in America e qualificandosi promotrice
dellevangelizzazione cattolica e dellaiuto ai bisognosi. Il primo rapporto con il Vaticano risale al 28
agosto 1920, quando Benedetto XV riceve in udienza privata 235 rappresentanti dei Cavalieri di
Colombo, che esorta a estendere la loro attivit a Roma, come fiduciari del Vaticano, in unopera di
apostolato che affianchi quella dellassociazione di assistenza finanziaria, autentica forza nuova per le
casse della Santa Sede.
I Cavalieri fanno da allora notevoli donazioni al Vaticano, tra le quali il terreno di loro propriet
a Valle Giulia sul quale  sorta la chiesa di SantEugenio e la costruzione di un complesso sportivo a
Primavalle, chiamato Pio XII in onore di papa Pacelli; inoltre sono sempre impegnati in numerose
sponsorizzazioni di ristrutturazioni edilizie e restauro di opere darte nella basilica di San Pietro, fino a
cedere al Vaticano larea su cui  sorta lAula Paolo VI. Finch il papa fa una grossa conquista per le
finanze vaticane quando i Cavalieri di Colombo costituiscono il Vicarius Christi Fund. Che  un fondo
assicurativo, frutto dellinvestimento dei Cavalieri di Colombo nei corporate bonds emessi da oltre 740
societ statunitensi e canadesi, che  in grado di fruttare, tra polizze vita e servizi di assistenza
domiciliare per i suoi iscritti, una media di 5 miliardi di dollari. Enrico Pietro De Maio, direttore della
fondazione e legale rappresentante, ha dichiarato in unintervista a LOsservatore Romano il 4
ottobre 2008 che attualmente ammonta a 20 milioni di dollari. Gli interessi derivanti da questo fondo
vengono presentati annualmente dal 1982 al papa, perch li destini a fini da lui ritenuti opportuni. Oltre
a finanziamenti straordinari. Come  accaduto il 25 ottobre 2003, per il 25 anniversario del pontificato
di Giovanni Paolo II, con lofferta di un assegno di 2,5 milioni di dollari, grazie alla quale il totale delle
donazioni dellordine al papa  arrivato fino a quellanno a circa 35 milioni di dollari.
Sono poi da tener presenti i 47 miliardi del fondo assicurativo sulla vita gestito dai Cavalieri di
Colombo, al quale Standard & Poors assegna il rating pi elevato. Una parte dei corporate bond 
indirizzata a diocesi, ordini religiosi, seminari, scuole cattoliche e alla Citt del Vaticano. Ed  ovvio
che, a fronte di queste sostanziose prebende, il cavaliere supremo dellordine, Virgil Dechant, sia uno
dei nove consiglieri dello Stato della Citt del Vaticano e vicePresidente dello IOR. I Cavalieri di
Colombo hanno peraltro raggiunto circa 1,6 milioni di aderenti in pi di 12.000 councils tra Stati Uniti,
Canada, Messico, Filippine, Repubblica Domenicana, Puerto Rico, Panama, Bahamas, Isole Vergini,
Guatemala, Guam e Saipan.
A fronte dei Cavalieri di Colombo esistono numerose altre opere apostoliche che fanno affluire
al Vaticano finanziamenti in forma di offerte finalizzate alle Chiese orientali cattoliche. Queste fanno
capo alla ROACO (Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali), fondata dalla Congregazione per le Chiese
Orientali nel 1968, e sono impegnate, secondo una qualifica dellAnnuario Pontificio, al sostegno
finanziario in vari settori, dalledilizia per i luoghi di culto, alle borse di studio, dalle istituzioni
educative e scolastiche a quelle dedite allassistenza socio-sanitaria. La direzione  in via della
Conciliazione 34 ed  presieduta dal cardinale Leonardo Sandri; strumento di collegamento tra le varie
opere apostoliche  il SICO (Servizio Informazioni Chiese Orientali), rivista in cui vengono
pubblicati gli interventi del papa sullOriente cristiano, con la cronaca delle attivit liturgiche e le
notizie provenienti dalle varie associazioni.
La pi importante opera apostolica  la Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), in
latino Consociatio Catholica pro Medio Oriente, nata nel 1926 con approvazione di Pio XI e conferma
da parte di Pio XII nel 1951. La sede centrale  a Roma, in piazza Pio XII (email
vati033@cnewa-pmp.va); la presiede larcivescovo di New York monsignor Timothy Michael Dolan;
vicepresidente  il cardinale Marc Ouellet e Segretario  larchimandrita Robert L. Stern. La sede
amministrativa  a New York (1011 First Avenue), della quale  sottosegretario generale il reverendo
Guido Gockel. Fra gli strumenti di comunicazione vi sono la rivista One e il sito www.cnewa.org.
Lassociazione ha uffici in Canada, Giordania, Iraq, Libano, Siria, Egitto, Palestina, Israele, Eritrea,
Etiopia e India.
Scopo dellassociazione  la raccolta di fondi per sostenere le esigenze di culto, promozione
sociale e sviluppo delle comunit cattoliche in Medio Oriente, Nordafrica, India ed Europa dellEst.
Attualmente pi di 20 milioni di dollari lanno sono investiti dallassociazione per istruzione di
sacerdoti, servizi sociali e sanitari, costruzione di chiese e di edifici religiosi, istruzione di giovani,
accoglienza e assistenza di bambini orfani o emarginati, aiuti umanitari in situazioni di crisi,
promozione del dialogo ecumenico e interreligioso, sviluppo economico e sociale di comunit
svantaggiate.
Nel rapporto presentato tramite lagenzia Fides nel 2009, relativo al bilancio dellanno sociale
2007-2008, lassociazione ha impiegato oltre 4 milioni di dollari nei servizi sociali e sanitari,
costruendo una clinica a Gaza, una casa per anziani a Baghdad e un orfanotrofio nello stato indiano di
Maharashtra. Altri 4 milioni di dollari sono stati impiegati per sostenere listruzione e la crescita di
circa 40.000 bambini in 513 strutture del Medio Oriente; e ancora circa 3 milioni di dollari
rispettivamente per la costruzione di chiese in India, Giordania, Libano, Egitto, Siria, Palestina e per la
formazione di seminaristi e sacerdoti.
36. La prelatura affaristica dellOpus Dei
Istituita il 28 novembre 1982, lOpus Dei  una prelatura personale della Chiesa di Roma. Pi
precisamente  una struttura giurisdizionale secolare, di carattere personale, cio non circoscritta al
criterio della territorialit, costituita per peculiari finalit pastorali;  formata da presbiteri e da diaconi
del clero secolare con linserimento di laici dediti alle opere apostoliche.  retta da un prelato come
Ordinario proprio, il quale ha il diritto di erigere un seminario nazionale o internazionale e di
incardinare gli alunni e di promuoverli agli ordini con il titolo del servizio della prelatura. E come
personale la prelatura ha unamministrazione autonoma, che non rientra nel bilancio della Santa
Sede.
LOpus Dei, definita pi ampiamente in latino Sanctae Crucis et Operis Dei,  lunica
prelatura personale esistente nella Chiesa di Roma.  stata fondata nel 1928 a Madrid da monsignor
Josemara Escriv de Balaguer (1902-1975) come pia unione fino a svilupparsi in societ di vita
comune senza voti e diventare poi il primo istituto secolare del mondo; nel 1947 fu approvato come
ordine religioso, e il 28 novembre 1982  divenuta appunto una prelatura personale con a capo un
prelato. La memoria del fondatore  assurta agli onori degli altari: beatificato nel 1992 e canonizzato
nel 2002, gli  stata dedicata anche una chiesa a Roma in via Grezar, nel quartiere Ardeatino, fin dal
1992. Il prelato viene nominato dal papa; il primo  stato monsignor lvaro del Portillo, morto nel
1994; lattuale  il vescovo Javier Echevarra Rodriguez e il vicario  monsignor Fernando Ocriz; ma
esistono anche un vicario per lItalia, che  monsignor Lucio Norbedo, e un vicario per la delegazione
di Roma, don Normann Insam.
La prelatura attua un programma pastorale, giuridicamente strutturato, in ogni chiesa, sia pure
con il preventivo consenso del rispettivo vescovo; cos lOpus Dei , secondo le parole del suo
fondatore, uno strumento atto ed efficace nella missione salvifica che la Chiesa realizza per la vita nel
mondo.  articolata in 87.564 laici, 1996 sacerdoti, 36 sacerdoti ordinati e 337 seminaristi, secondo i
dati dellAnnuario Pontificio del 2010; nonostante la caratteristica personale dellOpera, la nomina
papale del prelato fa s che in qualche modo lopera rientri nel corpus pontificio, in collegamento con il
Vaticano. Regola la struttura della prelatura un codice di 479 articoli, che rivela una faccia occulta
dellorganizzazione, una santa facciatosta piuttosto, secondo una delle 999 massime esposte da
Escriv de Balaguer nel libro Cammino.
Il prelato  assistito da vicari, a capo di ognuna delle circoscrizioni territoriali, e da due consigli
costituiti da sacerdoti e laici detti Numerari che fanno voto di celibato e vivono in comunit, sottoposti
a una regola rigidissima. Sono 15.000 e il prelato liberamente di essi usa, recita sentenzioso larticolo
148, anche se ai fini dellOpera. Ma su questa base, grazie al voto di obbedienza, il prelato pu imporre
loro quel che vuole; cos, dalla scelta degli studi alla professione e alla gestione del proprio patrimonio,
tutto  sotto controllo. Ed  proprio laspetto finanziario che qui interessa: entrando nellistituto ogni
nuovo adepto deve cedere lamministrazione dei suoi beni a un confratello, secondo larticolo 55, e
prima del vincolo definitivo i Numerari devono fare testamento dei beni presenti o eventualmente
futuri, come si legge nellarticolo 59. In pratica gli interi loro guadagni finiscono nelle casse della
prelatura.
Ai Numerari si affiancano i Soprannumerari, che possono vivere in famiglia, limitando il loro
apporto finanziario a obbligatorie elemosine mensili, che devono essere consistenti. C insomma una
ricchezza enorme accumulata dallOpera e dirottata dai dirigenti in tutta una serie di societ
ausiliarie nei vari campi culturali e finanziari, che non figurano come appartenenti allOpera ma sono
comunque affidate a iscritti, tenuti peraltro a uno speciale giuramento. Costoro sono obbligati a
firmare un attestato in bianco da conservarsi presso la direzione centrale; che consente a questultima,
ad esempio, di mettere in pratica quanto indicato nellarticolo 372, ossia di alienare quelle propriet
che, pur non essendo intestate allIstituto, tuttavia sono sottomesse alla sua potest e direzione.
 qui che si evidenziano i tentacoli dellOpera, popolarmente soprannominata Piovra di Dio;
le sue penetrazioni avvengono in modo clandestino in ambienti della societ civile e in attivit
professionali dove spesso non  facile arrivare in maniera apostolicamente incisiva con i comuni mezzi
che la Chiesa ha a sua disposizione, come ha affermato il prelato lvaro del Portillo.
Ma nulla ha fermato laffermazione, nel contesto della Chiesa di Roma, dellOpus Dei che 
entrata in collegamento con il Vaticano su un piano finanziario, da quando nel 1971 monsignor Paul
Marcinkus, un suo adepto,  diventato Presidente dello IOR, nonch nel 1990 con la sepoltura del boss
della banda della Magliana Enrico De Pedis nella basilica di SantApollinare, affidata allOpera
insieme al palazzo Apostolico, e quindi nel 1991 con lappoggio finanziario a Solidarnosc. Ed 
proseguita con la presidenza dello IOR affidata a due suoi adepti, Angelo Caloia dal 1989 e Ettore
Gotti Tedeschi dal 2009, questultimo coinvolto in imbrogli della Banca Vaticana (v. Risanamento e
imbrogli nellamministrazione con il papa Benedetto XVI). Da tutte queste avventure si rivela anche
lentit capitalistica e certo non apostolica della prelatura, ed  allora giusto che il simbolo della
struttura dellOpera sia a New York nel palazzone di 17 piani che sorge nel cuore di Manhattan, vicino
a Wall Street. Oltre, naturalmente al suo insediamento dentro Roma, in Italia e in numerosi Stati.
La sede della prelatura in Italia  a Milano, in via Cosimo del Fante 19, retta dal prelato, il
vescovo Javier Echevarra Rodrguez, con due delegazioni, a Palermo, dove  vicario don Bruno
Padula, e a Roma, in viale Bruno Buozzi 73, dove  vicario don Normann Insam; e questa sede si
dirama in una serie di edifici fino alla retrostante via di Villa Sacchetti, con tanto di parcheggio
sotterraneo. Questa sede romana  comunque considerata il punto nevralgico dellattivit dellOpera;
qui  anche la redazione del bollettino Romana, pubblicazione semestrale che d notizie sullOpera,
ma anche sul Vaticano. Esiste peraltro una sede specifica del Vicariato per la Delegazione di Roma,
che  in via Prestinari 9, nel quartiere Prati. Sede prestigiosa  poi il citato palazzo di SantApollinare,
dove sorgono lIstituto Superiore di Scienze Religiose e la Pontificia Universit della Santa Croce,
legato accademicamente alla Facolt Pontificia di Teologia, con il conferimento di titoli accademici
con piena validit canonica. E questo collegamento  unaltra caratteristica che allinea lOpera nelle
file del Vaticano.
Esistono comunque a Roma altre universit dellOpus Dei che fanno capo allUniversit
Campus Bio-Medico, con sede principale in via lvaro del Portillo 21 a Trigoria; qui sono in funzione
il Politecnico, il PRABB (Polo di Ricerca Avanzata in Biomedicina e Bioingegneria) e il Centro per la
Salute dellAnziano. Listituzione si  diramata in un Centro Poliambulatoriale e di Radioterapia come
Scuola di Formazione Continua in via Emilio Longoni 47 e nel Centro Medico Parioli in via Pietro
Tacchini 24. E questa universit ci segnala un ulteriore collegamento dellOpus Dei con il Vaticano su
un piano finanziario, perch costituisce una voce delle sovvenzioni dello Stato italiano con
lassegnazione nel 2008 di 60 milioni di euro. C poi la ELIS in via Sandro Sandri 79. Che 
qualificata come Cooperativa Sociale Educativa, ricorrendo a convenzioni e accordi con organismi
pubblici e privati, attivit di formazione professionale e di sviluppo nelloccupazione.  cos che la
ELIS  arrivata a selezionare anche il personale dellAMA per il Comune di Roma dal 2009, mentre le
recriminazioni sindacali non hanno avuto alcun effetto per bloccare lintromissione della commissione
clericale. Senza contare le conseguenze dello scandalo scoppiato a dicembre del 2010 per le assunzioni
allAMA di parenti di assessori capitolini e monsignori.
La prelatura dentro Roma  proprietaria inoltre di numerosi edifici occupati dalle sue istituzioni
culturali. A cominciare dal Collegio Internazionale Romano in via di Grottarossa 1375 e dal Collegio
Sacerdotale Tiberino in via San Francesco di Sales 26, residenza a pagamento per sacerdoti diocesani
provenienti da tutto il mondo. Inoltre sono in attivit lIstituto Storico San Josemara Escriv, in via dei
Farnesi 82, e il SAFI, Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione, con sede in
via Sebastiano Satta 54.  stato realizzato con il contributo della Provincia di Roma e della Camera di
Commercio di Roma, avendo il riconoscimento di "scuola paritaria" con Decreto Ministeriale del 29
novembre 2005, godendo pertanto dei contributi dello Stato italiano. Ma su un piano religioso lOpera
a Roma ha la conduzione di quattro parrocchie, mentre fuori Roma conta su 828 chiese e centri
pastorali.
La potenza economico-finanziaria dellOpus Dei si rivela anche fuori Roma e dellItalia con
listituzione di attivit dinteresse sociale che vengono qualificate come opere apostoliche di
avviamento al lavoro, ma sono anche centri di istruzione di futuri adepti dellOpera, per le quali
arrivano contributi di fondazioni private e di imprese. Cos le universit di Navarra e Pamplona, in
Spagna; di Piura, in Per, e La Sabana, in Colombia; e ancora dellAsia, del Pacifico e delle Filippine,
e il Midtown Sports and Cultural Center a Chicago, e a Toshi, a ovest di Citt del Messico, con
listituzione di un corso per un diploma di materie, guarda caso!, amministrative.
37. I lussuriosi Legionari di Cristo e i disobbedienti Neocatecumenali
La Congregatio Legionariorum Christi, volgarmente detta dei Legionari di Cristo,  una
Societ di Vita Apostolica clericale fondata il 3 gennaio 1941 dal sacerdote messicano Marcial Maciel
Degollado ed eretta canonicamente in congregazione il 13 giugno 1948, finch  stata elevata al rango
di diritto pontificio con il decreto di lode di Paolo VI del 6 febbraio 1965.
Alle origini si affianca al movimento ecclesiale Regnum Christi, anchesso fondato da Marcial
Maciel Degollado, composto da laici, consacrati e sacerdoti diocesani. Per i Legionari, che sono
impegnati nellattivit missionaria, nellassistenza ai giovani e ai poveri, sono fondamentali le
donazioni della ricca signora messicana Flora Barragan, che oltretutto introduce Degollado nei salotti
delle facoltose famiglie messicane, dalle quali ottiene altro denaro. Dagli anni Cinquanta in circa 20
anni la Barragan doner a Degollado oltre 50 milioni di dollari. Inoltre il sacerdote convince alcuni figli
delle ricche famiglie messicane a entrare nella societ religiosa, ed  il caso di Luis Garza Medina, che
diventer vicario generale dei Legionari, imparentato con donna Flora e appartenente a una dinastia
imprenditoriale, padrona della multinazionale pi ricca del Messico. Cos i Legionari fondano la loro
direzione centrale a Roma, in via Aurelia 675, e si vedono affidata la parrocchia di Nostra Signora di
Guadalupe e San Filippo in via Aurelia 675. Parallelamente vengono creando collegi in diversi paesi
europei e dellAmerica Latina, fino a essere presenti in 21 nazioni, contribuendo a Roma alla
fondazione dellAteneo Pontificio Regina Apostolorum, del Collegio Maria Mater Ecclesiae e
dellUniversit Europea.
Tutto grazie ad altre donazioni di fedeli votati a una rigenerazione spirituale, principalmente
in Spagna, dove Alicia Koplowitz, una delle donne pi ricche del mondo, come segnala Franco
Mimmi su Lespresso del 27 novembre 1997, ha deciso di vendere la sua parte dellazienda
familiare (il 28% di "Fomento de Costruccines y contratas", valore 1200 miliardi di lire) e di
finanziare alcune iniziative di questo gruppo. Peraltro Degollado prosegue nellimpegno di arraffare
denaro, grazie al fatto che in base allo statuto della Legione si appropria di eredit e lasciti destinati ai
suoi membri, mentre gli stipendi dei Legionari che lavorano allesterno sono devoluti alla
congregazione. Maciel fonda poi il Regnum Christi, un movimento di laici parallelo ai Legionari, che
arriver a contare 60.000 seguaci di varie nazioni, 970 dei quali vengono consacrati; e tra questi anche
la figlia dellex Governatore della Banca dItalia, Antonio Fazio.
Nel frattempo il movimento si arricchisce ulteriormente con investimenti azionari e
immobiliari, in una frenetica attivit finanziaria, cos che Degollado decide di creare una struttura
industriale parallela a quella religiosa, gestita dai laici del Regnum Christi.  il gruppo Integer, una
vera e propria holding con sei aree di intervento collegate ad altri enti industriali, che gestisce tutto il
patrimonio dei Legionari, definendosi infine in 15 universit, 43 istituti di studi superiori e 175 collegi.
Ma ecco che spuntano fuori rivendicazioni. La figlia della signora Barragan, rimasta fuori dalle
infatuazioni religiose, denuncia Degollado per cercare di recuperare almeno in parte limmensa fortuna
della famiglia finita nelle mani dei Legionari. Poi dal 1988 spuntano fuori accuse di abusi sessuali di
Marcial Maciel Degollado, messi in atto tra gli anni Quaranta e Sessanta con violazione del sacramento
della confessione; provengono da otto ex Legionari, tra i quali Juan Vaca, ex Presidente dei Legionari
negli Stati Uniti, e Jos Barba Martin, oggi professore di Filosofia allITAM di Citt del Messico. La
denuncia arriva alla Congregazione della Dottrina della Fede, diretta dal cardinale Joseph Ratzinger, il
23 febbraio 1997, dopo una lettera indirizzata nel 1994 a Giovanni Paolo II, che peraltro non aveva
avuto risposta; vi sono descritti gli approcci e gli artifici impiegati da Degollado per convincerli che,
masturbandolo, stavano facendo opera buona, con il permesso speciale di Pio XII, come si legge in
un articolo pubblicato su Lespresso del 21 gennaio 1999. E spuntano fuori anche figli di Degollado,
a testimoniare una doppia tendenza sessuale del fondatore dei Legionari.
Cos dal 1998 la Congregazione della Dottrina della Fede viene investita dellindagine sulle
accuse, che finisce in una bolla di sapone, come appare chiaro in un comunicato della Santa Sede del
19 maggio 2006 firmato da Benedetto XVI: Tenendo conto sia dellet avanzata del Rev.do Maciel
che della sua salute cagionevole si  giunti alla decisione di rinunciare a un processo canonico e di
invitare il Padre a una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando a ogni ministero
pubblico. Lo sostituisce padre lvaro Corcuera; vicario  Luis Garza Medina. E Degollado muore nel
2008.
Ma arriva finalmente una indagine della Santa Sede con cinque visitatori apostolici, che non
riescono a orientarsi opportunamente nella loro ispezione. Tanto che nel frattempo i vertici del gruppo
Integer continuano a operare nel tentativo di bloccare il patrimonio della Legione rispetto alle richieste
di risarcimento delle vittime e dei figli di Maciel. E la Legione a novembre del 2010 viene
commissariata sotto il controllo del cardinale Velasio De Paolis, delegato dal papa, mentre il direttore
generale  padre Alvaro Corcuera. Ci si deve occupare della rigenerazione religiosa dei Legionari, che
comincia con lallontanamento del vicario Luis Garza Medina.
Il 13 dicembre 2010 arriva un primo ordine: devono sparire da tutte le pareti degli edifici foto e
dipinti di Degollado, qualificato dal papa uomo dalla vita avventurosa, sprecata, stramba, ovvero un
falso profeta. I Legionari non dovranno chiamarlo pi "Nuestro Padre", non dovranno festeggiare le
sue ricorrenze, ma solo pregare per lui nellanniversario della morte, e non dovranno pi mettere in
vendita i suoi scritti. A Cotija de la Paz, in Messico, dove  sepolto, la sua tomba non dovr avere pi
alcun segno distintivo. Accanto alla casa per ritiri spirituali l esistente, dovr sorgere un luogo
dedicato alla riparazione e alla espiazione. De Paolis ha dichiarato che vuole ridefinire il carisma e il
sistema di autorit allinterno della congregazione, arrivando anche a cambiarle nome. E cos vieta
anche di festeggiare la data di nascita e lonomastico di Degollado, dedicando lanniversario della
morte, il 30 gennaio, a giorno di preghiera. Per decreto, bisogna evitare in definitiva ogni possibile
pubblico riferimento al fondatore; viene peraltro riconfermato come direttore padre lvaro Corcuera.
Altra storica societ di vita apostolica  quella dei Neocatecumenali. Sono stati istituiti nel 1964
dal pittore spagnolo Francisco Jos Gomez Arguello Wirtz, detto Kiko, che avrebbe avuto una visione
della Madonna con lindicazione di fare comunit come la Sacra Famiglia di Nazareth. Kiko d
consistenza allassociazione con Carmen Hernndez nel 1970 a Majadahonda, presso Madrid, dopo
unesperienza apostolica nelle baraccopoli della capitale spagnola e del Borghetto Flaminio a Roma,
con attivit specifica nella parrocchia romana di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e Santi
Martiri Canadesi nel quartiere Nomentano. Per i membri detta regole severe, relative a quella pratica
del conferimento dei propri averi alla comunit e a quella mistica di una fede cattolica ortodossa, con la
riscoperta del battesimo (il "neocatecumenato") come cammino da percorrere per arrivare a una fede
"adulta", e con le coppie sposate che hanno il dovere di incrementare la prole e confessare
quotidianamente i propri peccati.
Lingrandimento del movimento  notevole, come segnala Sandro Magister su Lespresso del
13 giugno 1996: In soli nove anni, dal 1987 a oggi, hanno eretto in quattro continenti 28 seminari, il
primo a Roma una villa di via dei Gonzaga 205 nel quartiere Aurelio, con gi pi di mille candidati al
sacerdozio usciti dalle loro file. Hanno 200 famiglie in missione nelle zone pi remote del mondo. In
Italia le comunit sono tremila in mille parrocchie di 185 diocesi. Nella sola Roma hanno conquistato
una parrocchia su tre. Ma soprattutto hanno dalla loro il papa. La cofondatrice Carmen Hernndez ha
libero accesso a Giovanni Paolo Secondo a qualsiasi ora, anche dopo cena, quando in Vaticano  sacro
silenzio. Se lora si fa tarda pernotta nel soffittone, la mansarda che sovrasta lappartamento
pontificio. Eppure il primo riconoscimento da parte della Santa Sede arriva solo il 29 giugno 2002 a
opera del Pontificio Consiglio per i Laici, quando potr vantare di essere presente in pi di 900 diocesi,
per un totale di oltre 40.000 comunit in 6000 parrocchie e con 67 seminari. Redemptoris Mater sparsi
in tutto il mondo.
Ma il movimento subisce una serie di reprimende da parte della Santa Sede relativamente alla
celebrazione della Messa al sabato pomeriggio e non la domenica, facendo la comunione seduti e
scambiando il segno della pace prima delloffertorio anzich prima della comunione. Nonostante tutto,
viene ufficialmente riconosciuto dalla Santa Sede nel maggio 2008, pur confermandosi disobbediente
con il mantenimento delle sue caratteristiche nella celebrazione della Messa, disponendola per alla
domenica. Lassociazione  presediuta ancora da Francisco Jos Gomez Arguello Wirtz e Carmen
Hernndez, mentre il presbitero  Mario Pezzi.
38. Associazioni laiche cattoliche tra natura, politica e commercio
Il pi antico organismo laico cattolico italiano  lAzione Cattolica, sorta nel 1867 sotto il nome
di Societ della Giovent Cattolica con lo scopo di unopera apostolica nel mondo. Approvato da Pio
IX nel 1868, origin nel 1894 in seno al circolo universitario di Roma la FUCI, Federazione
Universitaria Cattolica Italiana, e nel 1905 ha assunto il nome di Azione Cattolica. La sede della
presidenza  a Roma in via della Conciliazione 1; la sede amministrativa  in via Aurelia 481.
 lunica organizzazione cattolica laica a non essere stata sciolta durante il fascismo ed ha avuto
una sua consacrazione definitiva nel Concilio Vaticano II; la sua organizzazione  rimasta immutata
fino a oggi con le varie sezioni che fanno capo alle parrocchie e assistite da un ecclesiastico.
Lassociazione si articola in tre settori: Adulti, sopra i 30 anni; Giovani, dai 15 ai 30 anni; Ragazzi, dai
10 ai 15 anni. I tesserati sono circa 400.000, ma sono attive in Italia pi di un milione di persone.
Lattuale Presidente  Franco Miano; Vittorio Bachelet, Presidente nazionale dal 1964 al 1973, fu
ucciso dalle BR il 12 febbraio 1980.
Peraltro la FUCI  stata terreno di esperienza per molti politici approdati poi alla Democrazia
Cristiana, tra i quali Aldo Moro (ucciso dalle BR il 9 maggio 1978) e Giulio Andreotti; oltretutto la
federazione si  fatta parte dirigente per dare forza allimpegno predicato dal cardinale Alfredo
Ottaviani contro il pericolo comunista negli anni Cinquanta. Che  per venuto meno nel 1960, quando
Moro fu propenso a una apertura al Partito socialista; contro lo statista si fece portavoce del cardinale
LOsservatore Romano con un corsivo non firmato, ma probabilmente scritto dallalto prelato, nel
quale si condannava ogni collaborazione politica tra cattolici e non.
Ma sotto la presidenza di Alberto Monticone nel 1985 lassociazione non  ben vista da
Giovanni Paolo II, pi favorevole a Comunione e Liberazione e ai Focolarini. LOsservatore
Romano nel marzo del 1985 attacca Monticone, contestandogli di aver sostenuto unapertura verso le
"morali impazzite", ovvero di non essersi attenuto alla restaurazione di Giovanni Paolo II. Monticone
presenta le dimissioni, ritirandole poi, anche se la rinnovata fiducia da parte del papa gli arriva solo per
via indiretta. Lorgano vaticano non pubblica alcun ripensamento, ed  gi molto che non torni
sullargomento. Il resto  storia doggi: unAzione Cattolica che in partica rifiuta un certo impegno
politico alla stregua dellOpus Dei.
Laltra associazione laica cattolica di forte presa sui giovani, per il suo riferimento alla vita a
contatto con la natura,  lAGESCI, che vale come Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani. Si
origina come filiazione del movimento fondato dallufficiale inglese Baden Powell nel 1908,
costituitosi nel 1912 in associazione aconfessionale a opera di Carlo Colombo e nel 1916 come
Associazione Scoutistica Cattolica Italiana, per diventare AGESCI nel 1975 con uno statuto approvato
dalla CEI.  suddivisa nelle diocesi per reparti, che fanno capo alle parrocchie, dove sono assistiti da
un ecclesiastico. Il Presidente  Marco Sala e la sede centrale  a Roma in piazza Pasquale Paoli 18.
Cronologicamente la terza associazione laica cattolica  lOpus Mariae, affermatasi con il nome
di Focolari, in riferimento alle cellule della vita comunitaria degli associati detti Focolarini.  nata a
Trento nel 1943 a opera di Chiara Lubich, come frutto di alcune "visioni" avute dopo un pellegrinaggio
a Lourdes, relative a un presepe, a un corteo di vergini e a Dio in persona; ha avuto una prima
approvazione vescovile nel 1947, fino a una approvazione pontificia nel 1990. Scopo del movimento 
dar testimonianza di vangelo vissuto attraverso unesperienza di lavoro concreto, e quindi un primo
pratico mezzo  stato quello di fondare nel 1959 a Roma, grazie alle offerte e alle donazioni, una casa
editrice, la Citt Nuova. Che stampa, da allora, tutte le opere di Chiara Lubich e pregevoli collezioni di
classici cristiani. E i Focolari, ovvero i centri del movimento, si sono sparsi in tutto il mondo riuscendo
a raggruppare a met degli anni Settanta pi di 6000 iscritti ufficialmente, ma con una schiera di 2
milioni di simpatizzanti, complementari del movimento con offerte e donazioni.
Cos con il capitale sociale il 19 maggio 1973 viene costituita la Cooperativa Loppiano Prima,
alla quale fa seguito il 28 dicembre 1973 lacquisto della Fattoria di Tracolle con alcune case coloniche
e una vecchia cantina da ristrutturare. A Loppiano vivono stabilmente 200 persone a cui si aggiungono
altre 600 circa provenienti dai cinque continenti, che trascorrono nel centro un periodo di formazione
spirituale. I soci danno cos vita a un "azionariato diffuso" che li ha visti protagonisti anche da un punto
di vista finanziario, oltre che votati al fine religioso. Si attua cos a Loppiano quel nuovo modello
economico che la Lubich battezzer economia di comunione: un terzo dei profitti allazienda, un
terzo ai poveri, un terzo allOpus Mariae.
A Loppiano hanno anche sede le scuole temporanee di formazione per i membri delle diverse
vocazioni presenti nel movimento. E sono per le Focolarine e i Focolarini, ovvero le persone che
desiderano donare totalmente la propria vita allideale dellunit, e poi per le famiglie, i sacerdoti, i gen
maschili e femminili, ovvero i giovani del movimento, nonch per le "volontarie", i laici impegnati a
vivere il vangelo nella societ. Ma tutto in riferimento alla Vergine Maria, della quale i Focolarini,
secondo una dichiarazione della Lubich, costituiscono la presenza sulla terra e quasi una
continuazione. Una qualifica audace, al limite dellortodossia, ma che sar ammessa anche negli
statuti del movimento. E dalle riunioni mondiali dei gen, i Genfest, nasceranno le Giornate Mondiali
della Giovent, con tanto di benedizione papale.
E da cosa nasce cosa, cos nel 2004 i Focolarini sindustrializzano in quel di Loppiano. La
cooperativa diventa "Prodotto di economia di comunione", alla quale aderiscono pi di 4000 soci.
Limmagine religiosa che ha fatto nascere Loppiano  completamente travisata in un assetto
turistico-commerciale, con la produzione di vino e olio, ma anche con numerosi laboratori
commerciali. I laboratori "Fantasy" producono prodotti per linfanzia, dal corredo allarredo delle
camerette; "Gigli di Campo"  un vero e proprio atelier di moda femminile con tanto di indossatrici
pronte a sfilare; il "centro Ave"  una scuola di pittura, design e scultura.  una vera e propria
commercializzazione delle finalit religiose che sono alle origini del movimento dei Focolarini e resta
difficile pensare che tutto il ricavato di questa produzione sia finalizzato a opere di carit e iniziative
mistiche.
Il 14 marzo 2008 muore Chiara Lubich, la fondatrice dei Focolarini. Ai funerali c il
messaggio di Benedetto XVI, nel quale si dichiara che la Lubich era una donna in piena sintonia con i
papi; il cardinale Tarcisio Bertone, che ha benedetto la salma, la indica come uno degli "astri lucenti"
del Novecento, accanto a persone sante come Madre Teresa di Calcutta.  sostituita alla presidenza
dellOpus Mariae da Maria Voce.
Altra comunit cristiana laica  Comunione e Liberazione, che risale alla Giovent Studentesca
fondata nel 1954 da don Luigi Giussani e don Francesco Ricci, assumendo lattuale denominazione nel
1969;  stata riconosciuta nel 1982 come associazione laicale di diritto pontificio. In seno a essa si 
costituita la sezione monastica Memores Domini e diffonde il proprio messaggio con la rivista
Tracce. La sede principale  a Roma in via Malpighi 2, sotto la presidenza di Don Julin Carrn, ma
 presente in circa 70 paesi. Questa comunit ha soppiantato per impegno politico la FUCI, grazie alla
sua concretezza economica, avendo come centro la Lombardia nella persona di Roberto Formigoni,
Presidente della Regione dal 1995 per cinque mandati successivi, con lattuale in scadenza nel 2015; al
suo fianco nei diversi assessorati sono insediate persone della comunit, con un potente apparato
imprenditoriale. Ma tra i consiglieri regionali del "listino" di Formigoni si distingue anche Nicole
Minetti, valletta televisiva e igienista dentale di Silvio Berlusconi, accusata di favoreggiamento alla
prostituzione nella vicenda di Ruby, la marocchina che ha partecipato ai festini del premier. Una storia
che viene fuori a fine ottobre 2010 e porta il 17 gennaio 2011 a una domanda della magistraura alla
Camera dei Deputati per eseguire perquisizioni negli uffici milanesi di Berlusconi alla ricerca di
attestati di pagamento di prostitute e procacciatori, accompagnata da una richiesta al premier di
presentarsi di fronte ai giudici.
In seno alla comunit l11 luglio 1986 don Giussani ha fondato la Compagnia delle Opere,
concepita dal sacerdote come associazione tesa a promuovere e tutelare la presenza dignitosa delle
persone nel contesto sociale e il lavoro di tutti, nonch la presenza di opere e imprese nella societ,
favorendo una concezione del mercato e delle sue regole in grado di comprendere e rispettare la
persona in ogni suo aspetto, dimensione e momento della vita. Questa associazione imprenditoriale
riunisce oggi 35.000 aziende italiane, nonch pi di mille organizzazioni non profit per un giro daffari
di oltre 70 miliardi lanno. Lo slogan dice tutto: Un criterio ideale, unamicizia operativa. Peraltro
lassociazione  recepita dallordinamento giuridico della Repubblica italiana, attraverso i
riconoscimenti dei ministeri dellInterno e delle Finanze. Il Presidente  Bernard Scholz. Il CDO di
Milano e provincia  in collegamento con la Regione Lombardia.
39. Comunit cattoliche allinsegna dellapostolato
A fronte di certe societ di vita apostolica sommerse dalla politica, dal commercio e
dallindustria, si evidenziano alcune comunit cattoliche allinsegna di un puro apostolato con grande
spirito di sacrificio. La prima a essere fondata nel 1965 a Torino  il Gruppo Abele come onlus a opera
di don Luigi Ciotti, che opera allinterno delle carceri minorili e aiuta le vittime della droga.  da subito
impegnata nellassistenza a tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, immigrati, transessuali e malati di
AIDS, con una serie di servizi di prima accoglienza. La sede principale  a Torino in corso Trapani
91b/95, ma  presente in alcuni stati africani. La ONLUS ha anche una casa editrice, EGA Editore, con
oltre 400 titoli in catalogo, e pubblica le riviste Animazione sociale e Narcomafie.
 estranea alle strutture della Santa Sede, ma illumina di spirito evangelico la Chiesa di Roma,
per come  istituita allinsegna della piet cristiana, che ha peraltro un seguito, sempre a opera di don
Ciotti, nella creazione di un Coordinamento Nazionale delle Comunit di Accoglienza nel 1982, in un
impegno apostolico di grande prestigio. Da qui deriva anche una rete di organizzazione nella lotta alla
mafia, Libera. Su tutta questa struttura la figura di don Ciotti resta emblematica di tutto quello che
dovrebbe essere la Chiesa nel mondo; significativi per questo i riconoscimenti che gli sono stati
assegnati, tra i quali la laurea honoris causa in Scienze dellEducazione dalluniversit di Bologna e nel
2007 il Premio Speciale San Bernardo per limpegno sociale.
Al 1968 risale la fondazione del Centro Italiano di Solidariet (CeIS) a opera di don Mario
Picchi, allepoca cappellano del lavoro presso la Pontificia Opera di Assistenza. Nasce come
associazione di volontariato in piazza Benedetto Cairoli, in un palazzo della Santa Sede messo a
disposizione da Paolo VI, per accogliere i giovani in difficolt, che sono emarginati, vagabondi,
"reduci" disorientati dalla contestazione e consumatori di sostanze stupefacenti. Gli fa seguito una
comunit terapeutica residenziale nella borgata del Trullo, dal 1979 trasferita ai Castelli Romani
allinsegna di "San Carlo", in un villa donata da papa Giovanni Paolo II. Contemporaneamente prende
il via la Scuola internazionale di formazione per operatori che nel 1980 trova la sua sede stabile nella
Casa del Sole di Castel Gandolfo; ha lo scopo di preparare i futuri operatori-educatori.  il cosiddetto
"Progetto Uomo" che si diffonde in una cinquantina di citt italiane e, dalla met degli anni Ottanta, in
diversi paesi europei, in America Latina e in Africa.
Dal 1985 il CeIS viene riconosciuto come organismo non governativo con status consultativo
presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Da allora ha realizzato un gran numero di
progetti internazionali, in particolare in America Latina e in Africa, collaborando con il governo
italiano e con alcuni governi e istituzioni di paesi stranieri. Tra queste realizzazioni va segnalato
lOspedale Generale Universitario di Coroico, nella regione degli Yungas, in Bolivia, finanziato
dallONU. Dal 1976 pubblica la rivista bimestrale Il Delfino e la sua sede centrale  a Roma in via
A. Ambrosini 129 (tel. 06 54195216-06 54195236; fax 06 5407304; email delfino.diffusione@ceis.it);
fondamentali per la sua sopravvivenza sono gli abbonamenti, dei quali il benemerito, a partire da 100
euro, va versato sul CCP n. 866650007. Don Picchi  morto il 29 maggio 2010; gli  succeduto alla
presidenza Roberto Mineo.
Al 1968 risale anche la fondazione della Comunit di SantEgidio per iniziativa di Andrea
Riccardi; si tratta di una comunit cristiana riconosciuta come associazione internazionale laicale della
Chiesa cattolica in veste di onlus. Inizialmente collegata alla Giovent Studentesca, si rende autonoma
nel 1972 insediandosi nel convento di SantEgidio di Roma, dal quale ha preso appunto nome. Lo
scopo  quello di una comunit senza frontiere attraverso la preghiera e la comunicazione del vangelo
con un fine missionario, veste nella quale ha avuto il riconoscimento pontificio nel 1986. Ne 
Presidente il professor Marco Impagliazzo.
Al 1975 risale la nascita della Comunit di San Benedetto al Porto di Genova:  opera di don
Andrea Gallo, un presbitero, gi cappellano del carcere di Capraia e parroco alla chiesa genovese del
Carmine. Era stato accusato di essere comunista a seguito di una sua predica nella quale, prendendo
spunto dalla scoperta di una fumeria di hashish, che aveva suscitato indignazione nellalta borghesia, ha
detto che esistono altre droghe, come quella del linguaggio, a causa della quale un ragazzo pu
diventare "inadatto agli studi" se figlio di povera gente. Allontanato dalla parrocchia, ha fondato la
comunit che accoglie le persone vittime di tossicodipendenza, alcol, droga e disturbi psichici. E gli 
rimasta letichetta di comunista, con la quale per  venuto affermando il suo grande spirito di carit
nella societ, sublime rappresentante della santa casta di periferia.
Lultima comunit cattolica allinsegna dellapostolato nasce nel 1980 con la Exodus fondata da
don Antonio Mazzi, un sacerdote della congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, per il
recupero dei tossicodipendenti. Lassociazione, che in qualche modo si ricollega al Gruppo Abele di
don Ciotti,  limmagine della Chiesa in lotta cristianamente nella periferia della societ. Sulla scia di
questa iniziativa don Mazzi peraltro ha aderito come testimonial alla campagna "Gi le mani dai
bambini" contro la somministrazione disinvolta di psicofarmaci ai minori e contro la pedofilia. La sede
nazionale  in via Marotta 18/20 a Milano; in Italia comunque esistono 22 centri di assistenza, oltre a
due sedi nel Madagascar e in Honduras.
40. Gli antipapi
 opinione diffusa che la figura dellantipapa sia legata a una storia della Chiesa di Roma
medievale e rinascimentale, tanto da ritenere che lultimo antipapa sia quello ufficialmente riconosciuto
dalla Santa Sede, Felice V, che abdic nel 1449. In realt dagli anni Sessanta del Novecento a oggi si
sono avvicendate in veste di antipapi ben 18 personalit, nessuna delle quali  stata comunque
riconosciuta dal Vaticano. Peraltro si  trattato spesso di individui esagitati, che hanno interpretato lo
stesso cattolicesimo in forma fantasiosa, anche se con un seguito di persone, evidentemente anche
queste esaltate, pur essendo in ogni caso lindice di una diffusa miscredenza nei confronti del Vaticano
e del suo sovrano. Sono comunque il segno di un malcontento nelle file dei fedeli. A fronte dei quali ha
avuto invece concretezza e sacralit la figura di Marcel Lefebvre con la Fraternit Sacerdotale San Pio
X a Ecne, in Svizzera, anche senza la qualifica di antipapa (v. Vescovi ribelli e truffaldini).
Emblematico resta il primo ecclesiastico che si  qualificato antipapa, alla morte di Giovanni
XXIII nel 1963:  il sacerdote lorenese Michel Auguste Marie Collin. Era stato ridotto allo stato laicale
nel 1951 dal SantUffizio per aver dichiarato di aver ricevuto rivelazioni da Dio stesso con il
conferimento di unautorit pari a quella del papa, e nel 1960 il vescovo di Nancy lo aveva
scomunicato con tanto di interdetto per aver fondato unassociazione religiosa, la Chiesa del Cristo
Rinnovata, che si oppone in sostanza a un abbandono della linea cattolica del Concilio di Trento
secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II. E Collin si dichiara apertamente papa con il nome di
Clemente XV e sede a Clmery, cittadina che viene soprannominata "il Piccolo Vaticano", e assume le
caratteristiche proprie di un antipapa. Organizza perfino un collegio cardinalizio e il movimento si
diffonde in diverse nazioni, raggiungendo notoriet con ladesione dei duchi Melzi dEryl. Ma la
dottrina di Clemente XV d segni di follia facendo riferimento agli alieni  i suoi seguaci dichiarano
che ha compiuto viaggi a bordo di dischi volanti, e sarebbe stato in grado darrampicarsi sui muri,
come Spider-Man  e in pi con un culto della Madonna spinto fino alla vera e propria mariolatria.
Nel 1968 il gruppo canadese della Chiesa del Cristo Rinnovata si  separato dalla matrice
francese e ha proclamato papa padre Jean-Grgoire de la Trinit, al secolo Gaston Tremblay; questi ha
assunto il nome pontificale di Gregorio XVII, fondando la Chiesa degli Apostoli dellAmore Infinito,
detta anche Chiesa cattolica degli Apostoli degli Ultimi Tempi, che si diffonde in diversi paesi con
tanto di rivista Magnificat. Questa associazione religiosa, caratterizzata da una devozione particolare
alla Madonna e al Sacro Cuore di Ges, vedr il suo antipapa arrestato due volte: una prima volta nel
1980 per non aver affidato al marito divorziato di una sua seguace i figli associati con la madre nella
comunit, e nel 1999 per abusi sessuali su minori.
Nel 1969 da Palmar de Troya, presso Siviglia, si fa sentire il sacerdote Clemente Dominguez y
Gomez che dichiara di aver ricevuto messaggi celesti, ai quali fanno seguito le stimmate. Verr
consacrato vescovo con cinque suoi seguaci dal vescovo scismatico vietnamita Thuc per ordine della
Madonna. Alla morte di Paolo VI, il 6 agosto 1978, a suo dire, gli appare Ges che lo consacra papa
con il nome di Gregorio XVII, omonimo dellantipapa francese Gaston Tremblay; la Chiesa da lui retta
verr chiamata Chiesa Palmariana con listituzione di una serie di dogmi relativi alla Madonna, fino
alla presenza della Vergine nellEucarestia, e la profezia di una crocifissione in Palestina di Gregorio
XVII come novello Ges, fino alla sua resurrezione. Questo antipapa lancia scomuniche a tutti i
pontefici di Roma morendo nel 2005, ma senza la profetizzata crocifissione, e gli succede lo spagnolo
Manuel Corral con il nome di Pietro II, un nome che la tradizione legata alle profezie di Malachia
indicherebbe come lultimo papa (v. La fine del papato e della Chiesa di Roma). Ma va tenuto presente
che prima di lui si sono registrati ben altri cinque Pietro Secondo nelle persone di Chester Olszewski della
Pennsylania, nel 1980, dei belgi Aim Baudet dal 1984 e Pierre Henry Bubois dal 1985, del francese
Maurice Archieri dal 1995 e del tedesco Julius Tischler dal 1998.
Nel frattempo  sorto un altro antipapa che va collegato allistituzione di una Chiesa cattolica
parallela a quella ufficiale.  la Chiesa Novella del Sacro Cuore di Ges, fondata a Gavinana, in
provincia di Pistoia, da don Gino Frediani, parroco del paese, dopo un evento miracoloso accaduto al
sacerdote il 12 ottobre 1973. Secondo il suo racconto avrebbe sentito una ventata, a seguito della
quale gli  apparso il profeta Abacuc, dicendo di essere stato inviato per dargli il suo libro e rivelargli la
missione di costruire una Santa Chiesa al Cuore Divino di Ges. Al seguito di Abacuc sono apparsi a
Frediani gli altri profeti Naum, Neemia e Baruc, che gli hanno svelato i segni profetici dellAntico
Testamento e dellApocalisse di San Giovanni, tra i quali uno relativo alla sua elezione, da parte di Dio
in persona, a sommo pontefice con il nome di Emmanuel I. Detto fatto. Accadr per che nel 1983 il
vescovo di Pavia allontaner dalla parrocchia Frediani, il quale si trasferisce nellalbergo Le Dolomiti
di Gavinana, che diventa la sua sede pontificia. Alla sua morte, il 28 aprile 1984, gli succeder alla
guida dellopera don Sergio Melani, sacerdote della diocesi di Fiesole, come vicario in attesa che
Emmanuel I ritorni dai Cieli.
A giugno del 1994 Roma si ritrova un secondo papa a fronte di Giovanni Paolo II. Accade che
un gruppo di religiosi cattolici di dodici paesi qualificatisi come "sedevacantisti" nei confronti della
sede pontificia di Roma, ovvero non riconoscendo papa Karol Wojtyla, dopo una serie di assemblee
tenute a Washington, si riunisca in una sorta di conclave ad Assisi il 25 giugno 1994 ed elegga papa
Victor von Pentz, un sudafricano seminarista della Societ San Pio X di Winona, nel Minnesota. 
risultato vincitore di ben dieci ballottaggi, e si  sempre rifiutato di accettare, ma allundicesimo si 
piegato al volere dellassemblea assumendo il nome di Lino II.
Appena eletto ha abolito il Novus Ordo Missae stabilito dal Concilio Vaticano Secondo e ha messo su
un collegio di cardinali che fosse in grado di eleggere un suo successore in caso di morte. Il 29 giugno
tutto il gruppo con il neoeletto in testa si trasferisce a Roma, intenzionato a insediare Lino Secondo nella
basilica di San Giovanni in Laterano; ma la Polizia impedisce lingresso e il gruppo si scioglie. In realt
von Pentz verr consacrato vescovo nel novembre del 1998 a Londra, dove finisce per stabilirsi.
Circoler la voce che la consacrazione sia stata effettuata da un vescovo italiano in pensione, Arrigo
Pintonello, che per smentir con fermezza, come peraltro far un portavoce di Lino II.
Nel 1998 lennesimo antipapa  un sacerdote cappuccino canadese, Lucian Pulvermacher,
missionario in Giappone e Australia fino al 1976, ed entrato nelle file dei "sedevacantisti", che hanno
gi eletto nel 1994 Lino II. Si  isolato a Springdale, nello Stato di Whashington, con due fratelli
sacerdoti e tre sorelle e ha denunciato al mondo che il cattolicesimo, dopo la morte dellultimo vero
papa, Pio XII,  in mano alla setta massonica "Novus Ordo", della quale farebbero parte satanisti,
rosacroce, ebrei e comunisti. Il 24 ottobre 1998 si  autoeletto con il nome di Pio XIII, dando alla sua
designazione un carattere millenaristico, basato sulla numerologia, perch divenuto papa esattamente
quarantanni dopo la morte di Pio XII e per la ricorrenza del "numero della Bestia" 666 nelle date
basilari del pontificato di Paolo VI, considerato posseduto da Satana. Ancora regnante ha lanciato
encicliche contro gli altri antipapi, giudicati anche loro satanisti.
Sono questi gli antipapi pi emblematici del nostro tempo, ai quali vanno aggiunti altri undici, il
cui stato pontificale  ancor meno concreto, spesso gestito in contemporanea a quelli indicati e ancora
in vita, ognuno facendo capo a piccole comunit che si qualificano cattoliche, ma in ogni caso non
riconosciute dalla Santa Sede. Cos dal 1984 un Adriano VII nella persona dello statunitense Francis
Konrad Schuckardt, dal 1990 un Michele di una fantomatica Legio Mariae del Kansas nella persona di
David Allen Bawden, e dal 1991 in Kenia un Timoteo nella persona di Blasio Ahitler, un cognome di
stampo nazista, morto nel 1998, al quale sono succeduti un Maria Pio nella persona di Lawrence Jairo
Chiaji Adera (1998-2004) e dal 2004 un Raffaele nella persona di Titus Otieno, ancora in vita. A
margine di questi si distinguono dal 1998 un Pio XIV nella persona di Thsung Zhong Huai, morto nel
2002, un Gregorio XIX nella persona di Reinaldus Michael Benjamins di New York dal 2001 e un
Alessandro IX nella persona del siciliano Joachim Centelles-Borgia dal 2005, ambedue ancora sul
trono pseudopontificio. Lultimo della congrega  laustraliano William Kamm, detto "Little Pebble", il
quale sostiene che Benedetto XVI non  un papa legittimo, e di essere egli stesso il vero erede di
Giovanni Paolo II, che peraltro non sarebbe morto veramente; lo stesso Wojtyla torner a designarlo
suo successore, salendo al trono pontificio con il nome di Pietro Romano II. Siamo, in pratica, alla
follia.
41. Circoscrizioni ecclesiastiche e istituti di vita consacrata
Esternamente alla Citt del Vaticano esistono numerose circoscrizioni ecclesiastiche che
costituiscono una sorta di longa manus della Santa Sede in forma governativa e apostolica. A
cominciare dai Patriarcati, che per non godono di specifica potest di governo, a meno che essa non
venga espressamente concessa ad alcuni per privilegio apostolico. Sono 13, e solo due sono in Europa.
Sono il Patriarcato di Lisbona, retto dal cardinale Jos da Cruz Policarpo, e il Patriarcato di Venezia,
retto dal cardinale Angelo Scola. In luoghi di missione esistono i Vicariati Apostolici, che sono
circoscrizioni ecclesiastiche situate in quelle citt in cui non  stata organizzata una gerarchia
ecclesiastica cattolica; sono fortemente a rischio quelli disposti in terra islamica, a fronte di un diffuso
odio contro i cristiani. Il pi antico  quello di Istanbul, che risale al 1742, e fino al 1990 chiamato
Costantinopolitanus;  retto dal vescovo Louis Peltre, assistito da un vicario, il reverendo Lorenzo
Piretto. Ma in Turchia il 3 giugno 2010 il Vaticano ha avuto il suo martire; il vescovo Luigi Padovese,
che lavorava nella diocesi di Iskenderun, nota come Alessandretta, vicino ad Antiochia ed era vicario
apostolico per lAnatolia,  stato accoltellato dal suo autista Murat Altun, che ha dichiarato di aver
ricevuto una rivelazione da Dio.
Esistono poi le Amministrazioni Apostoliche, che sono circoscrizioni ecclesiastiche che hanno la
cura pastorale e il governo, a nome del papa, di una determinata porzione del popolo di Dio che, per
ragioni speciali e particolarmente gravi, non viene eretta come diocesi. Sono 10 e la pi antica  in
Estonia, a Tallinn, istituita nel 1924. Votate a grande spirito di carit sono le Prefetture Apostoliche, 45
circoscrizioni ecclesiastiche stabilite in luoghi di missione prossimi ad assumere una gerarchia
ecclesiastica precisa come diocesi, tutte organizzate nei continenti extraeuropei. La pi antica  in Cina
ad Ankang, istituita nel 1928. Anche queste circoscrizioni sono fortemente a rischio, specialmente
quelle impegnate nelle terre votate alla religione islamica, come indicato per i Vicariati. E va ricordato
innanzitutto lassassinio di don Andrea Santoro, un sacerdote sessantenne che credeva nel dialogo tra
cristiani e musulmani e proprio per questo aveva scelto di andare in Turchia, dopo essere stato parroco
al Tuscolano e al Collatino. Viene ucciso con un colpo di pistola mentre prega nella sua piccola chiesa
di Trabzon, nel Nord della Turchia, sulle coste del mar Nero; a ucciderlo  un musulmano di 16 anni. E
ancora, il 19 febbraio 2006, durante una manifestazione nel Nord della Nigeria, la folla d lassalto a
diverse chiese, incendiandole; muoiono 45 cattolici e il parroco di Maiduguri Michael Gajere.
E la strage continua. Il 23 settembre 2008 un sacerdote salesiano, Samuel Francis, viene ucciso
nella cappella del villaggio di Chota Rampur nellIndia settentrionale da fanatici ind.
Contemporaneamente larcivescovo Raphael Cheenath riceve lettere minatorie da parte di
fondamentalisti ind allinsegna di "Uccideremo te e tutti i cristiani".  il sintomo di un martirio
incombente che ci riporta alle origini del cristianesimo. Con prospettive drammatiche in Iraq e India
nella "caccia ai cristiani". Il 13 ottobre 2008 a Mosul un migliaio di cristiani abbandonano le loro case
e a Baghdad si contano 11 cristiani assassinati nel giro di due settimane. In India, nello stato di Orissa,
si registrano le violenze dei fondamentalisti ind con 35 morti e la distruzione di chiese cattoliche, con
decine di migliaia di sfollati. Ed ecco allora lappello di Benedetto XVI ai fondamentalisti: Chiedo
con forza ai responsabili delle violenze di rinunciare a questi e di unirsi ai loro fratelli e sorelle per
costruire insieme una civilt di amore. E questo a commento della canonizzazione della prima santa
indiana, suor Alphonsa Anna Muttathupadathu, vissuta in epoca coloniale e morta nel 1946 a soli 36
anni. Ma lappello non serve a nulla. Ci sono altri martiri fino a oggi. Il 31 ottobre 2010 a Baghdad un
attacco dei qaedisti contro una chiesa siro-cattolica della capitale irachena costa la vita a 67 persone.
L11 gennaio 2011 in Nigeria un attacco di uomini armati causa nel villaggio di Wareng 13 morti.
Finalit missionaria hanno anche le Missioni "sui iuris", che sono circoscrizioni dislocate in
territori di missione, ma non fanno parte di alcun Vicariato o Prefettura, con la sola funzione di
sovrintendere alle stazioni del personale missionario del territorio. Sono 9, con 28 ecclesiastici, 3
diaconi e 69 membri degli istituti religiosi. Tra queste oltretutto  insediata la Missio delle Isole
Cayman, che in realt  una missione paravento, come autentico deposito delle finanze vaticane (v. Gli
istituti bancari del Vaticano).
In tutto il mondo sono poi diffusi gli Istituti di vita consacrata, ovvero i cosiddetti Ordini
Religiosi, i cui membri pronunciano voti solenne come canonici regolari o sacerdoti e monache. Tra gli
istituti maschili i pi popolari sono gli Agostiniani, i Benedettini, i Cappuccini, i Domenicani, i
Francescani, i Gesuiti, i Maristi e i Mercedari. Tra i femminili le Benedettine, le Clarisse, le
Francescane, le Oblate, le Orsoline e le Trappiste. Rientrano in questo raggruppamento le
Congregazioni Religiose, i cui membri pronunciano solo i voti semplici, e gli Istituti Secolari, i cui
membri praticano i consigli evangelici resi obbligatori da un vincolo sacro, ma non mutano la
condizione che hanno nel secolo svolgendo una professione o un mestiere. Sono in parrocchie,
vivendo con spirito sociale la vita delle citt, ma anche nei conventi, che spesso sono destinati a vita di
clausura. Tra i maschili sono i Giuseppini del Murialdo e i Salesiani; tra i femminili le Suore Ancelle
dellIncarnazione, le Suore Teatine dellImmacolata Concezione e le Figlie di Maria Ausiliatrice.
42. Le rappresentanze pontificie
Dal XVI secolo esistono i Nunzi Apostolici, che sono i rappresentanti diplomatici della Santa
Sede presso i diversi Stati. Avevano lincarico di trattare le questioni religiose e politiche con i governi
presso cui erano accreditati; svolgevano in pratica unazione politica, difendendo gli interessi del
proprio sovrano nei vari episcopati, che avevano un notevole peso, considerando che i sovrani erano
perlopi incoronati con la consacrazione di un vescovo. Dal Novecento la preoccupazione di questi
diplomatici  quella di tutelare la religione cattolica, sulla base spesso dei concordati stabiliti con le
varie nazioni.
La funzione del Nunzio  regolata dal Codice di diritto canonico, ma anche dalle norme del
Diritto internazionale, avendo la Santa Sede ratificato nel 1964 la "Convenzione di Vienna" sulle
relazioni diplomatiche del 18 aprile 1961. In riferimento a queste norme Paolo VI ha chiarito in un
apposito documento che il compito principale e proprio del legato pontificio  di consolidare e di
rendere pi efficaci i legami di unit che esistono fra la Santa sede apostolica e le Chiese locali. Deve
inoltre essere linterprete della sollecitudine del pontefice romano per il bene della nazione in cui si
trova una legazione, specialmente per i problemi relativi al progresso e alla collaborazione dei popoli, e
tutto ci che riguarda la promozione del bene comune, spirituale, morale ed economico della famiglia
umana. Fino al 1992 veniva anche impiegato il titolo di Pro-Nunzio per i rappresentanti pontifici che,
svolgendo gli stessi compiti del Nunzio, non godevano per del diritto di anzianit nella nomina, che
comporta maggiore autorit a livello internazionale come Decano de iure.
I Nunzi fanno capo alla Segreteria di Stato e, in particolare, alla Sezione Rapporti con gli Stati
diretta dal Nunzio apostolico arcivescovo Luigi Travaglino, alla quale fanno capo 18 consiglieri
diplomatici. I Nunzi si formano culturalmente presso la Pontificia Accademia Pontificia (v. I palazzi
storici del Vaticano a Roma) con una precisa educazione politica, che prevale su quella propriamente
apostolica. In ogni caso uno dei compiti fondamentali del Nunzio  quello di effettuare una cernita dei
nuovi vescovi in tutte le diocesi dello Stato di sua giurisdizione; in pratica fa delle precise indagini
sottoponendo questionari agli eventuali candidati allepiscopato nelle figure dei sacerdoti, fino a
proporre una terna di candidati, tra i quali viene scelto un nuovo vescovo.
Peraltro in diverse nazioni che mostrano un aperto contrasto con la religione cattolica i Nunzi si
trovano in condizioni quanto mai disagiate, al pari dei missionari e dei Prefetti apostolici.  accaduto
che nel 2003 monsignor Michael Courtney, Nunzio in Burundi, sia stato assassinato a Minago mentre
si stava adoperando per superare gli odi tra Hutu e Tutsi. E ancora, nel 2004 monsignor Fernando
Filoni, attuale sostituto alla Segreteria di Stato, sia rimasto nella sua Nunziatura a Baghdad durante la
fase dei bombardamenti a rischio della vita.
Pi tranquilla invece lesistenza dei Nunzi accreditati nei paesi cattolici, tra i quali eccelle il
Nunzio per lItalia, attualmente nella persona del monsignor Giuseppe Bertello, arcivescovo titolare di
Urbisaglia; la sua Nunziatura  a Roma nel palazzo di via Po 27-29 (tel. 06 8552092, email
Nunzio@Nunziatura.it).  chiaramente un punto di riferimento degli uomini politici italiani che mirino
a un appoggio nelle fasi elettorali, una volta telefono caldo della Democrazia Cristiana.
Al campo delle Rappresentanze pontificie fanno capo anche le Delegazioni Apostoliche, ovvero
i territori affidati ai rappresentati del papa con il nome di Delegati apostolici; la loro finalit  quella di
vigilare sulle condizioni di esistenza della Chiesa di Roma nelle varie diocesi, ma senza un carattere
diplomatico. Queste rappresentanze sono peraltro presenti nelle maggiori organizzazioni internazionali
governative, ma solo a livello consultivo, non avendo a disposizione un voto nelle decisioni delle
assemblee. Alcuni di loro sono gli stessi Nunzi apostolici come larcivescovo Celestino Migliore presso
lONU a New York e larcivescovo Silvano Maria Tomasi presso lUfficio delle Nazioni Unite di
Ginevra; mentre al Consiglio dEuropa  monsignor Aldo Giordano come "Inviato Speciale" con
funzione di "Osservatore Permanente" e presso lUnidroit (Istituto Internazionale per lUnificazione
del Diritto Privato) il delegato  addirittura un laico, il conte e cavaliere di Gran Croce Giuseppe Dalla
Torre del Tempio di Sanguinetto.
Sono in funzione anche Rappresentanti Permanenti della Santa Sede presso 8 organizzazioni
internazionali non governative come il Comitato Internazionale di Storia dellArte (CIHA), al quale 
delegato il professor Antonio Paolucci, e il Consiglio Internazionale dei Monumenti e Siti (ICoMoS), al
quale  delegato monsignor Francesco Follo.
A fronte del diritto attivo di legazione diplomatica la Santa Sede esercita anche il diritto
passivo, ovvero riceve i Legati che gli Stati inviano in missione temporanea o permanente presso la
Citt del Vaticano. Questi Legati costituiscono il Corpo Diplomatico presso la Santa Sede; essi godono
di tutte le prerogative e immunit che, a norma di diritto internazionale, spettano agli agenti
diplomatici. Lattuale ambasciatore straordinario e plenipotenziario dellItalia  Antonio Zanardi
Landi; la sede diplomatica  in viale delle Belle Arti 2, nello storico palazzo Borromeo (tel 06
3264881, email amb.scv@esteri.it). Questo palazzo, propriet dello Stato italiano dal 1929, deriva dalla
cinquecentesca residenza papale progettata da Pirro Ligorio per Pio Quarto (1559-1565), con lintervento di
Bartolomeo Ammannati per la fontana ad angolo con via di Villa Giulia. Pio Quarto don ledificio ai
nipoti Federico e Carlo Borromeo, ma fu poi dai due fratelli dato in dono alla sorella Anna, che and
sposa a Fabrizio Colonna, cos che il palazzo divenne propriet della famiglia romana. Finito
abbandonato nellOttocento, fu acquistato e restaurato dallantiquario romano Ugo Jandolo, finch con
i Patti Lateranensi lItalia ne fece la sede dellAmbasciata italiana presso la Santa Sede.
43. Le congregazioni ministeriali del Vaticano
Gli affari generali della Chiesa di carattere politico e religioso sono trattati da nove
congregazioni, che potremmo chiamare anche ministeri. A ognuno  preposto un cardinale come
Prefetto con laiuto di un collegio di cardinali e vescovi, e di vari collegi di consultori, addetti di
segretaria, addetti tecnici, scrittori laici e religiosi. A essi sono collegati pontifici comitati, pontificie
commissioni e pontifici consigli, che mantengono per anche una loro autonomia sotto la direzione e la
gestione di membri della Chiesa. Alle congregazioni pervengono dossier di carattere teologico,
liturgico e morale, che sono esaminati da un addetto di segreteria della congregazione di competenza, il
quale redige una relazione che viene sottoposta al Segretario. Questi la revisiona e la presenta al
Prefetto, che in genere decide, ma se il caso  complesso lo sottopone al collegio dei consultori; il caso
viene esposto da un relatore detto Ponente, che d un suo giudizio in una relazione. Su di essa il
collegio vota e il risultato viene comunicato al papa in una udienza concessa al Prefetto; e solo il papa
concede il nulla osta alla sua pubblicazione.
La Congregazione per la Dottrina della Fede  il dicastero che ha il compito di promuovere e
tutelare la dottrina sulla fede e i costumi in tutto lorbe cattolico, con funzione di tribunale per i
delitti contro la fede e i delitti pi gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei
sacramenti. Gi Santa Romana e Universale Inquisizione e SantUffizio, come tale, si  scatenata a
caccia di streghe ed eretici, accompagnandosi alla restaurazione pontificia dopo il Concilio di Trento,
illuminandosi nel rogo di Giordano Bruno, godendo dellinfamante processo di Galilei ed esaltandosi a
suo modo con le parole del cardinale san Roberto Bellarmino. Dal 1917 vi  inserita la Sacra
Congregazione dellIndice, relativa alla messa al bando di libri e pubblicazioni ritenuti contrari alla
fede cattolica; ma lIndice dei Libri proibiti  stato per abolito nel 1966 da Paolo VI. Peraltro papa
Montini con il motu proprio del 7 dicembre 1965 ha dato lattuale titolo pi addomesticato alla
congregazione, che ha un riassetto con la costituzione Pastor Bonus di Giovanni Paolo Secondo del 28 giugno
1988, quando ne  Prefetto il cardinale Joseph Ratzinger, che lha diretta con loriginaria intransigenza
e numerose sono state le vittime (v. Le condanne dellex SantUffizio). Attualmente la carica di Prefetto
 ricoperta dal cardinale William Joseph Levada; la sede della congregazione  nel proprio palazzo in
piazza SantUffizio 11.
Alla Congregazione per le Chiese Orientali, fanno capo vescovadi, clero, religiosi e fedeli di
rito orientale, con la partecipazione dei patriarchi e degli arcivescovi maggiori delle 22 Chiese orientali.
La congregazione, diretta dal cardinale Leonardo Sandri, ha sede a Roma in via della Conciliazione 34
e pubblica un bollettino, il SICO (Servizio Infomazioni Chiese Orientali).
La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti si occupa della
promozione e regolamentazione della Liturgia e dei Sacramenti; a questo scopo promuove studi volti a
far crescere lapprofondimento della liturgia, interessandosi allabolizione o traslazione delle feste di
precetto e curando la compilazione dei testi e riti liturgici, dei calendari e dei "propri", ovvero le
formule particolari delle Chiese locali. Diretta dal cardinale Antonio Cagnizares Llovera pubblica il
bollettino bimestrale Notitiae. La sede  a Roma, nel palazzo delle Congregazioni in piazza Pio XII
10.
La Congregazione delle Cause dei Santi sovrintende alle cause di canonizzazione, con annesso
Studio per la formazione dei collaboratori del dicastero. La congregazione esamina in un apposito
tribunale le cause di canonizzazione (v. Come si diventa santi e Il culto dei santi fasulli). Diretta dal
cardinale Angelo Amato, ha sede a Roma, nel palazzo delle Congregazioni in piazza Pio XII 10.
La Congregazione per i Vescovi risale al dicastero istituito da Sisto V nel 1588, rinnovata da
Paolo VI nel 1967 e ampliata nelle sue finalit da Giovanni Paolo Secondo nel 1988. La congregazione svolge
quanto concerne la costituzione delle chiese e dei loro consigli, provvede alla nomina dei vescovi,
indice le visite apostoliche, organizza la celebrazione delle conferenze episcopali. Lambito in cui la
congregazione esercita i suoi poteri  ristretto al rito latino, ma abbraccia tutto il mondo quanto a
territorio. Inoltre  compito della congregazione lassistenza dei vescovi nelle loro "visite ad limina",
ovvero gli incontri che i vescovi svolgono ogni cinque anni a Roma con il papa e i dicasteri interessati,
con una serie di celebrazioni nelle basiliche romane. Il dicastero, diretto dal cardinale Giovanni Battista
Re, ha sede a Roma, nel palazzo delle Congregazioni in piazza Pio XII 10.
La Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli risale a una commissione cardinalizia
creata da Pio V e Gregorio XIII, diventata congregazione De Propaganda Fide con Clemente VIII nel
1599, assumendo lattuale impostazione e la nuova denominazione insieme alloriginaria nel 1967 a
opera di Paolo VI, finch nel 1988 con Giovanni Paolo Secondo ha avuto la denominazione singola. Il
dicastero sovrintende allopera missionaria della Santa Sede, relativa ad alcune regioni delle Americhe,
quasi tutta lAfrica, lEstremo Oriente e lOceania, al di fuori dellAustralia e delle isole Filippine. La
sede della congregazione  a Roma nello storico palazzo De Propaganda Fide a piazza di Spagna.  la
congregazione pi ricca della Santa Sede, perch vi confluisce moltissimo denaro attraverso vari canali
di commissioni, comitati e consigli collegati al dicastero, nonch grazie alla raccolta di offerte in tutto
il mondo in specifiche giornate durante lanno (v. I soldi dei missionari). Il Prefetto che la dirige 
soprannominato il "papa rosso", in riferimento al colore del sangue versato spesso dai missionari della
congregazione, come vittime di persecuzioni; lattuale  il cardinale Ivan Dias.
La Congregazione per il Clero risale a un dicastero istituito da Pio Quarto nel 1564, ristrutturata da
Paolo VI nel 1967. La congregazione promuove iniziative per laggiornamento intellettuale e pastorale
del clero e per la sua formazione permanente, finalizzata a esercitare lufficio di cancelliere e addetto
catechistico e amministrativo presso qualsiasi Curia diocesana. Diretta dal cardinale Claudio Hummes,
pubblica il semestrale Sequela Christi; la sede  a Roma, nel palazzo delle Congregazioni in piazza
Pio XII 3.
In sintonia con la Congregazione per il Clero sono le ultime due congregazioni indirizzate
alleducazione cattolica. La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Societ di vita
apostolica  diretta dal cardinale Franc Rod, assistito da 11 cardinali, 5 vescovi e 8 ecclesiastici
superiori di ordini religiosi missionari, sovrintende agli istituti di vita consacrata (Ordini e
Congregazioni religiose maschili e femminili, Istituti secolari) e alle Societ di vita apostolica,
Associazioni di vita eremitica e di vergini consacrate. Il controllo  principalmente a livello
organizzativo, ovvero nellerigere, approvare e/o sopprimere gli stessi istituti e societ, definirne le
costituzioni, lapostolato, la dimissione dei membri, nonch lamministrazione dei beni. Ha sede a
Roma in piazza Pio XII 3.
Finalizzata alleducazione sacerdotale e laica  anche la Congregazione per lEducazione
Cattolica, creata da Sisto V nel 1588 e completamente rinnovata da Paolo VI nel 1967. La
congregazione sovrintende a tutti i seminari e le case di formazione di istituti religiosi, a tutte le
universit di studi ecclesiastici e le scuole di istruzione dipendenti dallautorit ecclesiastica sparse nel
mondo. Il dicastero, diretto dal cardinale Zenon Grocholewski, ha sede a Roma nel palazzo delle
Congregazioni in piazza Pio XII.
44. Gli organismi amministrativi del Vaticano
Lamministrazione dei beni e del denaro del Vaticano, teoricamente destinati a scopo apostolico
e culturale,  gestita da istituti economico-finanziari e organismi di personalit giuridica con
amministrazione propria.
La Camera Apostolica  lufficio amministrativo pi antico della Santa Sede, perch fin dal IX
secolo ha gestito lamministrazione finanziaria della Curia e dei beni temporali della Chiesa con il
Cardinale Camerario in veste di amministratore, che oggi per tiene lufficio di amministrazione dei
beni e diritti temporali della Santa Sede solo in tempo di sede vacante.  diretta dal cardinale
camerlengo Tarcisio Bertone. La sede  nel palazzo Apostolico della Citt del Vaticano.
La Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede sovrintende alle amministrazioni
dipendenti dalla Santa Sede. In particolare cura le relazioni dello stato patrimoniale ed economico,
nonch i bilanci consultivi e preventivi delle amministrazioni, redigendo il preventivo e il bilancio
consolidato della Santa Sede; vigila inoltre sulle iniziative economiche delle amministrazioni, dando il
parere sui progetti di maggiore importanza, e controlla eventuali danni apportati al patrimonio della
Santa Sede. La presiede larcivescovo Velasio De Paolis, assistito da un collegio di 7 cardinali. La sede
 a Roma nel palazzo delle Congregazioni, largo del Colonnato 3.
Collegato alla Prefettura  lIstituto Centrale per il Sostentamento del Clero, lufficio
amministrativo centrale della Santa Sede che provvede allassegnazione dello stipendio del clero. Il
Consiglio di amministrazione  presieduto da monsignor Luigino Trivero, con vicePresidente il dottor
Luigi M. Tommaso Nicodemo, mentre il Presidente del collegio dei revisori dei conti, costituito da 5
membri,  monsignor Giampietro Fasani, economo della CEI, e il direttore generale  il dottor Carlo
Bini. Listituto dipende dalla CEI, presso la quale risiede (a Roma in via Aurelia 796), e si dirama nei
singoli istituti di ogni diocesi. Provvede allo stipendio di vescovi e sacerdoti, che  uguale per tutti a
seconda degli anni di anzianit, integrando con i fondi dell8 per mille la somma che ogni istituto
diocesano ricava dai benefici parrocchiali. La somma base  di 833,03 euro mensili, con scatti di
anzianit ogni cinque anni; i vescovi hanno uno stipendio mensile che si aggira sui 3000 euro.
Lo Stato della Citt del Vaticano, il cui sovrano  il papa Benedetto XVI,  governato per i
rapporti internazionali dal Segretario di Stato, con delega a una Commissione Pontificia presieduta dal
cardinale Giovanni Lajolo, con lassistenza di 6 cardinali. La commissione  coadiuvata da un organo
consultivo, cio la Consulta di Stato presieduta da un consigliere generale, nella persona di un laico, il
professor Cesare Mirabelli, che  peraltro membro del consiglio superiore della Banca dItalia. Ne
fanno parte larcivescovo Bruno Bertagna, il principe don Alessandro Torlonia e 7 laici. Alla consulta
spetta lesercizio del potere esecutivo e in genere ogni attribuzione che le leggi e i regolamenti vigenti
assegnino alla competenza del Governatore dello Stato, a eccezione del potere di emanare
regolamenti.
Il Governatorato dello Stato della Citt del Vaticano  il complesso ministeriale della Citt del
Vaticano con funzione amministrativa, tecnica e artistico-scientifica, che presiede alla Citt del
Vaticano e uffici annessi, compresa anche lautonomia delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo; viene
eletto per un quinquennio con un Presidente. Lattuale  il cardinale Giovanni Lajolo. La sede  nella
Citt del Vaticano, presso il palazzo del Governatorato, dove sono ovviamente insediati uffici e servizi
(v. Il Governatorato e il Vicariato della Citt del Vaticano).
Il Governatorato accoglie gli uffici centrali relativi allanagrafe cittadina, al personale degli
uffici, ai pellegrini e ai turisti, con specifiche strutture relative alla Direzione della Ragioneria dello
Stato, dei Servizi Economici e di Sicurezza, della Protezione Civile, della Sanit e Igiene, dei Servizi
Tecnici e delle Telecomunicazioni, oltre a un Comitato per la Sicurezza, una Commissione per il
personale e una Commissione Disciplinare, che sovrintendono a stipendio e assistenza sanitaria e
pensione degli impiegati del Vaticano, ovvero il Fondo Pensioni, lULSA e il FAS (v. Gli impiegati del
Vaticano).
Al Governatorato fa capo anche la gestione amministrativa dei Musei Vaticani (v. Le ricchezze
dei Musei Vaticani) e sono in funzione inoltre istituzioni finanziarie che gestiscono denaro allinsegna
della carit cristiana e che come tali sfuggono in genere a un loro inserimento nella classificazione di
istituti "con fini di lucro", come inevitabilmente sono le istituzioni legate agli affari e al mondo
bancario. Ma si tratta pur sempre di denaro che si muove allinterno della Santa Sede, imponendo una
gestione in collegamento con gli organismi bancari che tendono spesso a prevaricare;  il caso del
denaro destinato alle terre di missione e gestito dalla Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli
(v. I soldi dei missionari), che si  vista sottrarre negli ultimi anni denaro per altre destinazioni
"apostoliche". Lufficio emblematico di certo denaro votato alla carit  lElemosineria Apostolica,
istituzione che risale al 1271, mantenuta viva nei secoli con il compito di esercitare la carit verso i
poveri in nome del papa mediante modeste elargizioni, che sono appunto elemosine, ma in grado di
definirsi nella somma annuale di un milione e mezzo di euro (v. I soldi del papa).
A monte di tutti questi organismi  stata prevista finalmente listituzione di una Autorit
dInformazione Finanziaria che renda la finanza vaticana pi trasparente; a fronte del fatto che il
Vaticano in realt non aveva mai firmato le norme internazionali antiriciclaggio.  quanto  stato
definito con un motu proprio di Benedetto XVI del 30 dicembre 2010 che prevede pene fino a 12 anni
per riciclaggio di denaro sporco, fino a 4 anni per malversazione ai danni dello Stato e fino a 6 anni per
truffa e abuso dinformazioni riservate e privilegiate. Le norme valgono per tutti i dicasteri e gli
enti vaticani. E su questa base il Vaticano mira ad approdare alla White List, ovvero la lista delle
banche che, a livello mondiale, applicano le norme antiriciclaggio previste dalle autorit finanziarie
internazionali.
Il 19 gennaio 2011  stato nominato Presidente del nuovo istituto antiriciclaggio il cardinale
Attilio Nicora, assistito da un consiglio direttivo di 4 laici.
Il consiglio presenter il complesso delle nuove leggi al Gruppo di azione finanziaria
internazionale dellOCSE, che valuter quali sono le procedure da applicare per entrare nella White List
e lAutorit dInformazione Finanziaria le metter a punto per lammissione.
45. Gli istituti bancari del Vaticano
Gli istituti bancari del Vaticano sono allinterno della citt nella zona orientale a ridosso della
basilica di San Pietro. Infatti a pochi passi da questa sorge il famoso IOR, ovvero lIstituto per le Opere
di Religione, la cui sede  nel quattrocentesco Torrione di Niccol V, a ridosso del palazzo Apostolico;
vi si accede attraverso il Cortile di San Damaso e da qui passando dal Cortile del Maresciallo.
Lingresso  una porta anonima senza scritte o simboli, che  un modo molto semplice per camuffare la
sua identit; linterno invece  simile a quello di una comune banca. La sua denominazione dovrebbe
rimandare a finalit apostoliche, evidenziate anche nella sua classificazione tra gli "Istituti ecclesiastici
di Educazione e di Istruzione" e dalla qualifica, secondo lAnnuario Pontificio, di istituto che provvede
alla custodia e allamministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o affidati allistituto
medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione o di carit. L dove per
persone giuridiche si intendono i capitoli e le congregazioni religiose, le parrocchie, le chiese, le
fondazioni della Santa Sede, nonch il clero e i laici al servizio della Santa Sede come dirigenti o
impiegati.
In realt listituto  una vera e propria banca, le cui regole nel rapporto con le persone fisiche o
giuridiche risalgono al Codice di diritto canonico; e listituto, pur utilizzando strumenti bancari per i
relativi servizi e le intermediazioni finanziarie, va considerato unorganizzazione "senza fine di lucro",
qualifica anche questa difficile sempre per le disavventure giudiziarie nelle quali  ancora oggi
coinvolto. Sono in funzione quattro organi consultivi. Una Commissione Cardinalizia di Vigilanza,
presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone, sovrintende al rispetto delle finalit dellistituto; un
Consiglio di Sovrintendenza, presieduto dal professor Ettore Gotti Tedeschi, rappresentante in Italia del
Banco Santander Central Hispano; e una Direzione Generale guidata dal direttore generale Paolo
Cipriani.
Peraltro il bilancio redatto annualmente, stimato in ragione di un patrimonio di 5 miliardi euro,
si attiene agli International Accounting Standars (IAS), ovvero i princpi contabili di amministrazione
internazionale; inoltre una societ svizzera di revisione, la Revisuisse Price Waterhouse of Geneva,
controlla lamministrazione dellistituto dal 1997 con lassegnazione annuale di un certificato che
documenta come i bilanci finanziari presentino in maniera chiara la posizione dello IOR nel rispetto
delle regole internazionali.
Resta attestato che listituto segue le regole dettate dagli International Accounting Standards of
Administration con un personale professionalmete addestrato. Tutto bene, anche se restano inaccessibili
i caveau del torrione, indicati da pi parti come deposititi di lingotti doro per 2 tonnellate, accanto a
titoli di Stato per 3 milioni di euro.
Nellistituto vengono effettuati tutti i servizi relativamente a operazioni di sportello e
pagamento con trasferimenti bancari in tutto il mondo senza alcun controllo; tutto relativamente a
denaro contante, assegni, travellers cheque, titoli e lingotti doro. Nella sede vaticana dello IOR sono
possibili anche la compravendita di monete e metalli preziosi, il servizio di cassette di sicurezza,
nonch di carte di credito. Le spese addebitate al cliente sono: 0,30% annuo su Gestioni
Obbligazionarie e 1,00% annuo su Gestioni Azionarie. I clienti sono ecclesiastici, diplomatici
accreditati alla Santa Sede, nonch qualche politico italiano di grande fede cattolica.
Una curiosit  costituita dal bancomat le cui scritte sugli sportelli elettronici sono in italiano e
inglese, ma anche in latino, che  comunque la lingua usata per accogliere il cliente che voglia
utilizzare la sua carta.
 quanto mai difficile, se non assurdo, pensare che un impiegato della banca ci offra una carta
di credito per vedere come funziona utilizzando appunto la lingua latina; se siamo stati fortunati,
possiamo metterci allopera da quando compare la scritta "Inserito scidulam quaeso ut faciundam
cognoscas rationem", ovvero "Inserisci per favore la scheda per accedere alle operazioni consentite".
Inserita la scheda ecco apparire tre opzioni: "Deductio ex pecunia", il prelievo; "Rationum aexequatio",
il saldo del conto corrente; "Negotium argentarium", i movimenti bancari. Una volta terminata
loperazione si digita il "Retrahe scidulam depositam" e si avr indietro la scheda, che naturalmente
provvederemo a consegnare allimpiegato con leventuale denaro.
Va peraltro tenuto presente che il bancomat, senza nome n foto, costituisce lunico documento
bancario in dotazione al cliente, perch non esistono carnet di assegni intestati allo IOR e nelle
operazioni bancarie non si rilasciano ricevute o altro documento contabile. Tutto al buio.
Infatti per un libretto di assegni il cliente si deve rivolgere allUniCredit Banca, in qualche
modo collegata in questo servizio allo IOR; peraltro il libretto di assegni resta lunico elemento
documentario di un trasferimento di denaro, diversamente da come in genere si  verificato in forma
anonima fino alla fine del 2010.
Per quanto riguarda la carta di credito gli ecclesiastici e i loro ordini devono fare riferimento a
un istituto esterno, ovvero al Gruppo Re, una societ per azioni fondata nel 1984 da Vincenzo Pugliesi
e Francesco Alemani Molteni, creato per offrire consulenza e servizi immobiliari, finanziari e
gestionali agli organismi della Chiesa italiana (diocesi, parrocchie, scuole, ospedali e istituti religiosi).
La societ si  fatta promotrice cos dal 2007 di una carta di credito di servizi, la Recard, riservata
esclusivamente, secondo quanto spiega lopuscolo informativo che promuove liniziativa, al mondo
religioso ed ecclesiastico per dare una risposta concreta alle specifiche esigenze del mondo della
Chiesa, assicurando notevoli risparmi nellacquisto di beni e servizi, appositamente selezionati, grazie a
vantaggiose convenzioni stipulate con primarie aziende, come Enel, Savarent del gruppo FIAT, San
Pellegrino, Metro, API-IP ed Europcar. Il che significa pagare di meno gas e luce, alimentari e bibite,
nonch la benzina se non si  riusciti a rifornirsi in Vaticano. Inoltre la card pu essere usata anche
come bancomat o carta di credito ricaricabile in una delle banche con le quali il gruppo 
convenzionato, come UniCredit, Intesa San Paolo, Banca popolare di Milano, Banco di Sicilia, Banca
Agricola popolare di Ragusa, tutte sensibili al mondo della Chiesa e alle sue necessit specifiche.
Cos il possessore della card godr di un trattamento economico di assoluto vantaggio. Sicuro
di poter contare su numerosi clienti il Gruppo Re ha spedito gratuitamente 60.000 card a cardinali,
vescovi, monsignori, parrocchie e istituti religiosi, dando inizio a questa attivit bancaria parallela a
quella del Vaticano. Tutto bene; ma la manovra nasconde unetica anticristiana, latente negli istituti
bancari. Infatti le banche di riferimento sono quelle contro le quali gli istituti religiosi con le loro
riviste, come Nigrizia, hanno svolto una campagna di condanna, qualificandole banche armate,
perch coinvolte nel commercio delle armi.
Peraltro non  questo lunico collegamento che in qualche modo lo IOR viene ad avere con
istituti bancari allesterno del Vaticano, pur non avendo ufficialmente succursali. A parte il riciclaggio
di denaro che ha caratterizzato la gestione scandalosa da parte dello IOR dagli anni Settanta fino ai
nostri giorni, la Banca Vaticana pu effettuare legalmente trasferimenti bancari in tutto il mondo
attraverso la belga Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, indicando
comunque i committenti. E fin qui siamo nella legalit. Oltretutto finalmente  stato emanato, il 30
dicembre 2010, un motu proprio che istituisce norme sul riciclaggio (v. Gli organi amministrativi del
Vaticano).
Il fatto  che in realt una sorta di succursale dello IOR  costituita dalla Missio "Sui Iuris"
delle isole Cayman, che non  terra di missione, come la qualifica potrebbe far pensare e la Santa
Sede vorrebbe far credere, facendola rientrare tra le vere e proprie Missioni sui iuris, spiritualmente
collegabili alla Congregazione Per lEvangelizzazione dei Popoli.
 stata infatti distaccata dallarcidiocesi di Kingston, in Giamaica, per fare capo direttamente
alla Santa Sede, ed  retta dal cardinale Adam Joseph Maida, membro dello IOR fino al 2009 e di
diversi consigli di amministrazione, con la qualifica di Superiore; come tale  finalizzata a un autentico
deposito delle finanze pontificie, centro finanziario offshore. La sede  in Walkers Road 597, Grand
Cayman 1102 (tel 345 9496797; fax 345 9452594; email ignatius@candw.ky). Vi risiedono 2
sacerdoti, 1 diacono, 1 seminarista, e 3 membri di 3 istituti religiosi maschili; per i 6280 definiti
cattolici dallAnnuario Pontificio (su 57.009 abitanti) esistono 2 chiese definite "quasi parrocchie" e i
luoghi di culto di tre istituti religiosi.
Come a dire che gli immobili non hanno un predominante assetto ecclesiastico, ma piuttosto si
pu immaginare che siano una sorta di Fort Knox, dove i missionari non riescono a creare proseliti, ma
neanche se ne pongono il problema, impiegati come sono a tutela del denaro.
Un altro ufficio bancario, finalizzato a gestire i beni di propriet della Santa Sede, che
forniscono i fondi necessari alladempimento delle funzioni della Curia romana, fa capo allAPSA,
ovvero lAmministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, che ha sede nel palazzo Apostolico e
della quale avremo una visione relativa ai suoi ambienti dallesterno, come per lo IOR. Questo ufficio
bancario  articolato in due sezioni. La Sezione Ordinaria sovrintende alle direzioni amministrative,
curando la contabilit e redigendo il bilancio preventivo e consuntivo, e provvede a quanto necessario
per lattivit dei dicasteri e gli stipendi degli impiegati del Vaticano, gestendo gli aspetti tecnici, la
manutenzione e lo sviluppo dellinfrastruttura telematica per la presenza della Santa Sede nella rete
Internet. La Sezione Straordinaria amministra i beni mobili propri a Roma e in diverse citt europee,
che contemplano anche alberghi gestiti da ordini religiosi e palazzi con appartamenti affittati a privati.
Il frutto di questi beni nel 2007 ha prodotto un reddito di oltre 36 milioni di euro.
Il bilancio della Citt del Vaticano stilato dallAPSA viene definito dalla Prefettura per gli
Affari Economici (v. Gli organismi amministrativi del Vaticano), che peraltro ha anche il compito di
controllare il bilancio dello IOR. Infine va segnalato che nel bilancio pubblicato dallAPSA non
figurano le uscite relative ai costi di gestione di alcune strutture amministrate direttamente dal
Vaticano, come le universit pontificie e ospedali come il Policlinico Gemelli e il Bambin Ges di
Roma, ma figurano le entrate dellObolo di San Pietro (v.), ossia le donazioni che i fedeli sparsi nel
mondo offrono al papa per le molteplici necessit della Chiesa Universale e per le opere di carit in
favore dei pi bisognosi.
46. Imbrogli nellamministrazione sotto i pontificati di Giovanni Ventitreesimo e
Paolo VI
Le vicende malfamate dellamministrazione del Vaticano iniziano durante il pontificato di
Giovanni XXIII; il "papa buono" non si occupa di denaro, se non per fini caritatevoli, e quindi confida
nei laici predisposti alle varie strutture esistenti dai tempi di Pio XII, che fanno capo a Massimo Spada,
amministratore delegato dello IOR. Cos accade che nel 1960 il massone siciliano Michele Sindona,
consulente finanziario dellarcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI,
tramite monsignor Amleto Tondini, parente della moglie, entri in amicizia con Massimo Spada e
convinca il Vaticano allacquisto della milanese Banca Privata Finanziaria, facendosi girare il 40%
delle azioni. Questo significa lavvento della mafia nelle finanze della Santa Sede, che si rafforza nel
1961, quando lo IOR acquista una partecipazione inferiore al 20% nella Montecatini, secondo quanto
racconter Massimo Spada, aggiungendo: Poi il gruppo Feltrinelli, il gruppo Dormesson e il
commendator Stoppani cedettero le loro partecipazioni della Montecatini allavvocato Sindona.  un
ulteriore passo che lega pi concretamente lo IOR al finanziere siciliano.
Con lavvento al trono pontificio di Paolo VI, Sindona resta il suo consigliere finanziario ed 
cos che papa Montini nel 1967, su suggerimento del mafioso siciliano, fonda lAmministrazione del
Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), come banca centrale del Vaticano, rivolta a gestire i beni
della Santa Sede, mentre lo IOR mantiene le funzioni di banca privata come custodia della valuta. E
lanno dopo d vita anche alla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, come ufficio di
controllo delle varie amministrazioni vaticane. Su queste strutture nasce il piano di trafugamento dei
beni del Vaticano, sbarazzandosi delle partecipazioni maggioritarie detenute in Italia. Cos nel 1968
Sindona, che intuisce come la propriet della Generale Immobiliare costituisca un peso per le finanze
vaticane, la rileva e contemporaneamente compra il pacchetto di maggioranza delle Condotte dAcqua,
anche queste controllate dal Vaticano, rivendendole allIRI. A fronte di Sindona simpone un
ecclesiastico statunitense, monsignor Paul Marcinkus, organizzatore dei viaggi di Paolo VI, impiegato
alla Segreteria di Stato, legato allOpus Dei e ai Cavalieri di Colombo, nonch al mondo
imprenditoriale romano. Paolo VI nel 1969 lo nomina arcivescovo e Segretario dello IOR, e la fiducia
in lui  tale che nel 1970 lo nomina Presidente dello IOR.
In questa veste Marcinkus si fa promotore delle iniziative finanziarie e imprenditoriali del
Vaticano in diretto contatto con Sindona, essendo affiancato da monsignor Donato De Bonis, con la
generica qualifica di prelato, in veste di grande interlocutore con la politica e la finanza italiana.
Peraltro Marcinkus stringe amicizia con luomo di affari statunitense David Matthew Kennedy,
Presidente della Continental Illinois National Bank di Chicago e ministro del Tesoro
nellamministrazione Nixon; tramite lui porta avanti i suoi traffici bancari negli Stati Uniti, dove
Sindona vanta stretti rapporti con la mafia ed  grande esperto di banche offshore, dove far passare
eurodollari esentasse.
Ma il dato di fondo dellignominia del traffico bancario dello IOR che fa capo a Sindona nasce
quando il banchiere siciliano con le sue tre banche  Banca Privata Finanziaria, Finabank e Banca
Unione, ha scritto il giudice Ferdinando Imposimato, stabilisce accordi con le banche pubbliche
Banco di Roma, Credito Italiano e Banca Commerciale. Sotto le pressioni di uomini al potere, le
banche nazionalizzate effettuano notevoli depositi e versamenti negli istituti di Sindona. Che in questo
modo accumula i miliardi delle banche pubbliche nei suoi forzieri. Labilit strategica di Sindona sui
circuiti finanziari si basa sullintermediazione dello IOR che, con la sua presenza, fa da garante. La
banca del Vaticano infatti pu eseguire qualsiasi operazione finanziaria e spostare capitali in tutto il
mondo fuori da ogni controllo.
 quanto accade quando Sindona, nel 1971 mette in rapporto Marcinkus con Roberto Calvi,
direttore generale del Banco Ambrosiano. Il trio fonda in societ una banca nel paradiso fiscale delle
Bahamas, la Cisalpine Overseas Bank di Nassau, come istituto offshore nel quale poter spostare fondi
neri o provenienti da operazioni illegali, ovvero il denaro "sporco"; e nel Consiglio di amministrazione
di quella banca figura anche Licio Gelli, capo della P2. Tra le manovre per sommergere il denaro
"sporco" c quella a opera di Calvi nel 1972: il banchiere acquista dallo IOR per 27 miliardi la
maggioranza azionaria della Banca Cattolica del Veneto tramite una societ finanziaria, la Centrale. E
il traffico avviene nel mercato degli eurodollari, coperti da un finanziamento di esportazioni italiane; il
banchiere milanese acquista le azioni coinvolgendo lo IOR in operazioni con banche estere, come la
Overseas di Nassau e la Banca del Gottardo, che favoriscono lesportazione, e a nome di societ-ombra
come la MANIC e la UTC.
Nel frattempo il traffico di denaro che fa capo allo IOR trova il suo fulcro principalmente dentro
Roma e dintorni, dove si registra lacquisto di immobili, grazie a enormi capitali di incerta provenienza
e nominalmente facenti capo a Immobiliare di Roma, Banca di Roma, Enimont, fino alla Banca
Popolare di Lodi.
Vengono intestati agli enti ecclesiastici, spesso di breve esistenza, in una compravendita
facilitata dal fatto che si tratta di edifici esenti da tributi. E un fiume di denaro passa attraverso questo
mercato immobiliare. Ma nel frattempo per il Vaticano arrivano i guai, che fanno capo al 26 aprile
1973, quando Marcinkus viene interrogato da William Lynch, Presidente della Organized Crime and
Racketeering Section del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, e da William Aronwald,
vicepresidente della Strike Force del distretto sud di New York, relativamente a un riciclaggio di
denaro e obbligazioni false, provenienti dalla mafia newyorchese e finito nelle casse vaticane. Si tratta
di 950 milioni di dollari. Vengono effettuati alcuni arresti tra i rappresentanti della mafia locale, e
Marcinkus  assolto per insufficienza di prove.
 linizio dello scandalo che si protrarr lungo quindici anni, tra episodi di cronaca nera che si
tinge di giallo e di ignominia per il nepotismo bancario della Santa Sede, allinsegna di frodi e
assassini. Cos  dal 1974, quando viene emesso un mandato di cattura contro Michele Sindona per
falso in bilancio; il finanziere ripara a Taiwan e da l negli Stati Uniti, dove viene accusato di
bancarotta dal governo americano per il crack della Franklin Bank. Due mesi dopo  condannato dal
tribunale di Milano a 3 anni e 6 mesi per violazione delle leggi bancarie;  arrestato negli Stati Uniti,
ma esce di prigione su cauzione.
Roberto Calvi da par suo prosegue nellespandere lattivit dello IOR allestero con illeciti in
Sud America, Cina, Svizzera e Bahamas, trasferendo somme stratosferiche su conti segreti intestati a
Licio Gelli, Pippo Cal, Francesco Pazienza, Umberto Ortolani e Flavio Carboni. Tutte persone che
costituiscono le estreme frange dei traffici bancari del Vaticano in collegamento con elementi della
Massoneria, come il Gran Maestro Armando Corona. Calvi diventa membro del consiglio
damministrazione della Kreclietbank Luxembourg e la loggia massonica lussemburghese lo accetta tra
le sue fila. Tutto questo non riesce per a evitare limprovvisa battuta darresto; dopo aver riversato
vistosi capitali del Banco Ambrosiano nelle casse dello IOR, Calvi si ritrova con un debito colossale di
circa 3000 miliardi di lire, dei quali non  in grado di render conto nel 1978 durante unispezione
effettuata dalla Banca dItalia allAmbrosiano.
47. Omicidi e imbrogli nellamministrazione sotto il pontificato di Giovanni
Paolo II
Nel 1978, con lelezione di Giovanni Paolo II, si rafforza la posizione di Marcinkus; il
Presidente dello IOR si sente in credito con il papa, perch negli Stati Uniti ha coperto uno scandalo dei
preti polacchi di Philadelphia, che avevano compiuto delle truffe. I soldi sono arrivati in Polonia e
utilizzati per finanziare Solidarnosc, il gruppo di opposizione al regime comunista. E Marcinkus
seguita a trafficare con Calvi, nonostante Sindona sia finito in carcere e il Banco Ambrosiano sia sotto
inchiesta.
 un susseguirsi di accuse nei confronti dei vertici dello IOR. A marzo del 1979 la Procura di
Milano trasmette alla Guardia di Finanza il rapporto della Banca dItalia; vi emergono violazioni di
legge sullesportazione di capitali a carico di Calvi. A fine luglio Sindona  accusato di essere il
mandante dellassassinio di Giorgio Ambrosoli, liquidatore di una delle banche del finanziere siciliano,
avvenuto il 12 luglio a Milano a opera di William Joseph Aric; viene richiesta lestradizione del
mafioso in Italia.
Sette giorni dopo lattentato al papa, Calvi  arrestato, su ordine della magistratura milanese,
per illecito trasferimento di valuta allestero;  condannato a 4 anni con la sospensione della pena in
attesa di successivi gradi di giudizio. Cos viene scarcerato e pu riallacciare i rapporti con Marcinkus,
facendosi rilasciare dallo IOR lettere di patronage a suo favore, nelle quali si riconosce che il debito
delle societ panamensi di oltre 1200 milioni di dollari  di pertinenza della Banca Vaticana;
Marcinkus per ottiene una lettera di fideiussione e la risoluzione dei problemi di indebitamento dello
IOR entro il 30 giugno 1982.
Parallelamente procedono le vicende finanziarie legate in qualche modo alla Santa Sede. Ad
aprile si ha lincriminazione per truffa pluriaggravata da parte della Procura di Milano nei confronti di
Calvi e Sindona; Calvi fugge a Londra. Qui il banchiere tenta vanamente una serie di contatti con
diversi finanzieri per liberare un "fondo segreto" di 2200 milioni di dollari costituito per conto dello
IOR e dellOpus Dei: ma la risoluzione non va in porto. E invia appelli drammatici al Vaticano, che
restano senza risposta. Il 17 giugno Calvi viene trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra.
Il coroner sentenzia che si tratta di suicidio; non viene creduto. Gli amministratori straordinari del
Banco Ambrosiano, nominati dalla Banca dItalia, richiedono ai vertici dello IOR di risolvere i debiti
del banco valutati nellordine di 1200 milioni di dollari. Marcinkus, Mennini e de Strobel si rifiutano.
A settembre del 1982 viene arrestato in Svizzera Licio Gelli; evader e si rifuger in Sud America,
tornando in Italia nel 1988, con la garanzia della non punibilit dei reati per cui erano stati emessi i
mandati di cattura, finendo rimesso in libert per motivi di salute.
A marzo del 1984 gli Stati Uniti concedono lestradizione in Italia di Sindona, che deve essere
processato per il fallimento della Banca Privata Finanziaria; viene trasferito nel carcere di Regina Coeli
a Roma e di qui a Voghera. Il mandato di cattura spiccato contro di lui parla di prove documentali di
operazioni irregolari effettuate da Sindona per conto del Vaticano. In questo frangente si evidenzia il
crollo del patrimonio aziendale dellImmobiliare, determinando una lunga crisi dellazienda, che si
concluder nel 1987 con il fallimento. Nel frattempo la Santa Sede il 25 maggio 1984 firma a Ginevra
un accordo che la possa far uscire dallimpiccio definitivamente: versa una tantum ai creditori del
Banco Ambrosiano, a titolo di "contributo volontario", la somma di 243 milioni di dollari, pari a 420
miliardi di lire, in cambio della rinuncia a ogni azione legale nei suoi confronti.
Il 4 marzo del 1985  arrestato negli Stati Uniti Francesco Pazienza, per associazione mafiosa e
concorso nella bancarotta dellAmbrosiano; il 30 marzo in Italia finisce in prigione Pippo Cal, legato
alla banda della Magliana e indicato come uno dei mandanti dellomicidio di Calvi. Pazienza viene
estradato in Italia e nellinterrogatorio del magistrato tira in ballo come mediatori del traffico di Calvi il
cardinale Pietro Palazzini, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, e monsignor Hillary
Franco, officiante minore presso la Congregazione del Clero. Questultimo  accusato di aver firmato
un assegno di 20 miliardi, in realt mai incassato perch sul suo conto bancario non cerano fondi
sufficienti per arrivare a quella cifra. Franco dichiara di essere caduto in un tranello e i due prelati cos
si tirano fuori, senza neanche chiamare in ballo limmunit diplomatica.
Nel 1986 la RCA Italiana, della quale il Vaticano aveva una partecipazione al 10% dal 1951, 
costretta a chiudere; peraltro lo IOR aveva saggiamente provveduto, pochi mesi prima, alla vendita
delle proprie azioni alla RCA americana. Nel frattempo si concludono la vicenda giudiziaria di Sindona
e la sua vita. Il banchiere siciliano il 19 marzo del 1986 viene condannato allergastolo; tre giorni dopo
muore nel supercarcere di Voghera, bevendo una tazza di caff avvelenato con il cianuro. Otto giorni
dopo, il 1 aprile, viene alla luce una borsa di Calvi, "acquistata" dal senatore Giorgio Pisan, membro
della commissione parlamentare dinchiesta sulla loggia massonica P2. Ignoti, naturalmente, i
venditori, indicati pi tardi nelle persone di Flavio Carboni e del vescovo cecoslovaccho Pavel Hnilica.
E da quella borsa saltano fuori, tra laltro, numerose chiavi di cassette di sicurezza, due passaporti,
fotografie di familiari del banchiere, nonch lettere di Calvi in forma di appelli disperati inviati, tramite
il faccendiere Flavio Carboni, a monsignor Hillary Franco e al cardinale Pietro Palazzini. Le lettere,
pubblicate su Panorama del 13 aprile 1986, contengono anche accuse contro Marcinkus e Mennini,
nonch contro il cardinale Agostino Casaroli, Segretario di Stato, e il monsignor Achille Silvestrini,
ministro degli Esteri del Vaticano. Questi ultimi vengono accusati dal banchiere di essere membri di
un complotto che, in connivenza con forze laiche e anticlericali nazionali e internazionali, mira a
modificare lattuale assetto dei poteri allinterno della Chiesa stessa.
Nel febbraio 1987 il giudice istruttore del tribunale di Milano, Renato Bricchetti, emette un
mandato di cattura contro Paul Marcinkus e Pellegrino de Strobel, ovvero i vertici dello IOR,
individuando gravi responsabilit della Banca Vaticana nel crack del Banco Ambrosiano; sono arrestati
anche Alessandro e Luigi Maria Mennini, figlio e nipote di Luigi Mennini, ex tesoriere dello IOR. Per i
due rappresentanti della Santa Sede scatta limmunit diplomatica; ma i pubblici ministeri Luca
Tescaroli e Maria Monteleone nel capitolo Roberto Calvi e il Banco Ambrosiano come riciclatori di
Cosa Nostra e il Banco Ambrosiano denunciano il ruolo di padre Agostino Coppola, parroco di Carini
e amministratore del seminario di Montereale, nonch fratello dei mafiosi Giacomo e Domenico
Coppola, ma anche parente del supermafioso Frank Coppola detto "Tre Dita". E a padre Agostino
Coppola, condannato con sentenza irrevocabile, appare intestato un "Conto Triangolo" presso la BNL
di Palermo, nel quale erano stati effettuati movimenti di denaro legati allAmbrosiano.
A questo punto la Santa Sede allontana da qualsiasi incarico Marcinkus, tenendo nascosta la sua
residenza in Vaticano; finch nel 1997 lo rimpatrier negli Stati Uniti, dove larcivescovo sar
degradato a parroco nella chiesa di San Clemente a Sun City, in Arizona, morendo nel 2006, ormai
dimenticato. Per il resto il Vaticano cerca di difendersi e tirarsi fuori, per quanto pu, da tutte le
successive vicende giudiziarie che dalla fine degli anni Novanta scandiscono una serie di ulteriori
scandali finanziari tra processi e denunce direttamente o meno a carico di personalit ecclesiastiche e
laiche del nepotismo bancario. E di fronte allo sfascio si riorganizzano le finanze. Nel 1989 viene
creata una commissione laica di studio presieduta da Angelo Caloia, ordinario di Economia Politica
allUniversit Cattolica di Milano e membro dellOpus Dei;  lui lartefice di una rinascita
dellamministrazione vaticana, in base alla quale inizialmente lo IOR rientra in un bilancio unificato.
Nel 1992 comunque lo IOR, in previsione del disastro economico mondiale e della svalutazione
del denaro, provvede ad acquistare numerose quantit di marchi tedeschi, coinvolgendo nelloperazione
molti ordini religiosi. Il fatto viene denunciato dal massone Giuliano Di Bernardo, Gran Maestro del
Grande Oriente dItalia, che accusa di speculazione il cardinale Rosario Jos Castillo Lara, Presidente
dellAPSA e della Pontificia Commissione per lo Stato della Citt del Vaticano, nonch membro della
Commissione Cardinalizia di Supervisione sullo IOR, precisando che lOpus Dei ha invaso come un
polipo la finanza internazionale e anche quella italiana, secondo quanto si legge su La Stampa del
20 settembre 1992. E pensare che a maggio Josemara Escriv de Balaguer  stato nominato beato. La
denuncia ovviamente non ha seguito.
Il 23 marzo 1993 il tribunale di Roma condanna Flavio Carboni a 5 anni e il vescovo Pavel
Hnilica a 3 anni per la ricettazione della borsa di Roberto Calvi; ma il prelato cecoslovacco non va in
prigione per una sorta di immunit diplomatica. Oltretutto il pubblico ministero Maria Monteleone
chieder lassoluzione di monsignor Hnilica, perch ha agito in stato di necessit per non
compromettere lo stesso Giovanni Paolo Secondo riguardo ad alcuni documenti contenuti nella borsa di Calvi.
Come a dire che bisognerebbe arrivare a incolpare il papa.
A gennaio del 1994 c lo scandalo della maxitangente Enimont. Si ha il coinvolgimento della
Santa Sede perch nelle casse dello IOR sarebbero passati 110 miliardi, monetizzati dal giornalista
dellANSA Luigi Bisignani, attraverso una serie di bonifici bancari presso vari istituti di credito in
Italia, Svizzera e Lussemburgo. Il tribunale di Milano richiede alla Santa Sede di quantificare la cifra
dei titoli transitati presso lo IOR; Angelo Caloia comunica al tribunale che la commissione percepita
dalla Banca Vaticana  stata di 1.923.000 dollari su di un conto di pertinenza dello IOR, lo "IOR
Charity Found", presso la Banca di Lugano con sede a Lugano. Il tribunale contesta ad Angelo Caloia
la mancanza di dati giustificativi della somma di 14 miliardi che, a detta dello IOR, sarebbero stati
ritirati in contanti da Luigi Bisignani. Cos nella sentenza si precisa che le risultanze inducono a
ritenere probabile che sia stata pagata allo IOR, per loperazione di negoziazione dei titoli, una
provvigione pi elevata di quella oggetto dellaccredito documentalmente accertato sul conto "IOR
Charity Found", ma non consentono di ritenere accertate le modalit di pagamento delleventuale
saldo.
A novembre del 1994, nellaula-bunker del carcere romano di Rebibbia il pentito di mafia
Vincenzo Calcara, parlando di riciclaggio di denaro "sporco", accusa Paul Marcinkus di aver riciclato
10 miliardi, frutto di rapine e narcotraffico. Peraltro quel denaro, dovrebbe in effetti far capo alla banda
della Magliana e al suo cassiere Enrico De Pedis, che avrebbe depositato nelle casse dello IOR denaro
della banda senza aver modo di recuperarlo; infatti De Pedis viene ucciso in uno scontro a fuoco nel
1990 e sepolto nella basilica di SantApollinare come grande benefattore dei poveri, secondo le
parole del cardinale Ugo Poletti (v. Matrimoni e funerali a pagamento).
Le finanze della Santa Sede alla fine del secondo millennio e i primi anni del terzo, nonostante
le disavventure bancarie e giudiziarie, risalgono la china. La Prefettura degli Affari Economici, sotto la
presidenza del cardinale Sergio Sebastiani, nel 1997  arrivata a un attivo di 19 miliardi di lire, su ricavi
per oltre 366 miliardi. La Fondazione "Centesimus Annus", che si basa su 200 imprenditori cattolici e
funziona da fondo dinvestimento, ha accumulato nel 1998 7 miliardi di lire, versati interamente al
papa; ne  artefice il conte Lorenzo Rossi di Montelera. LAPSA, sotto la presidenza del cardinale
Attilio Nicora, gestisce gli stipendi degli impiegati e gli immobili del Vaticano, oltre a un complesso di
azioni e obbligazioni valutate nel 1998 a pi di 500 miliardi. Lo IOR  risorto, disponendo di un
patrimonio di 7 miliardi di lire, con partecipazioni in Intesa e in Banca San Paolo di Brescia, che
operano alla luce del sole; ma il settimanale Milano Finanza stima nel 1998 questa partecipazione
pari a 421 miliardi, con un reddito annuo in crescita del 333%.
48. Risanamento e imbrogli nellamministrazione con il papa Benedetto
XVI
Le finanze del Vaticano allalba del terzo millennio sembrano rinate a nuova vita. E la sua
economia tende a svilupparsi con investimenti che interessano larea delleuro per il 70% e il resto del
mondo per il 30%. Gli investimenti riguardano obbligazioni e titoli azionari, concepiti a medio-lungo
termine e indirizzati a societ legate a una economia reale. Ma va ricordato che, venuti meno i depositi
saltuari del denaro della gestione Marcinkus-Sindona-Calvi in paradisi fiscali,  ancora in atto quello
delle isole Cayman (v. Gli istituti bancari del Vaticano).
Alla luce di questa situazione finanziaria e bancaria suona piuttosto formale il messaggio che
Benedetto XVI ha inviato il 6 ottobre 2008 in Vaticano allapertura del sinodo internazionale dei
vescovi dedicato alla Sacra Scrittura: Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi
scompaiono, sono niente e tutte queste cose, che sembrano vere, in realt sono di secondo ordine. Ma
al di l della finalit del messaggio rivolto a chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul
successo, sulla carriera, sui soldi, il pensiero corre istintivamente allo IOR e alle passate gestioni,
allAPSA e allimpegno tutto terreno di certe istituzioni della Santa Sede, alla quale ovviamente la
Chiesa di Roma non pu rinunciare. Ma quel tuonare del papa e la denuncia del deficit risultano un
falso. Lo ha rivelato il 30 settembre 2008 un articolo di Robert Mickens, corrispondente romano per la
rivista cattolica britannica Tablet, intitolato ironicamente Church with a Midas touch; vi si denuncia
che la Santa Sede, previdente, ha trasformato una parte dei suoi euro in investimenti bancari e in oro. In
particolare circa 520 milioni di euro in titoli e azioni e quasi 19 milioni di euro in una tonnellata di
lingotti doro. Peraltro nel rendiconto si fa riferimento a propriet in Italia, Svizzera, Francia e
Inghilterra per un valore complessivo di 424 milioni di euro, nei quali rientra un immobile a Londra
venduto per 3 milioni; senza contare che la sola Propaganda Fide ha propriet, perlopi in Italia, del
valore di circa 53 milioni.
Tutto frutto di un risanamento, che ha fatto capo dal 1989 ad Angelo Caloia, sostituito il 23
settembre 2009 da Ettore Gotti Tedeschi, economista, docente allUniversit Cattolica del Sacro Cuore,
nonch membro dellOpus Dei, e gi sovrintendente dal 2008 alla gestione finanziaria del
Governatorato della Citt del Vaticano, che presentava bilanci in rosso per pi di 15 milioni di euro.
Gotti Tedeschi  portavoce della cosiddetta "finanza etica", molto ben vista da Benedetto XVI, ed ha
peraltro assistito il papa nella stesura dellenciclica Caritas in veritate dedicata alleconomia nel mondo
ed emanata il 29 giugno 2009.
Questa enciclica pu essere considerata indirettamente una sorta di testamento relativo alle
finanze attuali della Santa Sede ovvero sul loro rapporto con il mondo cristiano e non. Vi  lappello
agli organismi internazionali che dovrebbero interrogarsi sulla reale efficacia dei loro apparati
burocratici e amministrativi, spesso troppo costosi e poco trasparenti; appello che potrebbe anche
costituire una sorta di autocritica allamministrazione della Santa Sede. Ma non  assolutamente
pensabile che lo sia. In ogni caso una conferma della condanna di certi apparati burocratici si ha
nellesortazione agli operatori economici e uomini politici perch vivano pienamente nelle loro
coscienze lappello al bene comune, rifuggendo corruzione, illegalit e sete di potere. Anche in questo
accenno alla criminalit fiscale e finanziaria sarebbe stata doverosa lautocritica, ovvero una condanna
della gestione della Santa Sede tra gli anni Sessanta e Ottanta; condanna che invece non  pronunciata.
Tutto vorrebbe essere dunque allinsegna della limpidezza e della morale cristiana. Ma a
riscontro dei traffici finanziari che sono sempre in atto nelle frange del Vaticano, ecco a novembre del
2009 venire alla luce lapertura di un conto dello IOR presso la filiale romana UniCredit di via della
Conciliazione, nel quale dal 2003, anno in cui sono transitati circa 60 milioni di euro, si  passati nel
2007 a saldi mensili per 80 milioni. Il problema  che, secondo la legge italiana, va identificato chi
versa denaro in un conto corrente e chi riceve poi il versamento; e in questo conto lidentificazione non
si  verificata, perch assegni e bonifici risultano sempre intestati allo IOR. Per cui siamo di fronte a un
flusso di denaro che sfugge a qualsiasi controllo. Su piani diversi, lo IOR in definitiva sembra essersi
creato una sorta di isolotto Cayman addrittura dentro Roma, a due passi dal Vaticano.
A gennaio del 2010 la Banca dItalia per ha chiesto a UniCredit di chiarire i suoi rapporti con
lo IOR, ampliando la richiesta ad altri quattro istituti dai quali sono emersi rapporti simili con il
Vaticano; si tratta di BNL, Credito Artigiano, Banca del Fucino e Intesa San Paolo. Oltretutto
UniCredit e Intesa San Paolo sono due banche con le quali il gruppo Re  convenzionato per la Recard
riservata al clero dal 2007. La Procura di Roma comunque indaga e non esclude il ricorso alla rogatoria
internazionale. Parallelamente la Guardia di Finanza indaga; e accade che dal gennaio 2010 davanti al
palazzo dei Propilei in via della Conciliazione sono posteggiate fisse due auto della Polizia tributaria
dello Stato italiano.
Eppure la Santa Sede appare sempre disposta ad aumentare la sua attivit nel mondo della
finanza anche attraverso investimenti diretti; a febbraio del 2010 lo IOR effettua un investimento nel
convertible bond emesso dalla Banca Carige, segno evidente dellentrata nel capitale azionario
dellistituto del Vaticano. Ma a salvaguardia dei valori etici cristiani che guidano lo IOR nelle attivit
finanziarie, il Vaticano a fine aprile del 2010 si  fatto promotore della creazione dello Stoxx Europe
Christian Index, un indice di borsa basato sui valori del cristianesimo, al quale hanno aderito 553
societ quotate nelle borse europee. Per farne parte le societ devono passare un test che valuti il
rispetto dei valori cristiani; tra i parametri di valutazione ci sono coinvolgimenti con la pornografia, le
armi strategiche e non, il controllo delle nascite e il gioco dazzardo. Della commissione esaminatrice
fa parte per il Vaticano monsignor Gianfranco Piovano della Segreteria di Stato.
Ma ecco che vengono scoperti altri impeachment finanziari con nuovi personaggi. A cominciare
da monsignor Francesco Camaldo, Prelato dOnore di Sua Santit come Cerimoniere Pontificio,
nonch Aiutante di Studio della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. In
unindagine condotta dai pubblici ministeri di Firenze e Perugia salta fuori che il monsignore ha chiesto
al costruttore Angelo Balducci, come Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, 280.000
euro con cui estinguere un debito che lo "assilla". E Balducci, che  anche Gentiluomo di Camera e
Consultore Amministrativo della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli, ha messo a
disposizione la somma attraverso il suo conto bancario in Vaticano con unoperazione di
trasferimento allinterno della stessa banca, cio lo IOR. Peraltro Angelo Balducci, coinvolto insieme
a Guido Bertolaso, direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei
Ministri e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, viene raggiunto da un ordine di custodia
cautelare il 10 febbraio 2010, per cui il 25 febbraio rassegna le dimissioni dai vari incarichi, mentre il
Vaticano provvede a togliergli la qualifica di Gentiluomo. E le indagini sono proseguite, anche se
Balducci ha ottenuto gli arresti domiciliari.
Nel frattempo si sono verificate altre avventure bancarie. Nel novembre del 2009 in una filiale
della Banca Intesa San Paolo di via della Conciliazione, su disposizione dello IOR, vengono prelevati
600.000 euro senza comunicazione dei beneficiari. E su quello stesso conto affiora una circolazione di
140 milioni di euro. Di seguito vengono bonificati da una banca di San Marino 300.000 euro su un
conto UniCredit intestato a Maria Rossi, madre di un anonimo imprenditore; e viene fuori che Maria
Rossi  un nome di fantasia. Inoltre il 19 aprile 2010 23 milioni di euro sono versati dallo IOR nella
Banca del Credito Artigiano per effettuare due bonifici di 20 milioni per la banca tedesca J.P. Morgan
di Francoforte e di 3 milioni per la Banca del Fucino. Non sono indicati gli intestatari e per questo
interviene la Banca dItalia che invita lo IOR a precisarne i nomi; di conseguenza la Procura di Roma
congela il conto e denuncia i responsabili della Banca Vaticana nelle persone del Presidente Gotti
Tedeschi e del direttore generale Cipriani. Generiche le spiegazioni date dai vertici dello IOR, che
restano indagati per il reato di omessa osservanza delle norme di antiriciclaggio.
Ed ecco saltare fuori la figura dellottantaquattrenne don Evaldo Biasini, economo
dimissionario della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, sul quale sono addosso i
Carabinieri dal marzo 2010 con tanto di arresti domiciliari.  soprannominato "don Bancomat" per la
facilit con cui ha denaro liquido a disposizione; sul suo conto bancario sono stati individuati in entrata
e uscita milioni di euro in contanti o in assegni dellimprenditore Diego Anemone, che peraltro  stato
gi tirato in ballo per assegni, con i quali sarebbe stato pagato un appartamento dellex ministro
Claudio Scajola a Roma, nei pressi del Colosseo. Inoltre i Carabinieri hanno scoperto in casa di don
Biasini una cassaforte con un milione di euro. Peraltro su un generico conto IOR della Banca Intesa
sono stati versati dal sacerdote due assegni per un importo di 49.000 euro firmati da Diego Anemone,
estratti da un altro conto che lo stesso Biasini ha acceso presso la Banca Marche di via Romagna, dove
 cliente Angelo Balducci con un conto gestito dal suo commercialista Stefano Gazzani. Inoltre nel
conto di don Biasini sono stati scoperti numerosi titoli per centinaia di migliaia di euro, provenienti da
assegni circolari dellimprenditore Bruno Ciolfi, finch il 3 febbraio 2010 dagli atti processuali a suo
carico viene alla luce il programma di gestione contabile, che il sacerdote conservava su alcune
chiavette USB, relativo a una gestione diretta di almeno 50 conti correnti, dei quali 13 intestati allo
IOR; in particolare avrebbe custodito 50.000 euro cash del costruttore Anemone, successivamente
consegnati a Guido Bertolaso. Anemone viene arrestato il 10 febbraio 2010, ma  scarcerato il 9
maggio; don Biasini  in libert dal 20 dicembre 2010.
 un fatto che, di fronte a questo traffico sempre esistente ai margini e allinterno dello IOR, i
responsabili dellistituto bancario hanno ritenuto opportuno un giro di vite sui conti correnti dello
IOR, come segnala Orazio La Rocca su la Repubblica del 22 maggio 2010.  in atto uninchiesta su
tutta la clientela dello IOR e anche i conti dei cardinali vengono passati al setaccio, persino quelli
dei porporati membri della commissione di vigilanza della banca. Tutto in collegamento con la
Procura di Roma e la rogatoria internazionale. Peraltro listituzione dellAutorit dInformazione
Finanziaria il 31 dicembre 2010 con le pene previste per il riciclaggio di denaro (v. Gli organismi
amministrativi del Vaticano) vorrebbe costituire agli occhi del mondo un deciso cambiamento di
tendenza da parte del Vaticano nella gestione del denaro nel segno della purezza. Staremo a vedere.
49. Le fondazioni del Vaticano
A ridosso degli istituti finanziari e amministrativi in Vaticano esistono le fondazioni, che
gestiscono i fondi monetari per finalit apostoliche e culturali, essendo in grado di apportare
indirettamente anche vantaggi economici. Cos la Fondazione Pio XII per lApostolato dei Laici, il cui
scopo  provvedere allamministrazione del patrimonio iniziale della fondazione medesima e dei beni
immobili che a essa furono o in futuro saranno trasferiti per sostenere e promuovere le opere cattoliche
dellapostolato dei laici, specialmente quelle a carattere internazionale. A Paolo VI risale la
Fondazione Latinitas, eretta nel 1976 con lo scopo di promuovere, mediante appropriate iniziative, lo
studio della lingua e delle lettere latine, classiche e cristiane, nonch del latino medioevale. A papa
Wojtyla fanno riferimento nello stesso titolo tre fondazioni.
La Fondazione Fundaja Jana Pawla II, ha come finalit peculiari (...) documentazione e
studio del magistero e del pontificato di Giovanni Paolo II, in collaborazione con organismi di carattere
analogo; assistenza ai pellegrini a Roma ospiti della fondazione; aiuto per la formazione del clero e dei
laici, in particolare quelli provenienti dai paesi dellEuropa centro-orientale. Il Consiglio di
amministrazione mantiene i contatti con i benefattori, tutela il patrimonio, esamina e conferma i
programmi delle istituzioni appartenenti alla fondazione. La Fondazione Giovanni Paolo Secondo per la
Giovent, eretta nel 1991 con lintestazione Fondazione Giovent Chiesa Speranza, ha assunto la
nuova qualifica nel 2007. Si ripromette di concorrere alla "messa in pratica" dellinsegnamento del
Magistero della Chiesa cattolica in ordine alla "priorit della pastorale giovanile", particolarmente
manifestata nelle "Giornate Mondiali della Giovent". Scopo primario della Fondazione Giovanni
Paolo Secondo per il Sahel, eretta nel 1984,  invece la formazione di persone che lottano contro la siccit e
la desertificazione e il soccorso alle vittime della siccit nella regione saheliana dellAfrica centrale,
peraltro con popolazione al 50% musulmana.
Ma altre fondazioni fanno riferimento a papa Wojtyla perch da lui sono state istituite.  il caso
della Fondazione Populorum Progressio, il cui scopo prioritario  laiuto economico per la
promozione integrale delle comunit contadine pi povere dellAmerica Latina, siano esse indigene o
di etnie miste; per avere unidea delle possibilit finanziarie di questa fondazione si pu fare
riferimento al comunicato stampa del suo Presidente emesso il 12 giugno 2007, nel quale si precisa che
dal 1992 a oggi, la fondazione ha sostenuto pi di 2.000 progetti per un importo complessivo di oltre
20.000.000 di dollari americani. Peraltro il Consiglio di amministrazione risiede a Bogot, Colombia.
Finalit culturali ha la Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, un ente morale senza scopo di lucro, che
ha come fini istituzionali la promozione della musica sacra ad altissimo livello con la programmazione
di concerti, nonch con il restauro di tesori di arte sacra.
Collegata in qualche modo ai Musei Vaticani, e comunque ai beni artistici del Vaticano,  la
Fondazione per i beni e le attivit artistiche della Chiesa, che si propone la promozione dei beni
culturali e delle attivit artistiche nei settori della pittura, scultura, architettura, mosaico, musica, opere
letterarie, teatrali e cinematografiche, come  presentata nellAnnuario Pontificio della Santa Sede. La
Fondazione Il Buon Samaritano ha invece scopi decisamente umanitari perch mira a sostenere
economicamente gli infermi pi bisognosi, in particolare malati di AIDS;  collegata al Pontificio
Consiglio per gli Operatori Sanitari, presso il quale  la sede legale. I contributi di tutti gli uomini di
buona volont, come segnala anche in Internet un comunicato della fondazione, possono essere
inviati tramite "Bonifico Bancario" ai Conti Correnti accesi presso lo IOR, in valuta dollari USA o in
euro; o con "Assegno Bancario Internazionale".  presieduta dallarcivescovo Zygmunt Zimowski,
vescovo emerito di Radom.
La Fondazione Centesimus Annus  Pro Pontifice, istituita nel 1993,  sotto la presidenza del
dottor Domingo Sugranyes Bickel, coadiuvato da 9 amministratori, tra i quali  il dottor Lorenzo Rossi
di Montelera. La fondazione cura la conoscenza della dottrina sociale cristiana e linformazione circa
lattivit della Santa Sede e favorisce iniziative per sviluppare la presenza e lopera della Chiesa
cattolica nei vari ambiti della societ promovendo la raccolta di fondi per il sostegno dellattivit
della Sede Apostolica. Ha uno sponsor ufficiale in Advenia, societ di servizi assicurativi e finanziari
studiati appositamente per il mondo ecclesiastico e religioso a tutela delle responsabilit quotidiane. I
fondi vengono devoluti direttamente al papa.
Particolare finalit ha la Fondazione San Matteo, che  stata creata da Benedetto XVI nel 2007
in memoria del cardinale Franois-Xavier Nguyn Van Thun, arcivescovo di Saigon, in prigione per
nove anni ad Hanoi, liberato nel 1981, morto nel 2002 dopo lunga malattia. La fondazione si propone
di promuovere la formazione dei giovani ai valori della giustizia e alla pace, promuovere e organizzare
corsi di formazione e di studio, convegni, incontri, iniziative finalizzate alla realizzazione di opere
umanitarie nei paesi in via di sviluppo. Lultima nata  la Fondazione Joseph Ratzinger  Papa
Benedetto XVI, che gestisce i diritti delle pubblicazioni del papa in collegamento con la Libreria
Editrice Vaticana (v. I soldi del papa).
50. I soldi dei missionari
Ha una gestione autonoma lamministrazione missionaria della Congregazione per
lEvangelizzazione dei Popoli, denominazione attuale delloriginaria De Propaganda Fide, sotto la
direzione del cardinale Ivan Dias in veste di Prefetto. Si tratta peraltro dellopera pi apostolica
compiuta dalla Santa Sede, portata avanti da sacerdoti, frati e suore con uno spirito caritatevole che
rievoca le origini genuine del cristianesimo, per come certi missionari sono votati fino al sacrificio
della propria vita in terre anche selvagge. Tanto che il Prefetto  soprannominato il "papa rosso", in
riferimento al colore del sangue versato dai missionari. Ed  anche la congregazione pi ricca della
Santa Sede, con il denaro che arriva attraverso vari canali di commissioni, comitati e consigli, sotto
lamministrazione di un capo ufficio nella persona del monsignor Ermes Giovanni Viale.
Lafflusso del denaro si basa, in parte, sulle quattro giornate dedicate alla raccolta mondiale
delle offerte da parte dei fedeli. Sono la Giornata Missionaria Mondiale, la penultima domenica di
ottobre; la Giornata Mondiale della Sofferenza del Malato, l11 febbraio; la Giornata Mondiale
dellInfanzia Missionaria, il 6 gennaio (festa dellEpifania), e la Domenica del Buon Pastore, la quarta
domenica di Pasqua. Ma vanno tenute presenti anche le due feste dei patroni delle Missioni: il 3
dicembre, san Francesco Saverio, intitolata Giornata Missionaria dei Sacerdoti e Religiosi ; il 1
ottobre, santa Teresa di Ges Bambino, intitolata Giornata Missionaria delle Religiose.
Fondamentali sono le sei sezioni amministrative della congregazione, qualificate come Opere
Missionarie Pontificie, i cui soci curano particolari raccolte di offerte; ne  Presidente monsignor
Piergiuseppe Vacchelli, arcivescovo di Minturno. La Pontificia Colletta Pro Afris sovrintende alle
offerte per le terre missionarie africane; sorta nel 1890 per la liberazione degli schiavi in Africa su
iniziativa di Leone XIII, nel 1976 fu finalizzata da Paolo VI a tutti i catechisti in Africa. Il Consiglio
Superiore delle Pontificie Opere Missionarie della Propagazione della Fede, di San Pietro Apostolo,
della Santa Infanzia e dellUnione Missionaria sovrintende alla raccolta di offerte in denaro per la
formazione e leducazione del clero, per il riscatto e leducazione cristiana dei fanciulli "pagani", e la
propaganda missionaria tra il clero secolare e regolare.
La Pontificia Opera Missionaria della Propagazione della Fede provvede a suscitare tra i fedeli
linteresse per levangelizzazione dei "pagani". Nata in forma di associazione, raggruppa soci ordinari,
che pagano una modesta quota annuale e simpegnano a recitare ogni giorno un Pater e unAve Maria.
Tutti i soci usufruiscono di indulgenze, assicurate allopera dal papa, e lopera inoltre accetta doni di
qualsiasi natura, dal denaro agli immobili e agli oggetti preziosi; comunque i sussidi annuali che
lopera riceve si aggirano sui 25 milioni di dollari.
La Pontificia Opera Missionaria di San Pietro Apostolo cura la gestione delle offerte destinate
alleducazione del clero missionario; notevoli i sussidi raccolti annualmente, che si aggirano sui 10
milioni di dollari. La Pontificia Opera Missionaria della Santa Infanzia cura lamministrazione delle
offerte per il riscatto dei fanciulli pagani; notevoli le raccolte di offerte che non sono inferiori a una
media annuale che equivale a 20 milioni di euro, con un incremento del 47% annuo.
La Pontificia Unione Missionaria  il titolo abbreviato della Pontificia Unione Missionaria del
Clero, che risale alla Unione Missionaria fondata da padre Paolo Manna nel 1908 allo scopo di
raccogliere i contributi provenienti dai sacerdoti di tutto il mondo. Il fine dellUnione 
prevalentemente spirituale e scarsamente finanziario, con esortazione alla preghiera, alla vocazione e
alla predicazione.
Spiritualmente fanno capo alla congregazione le Missioni "sui iuris" che identificano i territori
in ipotetiche zone di missione, l dove il cristianesimo tarda ad avere proseliti, perch il lavoro di
evangelizzazione  ancora nella fase della "Implantatio Ecclesiae", espressione che vale come
"Impianto della Chiesa" in territori restii ad accogliere il messaggio cristiano. Come tali non fanno
parte di alcun vicariato o prefettura. Sorte con il decreto papale Excelsum del 12 settembre 1896, sono
attualmente 9, costruite intorno a cappelle, che non hanno funzione di parrocchia. Rientra nel gruppo la
Missio "Sui Iuris" delle isole Cayman, che maschera in realt una sede amministrativa della Santa
Sede, vera e propria succursale dello IOR (v. Gli istituti bancari del Vaticano).
Peraltro la congregazione risulta proprietaria di numerosi immobili dentro Roma, in realt avuti
in gestione dallAPSA, con relativa amministrazione degli affitti, che costituiscono una notevole
entrata nelle casse dei missionari. Queste entrate, insieme alle offerte provenienti da tutto il mondo alle
varie sezioni delle Pontificie Opere Missionarie delle singole nazioni, costituiscono un fondo comune,
il Fondo Universale di Solidariet, gestito dalla congregazione e finalizzato allapostolato nelle terre di
missione, ma che staziona nello IOR.
Le offerte e i sussidi della Pontificia Opere Missionarie (POM) hanno superato in totale nel
2007, secondo il rapporto dellannuale Bilancio Consultivo Consolidato, i 200 milioni di dollari, cifra
alla quale vanno aggiunti i proventi non contabilizzati ufficialmente, legati a lasciti privati e donazioni
anonime. Non  specificamente indicato nel Bilancio relativo al 2008, perch il problema  che questo
denaro affluisce e staziona nelle casse dello IOR, ovvero sotto il controllo della Santa Sede, nonostante
una riforma dello statuto delle Pontificie Opere Missionarie, varata nel 2005, abbia liberato quel denaro
dal blocco della Banca Vaticana. I 150 delegati missionari, riuniti in convegno a Roma dall11 al 16
maggio 2009 in una casa di esercizi spirituali dei Salesiani alla periferia della citt, hanno tentato di
convincere i tesorieri dello IOR a versare offerte e sussidi depositati nelle loro casse, liberandosi
definitivamente dal controllo della Santa Sede nella raccolta e distribuzione delle offerte, secondo
quanto ha stabilito la riforma. Ci sono riusciti solo in parte. Vuol dire che quei soldi sono finiti perlopi
altrove o stazionano ancora nelle casse dello IOR.
51. La Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede
A monte di tutti gli organismi economico-finanziari della Santa Sede, qualunque sia la loro
configurazione giuridica o la loro ubicazione, non esclusi lo Stato della Citt del Vaticano e i santuari
papali, esiste la Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede. Creata da Paolo VI nel 1967, ha
visto precisate le sue funzioni istituzionali con la costituzione apostolica Pastor Bonus di Giovanni
Paolo Secondo del 1988.
 una sorta di Corte dei conti, investita com del compito di ricevere ed esaminare i bilanci
delle varie amministrazioni e riferirne direttamente al papa, presentando ogni anno una relazione circa
lo stato patrimoniale ed economico, nonch i bilanci consuntivi e preventivi delle amministrazioni,
come indicato nellAnnuario Pontificio. Inoltre ha lobbligo di valutare e controllare tutti gli
investimenti e le operazioni economiche della Santa Sede anche controllando, se lo ritiene opportuno,
scritture contabili e documenti.
Di conseguenza  lufficio che in pratica ha avallato tutti gli imbrogli affiorati nelle
amministrazioni negli ultimi quarantanni; perch in concreto in questi decenni non ha mai deferito ai
tribunali competenti azioni penali relative a quegli imbrogli e alle relative malsane amministrazioni.
Come appunto prescrive larticolo 179 della costituzione, in base al quale  imposto alla Prefettura di
indagare circa i danni, che in qualsiasi maniera siano stati apportati al patrimonio della Santa Sede, al
fine di promuovere azioni penali o civili, se sar necessario, presso i competenti tribunali.
Lattivit della Prefettura  disciplinata da un regolamento, che prevede una commissione di 7
cardinali, presieduta dal cardinale Velasio De Paolis, oltre a un vescovo in veste di Segretario e un
laico come ragioniere generale. Dispone poi di un organico di 9 officiali laici, con a capo un
monsignore, e di 10 consultori guidati da un vescovo e un monsignore, oltre a un collegio
internazionale di 5 laici, tutti esperti in materie giuridico-economiche. Gli uffici sono nel palazzo delle
Congregazioni, largo del Colonnato 3 (tel. 06 69884263, fax 06 69885011).
La Prefettura in pratica presenta ogni anno, in genere ai primi di luglio, una relazione relativa al
Bilancio Consuntivo Consolidato della Santa Sede, al Bilancio Consuntivo Consolidato del
Governatorato della Citt del Vaticano, allObolo di San Pietro e ai contributi in base al canone 1271
del Codice di diritto canonico, tutti relativi allanno precedente.
A titolo di esempio fa testo quello presentato in occasione della 45 riunione plenaria del
Consiglio dei cardinali, svoltasi dal 7 al 9 luglio 2010. Monsignor Velasio De Paolis ha illustrato il
Bilancio Consuntivo Consolidato 2009 della Santa Sede che registra entrate per 250.182.364 e uscite
per 254.284.520, con un disavanzo desercizio di 4.102.156, osservando che  stato possibile
assorbire le fluttuazioni negative che erano state sospese nel 2008 mediante la ricezione di criteri
contabili adottati internazionalmente. Per quanto riguarda il Bilancio Consuntivo 2009 del
Governatorato il monsignore ha fatto presente che il Vaticano ha risentito degli effetti della crisi
economico-finanziaria internazionale, chiudendo con un disavanzo di 7.815.183, con una variazione in
positivo rispetto allanno precedente di quasi 7,5 milioni di euro. E questo anche perch lattivit del
Governatorato  indipendente da contributi provenienti dalla Santa Sede o da altre Istituzioni dal
momento che tale amministrazione provvede in modo autonomo a far fronte alle proprie necessit
economiche.
Per quanto riguarda lObolo di San Pietro ammontato complessivamente a USD 82.529.417
ha fatto registrare rispetto allanno precedente un incremento dei donativi presentati dalle Diocesi,
dalle Comunit religiose e dai singoli fedeli, e con maggiori contributi dai cattolici degli Stati Uniti,
dellItalia e della Francia; ma  stato significativo il contributo di Corea e Giappone. Peraltro a
sostegno della struttura centrale della Chiesa, i Vescovi, per il vincolo dellunit e della carit, hanno
versato, secondo le possibilit delle loro Diocesi e lapporto pi rilevante  stato presentato dalle
Diocesi degli Stati Uniti, seguite da quelle della Germania.
Inoltre lo IOR ha donato 50.000.000 per le attivit di religione del Santo Padre. E comunque
va ricordato che i contributi dell8 per mille provenienti dallo Stato italiano non rientrano in questo
bilancio, perch gestiti in pratica dalla CEI e destinati alle varie parrocchie di tutta Italia.
52. Il traffico di monete, medaglie e francobolli
Monete e francobolli emessi dalla Citt del Vaticano non hanno una finalit pratica, perch certi
prodotti non sono perlopi utilizzati come mezzo di pagamento e affrancatura della posta, pur avendo
libera circolazione in Italia. Sono destinati al collezionismo per la gioia di numismatici e filatelici,
costituendo peraltro una notevole risorsa finanziaria per la Santa Sede.
Tutto ha avuto inizio, naturalmente, nel 1930, quando uscirono le nuove monete pontificie con
la stessa lega, le medesime dimensioni e lidentico valore nominale delle corrispondenti italiane, con la
coniazione effettuata presso la Zecca di Roma, come definito nella specifica convenzione monetaria tra
la Citt del Vaticano e il Regno dItalia, il 2 agosto 1930. Peraltro la lira vaticana andava
esclusivamente a rimorchio di quella italiana, e di qui, il disinteresse che la Santa Sede aveva mostrato
per lemissione di carta moneta. La Convenzione Monetaria fu rinnovata tra il Vaticano e la Repubblica
italiana il 31 luglio 1962 e aggiornata il 1 maggio 2001 in riferimento al passaggio dalla lira alleuro.
La Zecca italiana ha seguitato a coniare per la Citt del Vaticano le monete e, in base agli
accordi con lUnione Europea, la Santa Sede  passata alluso delleuro contemporaneamente allItalia,
anche se il Vaticano non  membro dellUnione. Si  per arrivati a fissare i valori dei pezzi a un
massimo di otto, visto che ben pochi, e sempre meno, sono gli esemplari che finiscono nei
portamonete. Sono pezzi da 1, 2, 5, 10, 20, 50 centesimi e da 1 e 2 euro, destinati a restare perlopi
nelle custodie appositamente predisposte a conservare il fior di conio, in annuali serie complete. Dal 1
gennaio 2010 la convenzione ha elevato a 2.300.000 euro fissi, pi una quota supplementare variabile,
il valore nominale della massa monetaria che pu essere battuta dal Vaticano.
Lemissione annuale viene presentata al papa ufficialmente il 29 giugno, festa dei santi Pietro e
Paolo. Identica finalit numismatica ha la gestione delle medaglie, che dal Cinquecento i papi hanno
fatto coniare annualmente, a commemorazione del loro pontificato e per qualche avvenimento
straordinario. Artisti insigni hanno lavorato allincisione di medaglie e monete pontificie fin dal
Cinquecento e cos nella seconda met del Novecento, da Giacomo Manz a Guido Veroi. In effetti la
numismatica pontificia, specialmente con le medaglie, si esprime in termini di arte; ma, a monte della
tecnica di lavorazione, c un vero e proprio rito che scandisce i tempi di produzione. Si parte dalla
scelta dello scultore, fatta secondo il gusto del papa stesso, ma in base a un certo numero di artisti gi
selezionati dallAPSA. Sempre il papa, comunque, provveder ad approvare il bozzetto definitivo e
solo allora la medaglia potr essere messa in lavorazione.
Laltra attivit indiscutibilmente redditizia  quella dei francobolli, una delle fonti del bilancio
del Governatorato, al quale fa capo il servizio delle Poste Vaticane. Anche qui c il mercato dei
collezionisti, cos che la vendita delle affrancature rappresenta unulteriore speculazione. Dalla
costruzione dellufficio postale nella Citt del Vaticano, avvenuta nel 1964, le emissioni di francobolli
sono venute aumentando a un ritmo frenetico, spaziando da quelli di posta ordinaria, aerea, espressa e
per pacchi a quelli di beneficenza e commemorazione. E, secondo una dichiarazione di Pier Paolo
Francini, si  arrivati a 200.000 copie di serie complete.Tutte le emissioni sono decretate da ordinanze
pontificie, che vengono pubblicate sugli Acta Apostolicae Sedis, vera e propria gazzetta ufficiale
della Santa Sede. Peraltro ordinanze e Acta sono affrancati e bollati "1 giorno", e anche questo
costituisce oggetto di collezionismo, strettamente collegato allemissione stessa dei fracobolli.
Lunghe file di acquirenti si formano davanti ai botteghini dellUfficio Filatelico e Numismatico
nel palazzo del Governatorato; lorario di apertura  dalle 9 alle 13, dal luned al venerd, e dalle 8,15
alle 12,30 il sabato, restando chiuso in agosto. Ma si pu anche diventare uno dei 26.000 clienti
ufficiali inseriti nellapposito elenco di quanti hanno lautomatica prenotazione di acquisto di ogni
nuova emissione. Peraltro esistono ben tre punti vendita di monete e francobolli nella Citt del
Vaticano: in piazza Santa Marta, in piazza Pio XII e presso i Musei Vaticani. E dal 2004  in funzione
anche una vendita di monete presso la basilica di San Paolo in via Ostiense 130.
Va evidenziata anche una curiosit. Ben 1.600.000 acquirenti appartengono a ordini ed enti
religiosi, estreme frange della gerarchia ecclesiastica sparse in tutto il mondo, che rivendono a loro
volta quelle serie a filatelici, realizzando ulteriore profitto. Il che significa un susseguirsi di
speculazioni in questo mercato da parte di rappresentanti della Chiesa.  cos dimostrato che in pratica,
con la vendita di monete e francobolli,  la Chiesa, ovvero la Santa Sede nella sua interezza, a
guadagnare denaro, in barba agli stessi collezionisti.
53. I tribunali del Vaticano e lannullamento dei matrimoni a pagamento
La Santa Sede sovrintende con organi giudiziari alla tutela dei diritti individuali e comunitari
della Chiesa e dei suoi membri, alle strutture della Citt del Vaticano e ai suoi cittadini, nonch ai
fedeli di tutto il mondo, relativamente a controversie in materia di sacramenti, violazione di leggi
ecclesiastiche e a carattere amministrativo. In relazione esistono tre tribunali.
La Penitenzieria Apostolica risale a un tribunale istituito nel 1193 e rinnovato pi volte fino
allattuale impostazione con Giovanni Paolo Secondo nel 1988.  il supremo tribunale della Chiesa per il foro
interno; ha potest amministrativa e avvia unistruttoria in base alla quale il papa in persona concede la
grazia e lassoluzione da peccati e censure relative a: profanazione dellostia consacrata,
corresponsabilit in un aborto, reati sessuali, pedofilia, violazione del segreto confessionale, dispense
da impedimenti matrimoniali occulti e da irregolarit, giuramenti, commutazioni di voti e oneri
derivanti da fondazioni pie, sanazioni di professioni religiose invalide, uso e concessione delle
indulgenze. Riguardo alla concessione delle indulgenze che, secondo la dottrina cattolica, comportano
la remissione della pena temporale dovuta al peccato, va ricordato che originariamente le indulgenze
erano assegnate in riferimento ad anni, mesi e giorni in una ridicola frammentazione temporale, che 
stata annullata da Paolo VI con la costituzione apostolica Indulgentiarum doctrina del 1 gennaio 1967.
Il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica deriva da una Segnatura della giustizia,
esaurita nel 1870, e che ha assunto lattuale struttura con Paolo VI nel 1967. Una Sezione giudiziaria
tratta le cause previste dal Codice di diritto canonico e funziona come tribunale di Cassazione per
ricorsi contro le sentenze della Sacra Rota; cura anche listituzione di tribunali regionali e gode dei
diritti conferiti dai concordati con alcuni Stati. Una Sezione contenzioso-amministrativa provvede alla
retta amministrazione della giustizia nella Chiesa e nei conflitti di competenza tra tribunali e dicasteri,
funzionando come Consiglio di Stato. La sede di ambedue i tribunali  a Roma nel palazzo della
Cancelleria in piazza della Cancelleria 1.
Il tribunale della Rota Romana  un antichissimo tribunale che ha assunto una impostazione
concreta nel XII secolo, rinnovata pi volte fino a una revisione completa di Pio X nel 1908, con alcuni
cambiamenti operati da Giovanni Paolo Secondo nel 1982. Il tribunale, presieduto dal vescovo Antoni
Stankiewicz, provvede a giudicare i vescovi nelle cause contenziose, gli abati di congregazioni
monastiche, le diocesi;  particolare la funzione di giudizio per gli annullamenti dei matrimoni, per i
quali presso il tribunale funziona uno speciale Studio Rotale, diretto dallo stesso Presidente del
collegio.
Figura emblematica di un processo di annullamento  il Ponente, che conduce la procedura
sulla base del "dubbio", ovvero delle testimonianze addotte dalle parti; ma pu procedere a un
supplemento dinchiesta, inviando anche una commissione apposita nella diocesi dorigine degli sposi.
Vengono poi richieste perizie da parte di esperti, di carattere medico o psicologico, nonch canonico,
esaminate per iscritto in un dossier comunicato anche agli avvocati delle parti. Il processo inizia a
distanza di due mesi dallesame del dossier.
Le motivazioni valutate per avviare una causa di annullamento matrimoniale sono:
ipersessualit, non accettazione della sessualit volta alla procreazione, psicosi maniaco-depressiva,
narcisismo, grave debolezza sessuale o carenza erotica, immaturit psico-affettiva, personalit
paranoica, disturbo antisociale di personalit, sindrome borderline, alcolismo cronico e
tossicodipendenza, disturbo dissociativo da trance, abnorme dipendenza dalla madre. A fronte di queste
motivazioni subentrano per anche cause politiche che si riscontrano in riferimento a sovrani e
governatori cattolici, le cui richieste di annullamento, a seconda dellesito, hanno determinato il
mantenimento o meno della religione cattolica nel rispettivo Stato, e che quindi vanno valutate in
questa lungimirante prospettiva.
In tempi vicini a noi c il caso dellannullamento del matrimonio della principessa Carolina di
Monaco con Philippe Junot nel 1992, durante il pontificato di Giovanni Paolo II. La procedura, avviata
nel 1982 su richiesta della principessa, che si era rivolta direttamente al papa, come il Codice di diritto
canonico ammette solo per capi di Stato e loro familiari,  durata dieci anni di studi e giudizi canonici.
E il matrimonio  stato giudicato nullo per lincapacit del marito di farsi carico, per cause di natura
psichica, degli obblighi coniugali essenziali; una sentenza per la quale ha influito la perizia
psichiatrica effettuata sullincapace Junot dal professor Diego de Caro, ma che in realt nasconde
motivazioni di natura politica. Ma motivazioni politiche sono indiscutibilmente presenti anche
nellannullamento del matrimonio di Francesco Cossiga, contratto nel 1960, durato 33 anni e con tanto
di figli.
Questi i tempi dei processi per un annullamento: due anni per avere una sentenza di prima
istanza, che, se  favorevole alla nullit, determina una seconda istanza con un processo di un anno; se
occorre una terza istanza ci vogliono altri due anni. Per il costo, si parte da 8000 euro, con laggiunta di
4000 ed eventualmente altri 3000. Sempre che non subentrino spese extra relative alla corruzione di un
membro del tribunale, come si  verificato a novembre del 2007, quando un frate del tribunale
ecclesiastico marchigiano di Fermo ha intascato tangenti per favorire le pratiche di annullamento.
Come si legge nel comunicato ANSA, a incastrarlo  stato un investigatore privato, reclutato da
alcune delle persone cui il religioso aveva chiesto denaro  qualche migliaio di euro per ciascuna
pratica  fingendo di essere un marito in attesa di separazione. E non  che sia rassicurante, a fronte
della sacralit del tribunale, la dichiarazione del Presidente del tribunale marchigiano che al di l
dellaspetto legale, quanto commesso da questo religioso  al limite della blasfemia.
A fronte di questi particolari i dati del 2009 riferiscono che ci sono state 8400 richieste e quasi
6000 le nullit, risultate tali nel 64% dei casi per vizio di consenso, nel 15% per difetto di forma e
nell1% per impotenza. Sono peraltro numerosi i casi di annullamento dopo molti anni di matrimonio,
sui quali nel 2010 Benedetto XVI ha richiesto pi rigore. E si  avuta a gennaio del 2011 anche una
contestazione da parte del tribunale italiano della Cassazione, che ha osservato che la prolungata
convivenza  considerata espressiva di una volont di accettazione del rapporto che ne  seguito ed 
incompatibile il successivo esercizio della facolt di rimetterlo in discussione, altrimenti riconosciuto
dalla legge.
54. La vendita delle chiese
La crisi religiosa non comporta soltanto una diminuzione del numero dei fedeli, ma anche dei
sacerdoti. E non solo in Italia. Di conseguenza accade che molte chiese e cappelle restino abbandonate,
prive di ministri ecclesiastici che ne curino lofficio, oltre a non essere frequentate dai fedeli. Su
100.000 chiese esistenti, solo 25.000 svolgono unattivit come parrocchie; altre 50.000 sono quelle
appoggiate alle parrocchie con funzione sussidiaria di culto, mentre 25.000 sono abbandonate e
sconsacrate, perlopi chiuse, destinate a saltuari usi alternativi alla religione e affittate anche come sale
per concerti, conferenze e mostre. E cos accade che queste chiese siano vendute dai vescovi delle varie
diocesi e trasformate in strutture completamente diverse. Infatti, secondo una osservazione
dellarcivescovo Loris Capovilla, a Napoli come a Venezia ci sono chiese storiche trasformate in
scuole o banche; uno dei licei scientifici di Venezia  il Santa Giustina, che ha sede nella omonima ex
chiesa. Si conserva la facciata, ma si cambia linterno e la destinazione. E allora, secondo Capovilla,
sarebbe opportuno affidare le chiese non utilizzate a confraternite laiche o a piccole comunit
monastiche, come  accaduto a Bose, frazione del comune di Magnano, in provincia di Biella.
Ma i vertici del Vaticano non sono di questa idea, considerando anche che ormai il fenomeno
gli  sfuggito di mano e a questo punto  pi opportuno vendere certe chiese prive di fedeli e di valore
artistico o storico; mantenerle senza vantaggi sarebbe troppo oneroso per le diocesi. Tutto per bocca
dellarcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia
Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra,
nel dicembre del 2009. La Santa Sede ha trovato unaltra fonte di guadagno irrinunciabile, cos che
perfino sui siti di annunci immobiliari aumentano le chiese italiane sconsacrate vendute online; a
esempio a Volterra una ex chiesa costruita nell850 d.C.  stata messa in vendita per 1.650.000 euro.
Gli ultimi a essere venduti a Roma sono un complesso monastico sulla Camilluccia e un ex convento
del Settecento al Trionfale, incamerato dallimmobiliarista Giuseppe Statuto, che  riuscito anche ad
acquistare immobili non pi utilizzati da ordini religiosi.
In Internet il fenomeno  in ascesa. Il sito immobiliare.it pubblicizza una chiesetta di 170 metri
quadrati in zona Careggi, a Firenze, a 780.000 euro, da trasformare in casa di abitazione, essendo gi
dotata di angolo cottura. E ancora, sullo stesso sito  in vendita unaltra chiesa del Trecento a Olevano
sul Tusciano, in provincia di Salerno; vi si suggerisce la costruzione di una villa su due piani al prezzo
di 90.000 euro;  regalata! Su un altro sito, trova-casa.net,  in vendita una chiesa di 840 metri quadrati
nel centro di Napoli, al prezzo di 5 milioni di euro, e se ne suggerisce la ristrutturazione per un
ristorante di lusso o uso ufficio.
In ogni caso il fenomeno della vendita non  ovviamente limitato allItalia, grazie ad abili
inmprenditori. Il primo a impegnarsi nel campo  stato Peter Gatien, re dei night club di New York; la
sua discoteca Limelight  stata aperta nel 1983 allinterno di una chiesa sconsacrata sulla Sesta Avenue.
Qualche anno dopo Gatien a Londra ha trovato la sede per la sua Limelight in una ex chiesa
presbiteriana del 1754 in Shaftesbury Avenue. E cos Giancarlo Zizola su la Repubblica del 2
dicembre 2009 segnala che in Ungheria una chiesa sconsacrata e venduta  diventata un night a luci
rosse, dove al culmine dello spettacolo serale, una cubista sale su quello che era laltare e si spoglia
completamente.
Terreno fertile  in America, con il coinvolgimento delle innumerevoli chiese protestanti. Cos 
rimasto clamoroso il caso di una Chiesa cattolica a Easton nel Maryland, vicino a Washington, venduta
nel 2005 alla Chiesa anglicana e dedicata a SantAndrea. Lha acquistata il vescovo Joel Johnson nella
speranza che la chiesa fosse frequentata dalla locale comunit e che questa contribuisse con le offerte al
pagamento.  stata una speranza mal riposta, perch il numero dei fedeli  diminuito, e il vescovo 
stato costretto a mettere la chiesa allasta. Lha comprata la Banca Talbot per 700.000 dollari. Qualcosa
di simile si  verificato con la Chiesa della Verit a Des Moines, nello Iowa: ne  diventata padrona la
banca che aveva concesso il mutuo, e cos il pastore defenestrato riesce a officiare solo la domenica e
solo al Club dei boy scouts.
La vendita delle chiese cattoliche si  intensificata alla fine del 2010 in Spagna, dove peraltro il
fenomeno ricalca quanto avvenuto addirittura nel 1836. Allepoca infatti alcuni luoghi di culto,
espropriati alla Chiesa, furono messi in vendita dalla regina Maria Cristina di Borbone per risanare le
casse dello Stato. Emblematico oggi il caso del negozio del gruppo Zara a Salamanca, insediato
nellantica chiesa del convento di SantAntonio. Larchitetto Fernando Garcia Erviti, proprietario del
sito www.joyasinmobiliarias.com, specializzato da 15 anni nella vendita online di edifici storici ha
segnalato al settimanale Epoca che la Spagna  ricca di chiese abbandonate o ristrutturate per scopi
abitativi; cos  in vendita per 1,2 milioni di euro a Segovia il convento della Trinidad de Cuellar
costruito nel Cinquecento dai monaci, e utilizzato nel 1809 dalle truppe napoleoniche di invasione
come quartier generale. Acquistato da unimportante famiglia negli anni Trenta del Novecento, il
convento  stato trasformato in unabitazione di oltre 800 metri quadrati con ampi saloni, otto camere
da letto, con due bagni. Chi lo compera dovrebbe ampliare i servizi.
55. LObolo di San Pietro e lElemosineria Apostolica
Listituzione dellObolo di San Pietro risale al re Ina (689-726) che, avendo abdicato al regno
dInghilterra, venne ad abitare a Roma, dedicandosi a una vita da pellegrino presso la basilica di San
Pietro; fond un ricovero per dare una certa assistenza ai romei inglesi e per questo impose la tassa di
un soldo lanno a ogni famiglia del suo ex regno. Quella tassa si chiam Romscott, cio "scotto",
ovvero obolo, da pagare a Roma. La conferm il re Offa della Mercia e dInghilterra (757-796), il quale
inviava ogni anno una somma per lilluminazione della basilica di San Pietro (Peters pence).
Labitudine si estese a vari paesi; Carlo Magno la mise sotto forma di offerta obbligatoria per tutti i
possidenti terrieri, come una tassa; Canuto (994-1035), re dInghilterra e Danimarca, la estese alla
Danimarca; i Normanni ladottarono in Sicilia. Naturalmente le vicissitudini della Chiesa, legate a
scismi e guerre, resero spesso difficoltosi la raccolta e lafflusso a Roma del denaro, che peraltro cess
dopo le varie riforme.
Occorreva un sistema nuovo di definizione della raccolta. Lorganizza in Francia lo scrittore
Charles Forbes de Tryon, conte di Montalembert, che nel 1859 istituisce a Parigi un comitato per la
raccolta dellobolo in forma di offerta elemosina, facendogli perdere oltretutto la caratteristica della
tassa; liniziativa viene appoggiata in Austria e nel Regno dItalia, estendendosi alle altre nazioni
europee ed extraeuropee. Si costituisce cos in ogni diocesi lOpera dellObolo di San Pietro,
consacrata da una specifica enciclica di Pio IX, la Saepe, Venerabiles Fratres del 5 agosto 1875; la
raccolta viene fissata in tutte le chiese del mondo per il 29 giugno, giorno della festa dei santi Pietro e
Paolo, o comunque la domenica pi vicina alla festivit, ed  versata dai fedeli al papa perch ladoperi
per gli usi che egli ritiene pi opportuni in favore del mondo cattolico. E vi si aggiungono i contributi
provenienti da Istituti di Vita Consacrata, Societ di Vita Apostolica e Fondazioni, come pure
donazioni di singoli fedeli.
La raccolta oggi confluisce nellUfficio Amministrativo della Segreteria di Stato, in una vera e
propria cassa, addetta esclusivamente alla registrazione delle offerte provenienti da tutto il mondo.
Lufficio ha peraltro un conto corrente presso lUniCredit Banca dImpresa
(IT/04/B/03226/03202/000005329965 CIN-B, ABI-03226, CAB-03202, Swift-UNCRIT2VRMX), ma
i versamenti possono pervenire anche direttamente allufficio tramite conto corrente postale
(n.75070003), carta di credito con notifica via fax (06 69883954) e online (email obolo.sp@segstat.va).
Senza contare che lofferta pu essere inviata direttamente al papa: Sua Santit Benedetto XVI 
00120 Citt del Vaticano. Di questa entrata peraltro si ha unindicazione, presumibilmente esatta,
nellannuale dichiarazione del Bilancio consuntivo consolidato della Santa Sede e della Citt del
Vaticano, e ammontava nel 2009 a 82.529.417 dollari.
LObolo  utilizzato per interventi caritativi alle popolazioni di varie nazioni colpite da calamit
di diversa natura, per sostenere numerose iniziative delle comunit ecclesiali del Terzo Mondo e per
aiutare le chiese locali pi povere, ma non vengono indicati specificamente i beneficiari. Per questo
lObolo finisce per essere gestito dalla Elemosineria Apostolica, istituzione che risale al 1271 e
mantenuta viva nei secoli con il compito di esercitare la carit verso i poveri in nome del papa
mediante modeste elargizioni, che sono appunto elemosine, ma in grado di definirsi ufficialmente
nella somma annuale di un milione e mezzo di euro circa. Lo ha dichiarato in unintervista su
LOsservatore Romano del 29 dicembre 2007 lElemosiniere di Sua Santit in carica, Flix del
Blanco Prieto, arcivescovo di Vannida, precisando che annualmente vengono donati circa 1.000.000
di euro ai singoli e altri 400.000 euro circa alle istituzioni assistenziali, a piccoli progetti di carit e ai
monasteri di clausura bisognosi, per un totale di pi di 10.000 interventi. In pratica lafflusso di questo
denaro rientra nella gestione finanziaria del sovrano pontefice (v. I soldi del papa).
Fa capo infatti a questo ufficio listituzione della Benedizione pontificia a pagamento, che risale
al 1893, e consiste nella concessione delle benedizioni pontificie, richieste dai fedeli di tutto il mondo
per qualsiasi motivo, e come tale personalizzata, per un matrimonio, un battesimo, un funerale o altri
scopi, anche non religiosi, come il lavoro. Ci si deve rivolgere allElemosiniere, delegato a concedere
la benedizione papale, che pertanto non arriva direttamente dal sovrano pontefice. Viene rilasciata con
un apposito diploma che riporta, oltre al testo, la fotografia del pontefice, la firma dellElemosiniere (e
non del papa) e il timbro a secco dellUfficio dellElemosineria Apostolica.  in formule stampate su
carta semplice o, preferibilmente, su pergamena con il relativo logo della Santa Sede e il sigillo del
papa regnante.
La benedizione viene anche spedita per posta. Il costo di 25 euro viene giustificato con le spese
postali, francamente eccessive; la si pu ricevere anche facendone richiesta alle librerie cattoliche che
si trovano nei dintorni del Vaticano. In sostanza, a parte la tassa pagata, la benedizione pontificia non 
ricevuta, ma "elemosinata", proprio perch firmata dallElemosiniere e si tratta in sostanza di
unoperazione finanziaria.
LElemosiniere di Sua Santit  assistito da un ecclesiastico, 2 suore e 4 laici nelle vesti di
addetti e applicati di segreteria. Lufficio  in grado di rilasciare, sempre secondo una dichiarazione
dellarcivescovo Flix del Blanco Prieto, circa 122.000 pergamene allanno, evadendo le richieste che
ci giungono tramite lettera, fax e di persona, mentre altre 180.000 pergamene vengono diffuse da enti
con noi convenzionati. Questo vuol dire che allElemosineria Apostolica affluiscono, solo per questa
benedizione, un totale di 7.500.000 euro a fronte del 1.400.000 euro donati in beneficenza, il che
significa che 6.100.000 euro derivano dalle spese postali. Questo  poco credibile. E pensare che la
benedizione del sovrano pontefice  gratuitamente accessibile a tutti in piazza San Pietro e per
televisione al momento dellAngelus domenicale!
56. Lo sfruttamento finanziario dellAnno Santo
LAnno Santo  nato nel 1300, avendo da subito un riferimento di lucro legato al guadagno
dellindulgenza da parte del pellegrino, ma contemporaneamente al guadagno finanziario da parte della
Chiesa; tanto che il ritornello cantato dai pellegrini Crimina laxantur ovvero "I peccati vengono
rimessi" divenne popolarmente Crimina laxantur, ovvero "I peccati vengono tassati".  un dato di fatto
che, alla chiusura di quel giubileo, Bonifacio VIII vide affluire nelle casse della Chiesa almeno 50.000
fiorini, che non finirono in opere di carit, ma furono utilizzati dal papa per la costruzione di immobili,
come la fondazione di Castel Giubileo sulla via Salaria.
Lo sfruttamento finanziario dellAnno Santo da allora  rimasto una costante, raggiungendo il
suo apice durante il pontificato di Giovanni Paolo II, che ebbe lopportunit di indire due giubilei:
lAnno Santo del 1983, chiamato Secondo della Redenzione, per i 1950 anni dalla morte di Cristo, e
lAnno Santo del 2000. Ed  stato questultimo quello che ha impegnato maggiormente il Vaticano e la
citt di Roma nella sua organizzazione. Fu annunciato dal papa nella lettera apostolica Tertio millenio
adveniente del 10 novembre 1994 con le linee spirituali e pratiche della sua preparazione. In una prima
fase, dal 1994 al 1996, un Comitato Centrale Ecclesiastico presieduto dal cardinale Roger Etchegaray e
con Segretario larcivescovo Crescenzio Sepe avrebbe suggerito linee di riflessione e di azione a
livello universale e la programmazione delle celebrazioni chiamata "Progetto Italia", in collegamento
con lOpera Romana Pellegrinaggi, nonch con le parrocchie e gli istituti religiosi della capitale e della
provincia. Una seconda fase, sviluppata tra il 1997 e il 1999, doveva essere una riflessione religiosa
sulla figura di Cristo.
In collegamento con questo comitato ecclesiastico viene istituita nel 1995 una Agenzia Romana
per la Preparazione al Giubileo per dare supporto tecnico alle amministrazioni; si tratta di una societ
per azioni a capitale interamente pubblico e suoi azionisti sono il Comune di Roma, la Provincia di
Roma, la Regione Lazio, la Camera di Commercio di Roma, il ministero del Tesoro attraverso la Cassa
Depositi e Prestiti, il Comune di Firenze e il Comune di Napoli. Per coordinare le attivit  stato
nominato il Commissario Straordinario del Governo nella persona del sindaco di Roma Francesco
Rutelli.
Sono state cos programmate delle opere pubbliche, ma i vari progetti sono rimasti sulla carta, e
ci si  limitati a restaurare alcune chiese, ristrutturare alcuni ponti, prolungare la linea A della
metropolitana verso lAurelio, a fronte dei diversi istituti religiosi, utilizzati come pensionati, e si 
costruito un sottopassaggio di 350 metri nella zona di Castel SantAngelo. Da parte sua il Vaticano ha
provveduto al restauro della facciata della basilica di San Pietro, in gran parte con la sponsorizzazione
dellENI, e ha avuto in concessione a titolo gratuito lAir Terminal Ostiense, che lo Stato italiano aveva
abbandonato, realizzandovi una serie di strutture commerciali. Ha costruito anche un parcheggio sul
Gianicolo con 6 piani interrati, costato 80 miliardi, met a sue spese e met dello Stato italiano;
destinato ai pullman turistici, infine  risultato inutile perch scomodo e caro, con i pullman lasciati in
sosta in via della Conciliazione.
Nel settembre 1999 viene pubblicata lultima edizione dellEnchiridion indulgentiarum
("Manuale delle indulgenze") in 116 pagine;  una trattazione completa sullo specifico argomento,
complementare alle Disposizioni per lacquisto dellindulgenza plenaria dellAnno Santo 2000, perch
in sostanza la vendita delle indulgenze in qualche modo confluisce nellAnno Santo. In quella
circostanza, in alternativa alla visita devozionale,  stata indicata la possibilit di acquistare
lindulgenza plenaria mediante iniziative che attuino in modo concreto e generoso lo spirito
penitenziale, ordinate in una sorta di decalogo.
Cinque di queste tirano in ballo il denaro. Ed esattamente: V. Devolvere denaro ai poveri; VI.
Devolvere denaro a opere di assistenza dellinfanzia abbandonata; VII. Devolvere denaro a opere di
assistenza della giovent in difficolt; VIII. Devolvere denaro a opere di assistenza degli anziani
bisognosi; IX. Devolvere denaro a opere di assistenza degli stranieri bisognosi. Nonostante il carattere
tutto "spirituale" che certo "devolvere denaro" avrebbe allinsegna della carit, le disposizioni in
qualche modo fanno riferimento a una vendita dindulgenza e hanno il carattere di un tariffario. E il
cardinale Etchegaray lo nega: Non  un tariffario! Si tratta dellincontro con dio misericordioso.
Piuttosto, a margine delle norme liturgiche, si segnalano tre iniziative commerciali per lAnno
Santo 2000, tra le numerose realizzate, che evidenziano lo sfruttamento dellevento sacro. Una prima 
il Pane del Giubileo, sponsorizzato dal Vaticano dopo un accordo con la ditta belga Puratos, che
fornisce la farina con marchio e ricetta ai fornai italiani. Viene prodotto per 82 giorni e ha la forma di
una maxi-rosetta, con 12 spicchi attorno a un cerchio, simbolo dei 12 apostoli attorno a Cristo ed 
pubblicizzato come il "pane dei poveri". Infatti linserzione pubblicitaria recita: Per ogni pane che
acquisti, 100 lire andranno ad aiutare chi ha fame. Il Vaticano ha precisato che il pane  messo in
vendita a 3000 lire il chilo, ma di diverso parere  stato il portavoce delle 30.000 aziende italiane di
panificazione, le quali hanno denunciato che essendo obbligate ad acquistare le materie prime dalla
Puratos, che vende a prezzi triplicati, rispetto alla media, le farine necessarie a produrre quel tipo di
pagnotta, hanno dovuto portare il prezzo a 10.000 lire. A quel prezzo tante famiglie hanno rinunciato
a dare un aiuto ai poveri, che avrebbe dovuto essere lo scopo giubilare della iniziativa commerciale.
Unaltra creazione per lAnno Santo del 2000  la Penna del Giubileo. La realizza la ditta
Pineider, la pi raffinata nel settore, in collegamento con i Musei Vaticani. Ne offre 999 esemplari con
il marchio delle chiavi di san Pietro sul pennino doro, la riproduzione della cupola della basilica con
corona di platino sul cappuccio e brillanti alle finestrelle;  accompagnata da un servizio da scrivania
Luigi XVI lavorato e decorato a mano, simile a quello usato dal papa. Prezzo 18 milioni di lire.
Carattere pi religioso ha poi la produzione di un elemento proprio del corredo del pellegrino
del 2000.  linginocchiatoio e si chiama Devotum.  costituito da 18 pezzi di legno massiccio,
trasportabili come un bagaglio a mano, per essere montato in pochi minuti quando serve; pesa 5 chili ed
 corredato da un cuscino di velluto. Lo realizza per i pellegrini, pur essendo utile a sacerdoti e prelati,
la ditta Lavis di Trento ed  commentato positivamente dal Segretario generale del Comitato Centrale
del Grande Giubileo 2000, monsignor Crescenzio Sepe, in quanto invita al raccoglimento e alla
preghiera. Devotum  lunico prodotto di unazienda italiana del mobile che abbia ottenuto il
finanziamento del Fondo di Solidariet del Grande Giubileo del 2000. Costo 700.000 lire.
57. Lo sfruttamento finanziario dei pellegrinaggi
Le basiliche di Roma e i santuari sparsi nel mondo sono mete di pellegrinaggi perlopi
organizzati dalle agenzie che fanno capo alla Santa Sede. Si ha a che fare con un autentico turismo
religioso quanto mai lucroso; nelledizione milanese 2009 della BIT, la Borsa Internazionale del
Turismo,  stata presente la BIT Itinera, un workshop dedicato ai pellegrinaggi; e in quella del 2010,
tenuta a Milano dal 18 al 21 febbraio, sono stati presenti ben 220 operatori di agenzie di viaggio in
luoghi di culto religioso. La Santa Sede dispone di due istituti di trasporto in nome di una iniziativa
apostolica, che nasconde in realt uno sfruttamento, grazie al vantaggio economico che se ne ricava. Il
primo istituto ufficiale per lorganizzazione dei viaggi in treno al santuario di Lourdes, di ammalati e
non, ovviamente a pagamento,  lUNITAL (Unione Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes), in
seguito chiamata UNITALSI (con il prolungameto della sigla riferito ai Santuari Internazionali);  stato
fondato nel 1903 da Giovan Battista Tommasi e presieduto nel 1909 da monsignor Lorenzo Ciccone, in
collegamento con larcidiocesi di Milano. Un secondo istituto di viaggi a Lourdes, per ammalati e non,
nasce nel 1912 con la fondazione dellOFTAL (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes) a
opera di monsignor Alessandro Rastelli, in collegamento con larcidiocesi di Torino. Listituto dal
1936 estende la propria attivit a livello nazionale, articolandosi in sezioni diocesane con autonomia
organizzativa e amministrativa, facendo capo a un collegio di vescovi, che dal 1952 mette
lassociazione in collegamento con la CEI; la dirige un Presidente generale, attualmente nella persona
di monsignor Gianpaolo Angelino, che  anche cappellano della Grotta di Lourdes.
LUNITALSI non  direttamente collegata al Vaticano, per cui nel 1933 viene istituito, su
iniziativa del cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani, il Comitato Romano Pellegrinaggi,
denominazione mutata dal 30 gennaio 1957 in Opera Romana Pellegrinaggi. Questa diventa unattivit
istituzionale del Vicariato di Roma, legata allamministrazione del Vaticano e dal 1989 direttamente
allAPSA attraverso la Peregrinatio (v.).  infatti presieduta dal cardinale vicario di Roma, attualmente
Agostino Vallini, con vicePresidente monsignor Liberio Andreatta e amministratore delegato il
reverendo Cesare Atuire. Lopera, con sede a Roma, ha un apparato assistenziale notevole, fino a
contare 900 sacerdoti e 400 animatori e assistenti per 130.000 pellegrini lanno, avendo convenzioni
con 2500 agenzie. Per dare unidea concreta dei costi  utile il comunicato dellopera relativo a un
pellegrinaggio a Fatima e Santiago de Compostela per cinque giorni dal 22 al 27 ottobre 2010.
Quota di partecipazione: 800 euro. Tasse e accessori: 106 euro. Quota di iscrizione: 30 euro.
Supplemento singola: 180 euro. La quota comprende: viaggio aereo Roma-Lisbona-Porto-Roma (volo
di linea, classe turistica); trasferimenti in pullman; visite ed escursioni come da programma; ingressi;
pensione completa dal pranzo del 1 giorno alla colazione del 6 giorno (bevande incluse); alberghi di
cat. 3 e 4 stelle (camera a due letti con servizi privati); mance; portadocumenti; assistenza
tecnico-religiosa; assicurazioni.
In collegamento a questa precisa e fruttuosa organizzazione finanziaria dei pellegrinaggi
lUNITALSI si  inventata una formula propagandistica di grande utilit; puntando sul tradizionale
spirito di carit dei cittadini italiani ha organizzato una personale Giornata Mondiale di Raccolta di
Fondi, giunta nel 2010 alla nona edizione, sabato 13 e domenica 14 marzo. Infatti nelloccasione
vengono venduti bonsai di ulivo, e parte del ricavato, come precisa il comunicato dellassociazione,
andr a favore di chi  nel bisogno, di chi  solo, di chi attraversa dei periodi di difficolt, come le
case vacanze o le case famiglia, altri destinati a interventi di sostegno alle famiglie con bambini affetti
da varie patologie e costrette a lasciare la propria casa per farli curare in un centro specializzato lontano
dal luogo di residenza. Lo spirito di condivisione dellUNITALSI favorisce anche la realizzazione di
moltissime iniziative locali finalizzate ad alleviare i disagi degli anziani e dei disabili, come
lassistenza domiciliare, lorganizzazione di soggiorni estivi e invernali, gite di una o pi giornate,
attivit di tempo libero, attivit di formazione, laboratori di creativit.
Lorganizzazione non  infatti limitata ai viaggi verso i santuari con i pullman, i treni e i
cosiddetti "treni bianchi", ma si estende, come indica il comunicato, allassistenza agli anziani e
ammalati, ai quali in verit sono rivolte altre istituzioni di carit, prima fra tutte la Caritas. In realt
lUNITALSI amplia la sua attivit gestendo i tour verso i luoghi santi di Roma, ovvero le basiliche
papali.  unaltra iniziativa apostolico-amministrativa da sfruttare; e si tenga presente che lUNITALSI
per il centenario della sua istituzione, nel 2003,  arrivata a contare 300.000 aderenti e volontari per
accompagnare pi di 100.000 persone lanno. E secondo unindagine Trademark la Santa Sede
controlla ogni anno un traffico di 40 milioni di presenze, con 19 milioni di pernottamenti e 250.000
posti letto in quasi 4000 strutture, per un volume daffari che supera i 5 miliardi di euro.
I tour dentro Roma costituiscono per una impropria finalizzazione dellopera, perch sono giri
turistici e non pellegrinaggi, nonostante siano allinsegna di Roma Cristiana, in 12 fermate disposte
strategicamente nei punti pi interessanti della citt, come specificamente vengono presentati ai
turisti: infatti si passano in rassegna, restando seduti sullautobus, solo tre basiliche papali (perch San
Paolo non  contemplata) e una decina di chiese, a fronte di un excursus storico-civile sui luoghi
interessanti nelle vicinanze delle pi importanti piazze. Tutto allinsegna di un vero e proprio sopruso.
Questi tour vengono infatti organizzati a bordo di autobus scoperti a due piani forniti dal Comune di
Roma, che mette anche a disposizione gratuitamente gli autisti, il gasolio e la manutenzione dei mezzi.
I lavoratori che assistono i turisti e vendono i biglietti ricevono un compenso, completamente in nero,
in ragione di un euro ogni biglietto venduto. Il biglietto costa 16 euro e durante lanno si registrano
circa 200.000 turisti (e non pellegrini), e questo  un indice ben chiaro dello sfruttamento del servizio
fornito dallopera, a fronte oltretutto dei lavoratori in nero e delluso gratuito dei mezzi.
I pellegrinaggi sono stati sfiorati anche da uno scandalo. A settembre del 1993 Stefano
Marenda, ex Segretario generale dellUNITALSI, e il fratello Pietro Paolo Marenda, consulente
dellAPSA, sono stati indagati a Torino per concorso in corruzione.  affiorata una tangente di 250
milioni di lire emessa dallimpresa edile Gilardi per aggiudicarsi lappalto di 40 miliardi nella
costruzione di una sede dellistituto torinese Galileo Ferraris; la tangente sarebbe finita nella banca
dellAPSA in un conto di Stefano Marenda.  intervenuto il cardinale Ugo Poletti, ex vicario di Roma
e Presidente dellUNITALSI, che esclude limbroglio nel modo pi categorico, come si legge su La
Stampa del 12 settembre 1993, sottolineando che lUNITALSI in quegli anni non  mai stata
neppure sfiorata da simili sospetti. Linchiesta sar archiviata perch, secondo quanto riporter La
Stampa dell11 marzo 1994, sul conto bancario depositato presso lAPSA del Vaticano non
passarono tangenti, ma soltanto regali del costruttore torinese Gilardi a privati, in relazione ad appalti
che interessavano la succursale romana della Gilardi.
58. La raccolta delle offerte e la beneficenza con usura
La raccolta delle offerte nelle chiese gestita dai parroci fa capo a una precisa ordinanza della
CEI e non va confusa con le offerte per la Congregazione della Evangelizzazione dei Popoli in sei
specifiche giornate (v. I soldi dei missionari). Tutto questo  chiaramente definito nella delibera n. 59
del 3 settembre 1993, intitolata Norme circa la raccolta di offerte per necessit particolari, articolata in
cinque punti, che  stata pubblicata nel Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana n. 8 del 1993.
La delibera mette in evidenza lo scrupoloso rigore con cui la raccolta va compiuta e gli scopi pii
o caritatevoli che la guidano. Ma va segnalato luso improprio che di certe offerte  stato recentemente
fatto da parte della CEI in relazione a un "Prestito della Speranza" per le famiglie in difficolt. Grazie a
una colletta nazionale indetta domenica 31 maggio 2009 in tutte le chiese dItalia la CEI ha raccolto la
cifra di 30 milioni di euro e ha progettato di depositarla presso Banca Intesa, che si  detta pronta a
integrare la somma con altri 270 milioni in forma di prestito, raggiungendo cos la somma di 300
milioni. A settembre del 2009 ha preso il via il prestito illustrato in una conferenza stampa il 14 luglio
2009 dal Segretario della CEI monsignor Mariano Crociata e dallamministratore delegato della banca
Corrado Passera; consiste nellassegnazione di un contributo massimo di 500 euro mensili per un anno,
per un totale di 6000 euro, che la famiglia beneficiaria dovr restituire a un tasso dinteresse che non
sar superiore al 4,5%. Loperazione di carit diventa unoperazione di usura compiuta su quei 30
milioni raccolti nelle chiese, che non sono della CEI, ma frutto di offerte finalizzate proprio a certe
famiglie e che come tali dovrebbero essere assegnati gratuitamente e non prestati per essere oggetto di
restituzione. Mentre  logico che Banca Intesa rientri della somma messa in circolazione, la CEI non
dovrebbe riavere indietro neanche un euro:  unoperazione indegna dello spirito di carit che dovrebbe
animare liniziativa.
La CEI inoltre sollecita annualmente nelle parrocchie anche le offerte per i sacerdoti senza
stipendio, sovvenzionati in verit con le quote dell8 per mille che per, come indicato in un depliant
distribuito allinsegna di Aiuta tutti i sacerdoti, non bastano. E per questo si deve ricorrere alle
Offerte per il sostentamento. Per le quali viene precisato che vengono distribuite tra tutti i sacerdoti,
specialmente quelli che ne hanno pi bisogno. In questo modo tutti i sacerdoti, anche quelli delle
comunit pi piccole e povere, potranno contare su una distribuzione equa delle Offerte. E, quindi,
sulla generosit di tutti. Al foglio sono allegate le informazioni sulle modalit di partecipazione, nel
numero di quattro: sul conto corrente postale, allegato al foglio; tramite carta di credito con il numero
verde 800.825000; versamento in banca a favore dellIstituto Centrale Sostentamento Clero-Erogazioni
Liberali; versamento direttamente presso la sede dellistituto in via Aurelia 796, 00165 Roma. Peraltro
il foglio fa presente al donatore che le offerte sono un sostegno a molti per il bene di tutti, e oltretutto
facendo unofferta riceverai gratuitamente "Sovvenire", il periodico che ti informa sulla destinazione
dei fondi raccolti e sulle attivit della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo.
A fronte di questa raccolta ogni parrocchia ha istituito un Fondo Mensile con il quale
provvedere alle spese di gestione della chiesa e del personale addetto, ovvero del parroco e dei
sacerdoti, sebbene anche queste dovrebbero essere coperte dalle quote dell8 per mille, che
evidentemente pure in questo caso non bastano. La raccolta avviene durante la celebrazione
domenicale della Messa e, in genere, il fedele trova sul banco una busta nella quale mettere il denaro;
non pu ignorarla o dimenticare di riempirla. Accade che dal pulpito, come constatato nella parrocchia
romana San Pio V, il sacerdote lo ricordi dopo la celebrazione della Comunione profanando oltretutto
con la sua voce il silenzioso raccoglimento del fedele in preghiera.
59. Matrimoni e funerali a pagamento
Il sacramento del matrimonio, a parte i frutti di un suo annullamento (v. I tribunali del Vaticano
e lannullamento dei matrimoni a pagamento), al pari dei sacramenti dellEucarestia o dellEstrema
Unzione, non dovrebbe essere impartito a pagamento, come invece avviene regolarmente per gli sposi;
 una tassa, alla quale non si pu venir meno, in un autentico mercimonio. Si tratta di pagare luso della
chiesa e lofficio del sacerdote celebrante, che oscilla, secondo gli ultimi dati del 2010, da un massimo
di 1000 euro a un minimo di 250 euro, cifra richiesta come contributo per il Vicariato e che pertanto
non comporta alcuna ricevuta fiscale. Perch non  un offerta libera da devolvere, ma  un costo fisso.
La cifra aumenta se la cerimonia si svolge nelle sante basiliche, mentre cala nelle chiese situate nelle
zone periferiche delle citt; inoltre  minore nei giorni feriali, raggiungendo il massimo il sabato
pomeriggio e i giorni festivi.
Il costo  in relazione alla celebrazione liturgica, che va dalla pulizia al riordino della chiesa,
nonch a spese di segreteria e luce. Peraltro larredo della chiesa in genere  lo stesso di tutti i giorni,
con leccezione del tessuto damascato che ricopre linginocchiatoio degli sposi e quello della prima fila
dei banchi. A eventuali fiori e musica con cantante devono provvedere gli sposi, anche se spesso fioraia
e musicisti sono segnalati dalla parrocchia, che garantisce la loro professionalit, e sui quali non 
lecito presumere che cali una tangente da parte della chiesa.
Ma a monte ci sono anche le spese di cancelleria che gravano sullufficio dellArchivio
parrocchiale e sullUfficio Matrimoni della Curia diocesana; per il ritiro della pratica occorre versare
alla parrocchia 36 euro e per il ritiro delle autorizzazioni 31 euro alla Curia diocesana. E c poi il corso
prematrimoniale di preparazione al sacramento che dura circa due mesi, e consta di una decina di
incontri tra coppie in procinto di sposarsi e il sacerdote della parrocchia scelta, con interventi di
educatori e di altre coppie della comunit gi sposate. E per questo c ovviamente unaltra offerta, che
resta ancor pi insidacabile, perch non obbligatoria, costituendo la spesa pi vicina al libero obolo.
Ancor pi eclatante  il mercimonio funebre in relazione ai funerali in chiesa con la
celebrazione della Messa e la benedizione della salma. In linea teorica le funzioni sono celebrate
gratuitamente, ma  obbligatoria unofferta, che non pu essere inferiore a 100 euro, per la quale non
viene mai data ricevuta; peraltro lofferta va adeguatamente aumentata se si richiedono musica e canti.
Il pagamento si impone anche per la celebrazione di una Messa in suffragio richiesto in forma di
offerta, ma in base a una indicazione data a voce. A esempio nella chiesa romana di San Pio V lofferta
 di 10 euro e non viene rilasciata alcuna ricevuta; oltretutto nella celebrazione di una Messa vengono
ricordati fino a sei defunti, dei quali sono detti soltanto i nomi al momento della preghera
dintercessione per i fratelli defunti.
La Chiesa cattolica, ai sensi del canone 1184 del Codice di diritto canonico, nega le esequie al
defunto apostata, eretico, scismatico o che abbia scelto la cremazione del proprio corpo per ragioni
contrarie alla fede cristiana. La benedizione della salma non  ammessa nei confronti di un suicida, un
divorziato, un bandito o un assassino, che si devono ritenere scomunicati; senza contare che invece la
Messa in suffragio pu essere richiesta con il semplice nome del defunto, non denunciando il cognome,
che invece potrebbe rivelare la sua esistenza in vita fuori della Chiesa o il suo suicidio. Tutto questo
con tanto di eccezioni scandalose.
Come nel caso del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, ucciso a Roma il 2
febbraio 1990 in via del Pellegrino, nei pressi di Campo de Fiori, in un classico regolamento di conti
tra ex compari. I suoi funerali vengono officiati a San Lorenzo in Lucina da monsignor Piero Vergari,
rettore della basilica di SantApollinare, ovviamente con tanto di benedizione apostolica. Ma non
finisce qui; occorre una sepoltura in linea con la benedizione. Il 6 marzo 1990, a soli 32 giorni dalla
morte, monsignor Vergari certifica in una lettera al Presidente della CEI, il cardinale Ugo Poletti, lo
status di grande benefattore di De Pedis: Si attesta che il signor Enrico De Pedis nato in
RomaTrastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990,  stato un grande benefattore dei
poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente tante iniziative di bene che sono state
patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi
per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana. Cos, dopo
soli quattro giorni, il cardinale Ugo Poletti rilascia il nulla osta per la sepoltura di De Pedis nella
basilica di SantApollinare; e il 24 aprile la salma di De Pedis viene tumulata allinterno della cripta
della basilica. Ne  permesso laccesso solo alla moglie.
 una sepoltura infamante, trattandosi di un bandito, e che contrasta inoltre con il canone 1242
del Codice di diritto canonico, che sancisce: Non si seppelliscano cadaveri nelle chiese, eccetto che si
tratti di seppellire il Romano Pontefice oppure, nella propria chiesa, i cardinali o i vescovi diocesani
anche emeriti. Tutto peraltro  avvenuto senza clamore e se ne ha notizia solo il 9 luglio 1997 su Il
Messaggero, grazie alla giornalista Antonella Stocco in relazione alla sepoltura riservata a Enrico De
Pedis. E in conseguenza di questo articolo viene proibita ai fedeli la discesa dei gradini che conducono
alla cripta.
Si suppone un legame del bandito con lOpus Dei, che gi dal 1992 ha in gestione il complesso
di SantApollinare (v. La prelatura affaristica dellOpus Dei). Peraltro tutto questo  confermato
dallinterrogazione parlamentare posta dallonorevole Mario Borghezio sui motivi di quella sacra
sepoltura, grazie alla quale si  avuta una comunicazione da parte dellufficio stampa del Vicariato:
questa chiarisce che  stato il cardinale vicario Ugo Poletti a concedere il nulla-osta per la sepoltura,
dietro una generosa offerta ai poveri della basilica. Il che vale come un esempio di mercimonio
funebre. Di fronte al rinnovarsi di recriminazioni da parte dellopinione pubblica, il 26 giugno 2008
Lorenzo Radogna, legale della famiglia De Pedis, comunica durante il telegiornale de La7 che il corpo
di Enrico De Pedis sar cremato e trasferito altrove.  questa la volont della famiglia, che dopo tanti
anni intende mettere fine a questa storia. Gli fa seguito la dichiarazione da parte dellOpus Dei che la
salma di De Pedis  stata trasferita dalla navata laterale della basilica nei sotterranei e quindi non  pi
in terra consacrata; rivelazione falsa, perch anche gli ambienti sotterranei di una basilica, come quelli
di San Pietro in Vaticano, sono consacrati. E in ogni caso bisogna credere sulla parola, perch
naturalmente non viene concesso nessun sopralluogo a chicchessia.
Ma non finisce qui. Si arriva a parlare di un prestito di denaro effettuato nel 1983 da parte della
banda della Magliana alla Santa Sede per sovvenzionare Solidarnosc in Polonia, esaudendo il desiderio
di Giovanni Paolo Secondo di aiutare la sua patria a liberarsi del regime comunista. In effetti si ipotizza un
vero e proprio deposito del denaro della banda nelle casse dello IOR, mai tornato indietro; quindi il
trattamento riservato a De Pedis sarebbe stato a compenso di quel denaro, proprio come un autentico
mercimonio funebre.
E si ipotizza anche che De Pedis, per cautelarsi e riavere indietro quel denaro, avrebbe rapito
sempre nel 1983 Emanuela Orlandi, figlia di un funzionario della Santa Sede e che non avendo avuto
indietro i soldi lavrebbe uccisa. Ma nel 1997 il giudice Raudo chiude linchiesta. Finch nel 2008 sul
rapimento si ha la testimonianza di Sabrina Minardi, gi amante di De Pedis, che dichiara che la
ragazza fu appunto uccisa; cos nel 2010 si riapre lindagine con il procuratore Giancarlo Capaldo, il
PM Simona Maisto e il capo della Squadra Mobile Vittorio Rizzi, in base alla quale si decide di aprire
la tomba di De Pedis entro febbraio 2011. Ma gli investigatori non sperano ovviamente di scoprire il
corpo della Orlandi, come riferisce Fabrizio Peronaci sul Corriere della Sera. Sette del 20 gennaio
2011: Lobiettivo  un altro: verificare la sussistenza di un elemento concreto, gi agli atti in seguito
alle testimonianze di persone vicine a De Pedis, che potrebbe dare impulso alle indagini. Alla data del
6 febbraio nulla  avvenuto. Staremo a vedere.
60. Il commercio degli ordini religiosi
La missione fondamentale degli ordini religiosi  levangelizzazione con i moderni mezzi di
comunicazione, secondo una dichiarazione della congregazione religiosa della Societ San Paolo, il
che significa la produzione e vendita di riviste e libri, ma anche di filmati, video e gadget religiosi per
ricavare frutti finanziari in quello che finisce per rivelarsi per un vero e proprio commercio. Lordine
religioso pi antico impegnato in questo campo  la Compagnia di Ges, istituita da santIgnazio di
Loyola nel 1540, attualmente diretta dallo spagnolo Adolfo Nicols Pachn, con la qualifica di
preposito generale, ma soprannominato il "papa nero" per la sua autorit. Lordine ha avuto la sua
classificazione di stampo culturale nella rivista La Civilt Cattolica; fondata a Napoli nel 1850 per
iniziativa di padre Carlo Maria Curci con lapprovazione di Pio IX, che la utilizz come difesa della
"civilt cattolica" italiana minacciata da liberali e massoni. La redazione della quindicinale rivista  dal
1887 a Roma, in via di Porta Pinciana 1 a Villa Malta, che  propriet dei Gesuiti. Lattuale direttore 
padre Gian Paolo Salvini, ma ogni numero viene inviato in bozze alla Segreteria di Stato del Vaticano
per la discussione di alcuni articoli e lapprovazione alla pubblicazione. La rivista  inviata in
abbonamento postale ed  in vendita nelle maggiori librerie cattoliche. Ha una tiratura di sole 16.000
copie, perch il lettore tipico  perlopi un intellettuale, ovvero un operatore del mondo economico,
nonch ovviamente molti religiosi e istituti cattolici. Non  quindi una pubblicazione che apporti
denaro allOrdine dei Gesuiti, che seguita a pubblicarla per motivazioni culturali.
Ma lOrdine dei Gesuiti ha una base finanziaria notevole nella produzione cinematografica della
personalissima societ Loyola Productions, fondata e presieduta dal reverendo Eddie Siebert e con sede
a Culver City, in California, che  peraltro sede anche della MGM. La casa produttrice cinematografica
 una grande fonte di denaro per i Gesuiti, e ha al suo attivo, tra laltro, una produzione di filmati sulla
vita di santi della Chiesa cattolica, da Giovanna dArco a santIgnazio, a cura del padre James Martin,
che  anche autore di una Guida dei Gesuiti a quasi tutto. A essa fa seguito la serie Hidden Treasures
of the Jesuites, una galleria di opere darte collegate allOrdine, mentre sono in fase di produzione tre
opere cinematografiche. Quella di cui si  parlato di pi negli Stati Uniti per il suo aspetto scandalistico
 il film The Borgia Popes, sotto la regia del padre gesuita Eddie Siebert. Il film illustra i celebri
ambienti orgiastici delle stanze del papa Alessandro VI, ma anche le battaglie compiute da Cesare
Borgia, con lassalto al castello di Ravaldino difeso da Caterina Sforza, signora di Imola e Forl,
raffigurata mentre alza le gonne e mostra fiera le parti intime a chi minaccia di ucciderle i figli
gridando: E non credete che con questa non possa farne altri?. E questo la dice lunga sulla mancanza
di sacralit che ha il film, nonostante sia opera dei Gesuiti.
LOrdine dei Salesiani  impegnato nella casa editrice SEI, quella Societ Editrice
Internazionale che risale alla Societ per la Diffusione della Buona Stampa fondata da san Giovanni
Bosco nel 1859; ha sede a Torino, nella storica sede di corso Regina Margherita 176, anche se in parte
ceduta alla Regione Piemonte. Le pubblicazioni sono da sempre di natura didattica, rivolte alle scuole e
con enorme vendita; infatti la SEI  al quarto posto nella classifica nazionale di produzione di libri
scolastici stilata dallAssociazione Italiana Editori, pertanto il suo assetto  tutto commerciale.
La Societ San Paolo, congregazione religiosa fondata nel 1914 ad Alba, in provincia di Cuneo,
e approvata dalla Santa Sede nel 1949,  composta da religiosi sacerdoti e laici chiamati Discepoli del
Divin Maestro, ma conosciuti come Paolini. Ha legato il proprio nome dal 1931 alla rivista Famiglia
Cristiana, da sempre su una linea pi volte indicata come di sinistra; arrivato a contare 6 milioni di
lettori, essendo classificato come il primo settimanale italiano e il terzo in Europa, con vendita non solo
nelle parrocchie, ma anche nelle edicole. Non gli  da meno il mensile Jesus , diretto da don Antonio
Tarzia, il cui scopo  quello di offrire unimmagine del cattolicesimo tutto votato a uno spirito sociale,
evidenziato nella difesa dei diritti degli extracomunitari e nellintegrazione religiosa nei confronti dei
musulmani.
E a questo successo delle due riviste la San Paolo non poteva non collegare la vendita di
oggettistica, della quale si prendono cura le Figlie di San Paolo, che costituiscono listituto religioso
femminile della societ. Grazie a loro si  sviluppata la produzione di biglietti, cartoline e poster
religiosi, nonch musicassette, video e CD ROM di ispirazione cristiana. E di conseguenza le Edizioni
San Paolo (piazza Sonnino 5, 20092 Cinisello Balsamo MI, PI 01719060046) si sono diffuse in 224
centri multimediali sparsi nei cinque continenti, ai quali vanno aggiunti altri 44 gestiti da laici e 10
librerie virtuali, dove ognuno pu trovarvi il libro, la rivista, la canzone, il video o il VCD che pu
nutrire la sete di conoscenza e di incontro con Dio, come si legge nella pubblicit. Ma lincontro con
Dio, se sussiste in santini e libri di preghiera, appare veramente di rimbalzo nella Chaplin collection o
nelle rappresentazioni teatrali a pi voci dellIliade e dellEneide, dove invece si evidenzia lo
sfruttamento commerciale.
Un enorme ritorno finanziario offre la pubblicazione Frate Indovino, uninvenzione di padre
Mariangelo da Cerqueto dei Frati Cappuccini di Assisi, che risale al 1945.  nata come calendario delle
previsioni meteorologiche finalizzate a programmare il lavoro nei campi, ma in concreto non
indirizzato ai soli contadini; perch quelle previsioni atmosferiche finivano per essere profetiche per
stati di salute, fortuna, amore in un autentico messaggio indirizzato a tutte le classi sociali, anticipatore
di certi oroscopi divenuti poi usuali oggi anche in televisione. Ma il messaggio con frate Mariangelo e
il suo successore, Mario Collarini, ha assunto un valore di comunicazione sociale impareggiabile,
anche perch adattato a una serie di pubblicazioni uniche tra gli anni Sessanta e Novanta: Il nuovo
segreto della salute, Come curarsi con le erbe, Lorticello di casa e La buona cucina casalinga. Il
risultato  una tiratura che oscilla intorno ai 6 milioni di copie, grazie a un imponente e capillare
sistema di diffusione che si avvale, oltre che dei normali canali di vendita e del servizio postale, di una
"task force" di quasi 45.000 "simpatizzanti". Infatti a ridosso della rivista  nata una casa editrice, la
Edizioni Frate Indovino, che ha i suoi uffici a Perugia, in via Marco Polo.
Un altro istituto religioso impegnato nelle pubblicazioni e nelloggettistica  quello dei
Carmelitani Scalzi, originatosi in forma eremitica sul Monte Carmelo in Palestina nel XIII secolo;
costituitosi come ordine femminile per opera di santa Teresa dAvila (1515-1582) e maschile grazie a
san Giovanni della Croce (1542-1591), si  suddiviso in vari istituti maschili e femminili. La casa
generalizia dei Carmelitani Scalzi, che  a Roma, in corso dItalia 38, ha dato origine a sette case
editrici dislocate nei cinque continenti. La congregazione pubblica 21 riviste, diffuse in tutto il mondo,
tra le quali la pi nota  Il Carmelo oggi, nata nel 1986. Alle riviste si accompagna la vendita, anche
online, di prodotti di artigianato ed erboristeria, medaglie e oggetti religiosi, curati dalle Carmelitane
Scalze. Tanto per dare unidea della vanit degli oggetti, si segnalano lAcqua di melissa a 5,50 euro,
lEssenza di Lavanda 3 euro, il Sapone di Marsiglia alla propoli 2,50 euro, la Crema alla calendula 9
euro e la Crema rossa 9 euro: Da unantica ricetta carmelitana questa crema adatta per i massaggi,
ricca di canfora e menta piperita, dona una piacevole e benefica sensazione di calore alle articolazioni,
alla schiena e alla muscolatura contratta. E con una patina sacra lOlio Benedetto di Ges Bambino a 7
euro.
61. I finanziamenti italiani al Vaticano con esenzione di tasse
Lo Stato italiano fin dal 1871, in collegamento alla legge delle Guarentigie, si  impegnato nel
versamento di un beneficio alla Chiesa cattolica, definito come congrua, anche se limitatamente ai
parroci. La congrua  stata confermata con i Patti Lateranensi del 1929, in modo che i parroci e i
sacerdoti loro diretti collaboratori sono stati stipendiati dallo Stato, fino al 1986, quando  subentrato
l8 per mille in ragione del nuovo concordato del 1984.
La retribuzione dell8 per mille sul gettito totale IRPEF alla Chiesa cattolica, come pure alle
altre confessioni religiose,  stata regolamentata dalla legge n. 222 del 20 maggio 1985 e da successivi
decreti legge e circolari. Peraltro larticolo 49 della legge prevede che la percentule dellIRPEF non sia
fissa all8 per mille, ma possa subire una modifica ogni tre anni da una commissione governativa e
dalla CEI, sulla base del gettito IRPEF utilizzato negli anni precedenti dalla Chiesa.
Queste le somme devolute alla Chiesa cattolica dal 1990 al 2008 rapportati tutti in euro: 1990,
398 milioni; 1991, 446 milioni;1992, 529 milioni; 1993, 573 milioni; 1994, 569 milioni; 1995, 590
milioni; 1996, 653 milioni; 1997, 680 milioni; 1998, 756 milioni; 1999, 839 milioni; 2000, 904 milioni;
2001, 897 milioni; 2002, 961 milioni; 2003, 1016 milioni; 2004, 937 milioni; 2005, 984 milioni; 2006,
930 milioni; 2007, 991 milioni; 2008, 1002 milioni.
E in riferimento al 2008 vanno aggiunti i costi, sempre rapportati in euro, perlopi costanti
nellarco degli ultimi dieci anni: 22 milioni per lassunzione in ruolo degli insegnanti di religione; 950
milioni per gli stipendi dei 22.000 insegnanti di religione; 10 milioni per gli stipendi dei cappellani
militari; 566 milioni per i finanziamenti alle scuole cattoliche; 22 milioni per i buoni scuola degli
studenti delle scuole cattoliche; 9 milioni per il fondo sicurezza sociale dei dipendenti del Vaticano; 10
milioni per il fondo di previdenza del clero; 90 milioni per le universit cattoliche; 60 milioni per
lUniversit Campus Biomedico dellOpus Dei; 7 milioni per lospedale di San Giovanni Rotondo; 3
milioni per il finanziamento degli oratori; 4 milioni per la costruzione di edifici di culto; 11 milioni per
la ristrutturazione di edifici religiosi; 40 milioni per i servizi idrici della Citt del Vaticano.
Vanno considerate inoltre le spese saltuarie, come i finanziamenti per i grandi eventi della
Chiesa, tra i quali il Giubileo del 2000 per 250 milioni di euro, il raduno nazionale del santurio di
Loreto che ha comportato un finanziamento di 2 milioni e mezzo; comunque in genere certi eventi
costano allo Stato una media di 250 milioni. Senza contare i finanziamenti indiretti, come segnalato
giustamente da Massimo Lagan su LEuropeo dellottobre 2009 relativamente ai vantaggi fiscali
di cui la Chiesa gode a livello nazionale e locale, per cui lo sconto del 50 per cento su Ires, Irap e
altre imposte procura allo Stato minori introiti per 500 milioni. E ancora lesenzione dallIci che
secondo lAnci, lAssociazione nazionale dei Comuni italiani, comporta minori introiti per un totale
che oscilla fra i 400 e i 700 milioni di euro; anche se lUnione Europea ha finito per mettre un limite a
questa regalia, cos che dal 2014 il Vaticano dovr pagare lICI. Va tenuto presente che le
agevolazioni fiscali a favore del turismo cattolico (che conta 40 milioni di viaggiatori) costano circa
600 milioni.
Tutto questo a livello nazionale; ma ci sono altre agevolazioni a livello romano. A cominciare
dalluso gratuito dellacqua nella Citt del Vaticano, che  lAcqua Paola proveniente dal lago di
Bracciano e in parte dalle condutture che fanno capo allalimentazione di Roma. Serve non solo per
dissetare gli abitanti della citt, ma anche per alimentare i giardini e le fontane (v. I giardini e le
fontane della Citt del Vaticano). In base ai Patti Lateranensi lo Stato italiano si  fatto carico della
dotazione di acqua per la Citt del Vaticano, come recita larticolo 6, primo comma: LItalia
provveder, a mezzo degli accordi con gli enti interessati, che alla Citt del Vaticano sia assicurata
unadeguata dotazione dacqua in propriet. Il Vaticano si alaccia allACEA, ma non paga le bollette,
perch non riconosce qualsiasi tassa imposta da "Stati terzi". Cos nel 1999 lo Stato italiano salda un
arretrato di bollette di 44 miliardi di lire, e da allora si prevede una spesa annua di 4 miliardi di lire, che
per non viene pagato dallo Stato italiano finch nel 2001 non si arrende il governo Berlusconi
versando, nel 2005, 25 milioni di euro. Ancora non  stata pagata la terza bolletta.
Riguardo alla TARSU, ovvero la tassa sui rifiuti, il Vaticano non lha mai pagata, ma peraltro
non  stata pagata neanche dallo Stato italiano. C poi il pagamento per i permessi automobilistici per
il centro di Roma, che dovrebbe essere di 550 euro lanno; il Vaticano non vorrebbe pagarla, ma si
arriva nel 2006 a un accordo sulla cifra di 55 euro, la stessa quota pagata dai medici per il pronto
intervento. Considerando che il parco auto del Vaticano arriva a circa 200 vetture, alla Santa Sede 
stato fatto un omaggio di 100.000 euro lanno.
Ma non finisce qui. A quanto pare il Comune di Roma  votato alla carit nei confronti del
Vaticano. Il 26 ottobre 2009 il Consiglio Comunale di Roma ha approvato una delibera presentata dai
consiglieri del PDL che dispone uno stanziamento di un milione di euro come Contributi alle
parrocchie di Roma. Si tratta di un finanziamento erogato direttamente dal Gabinetto del sindaco in
considerazione dellinsostituibile ruolo che le parrocchie svolgono in favore della comunit cittadina.
La procedura  estremamente semplice: le parrocchie dovranno compilare un modulo con il tipo di
progetto per cui chiedono i fondi e il codice IBAN su cui farli accreditare;  previsto che ogni
parrocchia potr usufruire di un fondo di 20.000 euro. Naturalmente le parrocchie delle altre citt
italiane si augurano che i comuni seguano il buon esempio di Roma, il che comportebbe un incremento
del finanziamento a livello nazionale.
62. I soldi della CEI
Delle 113 conferenze episcopali prevalentemente a carattere nazionale esistenti nel mondo
cattolico, quella pi direttamente collegata alla Santa Sede  la Conferenza Episcopale Italiana (CEI),
nata nel 1952: lattuale Presidente  il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova (v. Il
Presidente della CEI, il supervescovo). La presidenza della CEI  a Roma in via Aurelia 468, mentre
uffici e servizi pastorali sono alla circonvallazione Aurelia 50, ambedue al centro del complesso
territoriale a fronte del quartiere Aurelio e della zona di Boccea.
Le risorse finanziarie di questa conferenza derivano prima di tutto dallassegnazione di parte del
denaro versato dallo Stato italiano in ragione dell8 per mille, che  gestito dallufficio amministrativo
Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, insediato in via Aurelia 796. Questo  presieduto da
monsignor Luigino Trivero, mentre il Presidente dei revisori dei conti  monsignor Giampietro Fasani e
il direttore generale  il dottor Cesare Testa. Listituto si dirama nei singoli istituti di ogni diocesi,
provvedendo allo stipendio di vescovi e sacerdoti, che  uguale per tutti a seconda degli anni di
anzianit. La somma base  di 833, 03 euro mensili, con scatti di anzianit ogni cinque anni; i vescovi
hanno uno stipendio mensile che si aggira sui 3000 euro. Listituto provvede anche allassegnazione
del denaro alle scuole paritarie, anche questo incrementato dallo Stato italiano.
Filiali dellamministrazione della CEI sono tutte le chiese dItalia di diversi ordini religiosi, a
cominciare da quelle di Roma, la maggior parte delle quali sono in funzione di parrocchie. Ciascuna ha
una propria gestione delle offerte e donazioni dei fedeli per le famiglie disagiate, dei matrimoni, dei
funerali, delle celebrazioni delle messe per i defunti e della vendita di pubblicazioni e oggetti religiosi.
Questa amministrazione  affidata al parroco, che rende conto del suo operato al vescovo della propria
diocesi ovvero alla CEI.
Fonte di denaro per la CEI  il centro di produzione televisivo nazionale TV2000, perch pu
contare su un ricco apporto di pubblicit commerciale, gestita dalla SIPRA, nonch sulle numerose
"comunicazioni sociali" delle associazioni umanitarie, qualificate "senza fini di lucro". Esemplari gli
slogan utilizzati dalla TV della CEI nei dodici anni della sua esistenza, dal sapore commerciale e
spirituale insieme: Sat 2000, la TV dellincontro, Sat 2000, la TV che non si ferma allimmagine,
Sat 2000, la TV che ti accende, questultimo ripetuto nella nuova sigla come TV2000, la TV che ti
accende.
Il centro televisivo, sorto nel 1998, in via Aurelia 796, dove sono la redazione, gli uffici di
produzione e gli studi, si chiamava Sat 2000 in riferimento al fatto che la trasmissione era
esclusivamente via satellite, grazie al canale preso in affitto dalla RAI alla irrisoria cifra di 1 miliardo e
200 milioni di lire nel 1998, presumibilmente aumentato con lentrata in vigore delleuro. Adesso ha
anche una redazione a Milano e trasmette 24 ore su 24 tramite diverse tecnologie, che hanno portato al
nuovo nome. Infatti la TV2000  visibile sul digitale satellitare in chiaro, sulla flotta satellitare Hotbird
ed  sintonizzata sul canale 30 di TivSat e sul canale 801 degli SKYBOX. Ma  visibile anche sulla
TV digitale terrestre nel multiplex RaiB e nel multiplex Rai2, nonch in diretta streaming nel sito web
ufficiale, tramite Windows Media Player 11. Peraltro TV2000  visibile in Europa e in parte
dellAfrica, dellAsia e del Medio Oriente sulla stessa piattaforma. Il direttore responsabile delle testate
giornalistiche  Stefano De Martis, gi direttore della testata giornalistica di Videomusic.
Altra fonte di denaro  il giornale LAvvenire, fondato nel 1968 per volont di Paolo VI, con
sede a Milano; la CEI in un documento del 3 novembre 1967 si  assunto il compito di diffondere il
giornale nelle diocesi, riservandosi il diritto di controllare la linea del giornale, pur riconoscendo
lopportuna libert di determinazione della Direzione nei singoli atti e considerando il giornale come
uno strumento di comunicazione sociale "aperta", e attento al segno dei tempi. Peraltro la vendita
avviene perfino allinterno delle chiese, in un autentico mercato della stampa, come  riscontrabile
nella chiesa San Pio V, dove le copie del giornale sono poste su un tavolinetto nella navata centrale con
un cestino che raccoglie le monete.
La CEI ha anche unagenzia di Comunicazione e Promozione, della quale  responsabile Silvia
Berri (tel. 02 21006231-207; fax 02 21006210, email relazioniesterne@ceiweb.it). Fino al 2007
lagenzia pubblicava il periodico CEInforma, sostituito dal gennaio 2008 da CEI Magazine, con
scadenza mensile.  qualificato come "rivista interattiva" che offre allutente la possibilit di
interagire con la CEI attraverso lutilizzo di finestre e link collegati al portale ceimagazineceiweb.it.
Alla CEI fa capo anche la Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC); infatti la sede  in
via Aurelia 468, ovvero nel grande comprensorio edilizio della Conferenza Episcopale Italiana. Nata
nel 1966,  il punto di riferimento di 155 settimanali diocesani diffusi su gran parte del territorio
nazionale; le copie diffuse sono un milione a settimana, secondo indicazioni rilevabili sul sito della
federazione, che  gestito dal CONSIS (Consorzio Nazionale Servizi Informazioni Settimanali),
insediato nello stesso edificio (email infofisc@consis.it).
Questo consorzio  lennesima fonte di denaro. Fa capo a un Consiglio di amministrazione
diretto da monsignor Vincenzo Tosello, che cura la raccolta della pubblicit e la consulenza
amministrativa, legale e fiscale dei settimanali aderenti alla FISC, come precisa nel suo sito, senza
scopo di lucro e questo  poco credibile. Oltretutto la federazione organizza congressi per una
operazione di confronto sulle problematiche del giornalismo e dei mezzi dinformazione (tel. 06
6638491, fax 06 6640339). Inoltre per iniziativa della FISC  nata nel 1988 lagenzia SIR, ovvero il
Servizio Informazione Religiosa, insediato nello stesso complesso edilizio della CEI in via Aurelia 468.
Il direttore  Paolo Bustaffa. Lagenzia fin dalla nascita ha diffuso una pubblicazione settimanale,
divenuta dal 1989 bisettimanale, fino a diventare un quotidiano diffuso via fax e tramite lindirizzo di
posta elettronica sir@agensir.it. Nel 2001  poi iniziata, dintesa con il Consiglio delle Conferenze
Episcopali Europee, la pubblicazione di SIR Europa, bisettimanale dinformazione europea;
trasmesso online (con accesso free) in italiano e inglese,  impegnato in un rapporto di sinergia con altri
media cattolici europei. Il SIR prevede una formula di abbonamento del costo di 150 euro, che permette
di accedere al servizio fotografico (Photonews) e a SIR Italia. Per i settimanali labbonamento, del
costo di 350 euro, permette di accedere a tutti i servizi fotografici e infografici.
63. I tesori della basilica di San Pietro
La basilica di San Pietro  frutto di vari progetti, da quello iniziale di Donato Bramante, agli
interventi successivi di sette architetti come Baldassarre Peruzzi, Antonio da Sangallo il Giovane,
Michelangelo, Giacomo Della Porta, Domenico Fontana, Carlo Maderno e Gian Lorenzo Bernini.
Risplende di numerose opere darte, che sono autentici tesori, a cominciare dalle colossali statue di San
Pietro e San Paolo sulla scalinata; che in realt erano state scolpite nel 1838 per la nuova basilica di
San Paolo, ricostruita dopo il disastroso incendio del 1823. Fu Pio IX nel marzo del 1847 a volerle qui
al posto di altre due di pi modeste dimensioni eseguite nel 1462 e ora conservate nella vecchia aula
del sinodo. Sullattico si elevano 13 statue, alte 6 metri, raffiguranti Ges, il Battista e undici apostoli,
tranne san Pietro. Ai due lati, caratteristici i due orologi a mosaico, costruiti da Giuseppe Valadier su
commissione di Pio VI nel 1777; indicano, quello di sinistra, lora media basata sul fuso orario
dellEuropa, e quello di destra lora reale, e sono chiamati rispettivamente Oltremontano e Italiano.
La grandiosit si concretizza ancora negli altri particolari scultorei dellatrio con le barocche
statue equestri di Costantino di Bernini, sulla destra, e di Carlo Magno di Cornacchini, sulla sinistra,
nonch con le cinque porte, da quella centrale del Filarete a quelle moderne di Manz, Minguzzi e
Crocetti, oltre al muro di chiusura della Porta Santa del Consorti. Il massimo dello splendore  nella
Confessione di Carlo Maderno, ricca di marmi a intarsio con 99 lampade perenni e il Baldacchino
bronzeo di Gian Lorenzo Bernini. Le alte colonne tortili con quattro volute si riuniscono alla sommit
in un globo dorato con la croce; le colonne hanno quattro basamenti in marmo bianco di Carrara dove
sono sbalzati 8 stemmi della famiglia del papa, i Barberini, nei quali  esaltata simbolicamente la Mater
Ecclesia. Sono sculture del giovane Borromini che raffigurano per sette volte il viso di una donna nelle
varie fasi del concepimento e del parto fino allultima sorridente testa del bambino, che nasce
nellottavo stemma. Sullo sfondo dellabside si staglia la cosiddetta Cattedra di Pietro (v. Le reliquie
fasulle di San Pietro) nella radiosa Gloria del Bernini, un tripudio di angeli e putti fra le nubi, con la
luce filtrante dalla finestra ovale a vetri bianchi e gialli con la colomba dello Spirito Santo.
Tra le statue campeggia quella bronzea di San Pietro, che risale al XIII secolo, opera di Arnolfo
di Cambio, una delle poche opere salvatesi dalle depredazioni; ma emblematica della basilica  la Piet
di Michelangelo, lunica firmata dallartista ventitreenne, sfregiata nel 1972, perfettamente restaurata e
custodita in una teca di cristallo. Di grande preziosit le statue alte 5 metri alla base dei pilastri della
cupola: SantElena di Andrea Bolgi, San Longino del Bernini, Veronica di Francesco Mochi e
SantAndrea di Franois Duquesnoy. Fronteggiavano un tempo le pi preziose reliquie della cristianit,
ora relative solo a un frammento della lancia con cui fu trafitto Ges, a un frammento della Santa Croce
e al Volto Santo della Veronica, che per  un falso (v. Le reliquie fasulle di San Pietro); la testa di
santAndrea  stata riconsegnata da Paolo VI nel 1964 alla chiesa di Patrasso, luogo dove lapostolo
aveva subto il martirio. Tra le cappelle di grande prestigio  quella del Santissimo Sacramento, ornata
di stucchi dorati con un ciborio bronzeo dorato del Bernini e la pala della Trinit di Pietro da Cortona.
Ricchissima la Cappella del Coro disegnata da Carlo Maderno con stucchi dorati di Carlo Maratta e il
mosaico allaltare con lImmacolata Concezione da un cartone di Pietro Bianchi. Grandiosa la Cappella
della Colonna con le reliquie di san Leone Magno, dominata dalla preziosa pala marmorea di
Alessandro Algardi raffigurante Leone Magno che incontra Attila.
La basilica si esalta poi nelle memorie faraoniche dei papi, molte delle quali sepolcrali, tra le
quali emergono la Tomba di Innocenzo VIII del Pollaiolo (1498), in bronzo parzialmente dorato, e
quella di Alessandro VII del Bernini (1678), e i colossali monumenti di Paolo Terzo  di Gugliemo Della
Porta (1575), con le figure sdraiate della sorella Giulia Farnese e della madre Giovannella Caetani,
raffiguranti la Giustizia e la Prudenza, di Urbano VIII (1647) del Bernini, di Clemente XIII di Antonio
Canova (1792) e di Leone XI di Alessandro Algardi, con le figure allegoriche della Religione e della
Giustizia (1652). Una galleria monumentale di valore inestimabile che si esalta anche nei monumenti
laici di Matilde di Canossa su disegno del Bernini (1635), di Maria Clementina Sobieski di Filippo
Barigioni (1740) e degli Stuart di Antonio Canova (1819).
Un vero tesoro artistico  la Sagrestia (opera di Carlo Marchionni), che  nella navata sinistra,
sotto il monumento di Pio VIII. Dobbiamo esserci forniti di un permesso speciale per visitarla e in
questo caso ammireremo 8 colonne di bigio antico provenienti dalla Villa Adriana e un mosaico della
Deposizione di Ges dalloriginale di Caravaggio. Di qui si passa nella Sagrestia dei Canonici, dove
ammiriamo una Madonna col Bambino e il Battista di Giulio Romano e le Storie di San Pietro di
Antonio Cavallucci per passare nella sala capitolare con le figure di diversi santi di Andrea Sacchi e
poi, dopo un corridoio, al Tesoro di San Pietro eretto a museo. Che  un autentico tesoro.
Esiste fin dallistituzione del luogo sacro intorno alla tomba dellapostolo, frutto di omaggi e
doni preziosi di sovrani e dellarredo voluto dai papi. Tanto da costituire collezioni di arredi sacri e
opere darte, nonch di ori e argenti, calcolabili, secondo larcheologo Rodolfo Lanciani, ai primi del
Novecento, rispettivamente in 3000 e 30.000 chili, e quindi oggi da considerare raddoppiata. Una
collezione che peraltro si  impoverita nei secoli passati con i saccheggi, da quelli dei Saraceni nell846
alle sottrazioni di Napoleone e dei repubblicani del 1849. Il primo impatto  con la Colonna Santa,
sulla quale secondo la tradizione si sarebbe appoggiato Ges nel tempio di Salomone a Gerusalemme e
alla quale, nel Medioevo, erano legati gli ossessi mentre venivano esorcizzati. In realt  una delle
colonne tortili vitinee del Quarto secolo che erano di sostegno alla pergula della basilica costantiniana, ma
ha mantenuto il suo valore religioso, ed  impensabile quanto varrebbe nel mercato delle reliquie, che 
pur sempre attivo oggi, anche se non nella basilica. Una curiosit  costituita dalla Chiave della tomba
di San Pietro rinvenuta nel 1901, altra reliquia di valore inestimabile.
Ma procedendo nelle sale si resta abbagliati dalla preziosit degli oggetti, come autentici
gioielli, al di l del loro valore religioso, storico e artistico. Cos il grande Sarcofago di Giunio Basso, il
pi prezioso reperto archeologico degli scavi vaticani; i frammenti di Dittici bizantini in avorio datati
dal secolo XI al XIV; il Tabernacolo di Donatello del 1433, con un bassorilievo raffigurante la
Deposizione, e il Sepolcro di Sisto Quarto del Pollaiolo del 1493 in bronzo istoriato, ambedue splendidi
come capolavori di oreficeria. E ancora, la cosiddetta Dalmatica di Carlo Magno che limperatore
avrebbe usato per lincoronazione nel Natale dell800, mentre  in realt un sccos patriarcale
bizantino del Trecento, perdendo quindi in parte il valore storico, ma restando apprezzata per gli
splendidi ricami. Cos svanisce la finalit religiosa nei numerosi reliquiari, che sono autentici
capolavori di oreficeria, e come lAnello piscatorio di Sisto Quarto in bronzo dorato con cristallo di rocca di
dimensioni eccezionali. E ancora, la Croce donata dallimperatore Giustino Secondo alla citt di Roma, che
rivela tutto il suo valore nella decorazione a pietre preziose, e una Croce con lapislazzuli e decorazioni
di cristallo di rocca di Antonio Gentilini del 1582.
64. Cupolone e Necropoli vaticana con mercimonio
La Cupola di San Pietro, popolarmente detta Cupolone,  una delle mete turistiche che ci riserva
la basilica vaticana. Ideata da Michelangelo e portata a termine da Giacomo Della Porta e Domenico
Fontana in due anni e mezzo tra il 1588 e il 1590, poggia su un basamento di 16 contrafforti, dai quali
si slancia la calotta divisa in 16 spicchi aperti su tre ordini di finestre fino alla lanterna cuspidata. Per la
festa di san Pietro, la notte del 29 giugno, si ha lilluminazione, che un tempo si otteneva accendendo il
sego in apposite padelle, mentre oggi  eseguita con spot elettrici. Per arrivare lass occorre pagare,
nonostante sia parte di un luogo sacro, in un autentico mercimonio; costo 7 euro. Si sale con un
ascensore, che  sulla destra del portico, e si arriva a una terrazza sovrastante latrio, dalla quale una
breve scala porta alla base del tamburo, dove una balconata con parapetto gira intorno alla
circonferenza interna. Una scala a chiocciola di 320 gradini porta alla base della lanterna con balaustra
intorno; qui si  a 120 metri di altezza, con uno spettacolare panorama di Roma.  faticoso, ma
possiamo rifocillarci: infatti il mercimonio non finisce qui. Ci accoglie un bar con vendita di caff e
cornetti, oltre a una edicola di souvernir e cartoline con relativa buca delle Poste Vaticane; tutto in cima
a quello che  un luogo sacro.  il mercato del tempio.
Ma il mercimonio  anche nella visita a pagamento della Necropoli, che pu essere prenotata
anche per email: scavi@fsp.va o per fax 39 06 69873017 al costo di 10 euro. Per accedervi si
attraversano prima le Grotte, che si trovano sotto la basilica, e in queste si entra gratuitamente da una
scaletta che apre alla base del pilastro di San Longino.
Queste grotte sono una sorta di chiesa sotterranea ricavata dallintercapedine formatasi, dopo la
definitiva demolizione della basilica costantiniana, tra il piano dellattuale costruzione e quello
dellantica. Il primo ambiente, sistemato appena inizi la nuova fabbrica,  quello delle Grotte Nuove,
disposte a semicerchio intorno alla Cappella di San Pietro, eretta da Clemente VIII sulla cripta
originaria di Gregorio Magno, sovrapponendo laltare ai precedenti costruiti sulla tomba di Pietro, con
lambulacro allinterno e le tre basse navate. Da una vetrata ad arco appare la base della Confessione,
ovvero il luogo delle reliquie del principe degli apostoli con la Nicchia dei Pallii, contenente appunto le
stole dei neovescovi metropoliti, e illuminata nella parete di fondo da un mosaico del IX secolo
raffigurante il Salvatore. Cos si propone alla venerazione dei fedeli il Sepulcrum Sancti Petri Apostoli,
come recita il cartiglio marmoreo che sovrasta lapertura con due angeli gotici ai lati. Gli fanno corona,
a raggiera, nove cappelle, quattro delle quali ricavate nei piloni corrispondenti ai pilastri della cupola e
dedicate ai santi Longino, Elena, Veronica e Andrea.
Dalla base della cappella di Andrea si passa alle Grotte Vecchie, che si sviluppano nellarea
sottostante la navata centrale della basilica con diramazioni nella Necropoli; anche queste si visitano
gratuitamente. Qui prosegue il grande museo funerario con tombe di pontefici e cardinali, nonch di
grandi personaggi laici, pr cui non a torto questo ambiente  stato definito un vero compendio di storia
europea. A parte i sepolcri dei papi, che gi di per s rievocano gli eventi di un millennio, da Gregorio
V (996-999) a Adriano Quarto (1154-1159) e Bonifacio VIII (1294-1303) e da Innocenzo VII (1404-1406)
ai contemporanei Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, si impongono allattenzione quelle
dellimperatore Ottone Secondo (955-983), delle regine Carlotta di Lusignano (1442-1487) e Cristina di
Svezia (1626-1689) e degli ultimi Stuart, a testimonianza del coinvolgimento del papato nelle vicende
temporali.
Al di sotto delle Grotte Vaticane si estende la Necropoli, un enorme sepolcreto utilizzato tra il I
e il Quarto secolo d.C. da pagani e cristiani, per il quale si  provveduto a pagare. Si procede lungo un
sentiero costeggiato da sarcofagi con decorazione musiva in gran parte intatta, che rappresenta
Cristo-Helios, il Buon Pastore e il Pescatore, allusivo questo a san Pietro. In corrispondenza del luogo
sul quale sorge, nella basilica, laltare della Confessione e, nelle Grotte Nuove, la Cappella di San
Pietro eretta da Clemente VIII, si apre un ambiente che gli archeologi hanno indicato come Campo P,
limitato da un fondale di "muro rosso". Addossato a questo sorge un semplice monumento formato da
due nicchie sovrapposte, separate da una lastra di marmo sorretta da due colonnine;  unedicola
funeraria del Secondo secolo e abbellita nel III.  stata posta qui come segnalazione della originaria Tomba di
San Pietro. Sulla destra, infatti, sul muro tutto scarabocchiato di graffiti, si distingue uniscrizione
greca: Petr (os) eni cio "Pietro  qui". Tutto  frutto degli scavi effettuati tra il 1939 e il 1950, e
ripresi nel 1953, da Margherita Guarducci; scavando si ebbe a che fare con una serie di altari costruiti
in successione verticale da Gregorio Magno, Callisto Secondo e Clemente VIII sulla "memoria", ovvero sulla
valanga di detriti e terra che verso il 320 limperatore Costantino determin facendo scavare nel muro
un loculo. Questo, ricoperto poi da una lastra di marmo, ospit le ossa dellapostolo, seppellite fino ad
allora nella terra; una volta tolta la lastra di marmo, la tomba risult vuota.
Ma nel 1962 ecco dalla Necropoli Vaticana saltar fuori delle ossa con frammenti di tessuto,
terra, pezzetti dintonaco rosso, matassine dargento, monetine medievali; il tutto avvolto in una scatola
di scarpe ritrovata in un magazzino delle Grotte. Lantropologo Mario Correnti dallesame delle ossa
terminato nel giugno del 1963 arriver a dichiarare che lo scheletro  di un individuo di sesso
maschile tra i 60 e i 70 anni, mentre dallanalisi dei residui di terra e tessuto risulter che la persona
era avvolta al momento della sepoltura in un drappo di porpora, che lintonaco era quello del "muro
rosso" e la terra quella delledicola. La Guarducci nel 1965 si sentir in grado di dichiarare che quelli
sono i resti di Pietro, tolti dalledicola e collocati nel ripostiglio per preservarli dalle infiltrazioni
dacqua; e il papa Paolo VI ne avall la scoperta nel 1968 dichiarando che le reliquie di Pietro sono
state identificate in modo che possiamo ritenere convincente.
Possiamo comunque non crederci.
65. Le reliquie fasulle di San Pietro
La basilica di San Pietro custodisce tradizionalmente una serie di reliquie, che in realt sono da
considerare fasulle, ovvero non autentiche per sacralit. A cominciare dalla cosiddetta Cattedra di San
Pietro, che dal 1666  nella radiosa Gloria del Bernini; non si distingue perch  inserita in una
custodia di bronzo dorato sorretta dalle colossali statue dei santi Dottori della Chiesa Agostino,
Ambrogio, Atanasio e Giovanni Crisostomo.  la cattedra dallalto della quale san Pietro, secondo una
tradizione orale, ha fondato il 22 febbraio del 42 la Chiesa di Roma, tanto che nel calendario liturgico
a quella data risale la festa della Cattedra di Pietro.
La cattedra  una sedia di legno di acacia, alta solo 136 centimetri, larga 85 e profonda 65,
anche se  rinforzata da unarmatura di quercia sovrapposta nel secolo XII, quando la cattedra cominci
a dare i primi segni di cedimento, anche a causa degli intacchi fatti da cacciatori di reliquie. Appariva
comunque curioso il bassorilievo inciso sulla fronte della sedia in 18 formelle davorio disposte su tre
file raffigurante le Fatiche di Ercole e lo si giustificava con il fatto che al tempo di Pietro era normale
una raffigurazione della mitologia pagana. Finch nel 1867 Pio IX, per festeggiare degnamente il
centenario del martirio di san Pietro, che allora si riteneva avvenuto nel 67, volle che la cattedra fosse
esposta per un anno alla venerazione dei fedeli sullaltare della Cappella Gregoriana della basilica
vaticana e nella circostanza la fece esaminare da due archeologi, Raffaele Garrucci e Giovanni Battista
De Rossi. I due ritennero che la cattedra fosse formata da due distinte sedie inserite luna nellaltra e
sulla traversa superiore si scopr il ritratto di un sovrano, che fu ritenuto simile a Carlo il Calvo. Gli
studiosi lo collegarono al pannello eburneo ritenuto proprio del seggio di san Pietro, proveniente da un
altro mobile del I secolo e utilizzato in epoca pi tarda nel sedile. Insomma si salv la santit della
reliquia.
Ma tra il 1968 e il 1974 una commissione di esperti, presieduta da monsignor Michele
Maccarone, ha non solo smentito lorigine pagana della cattedra ma anche la sacralit della reliquia in
riferimento a san Pietro. Gli studiosi hanno rilevato innanzitutto che il seggio  uno solo e quello
esterno  una semplice gabbia; inoltre questa cattedra  in realt un trono regale di et carolongia, come
indica il ritratto di Carlo il Calvo. E anche il pannello eburneo  di quel periodo. Carlo avrebbe portato
il trono con s a Roma per la sua incoronazione imperiale del 25 dicembre 875 (circostanza comunque
poco credibile), regalandolo poi al papa Giovanni VIII. In definitiva questa cattedra di San Pietro non 
una cattedra episcopale e non  mai stata usata da san Pietro. Resta il fatto che la Chiesa seguita a
mantenere nel calendario liturgico la festa della Cattedra di san Pietro, pi che altro perch
simboleggia lautorit del vescovo di Roma, come ha indicato Benedetto XVI nellAngelus del 22
febbraio 2009; questa cattedra, mai usata da san Pietro,  in sostanza un simbolo e non una santa
reliquia.
Nelle logge ricavate dal Bernini sulle nicchie con statue nei pilastri che sorreggono la cupola
della basilica di San Pietro (v. I tesori della basilica di San Pietro) sono custodite, secondo tradizione,
alcune reliquie. Tra queste ci sarebbe il Volto Santo, ovvero il panno con il quale, secondo una
pittoresca tradizione, una donna pietosa di nome Veronica avrebbe asciugato il viso di Ges, che vi
sarebbe rimasto impresso; la reliquia dal Medioevo a tutto lOttocento  stata venerata come una dei
Mirabilia di Roma, tanto che, come si legge in Le Cose Maravigliose dellAlma Citt di Roma,
pubblicato nel 1588 con Privilegio del Sommo Pontefice, ogni volta che si mostra, li habitanti di
Roma, che vi sono presenti, conseguiscono di anni 3 millia, e li convicini 6 millia, e quelli che vengono
di lontano paesi 12 millia, & tante quarantene, & la remission de la terza parte de peccati.
Lepisodio relativo al volto di Ges asciugato dalla Veronica veniva ricordato nella sesta
stazione della Via Crucis, La Veronica asciuga il volto di Ges, fino al 1991, quando fu sostituito dal
papa Giovanni Paolo Secondo dalla stazione Ges  flagellato e coronato di spine. Questo perch in realt non
 mai esistita una donna chiamata Veronica, cancellata dal Calendario Liturgico dopo il Concilio
Vaticano II. Il nome deriva dalle parole greco-latine Vera ikon cio "Vera Immagine", appositamente
composto per giustificare lesistenza della reliquia. La cancellazione della Veronica nella Via Crucis
pontificale  stato il crollo di un mito, che ovviamente ha messo seri dubbi anche sullautenticit del
volto che sarebbe impresso su quel velo.
Peraltro, a fronte del Volto Santo della basilica vaticana va registrato quello custodito nel
santuario di Manoppello, in provincia di Pescara, retto dai frati minori Cappuccini. Si tratta di un velo
di lino bianco trasparente, che misura 17324 centimetri, sul quale  impresso il volto di un uomo
sofferente che "miracolosamente" appare, man mano che una persona si avvicini per guardarlo.
Secondo il Gesuita tedesco Heinrich Pfeiffer, professore di Iconologia e Storia dellArte Cristiana
allUniversit Gregoriana di Roma, che ha esaminato la reliquia per tredici anni, si tratta del "velo
autentico della Veronica". E oltretutto sarebbe quello un tempo esistente nella basilica vaticana, che ora
quindi non lo custodirebbe pi. Pfeiffer ritiene che, in occasione della ristrutturazione della basilica di
San Pietro avviata sotto papa Paolo V (1605-1621), venne abbattuta nel 1608 la cappella dove era
custodita il velo della Veronica, che in quelloccasione fu rubata.
E sbuca fuori anche una relazione scritta nel 1646 dal padre cappuccino Donato De Bomba, che
riferisce di una signora Marzia Leonelli che, per riscattare il marito dalla prigione, avrebbe venduto per
400 scudi il velo della Veronica, avuto in regalo da chiss chi, a Donato Antonio de Fabritiis, che
lavrebbe regalato ai padri Cappuccini di Manoppello nel 1638. E cos il velo della Veronica sarebbe
finito l. Ma allora nella basilica di San Pietro cosa  quel volto sulla lastra doro? Un inganno. Infatti
Heinrich Pfeiffer ha recuperato uno scritto del defunto monsignor Paul Kriegh del capitolo dei
Canonici di San Pietro, che documenta come sulla lastra doro del reliquiario della basilica vaticana 
fissato un velo consunto, coperto da un secondo velo dove  delineato un volto sbiadito del quale a
malapena si scorge la barba di Ges; si tratta di un falso. A coronamento negativo per quellantica
reliquia fasulla il 31 agosto 2006 Benedetto XVI va in visita a Manoppello, onorando con la sua
presenza il velo della Veronica nella sua autenticit e, automaticamente, rinnegando come falso e
fittizio quello della basilica di San Pietro. Ma come conseguenza c stato il ripristino della Veronica
nella sesta stazione della Via Crucis.
Lesistenza delle ossa nella tomba di Pietro nella Necropoli Vaticana (v. Cupolone e Necropoli
vaticana con mercimonio), nonch gli eventuali resti di Paolo nel Sepolcreto Ostiense (v. Le basiliche
papali di Roma) sono un falso. I cadaveri di Pietro e Paolo nel 258, durante la persecuzione di
Valeriano, per essere messi al riparo da eventuali profanazioni sono stati rimossi dalla sepoltura
originaria, dove sarebbero tornati sessantanni dopo per volere del papa Silvestro I. Ma su quel
temporaneo trasloco c unaltra storia, secondo la quale si sarebbe verificato il trafugamento dei due
cadaveri da parte di alcuni cristiani orientali, che, considerando Pietro e Paolo loro compaesani,
vengono a Roma e trafugano i cadaveri per portarli in Oriente; strada facendo, ad Catacumbas, un
violento temporale sconcerta i ladri a tal punto da indurli a nascondere il bottino nel cimitero, in attesa
di un momento pi opportuno per portare a compimento loperazione. Pare che invece i cristiani di
Roma, accortisi del furto sacrilego, riescano chiss come a rimettere le mani sui cadaveri, seppellendoli
proprio in quel luogo. La sepoltura viene ricoperta con lerezione di un altare, base della Basilica
Apostolorum costruita nel Quarto secolo, ed  istituita anche una festa degli apostoli celebrata ogni anno su
quella tomba; quando le reliquie di Sebastiano, martire al tempo di Diolceziano, sono trasferite l,
proprio verso il 350, determinano il nome definitivo delle catacombe, e questo dimostra che la
celebrazione del luogo in onore dei due apostoli  gi dimenticata.
E allora le salme di Pietro e Paolo allepoca erano gi tornate nella Necropoli Vaticana e nel
Sepolcreto Ostiense? O per caso le due salme sono andate perdute? O si deve piuttosto dar credito a
uno smembramento dei cadaveri per la formazione di vari reliquiari?  un fatto che non esister chiesa
importante, non solo in Italia, ma anche in Francia e Inghilterra, che non vanter qualche reliquia dei
sue santi come dita e denti, la mascella e la barba, il cervello, varie gocce di sangue, a quanto segnala
Jacques Collin de Plancy nel suo Dizionario delle reliquie e delle immagini miracolose nel 1822.
Anche se le teste dei due martiri saranno custodite in un simulacro dargento dentro laltissimo
baldacchino di San Giovanni in Laterano; ma saranno quelle vere?
Pertanto la fine della salma di Pietro  avvolta nel mistero e, se proprio non and perduta, non
rest neanche integra; di conseguenza, a distanza di secoli, una cernita dei "sacri resti" nella scatola da
scarpe per risalire agli autentici risulterebbe quanto mai ardua. Oltretutto non si  mai capito cosa
centrassero le monetine medievali e le matassine dargento. Ed  lecito anche, su un piano dottrinale,
constatare la falsit delle dichiarazioni dei papi, dal momento che Pio XII e Paolo VI nelle rispettive
circostanze non hanno parlato ex cathedra.
66. Le ricchezze dei Musei Vaticani
Dopo la basilica di San Pietro i Musei Vaticani costituiscono lambiente pi visitato del
Vaticano. Allinterno si ha a che fare con un vero e proprio labirinto che si sviluppa su due piani, dagli
storici ambienti del palazzo Apostolico, lungo i cortili del Belvedere e della Pigna e il Giardino
Quadrato, agli edifici moderni e contemporanei per un totale di 30 ambienti. Questi a loro volta sono
raggruppati in pi sale, stanze e sezioni, con lattrattiva di oltre 70.000 opere messe in mostra in circa 7
chilometri di sale; un autentico tesoro che va dalle antichit etrusco-italiche, orientali e classiche
greco-romane allarte contemporanea, attraverso reperti aztechi, capolavori di arte paleocristiana e
medievale, rinascimentale, barocca e ottocentesca.
Accade per che il visitatore sia attratto principalmente da ambienti e opere diventate
lemblema dei musei, prime fra tutte la Cappella Sistina, nel mito di Michelangelo e del Giudizio
Universale. Che  indiscutibilmente il capolavoro che tutti decantano da sempre, ma che non deve far
dimenticare le eccezionali opere della Pinacoteca, dove  dobbligo ricordare il Polittico Stefaneschi di
Giotto e la Santa Maria Maddalena penitente del Guercino. Oltretutto lartista emblematico di questi
musei non  solo Michelangelo, perch a lui si contrappone di diritto Raffaello; le cosiddette Stanze di
Raffaello e la Loggia di Raffaello sono una galleria di capolavori assoluti, tra i quali si distinguono La
Scuola di Atene e La liberazione di San Pietro. E ancora non si possono non ammirare le splendide
sculture greche e romane come lApollo del Belvedere e il gruppo del Laocoonte. In questa autentica
caccia al tesoro peraltro finisce per restar fuori il Sacrario Apostolico, gi segnalato come Sagrestia del
papa (v.), perch ne  vietato rigorosamente lingresso. Vi si accede comunque dalla Cappella Sistina
attraverso la porta opposta a quella dalla quale si entra, nella visita ai Musei Vaticani, per ammirare il
Giudizio Universale di Michelangelo.
Il grandioso complesso espositivo  diretto dal professor Antonio Paolucci, con delega per i
settori amministrativo-gestionali a monsignor Paolo Nicolini. I musei, che costituiscono un autentico
tesoro di arte e capitale finanziario per i capolavori artistici custoditi, restano in effetti unistituzione a
scopo di lucro, che espone opere darte da poter ammirare a pagamento. Insieme ai Giardini Vaticani
sono peraltro una meta turistica di enorme interesse (v. I giardini e le fontane della Citt del Vaticano).
I visitatori sono oltre 4 milioni lanno, per una media di quaranta al minuto, con code agli ingressi che
si prolungano dal viale Vaticano lungo i bastioni su piazza del Risorgimento fino al colonnato di San
Pietro.  meglio prenotare (tel. 06 69883145, fax 06 69885100); comunque lingresso  caro (19 euro
intero, 12 euro ridotto). Ed  il caso di segnalare nella gestione avida dellamministrazione il fatto che
allatto della prenotazione di una visita assegnata a sessanta giorni bisogna pagare subito, anche online,
cos che lamministrazione si assicura gli interessi bancari a scapito del visitatore; e naturalmente non
si accettano ripensamenti.
Va aggiunta linevitabile vendita di riproduzioni di opere darte, oggettistica, guide, cataloghi e
pubblicazioni, tra le quali si distinguono i periodici Bollettino dei Monumenti, Musei e Gallerie
Pontificie e Annali del Pontificio Museo Missionario Etnologico. Esiste peraltro un apposito Ufficio
Vendita Pubblicazioni e Riproduzioni che ne cura appunto la vendita sotto la sovrintendenza
dellamministratore monsignor Paolo Nicolini. E naturalmente allinterno dei musei esiste un punto
vendita di queste pubblicazioni, che  peraltro collegato anche a un bar come punto di ristoro con self
service e pizzeria. E questo mercato fa pendant con quello sul Cupolone; perch bisogna tener presente
che certi ambienti museali allorigine hanno avuto una benedizione apostolica ancora presente in
ambienti sacri come le cappelle di san Pio V con gli affreschi del Vasari, la Cappella Niccolina con gli
affreschi del Beato Angelico e la stessa Cappella Sistina, dove si svolge lelezione pontificia con tanto
di sacre funzioni celebrate dai cardinali. Senza contare che tutto il complesso edilizio museale  una
diramazione del sacro palazzo Apostolico.
I calcoli approssimativi per gli incassi di questi musei ci indicano una cifra annua non inferiore
ai 60 milioni di euro, anche se i costi di gestione dei musei e dei giardini sono notevoli. Potrebbe essere
peraltro vero che certi incassi non siano sufficienti a coprire le spese, considerando innanzitutto che 30
milioni servono per il mantenimento della struttura e del personale, costituito da 600 persone tra 57
restauratori, 400 custodi e 143 membri del settore amministrativo e scientifico. Mentre altri 30 milioni
sono destinati a diverse spese di restauro e assicurazione delle opere darte, nonch per varie spese
culturali della Santa Sede. Ma per quanto riguarda gli eventuali restauri va detto che in gran parte vi
provvede lorganizzazione dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, istituita nel 1982 con il
compito di diffondere nel mondo la conoscenza del patrimonio artistico dei Musei Vaticani e
raccogliere fondi per il loro restauro conservativo.
La nascita di questa organizzazione  coincisa con la grande mostra itinerante negli Stati Uniti
Papacy and Art  The Vatican Collection svoltasi a New York, Chicago e San Francisco; la mostra
infatti origin la creazione dei Friends of the Vatican Museums, unassociazione di americani amanti
dellarte desiderosi di preservare le straordinarie opere del Vaticano, dalla quale si origin la
fondazione degli attuali Patrons of the Arts in the Vatican Museums. Questi hanno provveduto al
finanziamento di numerosi restauri, tra i quali quello delle Storie della Vita di Cristo e di Mos nella
Cappella Sistina, degli Appartamenti Borgia e della Cappella Niccolina dei Musei Vaticani, oltre a
quella della Cappella Sistina di Santa Maria Maggiore, nonch ultimamente della Cappella Paolina. E
sono tornati a nuova vita splendidi dipinti come il Polittico di Bartolomeo Vivarini del XV secolo,
LAdorazione dei Magi di Raffaellino del Colle, la Crocifissione di San Pietro di Guido Reni. I rapporti
dei musei con i Patrons sono curati dal reverendo Mark Haydu.
67. I giardini e le fontane della Citt del Vaticano
I Giardini Vaticani coprono pi o meno la met dei 44 ettari complessivi della capitale della
Santa Sede, estesi come sono dallabside della basilica di San Pietro fino alle mura, ma con meno
uniformit di quanto si possa pensare. Sono infatti intervallati e delimitati da costruzioni non
completamente adeguate al verde mitico che li caratterizza. A cominciare dal palazzo del
Governatorato, che  proprio davani allabside, realizzato da Giuseppe Momo nel 1929 cancellando
una serie di orti di origine medievale in una vera profanazione dei Giardini.  il classico palazzone
ministeriale, perch a esso fanno capo la Pontificia Commissione per la Citt del Vaticano, la Consulta
di Stato, il Governatorato, la direzione generale dei Servizi Tecnici e quella dei Servizi Economici, al
quale nellatrio fa da custode il busto marmoreo di Pio XI, opera dello scultore Guarino Roscioli.
 veramente "un pugno in un occhio" nel contorno splendido del verde, senza che le
decorazioni architettoniche neosecentesche riescano ad addolcirne pi di tanto la severit. E "un pugno
in un occhio"  anche la sede della Direzione della Radio, anche se si tratta di un edificio storico; 
lantica Torre dei Venti, l dove Ignazio Danti ha registrato l11 marzo 1573 il ritardo di dieci giorni
dellequinozio di primavera, dando spunto a Gregorio XII per la riforma del calendario. Divenuta poi
temporanea sede della Specola,  rimasta in pratica al servizio della tecnica e della scienza, con
linsediamento della Radio Vaticana e delle strutture tecniche fino al 1957, quando queste sono state
spostate a Santa Maria di Galeria e gli uffici nel palazzo Pio allinizio di via della Conciliazione,
diventando quindi questa torre soltanto sede della direzione.
Il verde  articolato in pi zone, a cominciare dal Giardino alla Francese con i viali di leccio, il
profumo delle canfore e delle azalee, un albero australiano di grevillea, due alti esemplari di
metasequoia e un olivo donato dallo Stato dIsraele allapertura delle relazioni diplomatiche con la
Santa Sede. E da qui poi verso i Giardini allInglese e allItaliana, questi ultimi con le caratteristiche
siepi di bosso, una "selva" di platani e pini fino a 237 specie di alberi, e il bosco. Fino a un orto
"segreto" presso il Monastero Mater Ecclesiae, convento di 12 celle costruito nel 1992, nel quale si
alternano ogni cinque anni diversi ordini femminili; cos alle Benedettine sono subentrate le
Visitandine.  un fazzoletto di terra di 500 metri quadrati, nel quale le suore di clausura e un ortolano,
che  il capo di una squadra di 27 giardinieri, coltivano verdure e legumi, alloro e timo. Sono tutti
prodotti della natura destinati al papa.
Ci sono alberi di limoni e arance, dalle quali si ricava la marmellata; e ci sono anche i fiori
particolari come le rose color carne chiamate "Beatrice dEste" e quelle bianche soprannominate
"Giovanni Paolo II". E in riferimento a Benedetto XVI c la riproduzione dello Stemma papale. 
costituito da una parte centrale di bosso nano, dove sono disegnate la tiara e le chiavi di San Pietro a
fronte della quale sono le figure araldiche composte con piante perenni e stagionali: il volto del moro di
Frisinga e la pelliccia dellorso di Corbiniano con il basto sono di alternanthera rossa e convallaria
nera.
Lestrema diramazione dei Giardini  costituita dagli olivi, che sono anche il punto pi alto del
verde, dal quale  visibile in uno splendido colpo docchio tutto il complesso. Ma una preziosit
ulteriore in questi spazi  costituita dalle 99 fontane sparse nel verde, vere e proprie opere darte,
nonch fonte di refrigerio, alimentate come sono dallAcqua Paola proveniente dal lago di Bracciano e
in parte dalle condutture che fanno capo allalimentazione di Roma. Acqua della quale il Vaticano
usufruisce gratuitamente (v. I finanziamenti italiani al Vaticano con esenzione di tasse). Arriva nella
parte settentrionale dei Giardini, dove  raccolta in una grande cisterna, che risale al 1930;  dellordine
di 8 milioni di litri, ovvero oltre 8000 metri cubi, e alimenta, oltre a queste fontane, anche le due di
piazza San Pietro.
Le fontane pi antiche sono quelle ideate da Giovanni Vasanzio. Cos la Fontana della Galera,
addossata alle fondamenta del Palazzetto del Belvedere, e la Fontana dellAquilone, che prende nome
dallaquila scolpita in cima alle scogliere sovrastanti tritoni e draghi che affiorano nella vasca, e creata
in ricordo del ritorno dellAcqua Paola in Vaticano. E ancora la Fontana del Sacramento, appoggiata
alle Mura Leonine, con gli zampilli disposti in modo da formare delle candele davanti a un ostensorio.
Curiosamente rimasta incompiuta per la morte di Paolo V nel 1621 con un arco che scavalca lo
stradone dingresso ai Giardini,  la Fontana degli Specchi, con il nome che rievoca i suggestivi riflessi
di luce che lacqua creava sul fondo a false rocce.
Nel viale Leone XIII  la Fontana della Zitella, che fa riferimento nel nome a una statua
femminile seduta, proveniente dal frontone di un tempio pagano. Pi moderne le altre, come le
numerose fontanelle nel bosco, tra le quali la suggestiva Fontana delle Cascatelle, che risale al tempo
di Benedetto XV (1914-1922), il quale cur personalmente la messa a punto di molti particolari delle
fontanelle, facendo disporre numerose statue in funzione decorativa, perlopi antiche, oltre a colonne,
dolii, bassorilievi e iscrizioni di origine ellenistica e romana. Ci sono anche statue moderne come un
San Pietro in catene in marmo di Amalia Dupr, offerto a Leone XIII dai Calasanziani nel 1887, e
SantAlbino vescovo di Chlons-sur-Marne che ferma Attila, donato sempre a Leone XIII nel 1887
dalla diocesi di Chlons-sur-Marne.
A fronte delle fontane si ergono poi alcuni edifici che non stonano, come quelli segnalati nelle
zone perimetrali, accrescendo la bellezza del loro aspetto per ricchezza artistica, e non solo. A
cominciare dal Tempio della Madonna della Guardia, nel viale dellOsservatorio;  la riproduzione
della statua eretta nel porto di Genova in ricordo dellapparizione della Madonna a un contadino,
donata dai genovesi a Benedetto XV nel 1917. Racchiude una torre medievale e sulle pareti esterne
delledificio sono murati i bassorilievi che adornavano la base della colonna del monumento al
Concilio Vaticano I, voluto da Pio IX e mai realizzato.
Ecco poi la Grotta di Lourdes su un piazzale alla fine del viale dellOsservatorio:  la
riproduzione della grotta di Massabielle dove nel 1858 la Madonna apparve a Bernadette Soubirous e
fu offerta a Leone XIII nel 1902 da monsignor Francesco Saverio Schoepfer vescovo di Tarbes, diocesi
alla quale faceva capo Lourdes. Nella grotta avvolta nel verde sono riprodotti a mosaico i Ritratti di
Leone XIII e del vescovo di Tarbes e vi  poi un altare proveniente dalla grotta di Lourdes e donato a
papa Giovanni Ventitreesimo nel 1960. Esternamente vi  una fontanella sulla quale sono incise le parole
rivolte dalla Madonna a Bernadette il 25 febbraio 1858: Allez boire  la fontaine et vous y laver.
Ma larchitettura pi ricca di attrattiva estetica e poetica  la Casina di Pio IV, situata tra il viale
del Giardino Quadrato e lo Stradone ai Giardini. La volle Paolo IV, che aveva incaricato Pirro Ligorio
di costruirgli nel bosco un villino per passarvi le ore di riposo; i lavori andarono per le lunghe nel
completamento di stucchi e affreschi a opera di Federico Barocci, Santi di Tito e dei fratelli Zuccari.
Cos a goderne nel 1561 fu Pio IV, al quale la costruzione fa pertanto riferimento. Pio XI la fece
ampliare dallarchitetto Giuseppe Momo nel 1936 e la scelse come sede della rinnovata Pontificia
Accademia dei Lincei, ribattezzata Pontificia Accademia delle Scienze.  rimasto un piccolo
capolavoro architettonico armonico nelle proporzioni e nella ricchezza decorativa.
Allinterno di una citt come Roma, che ha grossi problemi nel mantenere il verde di ville e
giardini, questi spazi costituiscono nel loro complesso una attrattiva unica, con la quale non riesce a
competere il pur prezioso Orto Botanico di Roma. E naturalmente il Vaticano  organizzato per
consentire un tour programmato dallUfficio Visite dei Musei Vaticani dietro accompagnamento di una
guida: il costo  di 18 euro (ridotto 14). Ma si pu acquistare un biglietto di 30 euro (ridotto 25), che
permette anche la visita (non guidata) dei Musei Vaticani, tanto pi che lingresso per i Giardini  lo
stesso dei musei, sul viale Vaticano. Questo vuol dire che c unorganizzazione in grande stile, tesa
proprio a sottolineare lamore per la natura del Vaticano, promossa dallUfficio Visite (tel. 06
69884676, per visitatori singoli; tel. 06 69883145, per gruppi; prenotazioni, fax 06 69885100; email
visiteguidate.musei@scv.va). Il costo  comunque alto se paragonato a quello dellingresso allOrto
Botanico di Roma, dove il biglietto costa solo 4 euro (ridotto 2) e le visite guidate sono gratuite.
68. Lillegale Aula Paolo VI
LAula Paolo VI sorge tra il palazzo del SantUffizio e il Braccio di Carlo Magno ed 
delimitata anche dalle Mura Leonine e dal Camposanto Teutonico.  stata costruita sullarea recuperata
dalla demolizione del Museo Petriano, ma in pratica a cavallo tra la Citt del Vaticano e lItalia, con il
confine che attraversa laula lungo una riga sinuosa antistante il palcoscenico dove siede il papa
durante le cerimonie (v. Il Vaticano e la Santa Sede, uno Stato dai confini illegali). Le poltrone, dove
siede il pubblico, sono quasi tutte in territorio italiano, ovvero su unarea quadrata di 150 metri di lato,
che non rientra nella superficie della Citt del Vaticano.  quindi una costruzione illegale, anche se
tollerata dallItalia, per la quale la Santa Sede per gode del "privilegio di extraterritorialit". Il
problema  che, se si verificassero dei reati in quellarea, la magistratura italiana sarebbe lunica
competente a giudicare, ma gli agenti della Polizia italiana non potrebbero entrare nellaula per
indagare. E cos lillegalit  tutelata.
Laula, inaugurata il 30 giugno 1971 da Paolo VI, al quale  stata poi dedicata,  stata
fortemente voluta da papa Montini per essere destinata alla visita dei pellegrini, dei fedeli e dei turisti
che vogliono incontrarsi con Noi, come disse nel discorso inaugurale, ovvero per le cosiddette
Udienze Generali.
Ha una capienza di 6900 posti e, tolti i sedili, pu ospitare fino a 14.000 persone: la volta, di 70
metri-luce,  lelemento dominante delledificio, costituita da strutture ondulate prefabbricate in
calcestruzzo, che formano 42 archi gemelli fra loro affiancati.
 stata costruita su progetto di Pier Luigi Nervi in cemento armato e parati di travertino,
sviluppando un volume di 200.000 metri cubi. I problemi legati alla difficolt di inserimento di un
edificio moderno nello scenario circostante e quelli della precaria stabilit del terreno argilloso, sono
stati brillantemente risolti, ha scritto Mario Ferrazza, limitando laltezza della parabola convessa di
copertura che  unita strutturalmente alla platea concava posta sotto il livello del suolo. La risultante
forma "a ostrica" annulla le spinte orizzontali sulle fondazioni e determina, allinterno dellaula, un
largo e omogeneo campo di visibilit del podio pontificale. I lavori furono avviati nel 1966 e
linaugurazione avvenne il 30 luglio 1971.
Laula  coperta da una volta parabolica che concentra lattenzione del pubblico verso il palco,
dove Pericle Fazzini realizz la scultura bronzea della Resurrezione (1977); le grandi vetrate ovali che
danno luce allinterno sono di Jnos Hajnal. Sul fondo  un grande organo, nascosto dai pannelli dietro
la scultura di Fazzini;  stato costruito dallazienda Mascioni di Cuvio (Varese) nel 1970 seguendo lo
stesso progetto che Raffaele Manari aveva elaborato nel 1933 per lorgano del Pontificio Istituto di
Musica Sacra. Dallatrio dingresso, con due scale elicoidali su pianta ellittica, si accede allaula
sinodale, costruita ad anfiteatro, dove si tenne dal 30 settembre al 5 novembre 1971 il primo sinodo dei
vescovi. Completa ledificio una Sala per Udienze Speciali, pi ristretta.
 un complesso architettonico di grande modernit, nonostante lillegalit della sua
collocazione, che dal 2008 si giova di un impianto fotovoltaico, composto di 2400 moduli, installato sul
tetto delledificio, in grado di coprire almeno un quarto del fabbisogno energetico dellaula e degli
edifici limitrofi. Infatti limpianto consentir la produzione di 315.000 kWh di energia pulita allanno.
Con questa iniziativa la Citt del Vaticano intende essere il primo Stato in Europa a raggiungere
lobiettivo di utilizzare entro il 2020 il 20% di energia proveniente da energie rinnovabili, caratteristica
che la ripagherebbe dallinquinamento ambientale causato invece dalle antenne della sua
radiotelevisione (v. La radio e la televisione del Vaticano dalle antenne mortali ).
Linstallazione  stata decisa anche perch era necessario sostituire la copertura originale, ormai
usurata; oltretutto i pannelli, del valore di 1,5 milioni di dollari, ovvero circa 1,1 milioni di euro, non
sono costati nulla al Vaticano. Sono un dono dellazienda tedesca Solar world, il cui Presidente, Frank
Asbeck, aveva gi incontrato il papa nel 2002 per chiedere la sua benedizione, sperando in un calo dei
furti sui suoi pannelli durante il trasporto. Incidente che, a suo dire, si verificava abbastanza spesso. La
prima udienza "ecologica" si  tenuta mercoled 26 novembre 2008.
Molto spesso le udienze generali diventano occasione di autentico spettacolo.  stato il caso di
quella svoltasi il 15 maggio 2010 alla vigilia della canonizzazione di don Luigi Orione. Era intitolata
Tanti cuori attorno al Papa, cuore della Chiesa, l dove i cuori andavano riferiti alle 12.000 persone
presenti nellaula (tra cui 1000 disabili), oltre a quelli che in piazza San Pietro seguivano levento sui
maxischermi. La festa  iniziata alle 17.30 e, con la presentazione di Sergio Timperi e Lorena
Bianchetti,  stata rievocata la vita di don Orione. Si sono poi esibiti rappresentanti dellOrion Group
del Veneto e della Compagnia teatrale con disabili di Ercolano, bambini del Tra Noi di Roma e
rappresentanti della delegazione africana, tra i quali alcuni del Togo con le stampelle. Si  avuto anche
uno spettacolo musicale con lorchestra classica di Alessandria diretta dal maestro Renato Serio, i
cantanti Aleandro Baldi (non vedente) e Daniele Groff e altri di parrocchie romane. Infine brani di don
Orione sono stati letti dallattore Vincenzo Bocciarelli.
Naturalmente sono gi programmate le udienze che si terranno nel 2011 in questa aula il
mercoled. Cos a marzo si svolgeranno il 2, 9, 23 e 30; ad aprile il 6, 13, 20 e 27; a maggio il 4, 11, 18,
25. Particolarmente attesa  quella del 4 maggio, che avverr tre giorni dopo la beatificazione di
Giovanni Paolo II, che si svolger in piazza San Pietro, dove lingresso  ovviamente libero.
69. Il cimitero e le chiese della Citt del Vaticano
Il Vaticano ha anche un cimitero, ma non ha nulla a che fare con i monumenti funebri pontifici
che abbondano nella basilica di San Pietro. Oltretutto  il pi antico cimitero funzionante a Roma. Si
chiama Camposanto Teutonico, ovvero cimitero dei tedeschi, ecclesiastici e artisti che hanno abitato e
lavorato in Vaticano, come segnala linsegna sulla cancellata in ferro Teutones in pace. Si trova nella
piazza dei Protomartiri Romani ed  annesso alla chiesa Santa Maria in Camposanto, che fiancheggia il
complesso del Collegio Teutonico.
Il cimitero  diviso in quattro aiuole, secondo una caratteristica risalente al Seicento, che la
tradizione vuole siano piene di terra riportata dal Calvario.  caratterizzato da opere marmoree,
disposte in un perimetro circoscritto dalle stazioni della Via Crucis erette nel 1757
dallArciconfraternita dei Teutonici, che ancora oggi detiene la priorit sul cimitero. Numerosi i
frammenti di antiche sculture inserite sui muri di sostegno delle aiuole, mentre al centro dellarea
cimiteriale domina dal 1858 un Crocifisso in bronzo di Wilhelm Achtermann.
Il camposanto ha un assetto artistico monumentale di grande effetto, culminante nella Cappella
della Flagellazione, ricca di opere che vanno dal secolo VIII al Novecento. Peraltro nel cimitero hanno
trovato posto elementi architettonici provenienti dalla chiesa di Santa Elisabetta dei Teutonici, che si
trovava vicino a SantAndrea della Valle e che  stata distrutta per lapertura di corso Vittorio
Emanuele Secondo nel 1886.  il caso delle quattro statue in marmo raffiguranti i Padri della Chiesa, San
Girolamo, SantAmbrogio, San Gregorio e SantAgostino, che risalgono al Settecento. Nel cimitero
sono state sepolte personalit ecclesiastiche, artistiche e politiche, come i pittori Johann von Rohden
nel 1868 e Joseph Anton Koch nel 1839, la regina madre di Danimarca Charlotte Friederike von
Meklenburg-Schwerin nel 1840, lo statista monsignor Xavier de Merode nel 1874 e suor Pascalina
Lehnert, autentica regolatrice della vita di Pio XII, nel 1983.
Il Collegio Teutonico  stato istituto da Pio IX nel 1876 per i sacerdoti tedeschi, dediti alle
ricerche storiche e allo studio dellarcheologia sacra. Nel collegio ha sede anche lIstituto Romano
della Societ di Gorres, che offre borse di studio e organizza conferenze su temi di storia ecclesiastica
soprannominate Sabatine, perch si tengono lultimo sabato di ogni mese. Nel palazzo spaziano una
biblioteca ricca di oltre 40.000 volumi e una collezione di reperti archeologici tra sarcofagi cristiani,
iscrizioni pagane, lucerne di terracotta e una ricca serie di icone bizantine. Lennesimo tesoro poco
noto allinterno del Vaticano.
La chiesa di Santa Maria in Camposanto risale al Quattrocento. Tra il 1972 e il 1975, durante i
lavori di restauro diretti da Bruno Apollonj Ghetti,  stata arricchita da un artistico portale bronzeo di
accesso al cimitero, opera del tedesco Elmar Hillebrand. Al suo interno una serie di capolavori
decorativi, culminanti nella Cappella degli Svizzeri con un ciclo di affreschi di Polidoro da Caravaggio.
Ma nella Citt del Vaticano, oltre alla basilica di San Pietro, sorgono altre cinque chiese.
SantAnna dei Palafrenieri  tra le vie di SantAnna e di Porta Angelica;  la parrocchia della
Citt del Vaticano ed  assegnata agli Agostiniani. La sua origine risale al Cinquecento, opera di
Giacomo Barozzi su progetto del padre, il Vignola, espressamente realizzata per la confraternita dei
Palafrenieri, oggi non pi esistente; i lavori furono completati nel Settecento da Alessandro Specchi per
la facciata, da Giandomenico Navone per la cupola, da Ignazio Stern per gli affreschi, da Giovan
Battista De Rossi per i riquadri al di sopra delle porte e da Sebastiano Orlando per il presbiterio.
Sullaltare maggiore  una tela raffigurante SantAnna e la Madonna bambina di Arturo Viligiardi
(1927).
La chiesa era meta della caratteristica Processione delle panze, ovvero delle partorienti, che si
svolgeva la sera del 26 luglio. Partiva da Santa Maria in Campitelli e avanzava, al rullo dei tamburi,
preceduta da una compagnia di Granatieri, alla quale facevano seguito gli stendardi dei Palafrenieri;
quindi venivano i Lanternoni, ovvero coloro che erano incaricati di portare le pesanti lanterne
processuali; la banda militare e le "Ammantate", cio le future partorienti avvolte in manti che ne
nascondevano laspetto; i Palafrenieri a cavallo e infine la scultura raffigurante La Vergine e
SantAnna, trasportata su una pesante macchina di legno da 24 uomini. La statua ora si trova nella
chiesa romana di Santa Caterina della Rota.
Santo Stefano degli Abissini  sul largo omonimo; risale al V secolo d.C.: ricostruita pi volte,
aveva un monastero annesso detto di Cata Galla Patricia. Il titolo degli Abissini gli viene dal collegio
omonimo edificato nel 1159 da Alessandro III, in riferimento agli abitanti dellEtiopia; infatti 
officiata in rito etiopico. Vi sorgeva a fianco la chiesa di Santa Marta, demolita nel 1930 per i lavori di
sistemazione intorno a San Pietro e ora ricordata dalla Casa di Santa Marta (v. I residence della Citt
del Vaticano).
San Pellegrino degli Svizzeri  sulla via omonima ed  dedicata al santo vescovo di Auxerre,
morto intorno al 304; fu fondata da Leone Terzo nel IX secolo e Carlo Magno provvide a far arrivare nella
chiesa il corpo del santo. Collegata a un omonimo ospedale, divenne anche la chiesa della Guardia
Svizzera, secondo un breve di Alessandro VII che la concedeva al comandante nonch ai diletti
svizzeri della custodia del nostro corpo. Caduta in rovina, fu abbandonata dagli svizzeri, che
trovarono altro luogo di culto nella chiesa di San Martino e Sebastiano; restaurata,  diventata la
cappella degli Agenti di Vigilanza.  sul largo San Martino e fu fatta costruire da Pio V nel 1568.
E va ricordato San Salvatore in Terrione, che si affaccia sullesterno della citt (v. Lungo le
mura della Citt del Vaticano).
70. I residence della Citt del Vaticano
La Citt del Vaticano dispone di alberghi di lusso, autentici residence, destinati principalmente
a cardinali e monsignori residenti a Roma, ma impossibilitati ad abitare in uno degli immobili fuori le
mura propriet del Vaticano, perch gi affittati a cittadini italiani o adibiti a pensioni.
Un cardinale ha bisogno di un appartamento composto almeno da salotto, sala da pranzo,
studio, stanza da letto, cappellina e, possibilmente, una dpendance per le suore che curano ufficio e
servizi; e comunque laffitto in quei palazzi sarebbe a carico della Santa Sede, fatti salvi gli extra
coperti dal "piatto cardinalizio". Emblematico lappartamento in Borgo dove viveva il cardinale
Ratzinger, prima di diventare papa Benedetto XVI, con due suore, il Segretario e due gatti; si trattava di
una spesa gravosa per le casse vaticane. In pratica la Santa Sede non avrebbe un utile: di qui lidea di
costruire dei residence nella stessa Citt del Vaticano.
Il primo a pensarci  stato Giovanni XXIII, che scelse la Torre di San Giovanni, gi chalet di
Leone XIII e in parte adibita a equatoriale fotografico della Specola, che domina langolo delle mura a
sud-ovest. Papa Roncalli voleva farsi un alloggio in alternativa a quello del palazzo Apostolico e,
soprattutto, alla residenza estiva di Castel Gandolfo. Nellimpresa furono spesi, a quanto si dice, 4
miliardi di lire; unenormit nel 1960, e forse anche oggi, per un lavoro in fondo inutile, almeno per
papa Roncalli, che fin per non abitarvi mai. Infatti, di fronte a tanti soldi spesi, non la ritenne pi
adatta alla sua mentalit. Era diventata una residenza da favola, sviluppata su quattro piani collegati da
ascensore e dotati di aria condizionata, con ampie terrazze coperte e scoperte; non pi semplice
residenza alternativa,  rimasta autentica dpendance patriarcale, alloggio per ospiti illustri, di cui
hanno usufruito, tra i tanti, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora I nel 1967, il patriarca
della Chiesa armena Vasken I nel 1970, il cardinale Jozsef Mindszenty nel 1971 e Giovanni Paolo II
appena eletto, in attesa che fosse ripulito il suo appartamento. Giustamente fu subito ribattezzata dai
maligni "il capriccio del nababbo".
Ma trentanni dopo ecco prender piede, concretamente e senza rimpianti, un vero e proprio
residence nella zona sud-orientale della Citt del Vaticano, sulle strutture dellex ospizio Casa Santa
Marta in prossimit dellIngresso del Perugino.  entrato in attivit nel 1996, rivelandosi un albergo di
gran lusso, tra i pi esclusivi di Roma, anche se non figura nelle guide turistiche. Si presenta con marmi
bianchi alle pareti dellingresso a 105 suite dalle pareti color pastello, 26 camere singole e un
appartamento di rappresentanza; il tutto destinato a cardinali, ecclesiastici e laici ammessi in Vaticano
per convegni, ma per questi ultimi occorre unautorizzazione della Segreteria di Stato o dellAPSA. Il
residence  stato utilizzato anche durante lultimo conclave in sostituzione di quegli ambienti che
venivano ricavati nella Cappella Sistina, a ridosso di brandine e tavolacci. Ovviamente c un
ristorante, di fianco al quale si aprono sale di conversazione con librerie. Il costo medio  di 70 euro a
notte, ma si arriva anche a 120 euro. Alla reception lavorano giovani laici, ma a coordinare il traffico
degli ospiti sono le suore Sorelle della Carit, sotto la guida della madre superiora, suor Manuela
Latini.
A monte di questa ristrutturazione edilizia cera una denuncia degli ambientalisti di Italia
Nostra che nel febbraio 1992 accusarono il Vaticano di oscurare una parte della basilica di San Pietro,
con linnalzamento di un piano delledificio di 4 metri. Ma a favore della Santa Sede intervenne nel
febbraio del 1993 il Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (ICoMoS) e il vicedirettore del
Centro dellUNESCO per il Patrimonio Mondiale, che dettero un giudizio positivo sul nuovo edificio
frutto di studi approfonditi che hanno preso in considerazione non soltanto le esigenze dellambiente,
la piazza Santa Marta e la vicinanza della basilica, ma anche la vista della cupola dallesterno della
Citt del Vaticano. Cos i lavori continuarono, anche se registrarono la morte di un operaio del
cantiere, e terminarono nel dicembre del 1996.
Stessa finalit alberghiera ha avuto lantistante palazzo San Carlo, un tempo sede delle Sorelle
della Carit di San Carlo di Nancy, nonch residenza del musicista Giovanni Pierluigi da Palestrina dal
1571 al 1594, come maestro della Cappella Pontificia.  diventato una dpendance dellalbergo con
quattro appartamenti di pregio e una Sala cinematografica-videoteca intitolata al cardinale Andrzej
Maria Deskur. Questa fa capo alla Filmoteca Vaticana (email fv@pccs.va), che dal 1959 raccoglie e
conserva film e registrazioni sulla vita della Chiesa. Si tratta di circa 7000 titoli, frutto perlopi di
donazioni ed  sotto lamministrazione del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, che ha
sede in via della Conciliazione 5 (tel. 06 69891800, email pccs@vatican.va e sito Internet
www.pccs.it). Il film pi antico risale al 1896 e mostra Leone XIII che passeggia nei Giardini del
Vaticano; un titolo raro  Il Poverello di Assisi di Enrico Guazzoni, del 1911, primo film dedicato a san
Francesco. Nella sala in genere Benedetto XVI viene a vedere i film e la televisione.
A fronte di questi ambienti lussuosi sorge, in forte contrasto, una casa di accoglienza allinsegna
della povert in via del SantUffizio 9.  la Casa Dono di Maria, una residenza di ospitalit aperta alle
sole donne, ma non pu accoglierne pi di 50. La gestiscono le suore della Carit di Madre Teresa di
Calcutta, sotto la direzione di suor Agnes-Marie, con orario di ricevimento dalle 8 alle 12 e dalle 16:30
alle 17 (tel. 06 69885072). Non  un vero e proprio residence, perch non ha nulla di eccezionale nelle
strutture, che ricalcano quelle conventuali, secondo la norma di vita delle suore. Che peraltro hanno la
loro cappella nella vicina chiesa di San Salvatore in Terrione (v. Lungo le mura della Citt del
Vaticano).
71. La preziosit della Biblioteca Apostolica Vaticana
Dal Cortile del Belvedere, sul quale si affaccia la Galleria Lapidaria dei musei, c lingresso
alla Biblioteca Apostolica Vaticana, rimasta chiusa dal 2007 per lavori di ristrutturazione degli
ambienti e riaperta il 20 settembre 2010. In occasione di questa riapertura, attesa dai tanti studiosi nel
numero di circa 20.000 lanno, la biblioteca  stata presentata al grande pubblico attraverso una mostra
allestita nello spazio espositivo del Braccio di Carlo Magno, in piazza San Pietro. La mostra Conoscere
la Biblioteca Vaticana: una storia aperta al futuro, inaugurata il 10 novembre 2010 e chiusa il 30
gennaio 2011, ha fatto conoscere al pubblico la storia di un patrimonio sconfinato e prezioso, qual 
quello conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, ma  stata soprattutto occasione per far
comprendere attraverso lausilio della tecnologia il valore culturale e religioso che essa ha per le
generazioni di oggi e quelle future.
La biblioteca  nata con Niccol V nel 1451, ufficializzata da una bolla di Sisto Quarto nel 1475, ma
ha trovato una sede adeguata con il Salone Sistino, fatto costruire nel 1589 da Sisto V nel contesto dei
palazzi Apostolici con le appendici sorte sotto Pio IV. I libri furono trasportati nella nuova sede tra il
1590 e il 1591; ma questa non sarebbe stata sufficiente.  diventata obbligatoria unespansione
graduale in altri locali, come diramazioni del tronco principale con una serie quasi continua di lavori.
Perch sempre pi numerosi sono stati i fondi in arrivo alla biblioteca, tra i quali quelli di Federico da
Montefeltro, Cristina di Svezia, delle famiglie Capponi e Ottoboni, fino alle moderne acquisizioni fatte
da Leone XIII con i fondi Borghese, Barberini e Borgia, e da Pio XI con il fondo Chigi donato dallo
Stato italiano nel 1933.
Lo sviluppo dei locali di deposito si  avuto nella Prima Sala Studio che si affaccia sul Cortile
della Biblioteca e nella Seconda Sala Studio creata da Leone XIII, utilizzata per la lettura di documenti
su CD-ROM e microfilm, che si affaccia sui Giardini Vaticani. Inoltre si  ampliata lungo un corridoio
in uno dei locali ricavati nel sottosuolo del Cortile della Pigna; la costruzione, concepita con criteri di
moderna funzionalit, fu inaugurata il 18 ottobre 1980 da Giovanni Paolo II. E ancora, si  aggiunto il
sotterraneo in cemento armato ricavato sotto al Cortile della Biblioteca, inaugurato nel 1985 con un
catalogo informatico; questo ambiente  ufficialmente destinato alle migliaia di carte antiche e
preziosissime, alle quali fa da "custode" una statua di San Giuseppe.
Quanto alle opere a disposizione dei lettori, la biblioteca possiede 1.600.000 libri a stampa,
antichi e moderni, 8300 incunaboli (di cui 65 in pergamena), circa 75.000 volumi manoscritti e
altrettanti documenti di archivio, 100.000 autografi separati, un milione di opere stampate e 100.000
incisioni e carte geografiche. Il tutto sotto la vigilanza dello stesso cardinale che presiede lArchivio,
Raffaele Farina, qui ovviamente nella qualifica di Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, perch i due
ambienti sono in pratica in stretto collegamento tra di loro per le finalit di studio e cura delle opere.
Che peraltro restano attive nelle due scuole annesse al complesso: la Scuola di Paleografia,
Diplomatica e Archivistica e la Scuola di Biblioteconomia che sono sotto la direzione di un Prefetto,
monsignor Cesare Pasini.
Gli ordini possono essere effettuati anche via Internet (tel. 06 69879455 per studio privato, 06
69879407 per pubblicazione, fax 06 69879464, email right@vatlib.it, sito Internet
www.vaticanlibrary.vatlib). Ma la Vatican Film Library (www.slu.edu/libraries/vft) dellUniversit di
Saint Louis degli Stati Uniti conserva pi di 37.000 microfilm di manoscritti della Bibloteca Vaticana.
E l"inferno"? Possibile che non esista nella biblioteca una sezione riservata a libri libertini o
addirittura pornografici, illustrati o meno, simile allEnfer della Bibliothque nationale di Parigi?
Nessuno ha dato mai unadeguata risposta a questa domanda, nonostante le numerose illazioni fatte al
riguardo. In ogni caso dovrebbero ancora esserci, ad esempio, le trenta "figure oscene" con le quali
Giulio Romano illustr i Sonetti lussuriosi dellAretino. Lopera esisteva ancora alla fine del
Settecento, secondo una testimonianza del libertino marchese de Sade nel suo Voyage dItalie.  certo
seducente lidea che questa biblioteca abbia nel suo pi intimo segreto un "sottofondo" erotico, con i
testi osceni sfogliati da allegri prelati rinascimentali, ma  anche difficile che questi siano andati
distrutti, considerando che rientrano nel gruppo dei libri messi "allIndice" e come tali esaminati e
conservati.
Cos possiamo immaginarli nascosti in un luogo inaccessibile agli stessi Scrittori e Assistenti,
magari in quel sotterraneo deposito di manoscritti, il segnalato bunker in cemento armato; supporre che
in qualche scaffalatura segreta di questo rifugio di 700 metri quadri si custodiscano rare edizioni di
opere libertine pu comunque alimentare le attese di certi inguaribili maniaci di Lectures priapiques,
mascherati da ineccepibili studiosi di sante scritture.
72. I segreti dellArchivio Segreto Vaticano
Una diramazione dei musei, ma come ambiente a se stante,  lArchivio Segreto Vaticano, che 
un altro luogo prezioso, aperto esclusivamente agli studiosi dal 16 settembre al 15 luglio (dalle 8:15
alle 13) e dal luned al sabato. Lingresso  dal Salone Sistino della primitiva Biblioteca Vaticana, ma 
in pratica inaccessibile ai "profani" e la qualifica di "studioso" deve essere opportunamente
documentata; oltretutto va giustificato lo scopo della ricerca.  un ambiente enorme, che dalle tre Sale
Paoline, rievocanti nel nome il fondatore dellarchivio, il papa Paolo V, nel 1612, si sviluppa lungo una
galleria di 200 metri fino alla Torre dei Venti e di qui nelledificio sotterraneo a due piani costruito nel
Cortile della Pigna a 20 metri di profondit, e con un sistema di 43.000 metri lineari di scaffalature che
permette di conservare fino a 54 chilometri di documenti, per una capienza di 31.000 metri cubi. Al
centro del cortile  stata collocata nel 1990 la scultura Sfera con sfera in bronzo di Arnaldo Pomodoro.
La costruzione inizi per volere di Paolo VI e fu terminata nel 1990 con Giovanni Paolo II; tutto sotto
la vigilanza del cardinale Raffaele Farina con la qualfica di Archivista di Santa Romana Chiesa.
In questo enorme complesso edilizio  custodito il carteggio diplomatico della Santa Sede dagli
inizi del secolo VIII lungo 1300 anni in appositi armadi del Seicento per 85 chilometri lineari di
scaffalatura. Si tratta di bolle e registri della Dataria e Cancelleria, archivi della Segreteria di Stato, di
quella dei Brevi, della Rota e delle congregazioni, nonch di trattati politici provenienti da pi di 630
fondi diversi e in continuo aumento, dal momento che ogni anno le diverse rappresentanze pontificie
nel mondo, la Segreteria di Stato e le varie congregazioni depositano centinaia di documenti
nellarchivio.
Larchivio  un vero labirinto di enigmi, come lhanno chiamato i vaticanisti francesi
Franois Charles Levillain e Philippe Uginet. Perch per servirsi del materiale che si vuole consultare
bisogna avere delle doti da archivista. E il problema non si limita al saper maneggiare un manoscritto
o uno stampato; la sua interpretazione richiede competenza in certa materia ecclesiastico-umanistica.
Ma larchivio si  impegnato negli ultimi sessantanni nellorganizzare mostre documentarie in
occasione di manifestazioni di ordine religioso o sociale proprio per rendere disponibile la sua opera di
documentazione a un pubbico pi vasto. Cos nel 1955 la mostra in collegamento con il X Congresso
Internazionale degli Archivi tenutosi a Roma; nel 1967 una mostra per la XIV Sessione della
Conferenza Mondiale della FAO sulla riforma agraria e sulla vita rurale; e nel 1985 per le celebrazioni
in occasione del I Centenario dellistituzione della Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e
Archivistica.
Per dare al lettore unidea della preziosit del corredo documentario si segnalano le splendide
miniature che larricchiscono, insieme alle rilegature in pelle, i fregi dorati, le incisioni, le teche doro e
argento, le bolle ovvero i sigilli sempre doro e argento, nonch di cera rossa. Per quanto riguarda le
bolle doro si registra un patrimonio di 81 esemplari in 42 tipi diversi, 64 dei quali sono in lamina doro
e 4 in oro massiccio; a questi si aggiungono 13 teche (5 in oro, 6 in argento e 2 in argento dorato)
contenenti altrettanti sigilli di cera rossa. La bolla pi antica  del 1164 e appartiene a un documento
dellimperatore Federico I Barbarossa:  fortemente schiacciata e costituita da due lamine doro.
Quanto mai importante il documento del Concordato di Worms tra Calisto Secondo e limperatore
Enrico V del 1122 e un rotolo di pergamena con i verbali del processo ai Templari del 1310. Tra i
documenti pi curiosi vanno segnalate una Lettera dellimperatrice cinese Elena, divenuta cristiana,
scritta su seta nel 1650 e la richiesta dei membri del Parlamento inglese a Clemente VII del 1530 per
lannullamento del matrimonio di Enrico VIII, con 85 sottoscrizioni e sigilli di cera rossa, richiesta
peraltro che non and a buon fine. E cos pure una Lettera di Voltaire al papa Benedetto XIV in
ringraziamento del dono di alcune medaglie pontificie. Di grande importanza il Sommario del processo
contro Giordano Bruno del 1597 e gli Atti del processo contro Galileo Galilei, che in realt
contengono scritture radunate dalla Congregazione dellIndice dopo la condanna dello scienziato.
Larchivio cura una collana di pubblicazioni, iniziata nel 1968, dal titolo Collectanea Archivi
Vaticani, alla quale si  affiancata nel 1980 una seconda collana dal titolo Littera Antiqua. E queste
pubblicazioni hanno reso pi popolari certi documenti, cos che  quanto mai vera laffermazione del
giornalista Germano Gualdo: Possiamo considerare a buon diritto lArchivio Vaticano come un libro
straordinario, che custodisce e rivela nelle sue pagine  oscure o luminose, esaltanti o drammatiche  le
memorie di una lunga, secolare vicenda umana, quella di cui la Chiesa e la nostra civilt sono eredi e
continuatrici.
73. LAnnona, la Farmacia e lArazzeria della Citt del Vaticano
Sulla via della Tipografia aprono i Magazzini Annonari, ovvero i Servizi Economici del
Governatorato del Vaticano, un lungo e basso fabbricato simile a tanti supermercati di Roma; qui i
prodotti vengono alleggeriti dellimposta del 20% in vigore in Italia, ma lacquisto  riservato ai titolari
della tessera annonaria, di norma rilasciata dal Governatorato solo ai cittadini e ai dipendenti vaticani.
Un tempo il fabbricato era preso letteralmente dassalto da interminabili file di persone che si davano
allacquisto di generi alimentari tanto da uscire di l cariche di sacchi e pacchi.
Finch non arrivarono drastiche le restrizioni e vennero a galla tesserini fasulli, cos che dal
1983 si impose un tesserino che cambiava colore ogni anno, difficile da falsificare; fino alladozione
del tesserino elettronico, che ha reso vane le estreme turlupinature.  rimasta una sola possibilit,
quella denominata "il pulmino dei religiosi", che si basa sul commissionare lacquisto di merce a suore
e sacerdoti amici;  lultima spiaggia dello shopping vaticano, ma  pur sempre un rischio, e vale la
pena utilizzarlo sotto Natale, quando si pu contare sullo spirito damore di quei giorni.
Abbiamo comunque la possibilit di rifarci alla Farmacia, che apre a fronte dellAnnona. Per
arrivarci un comune mortale non cittadino del Vaticano deve recarsi allufficio permessi munito di un
documento (Carta didentit o Passaporto) e della ricetta medica relativa al farmaco da acquistare. La
Farmacia esiste in Vaticano dal 1874 grazie al frate Eusebio Ludvig Fronmen, gi direttore della
farmacia nellospedale San Giovanni di Dio allIsola Tiberina, che lapr su richiesta dellallora
Segretario di Stato cardinale Antonelli; la sede fu presso Porta SantAnna e dal 1929  stata spostata
dove tuttora apre i battenti. Ma recentemente  stato aperto al pubblico un nuovo locale; adiacente a
quello esistente e a esso collegato da un corridoio al coperto, ricavato nel vecchio passaggio che
attraversa il palazzo Belvedere, dove dal 1929  appunto la sede della Farmacia. Il direttore  fratel
Joseph Kattackal, mentre lo staff dei farmacisti  composto da laici.
Il nuovo locale  destinato alla vendita di prodotti per ligiene del corpo e di cosmetici,
nellintento di liberare lo spazio attualmente occupato da questi prodotti nellambiente originario della
farmacia, e realizzare il progetto di ampliamento del luogo di vendita dei medicinali. In ogni caso il
progetto prevede una ristrutturazione completa di tutto il complesso farmaceutico entro il 2011. La
farmacia  aperta tutti i giorni dalle 8:30 alle 18, ma il sabato chiude alle 13, e dal 1 luglio al 31 agosto
ha un orario ridotto dalle 8:30 alle 15.
Qui il comune mortale riesce ad acquistare medicine al 12% in meno e non solo: possiamo
riempirci di pasti sostitutivi, prodotti dietetici, cosmetici, creme, saponette e profumi. In ogni caso il
rimedio pi richiesto  lHamolind, un lenitivo per le emorroidi non disponibile in Italia, mentre il
tranquillante pi prescritto  il Valium. Tutto al 25% in meno. Non troveremo ovviamente
contraccettivi, farmaci abortivi o contenenti sildenafil o marijuana. Fa nulla. Infatti non si spiegherebbe
come la Farmacia sia la pi frequentata al mondo con 2000 clienti al giorno.
Nella Citt del Vaticano esiste unaltra attivit commerciale e artigiana, quella dellArazzeria, la
cui origine risale al 1926 come Laboratorio per il Restauro degli Arazzi, affidato alle suore francescane
Missionarie di Maria sotto la direzione della dottoressa Anna Maria de Strobel. La struttura  costituita
da due sedi: una  allinterno dei Musei Vaticani, dove sono disposti larchivio, il deposito, la vasca dei
lavaggi, la tintoria e una zona riservata al restauro dei tessuti. Una seconda sede  in via del Pellegrino
dove vengono restaurati gli arazzi di grandi dimensioni; qui  anche una tintoria e il deposito dei filati.
La tecnica di restauro  quanto mai lunga. Ci si  lasciati alle spalle la fase originaria del
"rammendo" per approdare alla creazione di un reticolo con fili di lana o cotone monocromi inseriti
nelle parti dellarazzo prive di trama. Su quella base si applica una nuova orditura della stessa natura
delloriginale, che porta al restauro; ma questo  preceduto da un esame fotografico del tessuto con
grafici elaborati al computer, grazie a una tecnica davanguardia che, tramite gli infrarossi, riesce a
individuare le differenze cromatiche dei colori, cos che si arriva a definire la tintura dei filati nei
diversi coloranti.
Il riconoscimento del processo di fotodegradazione dei coloranti  affidato al Gabinetto ricerche
scientifiche dei Musei Vaticani, che analizza le fibre per stabilire lo stato di conservazione e valutare il
grado dinquinamento. Segue la disinfestazione con la chiusura dei tessuti in una "busta di trattamento"
con linserimento dellazoto. Per tutto il trattamento si impiegano fino a quaranta giorni. Completa il
lavoro il lavaggio in una vasca con griglia mobile a motore elettrico nelle fasi di risciacquo e
asciugatura, seguite da un intervento finale di rifinitura.
74. La Stazione ferroviaria e lEliporto della Citt del Vaticano
La Stazione ferroviaria del Vaticano si trova nella parte centrale della zona sud della Citt del
Vaticano, a ridosso delle mura, e in linea daria si trova nelle vicinanze della Stazione di Roma San
Pietro della ferrovia Pisa-Livorno-Roma, punto di diramazione per la Roma-Viterbo. Ledificio fu
costruito su progetto dellingegnere Giuseppe Momo nel 1933 su un tratto di ferrovia montato in
collegamento con la rete ferroviaria italiana: venne realizzato in bianco travertino, esteso per 61 metri
in lunghezza e 21,50 in larghezza, con unaltezza che va dai 16,85 metri della parte centrale ai 5,95
delle due ali.
La facciata in pietra  arricchita da due bassorilievi opera di Eduardo Rubino, raffiguranti la
Pesca miracolosa di san Pietro e lAssunzione al cielo del profeta Elia su un carro di fuoco; li sovrasta
lo stemma di Pio XI sorretto da due figure rappresentanti il Pensiero e lAzione. Una piccola pensilina
si protende sui binari e lateralmente sono i locali destinati al servizio di manovra e a quello di
sorveglianza. Il salone interno delledificio  tutto marmi e stucchi, con otto colonne di cipollino, vasi
di bronzo e lampadari di Murano, come a dire un museo, ovvero una grande cappella. Ma alla fine
degli anni Ottanta il salone  diventato Ufficio Merci ed  stato tagliato in due per ospitare al primo
piano il Museo Filatelico Numismatico. Cos la stazione ha perso in definitiva la sua funzione
originaria; e questo perch insieme alla ferrovia ha finito per essere utilizzata solo in particolari
circostanze.
Pio XI e Pio XII non lhanno mai utilizzata. Il primo a mettere in funzione stazione e ferrovia 
stato Giovanni Ventitreesimo il 4 ottobre 1962, per un pellegrinaggio a Loreto e ad Assisi, a pi fervida
invocazione di aiuti celesti nella imminenza del Concilio Ecumenico (in preparazione del Concilio
Vaticano II) che sarebbe cominciato una settimana dopo. E cos mise a subbuglio le ferrovie italiane,
che gli dettero in prestito il treno presidenziale. Lungo il tragitto furono scene di tripudio alle varie
stazioni per le quali il convoglio passava, con lui sorridente che si sbracciava dal finestrino per
rispondere alla folla e si portava le mani come megafono alla bocca. Un viaggio che oltretutto fu
seguito da molte persone grazie alleurovisione.
E ci volle Giovanni Paolo Secondo per riutilizzare i servizi ferroviari. La prima volta  stato l8
novembre del 1979 in un viaggio simbolico con il treno Arlecchino delle Ferrovie dello Stato italiano,
nella XXI Giornata del Ferroviere, per un incontro con i ferrovieri allo Smistamento Ferrovie dello
Stato al Salario, via Roma-San Pietro, Roma-Trastevere e Roma-Termini. E una seconda volta fu per
raggiungere Assisi in un pellegrinaggio insieme ai rappresentanti di diverse religioni nella Giornata di
preghiera per la pace nel mondo, il 24 gennaio 2002: fu utilizzato un treno delle Ferrovie dello Stato,
che pass per Orte, San Liberato, Nera Montorio, Narni-Amelia, Terni, Baiano di Spoleto, Foligno e
Spello.
E ancora, indipendentemente dai papi, la stazione vaticana  stata utilizzata con il treno qualche
rara volta anche per un traffico viaggiatori regolare. Cos per il trasporto di malati organizzato
dallUNITALSI; per un gruppo di turisti perugini con un treno speciale delle Ferrovie dello Stato per la
visita alla Cappella Sistina; e ancora con un treno verde e una vaporiera che portava ragazzi in giro per
lItalia.
Alternativo alla stazione e alla ferrovia nella parte estrema dei Giardini Vaticani, a ridosso della
punta occidentale delle Mura Vaticane  lEliporto, messo su per volere di Paolo VI e inaugurato nel
1976, come  ricordato nella targa commemorativa posta in prossimit dellelisuperficie di atterraggio:
Quo aptius atque commodius in civitate vaticana commeatus rationibus prospiceret Paulus VI
Pontifex Maximus hunc helicopterorum portum aperiendum instruendumque curavit A.D. MCMLXXVI
Pont. XIII.
Ovvero per provvedere in modo pi adeguato e conveniente alle esigenze dei trasporti nella
Citt del Vaticano, il Sommo Pontefice Paolo VI cur lapertura e lallestimento di questo eliporto
nellanno del Signore 1976, XIII del suo pontificato. Giovanni Ventitreesimo lo battezz Helicoptorum e
Giovanni Paolo Secondo nel 1978 vi ha fatto mettere unimmagine bronzea della Madonna Nera di
Czestochowa. La funzione di questo eliporto  quella di essere destinato a brevi viaggi del papa verso
luoghi provvisti di eliporto ovvero per raggiungere laeroporto di Ciampino, preferito a quello di
Fiumicino, perch oggetto di minor traffico. Ma  utilizzato anche dai capi di Stato in visita al Vaticano
e in genere ci si serve di un elicottero della Guardia Forestale Italiana.
Va ricordato il viaggio compiuto da Giovanni Paolo Secondo il 7 ottobre 2003 per una visita a Pompei
di poco pi di quattro ore. Il papa era malato e per consentirgli di salire sul velivolo sono stati allestiti
due miniascensori, uno alleliporto vaticano e laltro a Pompei; partito alle 9, unora dopo era
alleliporto di Pompei, allestito ex novo nella grande palestra degli scavi archeologici. Dopo un breve
percorso in automobile, alle 10:30 il papa ha recitato il Rosario per la pace nel mondo, seguito dalla
supplica alla Madonna dal sagrato della basilica della Vergine del Santo Rosario. Alle 12:30 il papa 
tornato in auto alleliporto, da dove  ripartito per il Vaticano, arrivando alle 13:30.
75. La tipografia, la casa editrice e le librerie della Citt del Vaticano
Alle origini della casa editrice del Vaticano, la Libreria Editrice Vaticana (LEV),  la Stamperia
del Popolo Romano (in latino In aedibus Populi Romani), istituita da Pio Quarto nel 1561 come azienda
editoriale e tipografica per il Campidoglio, e rimasta in funzione fino al 1598, dodici anni dopo la
fondazione della Tipografia Apostolica per volere di Sisto V e che in pratica la sostitu. A essa si
affianc nel 1622 la Tipografia De Propaganda Fide, fondata da Gregorio XV, ambedue sostituite nel
1908 dalla Tipografia Poliglotta Vaticana, allinterno della Citt del Vaticano, in un fabbricato vicino
alla chiesa di SantAnna. Tutto fu ampliato nel 1921 sopraelevando ledificio, aumentando i macchinari
e affidandone la gestione ai Salesiani di san Giovanni Bosco.
Ledificio ha una struttura di 35.000 metri quadri, fusa con quella del giornale LOsservatore
Romano (v. Il giornale del Vaticano e la Sala Stampa della Santa Sede), la cui redazione  per in un
altro stabile. Il personale addetto alla Tipografia  di 220 unit, che eseguono lavori per varie istituzioni
di carattere religioso, per un totale di 5000 commesse annue. Lo stabilimento  distribuito su pi livelli.
Al seminterrato sono il magazzino carta e tutti i macchinari dei servizi, tra cui la centrale termica per il
condizionamento degli ambienti e i compressori daria per le macchine. Al piano terra sono i reparti per
lallestimento, loffset, la rotooffset e la spedizione. Al primo piano sono ubicati gli uffici tecnici e
commerciali, provvisti di un proprio sistema computerizzato per la gestione di tutta la fase operativa,
oltre allarchivio, il reparto fotolito e quello della fotocomposizione. Al secondo piano sono la
Direzione Generale, lAmministrazione e lUfficio del Personale. Il Presidente del Consiglio di
sovrintendenza  il dottor Giovanni Battista Dadda; il direttore generale  il reverendo Pietro Migliasso.
Nel 1926 Pio XI scisse lattivit editoriale dalla tipografia come organismo autonomo con un
proprio statuto, e cos sorse la LEV, che attualmente ha sede in piazza San Pietro, nel Braccio di Carlo
Magno. La Libreria Editrice Vaticana, secondo larticolo 2 dello statuto, ha come scopo fondamentale
lattivit editoriale degli atti e documenti del Sommo Pontefice e della Santa Sede; ed  per questo che
Giovanni Paolo Secondo nella costituzione apostolica Pastor Bonus del 28 giugno 1988 lha classificato tra le
istituzioni fondamentali della Santa Sede. Esiste comunque unaltra casa editrice, la Lateran University
Press, che per fa capo al Laterano (v. Universit, accademie e scuole pontificie a Roma).
La LEV ha un catalogo di oltre 4 milioni di libri, anche se i titoli storici sono le pubblicazioni
proprie delle finalit apostoliche come gli Acta Apostolicae Sedis ovvero il "commentarium
Officiale" della Santa Sede; le Communicationes dei Consigli Pontifici; le Notitiae, ovvero i
"Commentari ad nuntia de re liturgica" a cura della Congregazione del Culto Divino e della Disciplina
dei Sacramenti; e il Seminarium, che  un complesso di indicazioni didattiche per seminari, vocazioni
ecclesiastiche, universit e scuole cattoliche.
La LEV ha realizzato un circuito di librerie a ridosso della Citt del Vaticano, che si sono
rivelate fondamentali per la vendita delle opere pubblicate, a cominciare dalla ristrutturazione del punto
vendita, sito in piazza San Pietro, sotto il Braccio di Carlo Magno.  la Libreria Internazionale
Giovanni Paolo II, inaugurata e benedetta il 7 febbraio 2005 dal Segretario di Stato, cardinale Angelo
Sodano. La libreria  stata curiosamente dedicata a papa Wojtyla quando era ancora in vita, venendo
meno alla tradizione che un ambiente sia dedicato a una persona dopo la sua morte, evento verificatosi
peraltro tre mesi dopo linaugurazione. La libreria ha avuto subito un afflusso di clienti eccezionale,
nello stesso 2005 registr una presenza di 450.000 persone.
Oltre a diffondere le pubblicazioni delleditrice vaticana, la libreria presenta i volumi delle pi
importanti editrici cattoliche e laiche, attinenti dottrina teologica, liturgia e cultura cattolica, con testi di
argomenti biblici, giuridici, di filosofia, pastorale, storia, attualit e arte. E, sia pure in uno spazio non
superiore ai 100 metri quadri, offre un assortimento di volumi in oltre 30 lingue con un fatturato
composto per il 55% di volumi in lingua italiana e per il 45% in altre lingue.  aperta dal luned al
sabato (dalle 8 alle 18:45): tel. 06 69883345 / 69885442; fax 06 69885326; email
libreriainternazionale@lev.va.
Il 3 giugno 2008  stata inaugurata e benedetta dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio
Bertone la Libreria Internazionale Paolo VI, in occasione del 30 anniversario della morte di papa
Montini. Il direttore della LEV, don Giuseppe Costa, nel suo discorso inaugurale ha evidenziato che
avere pi punti vendita per un editore significa focalizzare la propria produzione e per la LEV questo
significa possibilit di maggiore diffusione per il Magistero del Sommo Pontefice e della Santa Sede.
La Libreria Editrice Vaticana  consapevole di tutto ci e nel mentre accetta la sfida si impegna a
meglio qualificare il proprio catalogo e a una rafforzata sinergia al proprio interno e non.
La libreria  in via di Propaganda 4, nei locali del palazzo della Congregazione per
lEvangelizzazione dei Popoli, e nei suoi 150 metri quadrati di superficie destinata alla vendita, 
disponibile anche un ampio spazio dedicato a incontri culturali con gli autori o a presentazioni di nuovi
libri.  aperta dal luned al sabato (dalle 8 alle 18:45): tel. 06 69880141 / 69880109; fax 06 69880255;
email: libreriapaolosesto@lev.va.
Il 18 novembre 2008  stato inaugurato dal cardinale Bertone il terzo punto vendita di libri del
Vaticano, la Libreria Internazionale Benedetto XVI in piazza Pio XII, al piano terra del palazzo delle
Congregazioni; e si  ripetuta la curiosa iniziativa, messa in atto per papa Wojtyla, di dedicare la
libreria al papa ancora in vita. Il nuovo locale di circa 260 metri quadrati  un esempio di moderna ed
elegante architettura nei suoi due piani: al piano terra oltre allesposizione dei libri vi  il Servizio
Fotografico de LOsservatore Romano; al secondo piano, a cui si accede attraverso una scala di
marmo bianco o con un moderno ascensore in vetro, prosegue lesposizione dei libri e vi  il reparto
Filatelico e Numismatico del Governatorato.  aperta dal luned al sabato (dalle 8 alle 18:45); tel. 06
69882402; fax 06 69882491; email libreriabenedettosedicesimo@lev.va.
76. Il giornale del Vaticano e la Sala Stampa della Santa Sede
LOsservatore Romano, stampato nella Citt del Vaticano come Giornale quotidiano,
politico, religioso ha un motto quanto mai emblematico: Unicuique suum. Non praevalebunt. Che
mette in risalto come gli articoli pubblicati dipendono dalla responsabilit del loro autore, ovvero a
ciascuno il suo, e inoltre si sottolinea inequivocabilmente che le forze del Maligno non prevarranno,
richiamo mai morto a quel fumo di Satana denunciato come presente in Vaticano da Paolo VI, ma
che non riuscir a soffocare la voce della Chiesa.
 lunico giornale della Santa Sede. Fondato a Roma, ma fuori del Vaticano, nel 1861 a piazza
dei Crociferi, per iniziativa dellavvocato forlivese Nicola Zanchini e del giornalista bolognese
Giuseppe Bastia, su richiesta dei fondatori ebbe lassenso di Pio IX come organo "semiufficiale" della
Santa Sede, finch Leone XIII nel 1885 non acquist la testata, diventando ufficialmente lorgano
dinformazione della Santa Sede. Ma solo nel 1929  entrato nella Citt del Vaticano, dove viene
stampato dalla Tipografia Vaticana (v. La tipografia, la casa editrice e le librerie della Citt del
Vaticano), e la redazione da allora  in via del Pellegrino (tel. 06 69883461, fax 06 69883675, email
ornet@ossrom.va, sito Internet www.osservatoreromano.va). Va in stampa ogni giorno a mezzogiorno
per essere in edicola nel pomeriggio, con la data del giorno successivo, tranne la domenica e i giorni
festivi. Oltre alledizione quotidiana pubblica una edizione settimanale in lingua italiana, francese,
spagnola, portoghese, tedesca e inglese, questultima distribuita in 129 paesi, e infine una mensile in
polacco.
Il giornale ha avuto come direttore Mario Agnes, dal 1984 al 2007, e ora  diretto da Giovanni
Maria Vian, con un personale redazionale di 40 persone, perlopi laiche. Che devono attenersi a una
impostazione rigorosa nel vaglio delle notizie, che non riportano eventi di cronaca italiana, ma sono
perlopi relative al Vaticano, disposte nella rubrica Nostre informazioni, redatta oltretutto dalla
Segreteria di Stato, con lelenco delle udienze e delle nomine pontificie, nonch delle attivit
allinterno della Citt del Vaticano. Peraltro le bozze vengono controllate proprio dalla Segreteria di
Stato, che vi appone il suo "visto" di approvazione per la pubblicazione.
I redattori vengono assunti, secondo esplicito contratto, in base alla loro virt, prudenza,
scienza e debita esperienza, con tanto di esplicita formula di fede, adesione e promessa. Questa la
formula iniziale: Credo in tutto quanto si contiene nella Parola rivelata da Dio, conservata nella
Scrittura e nella Tradizione, e che  stato proposto dal Magistero della Chiesa come verit da credere.
Accetto anche tutte le cose che sono state proposte in modo definitivo dal Magistero della Chiesa sulla
fede e i costumi. Aderisco pure a quanto il Romano Pontefice e i vescovi insegnano nellesercizio del
loro magistero autentico, anche se non in modo definitivo. A essa fa seguito una sorta di giuramento:
Prometto che nel lavoro che mi verr affidato mi sforzer di mettere a profitto la mia preparazione e le
mie capacit personali e professionali, per eseguirlo con diligenza, efficacia e fedelt, osservando nel
suo compimento le norme generali e gli ordini particolari che mi verranno comunicati dai miei
Superiori, e promuovendo i veri e legittimi interessi della Sede Apostolica e i buoni rapporti umani.
Con la conclusione: Prometto di osservare il segreto del mio ufficio nella misura in cui questo venga
richiesto dalla natura stessa del lavoro eseguito o dai miei legittimi Superiori.
Il giornale peraltro ha diverse volte affrontato polemiche sorte allinterno delle istituzioni
vaticane, ma anche nei confronti del governo italiano, avendo sempre ovviamente caldeggiato i
rappresentanti di partiti filocattolici come la Democrazia Cristiana e simili. Da ultimo, a fronte delle
incriminazioni rivolte a Silvio Berlusconi dalla magistratura italiana, il 21 gennaio 2011 in un articolo
intitolato I cardini della societ il giornale riferisce le parole del cardinale Tarcisio Bertone nel
condividere il "turbamento" espresso dal Presidente della Repubblica italiana a proposito delle
indiscrezioni dei media sul caso giudiziario che coinvolge il Presidente del Consiglio dei ministri, e
segue "con preoccupazione" la vicenda. E ancora: "La Chiesa spinge e invita tutti, soprattutto coloro
che hanno una responsabilit pubblica di ogni genere, in qualunque settore amministrativo, politico e
giudiziario, ad avere e ad assumere limpegno di una pi robusta moralit, di un senso di giustizia e di
legalit".
Altra attivit svolta dal quotidiano vaticano  un Servizio Fotografico che offre a chiunque
fotografie su carta e in digitale, la cui ricerca pu essere effettuata sul sito www.photo.va. Lacquisto si
effettua presso lapposito banco del Servizio Fotografico in via del Pellegrino, vicino allingresso di
SantAnna (tel. 06 69884797, fax 06 69884998, email photo@osrom.va), pagando i diritti per la
pubblicazione. E questa  una voce positiva per il quotidiano, che comunque influisce in minima parte
sul bilancio negativo generale.
Oltre al giornale esiste in Vaticano un altro portavoce ufficiale della Santa Sede per "mediare"
le parole del papa, la Sala Stampa della Santa Sede;  stata istituita nel 1966 come organismo
informativo del Concilio Vaticano II, ma dipende dalla Pontificia Commissione per le Comunicazioni
Sociali. Giovanni Paolo Secondo lha resa autonoma nel 1986, in qualche modo ricollegandola allUfficio
Informazioni dellOsservatore Romano, che risaliva addirittura al 1939, e affidandogli il compito
specifico di trasmettere informazioni ai "giornalisti accreditati" in Vaticano, i cosiddetti vaticanisti. I
locali sono nel palazzo dei Propilei, al civico 54 di via della Conciliazione (tel. 06 698921, fax 06
69892337, email accreditamenti@pressva.va), e sono intitolati a Giovanni Paolo II, con relative
postazioni computerizzate per i giornalisti. Il direttore  il gesuita Federico Lombardi, che  anche
direttore generale della Radio Vaticana e del Centro Televisivo Vaticano (v. La radio e la televisione
del Vaticano dalle antenne mortali).
La Sala Stampa pubblica comunque ogni giorno un Bollettino, nel quale sono riportate le
notizie ufficiali riguardanti lattivit del papa e le udienze, oltre a quella dei vari dicasteri ed eventuali
dichiarazioni del direttore. Il Bollettino ha una o pi edizioni quotidiane, in italiano, ma in occasione
delle riunioni del sinodo dei vescovi pubblica in italiano, inglese, francese e spagnolo il Synodus
Episcoporum, con relativi briefing di aggiornamento. A fronte della Sala Stampa  in funzione dal
1991 il Vatican Information Service (VIS), nel palazzo dei Propilei, con ingresso in via dei Corridori
32; lufficio fornisce quotidianamente via email, fax o Internet notizie in quattro lingue sullattivit del
papa, principalmente dirette alle rappresentanze pontificie nel mondo. Esiste comunque un
abbonamento tramite il quale si ricevono le informazioni che possono essere ricevute dalle ore 15
italiane via email vispressva-vis.va (tel. 06 69892425, fax 06 69883053).
77. La radio e la televisione del Vaticano dalle antenne mortali
Collegata a LOsservatore Romano, e non solo nel bilancio amministrativo denunciato
annualmente dalla Santa Sede, in una media di 15 milioni di euro,  la Radio Vaticana. Il 12 febbraio
1931 fu inaugurata da Pio XI con un discorso in latino allinsegna della sigla musicale Christus vincit,
Christus regnat, Christus imperat. La prima trasmittente fu installata da Guglielmo Marconi nei
giardini a fronte dellantica torre medievale, gi dpendance di Leone XIII e successivamente sede
della Specola; la cura delle trasmissioni era della Pontificia Accademia delle Scienze. Esiste ancora
quella emittente, ma lesiguit del territorio circostante ha impedito di sviluppare solo nella Citt del
Vaticano lindispensabile rete di antenne.
Cos la Santa Sede ha acquistato un terreno di 424 ettari a 18 chilometri da Roma, sulla strada
verso Bracciano, a Santa Maria di Galeria, dove ha costruito nel 1955 un centro di radiodiffusione con
diversi trasmettitori; lo domina una grande croce di 90 metri insieme a una statua dellArcangelo
Gabriele, patrono delle trasmissioni radiofoniche, e gode della extraterritorialit. E la Radio Vaticana 
arrivata a disporre di cinque reti di diffusione terrestre, satellitare e telematica, trasmettendo in 40
lingue per circa 438 ore settimanali, ed essendo ascoltata in tutto il mondo. Tutto questo peraltro a
scapito degli abitanti del territorio circostante santa Maria di Galeria e Cesano, che hanno reagito con
una serie di procedimenti giudiziari contro le emissioni di potenti onde elettromagnetiche, fonte di
tumori e malanni vari.
Il processo  ancora in atto e la salute umana  sempre in pericolo, con specifiche accuse nei
confronti di padre Pasquale Borgomeo, direttore della Radio Vaticana fino al 2005, e del cardinale
Roberto Tucci, Presidente della Radio Vaticana, assolti dalla Corte di appello di Roma nel 2007
dallaccusa di getto pericoloso di cose; la sentenza  stata per annullata dalla Cassazione il 12
febbraio 2010 e, anche se nel frattempo Borgomeo  morto a luglio del 2009, il processo ha avuto un
seguito. Il 14 novembre 2010 si  concluso lincidente probatorio richiesto nel 2006 dalla Procura della
Repubblica di Roma; i risultati indicano unassociazione coerente, importante e significativa di
rischio di morte per leucemia o malattia di leucemia, linfoma e mieloma per lunga esposizione
residenziale ai ripetitori dellemittente della Santa Sede fino a 12 chilometri di distanza da questa.
Laccertamento  stato condotto da Andrea Micheli, della Fondazione IRCCS, lIstituto Nazionale dei
Tumori di Milano. E ancora si deve arrivare a una sentenza definitiva.
Peraltro il 14 novembre 2010 i Comitati di Roma Nord, relativi al quartiere dellOlgiata, nonch
La Storta, Anguillara e Cesano, hanno inviato alla Procura un nuovo fascicolo sulla presenza delle
antenne chiedendo il blocco immediato delle costruzioni edilizie nel territorio, il controllo sanitario
specifico per patologie come leucemia, mielomi, linfomi, e listituzione di un registro dei tumori nel
territorio limitrofo agli impianti della Radio Vaticana entro 12 chilometri di distanza dal centro della
Santa Sede. Il 24 febbraio 2011 la Quarto sezione penale della Cassazione conferma la responsabilit della
Radio Vaticana e il diritto al risarcimento dei danni per i residenti di Cesano e dintorni; lentit sar
stabilita dalla Corte dappello di Roma.
Per riparare al tutto la Santa Sede nel dicembre 2009 ha annunciato che intende creare a Santa
Maria di Galeria, a fronte delle mortali antenne, una grande centrale solare. Attraverso lenergia
prodotta dai pannelli che saranno stesi su buona parte dei 424 ettari extraterritoriali Santa Maria di
Galeria potrebbe diventare il segno pi evidente della opzione verde del Vaticano. Perch si
compenserebbero in tre o al massimo cinque anni le oltre 91.000 tonnellate di anidride carbonica
annualmente rilasciate dalle antenne. Il progetto, che dovrebbe essere realizzato entro il 2014, coster
circa 500 milioni di euro e limpianto produrr un quantitativo di energia pari a 100 megawatt,
necessari a soddisfare pi che interamente il fabbisogno del Vaticano. Quanto alla tecnologia che si
prevede di sfruttare  stata richiesta lassistenza e la fornitura della tedesca Solar world AG, che ha gi
realizzato limpianto fotovoltaico del tetto dellAula Paolo VI (v. Lillegale Aula Paolo VI).
Ma sempre in fatto di antenne la battaglia contro la Santa Sede si  rinnovata allinterno di
Roma sugli impianti di Monte Mario, per i quali per la cittadinanza romana ha avuto partita vinta,
anche se lo spostamento delle antenne su Monte Cavo ha finito per rinnovare il pericolo. E ci saranno
inevitabilmente altre conseguenze.
A fronte di questa opera di inquinamento mortale, con lampliamento delle stazioni si  dovuto
pensare anche a una pi razionale collocazione degli uffici, che sono stati disposti nel palazzo Pio della
romana piazza Pia, mentre nelloriginaria sede  rimasta la direzione generale dei Gesuiti guidata da
padre Federico Lombardi; il direttore dei programmi  padre Andrzej Koprowwski. Ma vi  stato
allestito anche un Museo Storico con un centinaio di reperti tecnici, tra microfoni, registratori e
ricevitori, nonch fotografie e filmati depoca che ripercorrono decenni della tecnica radiofonica del
Vaticano.
Attualmente la Radio Vaticana garantisce 23.482 ore di trasmissioni lanno, in 40 lingue e vi
lavorano 384 persone di sessanta nazionalit, un numero eccessivo che ha portato infatti lemittente a
una serie di bilanci in rosso collegati, come gi indicato, alla gestione altrettanto negativa de
LOsservatore Romano. Cos dal mese di luglio 2009 la radio ha introdotto nelle proprie
trasmissioni, per la prima volta, la pubblicit; il primo inserzionista  stato lENEL. Si tratta di 300
passaggi divisi nelle fasce orarie "pi appropriate", ma che, secondo una dichiarazione di padre
Federico Lombardi, non interromperanno mai le trasmissioni. LENEL verser al Vaticano qualche
decina di migliaia di euro e gli introiti che nellarco di un anno potrebbero crescere fino a
100-200.000 euro, ha ipotizzato sempre padre Lombardi, si sommeranno al bilancio annuale della
radio pari a 20 milioni di euro.
Peraltro accanto alla sezione istituzionale di Radio Vaticana  in funzione One-O-Five Live, che
 trasmessa a Roma su 105 FM e in tutto il mondo via satellite e Internet, in un formato multilingue. E
ancora, dal 1983, si  imposto laltro organismo mediatico del CTV, ovvero il Centro Televisivo
Vaticano, diventato dal novembre 1996 un organismo fondamentale per la Santa Sede. Lo scopo 
ovviamente quello di diffondere con le immagini televisive il ministero pastorale del papa e le attivit
della Sede Apostolica, attraverso trasmissioni in diretta e di archivio. E il riferimento  allAngelus, alle
Udienze Generali e alle uscite del Santo Padre in Italia e nel mondo.
Su richiesta delle varie reti televisive internazionali, il CTV pu collegarsi via satellite per
inoltrare il segnale in tutti i continenti; in via sperimentale, lAngelus viene trasmesso su Intelsat
direttamente dal Vaticano verso lAmerica ogni domenica. La trasmissione  comunque affidata anche
alla CEI per la sua TV2000 (v. I soldi della CEI), nonch a reti televisive cattoliche come Telepace,
diretta da Maria Antonietta Calabr, e Radio Maria, diretta da Livio Fanzaga; questultima, come
emittente nazionale, con la legge finanziaria del 2005 ha avuto lo stanziamento di un milione di euro
per il potenziamento e dal 2006 riceve le sovvenzioni attraverso il canale del 5 per mille.
Il CTV, che ha sede nella Citt del Vaticano, in via del Pellegrino, gestisce una Videoteca di
oltre 10.000 cassette con circa 4000 ore di registrazioni delle immagini del pontificato di Giovanni
Paolo II, una documentazione esauriente a partire dal 1984; vi attingono emittenti televisive e
produttori di documentari di tutto il mondo. Lemittemte trasmette il magazine settimanale Octava
Dies, ritrasmesso non solo dalle reti cattoliche, ma anche dallagenzia internazionale Associated Press
Television News. Tutto questo  gestito da un Consiglio di amministrazione di 11 membri presieduto
dallarcivescovo Claudio Maria Valli, 3 revisori dei conti, un Segretario amministrativo e 4 addetti di
ammistrazione; il direttore generale  padre Federico Lombardi. E il bilancio  positivo con un gettito
annuale medio di 500.000 euro, denunciato annualmente nei Bilanci consultivi consolidati.
78. La bandiera e linno del Vaticano
Come ogni Stato la Santa Sede ha una bandiera, che originariamente nel cosiddetto Stato
Pontificio era con i colori rosso e giallo, pi propriamente del Senato e del Popolo Romano. Nel 1808
Pio VII laveva modificata con i colori bianco e giallo, che erano presenti nella bandiera di Goffredo di
Buglione a rappresentare rispettivamente la purezza e la redenzione, adornandola con le immagini di
san Pietro e san Paolo: Pio IX vi adatt tre strisce bianco, rosso e verde, ma dopo la Repubblica
Romana il tricolore scomparve. E si arriv allattuale bandiera formata dai due campi divisi
verticalmente, uno giallo aderente allasta e laltro bianco con le chiavi incrociate doro e dargento
sormontate dal triregno. Formano una croce di santAndrea con i congegni verso il cielo e le
impugnature in basso, simbolo delle mani del papa.
A fronte della bandiera  esistito il vessillo di Santa Romana Chiesa, che sventolava sui campi
di battaglia come insegna di guerra. Era formato da un drappo di seta rossa circondato da una frangia
rossa e oro terminante con due punte, come un gagliardetto; al centro erano le chiavi incrociate
sormontate dal conopeo, cio lantico baldacchino pontificio detto sinnicchio. E originariamente vi
erano raffigurate anche le teste dei santi Pietro e Paolo. Questo vessillo fu affidato nei secoli a un
personaggio di rango della nobilt, che assumeva il titolo di Vessillifero di Santa Romana Chiesa. Tra
di loro si ricordano Giovanni Acuto, Francesco Sforza, Cesare Borgia, e poi molti Orsini, Este,
Gonzaga e Farnese. Lultimo nobile romano pontificio a esserne insignito fu, per volere di Pio VII, il
marchese Naro Patrizi e la dignit di vessillifero divenne ereditaria nella sua famiglia fino a quando
Paolo VI non annull tutte le cariche onorifiche.
La Citt del Vaticano dovette adottare anche un inno, com buona norma in ogni nazione; la
scelta non fu facile, perch in varie circostanze il sovrano pontefice era stato onorato di canti e inni,
sonoro accompagnamento di fasti cortigiani e religiosi. Da principio si opt per quello che risaliva al
viaggio compiuto da Pio IX in Emilia, Romagma e Toscana nel 1857. Laveva scritto e musicato il
direttore della banda musicale di Bologna, laustriaco Vittorino Hallmayer, e si chiamava Inno al papa.
Come tale fu suonato dopo la firma dei trattati del 1929. Ma non piaceva al papa, che apr il concorso.
Erano in lizza la Marcia trionfale di Giovanni Longhi, che le Trombe dArgento della Guardia
Nobile suonavano quando il papa faceva il suo ingresso in San Pietro, e il Largo religioso di Domenico
Silveri, eseguito dallo stesso gruppo musicale in occasione del primo pontificale di Pio IX, al momento
della sua elezione. E cera la Marche Pontificale composta da Charles Gounod per lanniversario
dellincoronazione di Pio IX e suonata la prima volta l11 aprile 1869 da sette bande musicali sul
sagrato della basilica vaticana. Alla fine questultimo si impose; ma occorrevano le parole. E
monsignor Antonio Allegra (1905-1969), organista della basilica vaticana, ha composto il testo in
italiano:
Roma immortale di martiri e santi,
Roma immortale accogli i nostri canti:
Gloria nei cieli a Dio Nostro Signore,
Pace ai Fedeli di Cristo nellamore.
A te veniamo, Angelico Pastore,
in Te vediamo il mite Redentore,
Erede Santo di vera e santa Fede;
conforto e vanto a chi combatte e crede,
non prevarranno la forza e il terrore,
ma regneranno la Verit, lAmore.
Lo suonava la Guardia Palatina e quando fu abolita subentr la banda del Circolo di San Pietro,
finch si  imposta la banda della Guardia Svizzera, composta da una quindicina di elementi con
strumenti a fiato e tamburi. Occorreva per un testo in latino, la lingua ufficiale della Chiesa e
rivalutata in pieno da Benedetto XVI, che lha reintrodotta nella Messa. Allora si  impegnato a
scriverlo nellidioma caro alla Chiesa un canonico di Savona, Raffaello Lavagna, e il testo  stato
approvato tanto che  stato infine adottato e cantato per la prima volta nel 1991. Eccolo nelloriginale
latino e con la traduzione italiana.
CHORUS
O felix Roma  o Roma nobilis:
Sedes es Petri, qui Romae effudit sanguinem,
Petri cui claves datae sunt regni caelorum.
Pontifex, Tu successor es Petri;
Pontifex, Tu magister es tuos confirmans fratres;
Pontifex, Tu qui Servus servorum Dei,
hominumque piscator, pastor es gregis,
ligans caelum et terram.
Pontifex, Tu Christi es Vicarius super terram,
rupes inter fluctus, Tu es pharus in tenebris;
Tu pacis es vindex, Tu es unitatis custos,
vigil libertatis defensor; in Te potestas.
VOX ACUTA, VOX ALTERA AB ACUTA
Tu Pontifex, firma es petram, et super petram
hanc aedificata est Ecclesia Dei.
VOX MEDIA, VOX GRAVIS
Pontifex, Tu Christi es Vicarius super terram,
rupes inter fluctus, Tu es pharus in tenebris;
Tu pacis es vindex, Tu es unitatis custos,
vigil libertatis defensor; in Te potestas.
CORO
O Roma felice  O Roma nobile:
sede di Pietro, che a Roma sparse il (suo) sangue,
di (quel) Pietro, cui sono state date
le chiavi del regno dei cieli.
Pontefice, Tu sei il successore di Pietro;
Pontefice, Tu sei il maestro che confermi i tuoi fratelli;
Pontefice, Tu il Servo dei servi di Dio,
pescatore di uomini, pastore del gregge,
sei Colui che lega il cielo e la terra.
Pontefice, Tu il Vicario di Cristo sei sulla terra,
roccia tra i marosi, faro nelle tenebre (ai naviganti);
Tu vindice di pace, sei dellunit il custode,
vigile difensore della libert, in cui  potest.
SOPRANI E CONTRALTI
Tu, Pontefice, sei la stabile pietra,
e su questa pietra  edificata la Chiesa di Dio.
TENORI E BASSI
Pontefice, Tu il Vicario di Cristo sei sulla terra,
roccia tra i marosi, faro nelle tenebre;
Tu vindice di pace, sei dellunit il custode,
vigile difensore della libert, in cui  potest.
79. I telefoni, Internet e YouTube del Vaticano
Nel 1885 lelettrotecnico romano Giovanni Battista Marzi (1860-1927) allest una rete
telefonica interna alla Citt del Vaticano, collegando i vari servizi della Biblioteca Apostolica con dieci
postazioni; limpianto fu inaugurato nel 1886 e funzion per tre anni, essendo utilizzato diverse volte
da Leone XII, il primo papa che si serv del telefono. Ma ci volle Guglielmo Marconi, nei primi anni
Venti, per effettuare il primo collegamento italiano in ponte radio tra la Citt del Vaticano e la villa di
Castel Gandolfo; finch nel 1929 ebbe inizio un servizio di telefonia che collegava la Santa Sede con il
resto del mondo.
Tanto che in un avancorpo del palazzo del Belvedere  stata installata una centrale telefonica
connessa con fibra ottica alle centrali della Telecom Italia e collegata in ponte radio ai palazzi del
Laterano, di San Callisto e della Cancelleria. E per rendere ancor pi centralizzati i servizi  in atto la
realizzazione di una Infrastruttura di Comunicazione Integrata, gestita dalla Direzione delle
Telecomunicazioni, alla quale peraltro fa capo tutto il traffico telefonico della Citt del Vaticano.
Il servizio telefonico  gestito dal 1948 dai religiosi della Societ San Paolo e per il centralino
bisogna fare il numero 06 6982 (ma 110 dagli apparecchi interni alla citt); una dolcissima voce
femminile risponde Vaticano!. Potete parlare indi o turco, ma una delle tredici suore Pie Discepole
del Divino Maestro sar sicuramente in grado di darvi le informazioni che volete. Fanno turni di sei ore
e funziona tutto il giorno il centralino, ovvero la "sala di commutazione manuale del traffico
telefonico". A dirigerle  il reverendo Andrea Mellini, ma il direttore delle Telecomunicazioni  un
sacerdote dei Legionari di Cristo (v. I lussuriosi Legionari di Cristo e i disobbedienti
Neocatecumenali), padre Fernando Vrgez Alzaga, che dirige anche il Servizio Internet, che  in realt
la pi grande conquista del Vaticano nel campo delle comunicazioni.
Questo ufficio fa capo ai siti www.vatican.va e a www.vaticanstate.va, specifico del
Governatorato, con ben cinque webcam rivolte a piazza San Pietro, alla basilica, alla cupola, alla tomba
di Giovanni Paolo Secondo e al palazzo del Governatorato. Il primo sito  articolato su 80 computer, per una
media di 500.000 contatti al giorno, ed  leggibile in sei lingue (francese, inglese, italiano, portoghese,
spagnolo e tedesco), disponendo di contenuti anche in latino e cinese, senza contare che sta per
qualificarsi in russo e arabo.
Lufficio ha sede in via della Conciliazione 1 (tel 06 69893111, fax 06 69885020, email
ufficio-internet@net.va) e padre Fernando Vrgez pu contare su 13 assistenti. Ai tre computer del sito
sono stati assegnati i nomi degli arcangeli Raffaele, Michele e Gabriele, rispettivamente utilizzati per
limmagazzinamento di testi e immagini dei Musei Vaticani e tracce audio della Radio Vaticana, e tesi
a proteggere il sistema dagli hacker e adibiti alla comunicazione con lesterno. Inoltre lufficio
sovrintende allintranet, ovvero al collegamento dei vari uffici del Vaticano. Il traffico quotidiano di
email  nellordine di 350.000 comunicazioni, mentre i contatti quotidiani con il sito arrivano a 130
milioni. I dipendenti dellufficio sono 22, tutti laici.
Capita che il sito possa andare in tilt in alcune circostanze legate ad avvenimenti di particolare
rilievo universale, come  accaduto per la morte di Giovanni Paolo II, quando  arrivato a ricevere due
milioni di contatti; in quel caso  stato fondamentale lintervento di industrie private come la
Hewlett-Packard, che ha fornito altri computer, e Fastweb che, come riferisce Stefano Ardito in una
intervista a Vrgez Alzaga sulla rivista Meridiani del dicembre 2009, ha donato un cavo di fibra
ottica che ha permesso alla velocit di trasmissione di passare da 35 a 1090 megabyte al secondo,
tanto che l8 aprile, giorno dei funerali, il sito della Santa Sede ha trasmesso in streaming la
cerimonia; il numero dei contatti ha raggiunto lincredibile cifra di 9 milioni in due ore, e lintero
sistema ha retto alla prova.
A febbraio del 2009  arrivata unaltra innovazione tecnica con un canale ufficiale del Vaticano
su YouTube: attraverso il portale  offerta una copertura informativa delle principali attivit di
Benedetto XVI e degli avvenimenti pi rilevanti relativi alla Santa Sede. Il sito
www.youtube.com/vatican  aggiornato quotidianamente con servizi prodotti dal Centro Televisivo
Vaticano in collaborazione con Radio Vaticana che cura i testi (v. La radio e la televisione del
Vaticano dalle antenne mortali). Le video news, proposte in quattro lingue differenti  italiano,
spagnolo, inglese e tedesco , offrono (come  indicato nella presentazione) le posizioni pi autorevoli
della Chiesa cattolica sulle principali questioni del mondo doggi con tanto di link per avere accesso ai
testi completi e ufficiali dei documenti citati.
Nella blogosfera non si  riusciti a capire bene se questa nuova risorsa di comunicazione sia
stato un successo o un flop. Secondo la rivista Der Spiegel  stato un mezzo insuccesso. In ogni caso
in una settimana i video pi visti fanno una media di circa 5000 visite, per un totale di 3275 iscritti e
403.078 visualizzazioni. Per fare un confronto si tenga presente che il canale ufficiale di 50Cent, nome
darte del rapper e produttore discografico statunitense Curtis James Jackson III, registra 49.626 iscritti
e 3.593.121 visualizzazioni.
80. Le condanne dellex SantUffizio
La Santa Romana e Universale Inquisizione, nonch SantUffizio, istituita da Paolo Terzo nel 1542
e rinnovata da Sisto V nel 1588 e Pio X nel 1903, ha assunto nel 1965 la nuova  pi addomesticata
denominazione di Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1965 per volere di Paolo VI. Che era
animato da uno spirito caritatevole e aperto, ma comunque fermo nel benedire il compito della
congregazione che  quello di promuovere e tutelare la dottrina sulla fede e i costumi in tutto lorbe
cattolico, con funzione di tribunale per i delitti contro la fede e i delitti pi gravi commessi sia contro
la morale sia nella celebrazione dei sacramenti.
La congregazione ha sede nel palazzo a fronte della piazza aperta in territorio italiano, che ha
mantenuto il vecchio toponimo di SantUffizio, ma gode di extraterritorialit; presenta una facciata del
1925 addossata alledificio che ospit appunto il SantUffizio dal 1566, per volont di Pio V. Ledificio
deriva dal palazzo Pucci, costruito dopo il 1514 tra la chiesa del Cimitero Teutonico e la caserma dei
Cavalleggeri, sullarea creatasi dallabbattimento di un gruppo di vecchie case vendute dal principe
Costantino di Macedonia; dopo la morte dei tre cardinali della famiglia, Lorenzo, Antonio e Roberto
che vi abitarono, i Pucci di Firenze, eredi per due terzi dei beni del Borgo, vendettero il palazzo per
6000 scudi alla Santa Sede.
Ampliati e adattati gli ambienti per sistemarvi le carceri del famoso tribunale, il nuovo
complesso assunse laspetto di una fortezza e il 2 settembre del 1566 fu solennemente inaugurato fra
salve dartiglieria. Nella ristrutturazione del Novecento ha perso molto di quellarcigna prestanza, pur
mantenendo qualcosa della fortezza nel robusto portone con il grande arco sovrastante. A parte le
prigioni, che non ospitano pi gli inquisiti, la Congregazione per la Dottrina della Fede continua a
investigare le nuove dottrine sulla fede e le condanna, e in genere non c scampo quando si finisce
davanti al suo giudizio.
Negli anni seguenti il Concilio Vaticano Secondo alla guida della congregazione come Prefetto  stato
il cardinale croato Franjo Seper fino al 25 novembre 1981;  morto un mese dopo, essendo gi stato
sostituito dal cardinale Joseph Ratzinger, lattuale papa Benedetto XVI, in carica fino alla sua
assunzione al pontificato. La prefettura di Franjo Seper non  stata particolarmente inquisitoria, sotto il
pontificato di Paolo VI, evidenziandosi solo nel 1967 con la sospensione a divinis del vescovo Marcel
Lefebvre (v. Vescovi ribelli e truffaldini). Viene messa in risalto piuttosto la ferma posizione della
Chiesa sui misteri dellIncarnazione e della Trinit, sullaborto procurato, sulletica sessuale e
leutanasia, secondo le indicazioni di papa Montini. Su un piano dottrinale nel 1967  vittima il
sacerdote e teologo svizzero Hans Kung, al quale per fu solo tolta la missio canonica, ovvero
lautorizzazione allinsegnamento della teologia cattolica, pur conservando la cattedra. La condanna
arriv il 18 dicembre 1979, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, e fu salutata con grande giubilo da
Joseph Ratzinger, che due anni dopo assunse la carica di Prefetto, prodigandosi in una serie di
condanne.
A cominciare da quella nel 1984 di Gustavo Gutirrez e della sua Teologia della Liberazione.
Domenicano e teologo peruviano, docente della Pontificia Universit del Per, pubblica nel 1971 il
libro Teologia della Liberazione, nel quale teorizza la sua concezione di povert cristiana, come atto di
solidariet e amore verso i poveri, ma anche come protesta contro le situazioni di indigenza.  una
teoria inconcepibile per Roma, che vede chiaramente in quel messaggio una spinta allazione militare,
peraltro gi in atto nellAmerica Latina, e dalla quale vanno invece prese le distanze. Nel 1984 il
"rivoluzionario" domenicano viene condannato con limposizione del silenzio ossequioso a tempo
indeterminato, lesclusione dallordine domenicano e la destituzione dalla cattedra di Teologia.  in
pratica espulso dal continente sudamericano; sar accolto negli Stati Uniti, avendo la possibilit di
insegnare allUniversit Notre Dame nellIndiana, e non sar pi accolto in seno alla Chiesa di Roma.
Ma la persecuzione della Teologia della Liberazione  proseguita contro diversi teologi, tra i
quali nel 1985 viene processato il francescano brasiliano Leonard Boff, a causa delle tesi esposte nel
suo libro Chiesa: Carisma e Potere. Lanno dopo viene condannato, con limposizione del silenzio
ossequioso a tempo indeterminato e la perdita della cattedra di Teologia di Petropolis, in Brasile.
Undici mesi dopo verr liberato dal silenzio, grazie alle numerose pressioni internazionali esercitate su
Giovanni Paolo II; ma nel 1992, a seguito di ulteriori minacce di provvedimenti disciplinari, preferir
uscire dallordine francescano. Seguiter a insegnare alluniversit statale di Rio de Janeiro e vincer il
Nobel alternativo per la pace, il Right Livelihood Award, seguitando a battersi per quanto gli 
possibile per una Chiesa dei poveri. Nello stesso 1985 c unaltra vittima illustre:  il vescovo
brasiliano Helder Cmara, arcivescovo di Olinda e Recife, un precursore della Teologia della
Liberazione, impegnato nel Concilio Vaticano Secondo per promuovere nellAmerica meridionale quella che
sarebbe stata chiamata lopzione preferenziale per i poveri. Allepoca ha 76 anni e viene destituito
dalla carica vescovile; il suo sostituto  un autentico inquisitore perch, su indicazione dellex
SantUffizio, riordina la diocesi procedendo a interrogatori ed epurazioni. Cmara muore nel 1999.
Nel 1994  lotta aperta al femminismo con lopposizione alla concessione della cattedra di
Liturgia di Bochum, in Germania, alla teologa Teresa Berger, perch ritenuta femminista, nonch con
la condanna al macero del libro Woman at the altar della teologa inglese Lavinia Byrne, che sostiene il
sacerdozio delle donne. Nel 1995 viene destituito il vescovo di Evreux, Jacques Gaillot, perch 
favorevole al contraccettivo in funzione anti Aids e sostiene che omosessuali e divorziati siano da
considerare membri della Chiesa. Nel 2003 don Franco Barbero, favorevole al matrimonio dei
sacerdoti e alle unioni gay, viene ridotto allo stato laicale; stessa fine fa padre Bernard Kroll che,
durante un primo Kirchentag ecumenico della storia, celebra la Messa insieme a pastori protestanti e si
comunica con i luterani. Nel 2004 viene rimosso e destituito don Aitor Urresti della diocesi di
Deusta-SantIgnacio a Bilbao per la sua vicinanza al movimento We are Church aperto
allomosessualit.
Il 13 maggio 2005  nominato Prefetto Joseph Levada, che dall8 luglio 2009  anche
Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei per tentare un pi intenso dialogo con la
componente pi tradizionalista e di ispirazione lefebvriana. Sotto la sua presidenza la congregazione si
 occupata principalmente di condannare alcuni sacerdoti pedofili, peraltro gi rinviati a giudizio nei
tribunali di diverse nazioni. Tra le vittime per motivi religiosi si segnala il gesuita spagnolo Jon
Sobrino, che vive in Salvador insegnando presso luniversit centro-americana del Salvador e autore di
numerose opere, relative principalmente alla Teologia della Liberazione. Il 12 marzo 2007 gli  stata
notificata laccusa di falsare la figura di Ges, e pi concretamente di non affermare apertamente la
sua natura divina; perci gli  stato proibito, come penitenza, di insegnare presso i centri ecclesiastici
o di pubblicare libri con il nulla osta dellautorit ecclesiastica, condannandolo al silenzio pi
assoluto.
81. Come si diventa santi
Non si conosce il preciso numero dei santi. Lo si dovrebbe ricavare dal Martyrologium
Romanum, che contiene lelenco dei santi e beati venerati dalla Chiesa e ne elenca 9900. In realt il
Martyrologium Romanum nelledizione del 2001 presenta 6.538 "voci", anche se il numero dei santi e
dei beati  pi elevato perch spesso, accanto al nome, c un ...e compagni. Inoltre, mese dopo
mese, con le nuove canonizzazioni e beatificazioni in programma,  sempre pi incompleto. In ogni
caso nel 1969, a seguito del Concilio Vaticano II, il Calendario Romano Liturgico ha subto un
aggiornamento con la cancellazione di molti santi (v. Il culto dei santi fasulli).
Nel primo millennio della Chiesa il culto dei martiri, qualificati come santi, era regolato dalle
diverse Chiese locali. I vescovi, singolarmente o collegialmente in occasione di sinodi, autorizzavano i
culti, che iniziavano con la elevatio o la translatio corporis. Nel secolo XI comincia ad affermarsi il
principio che solo il papa ha autorit di prescrivere il culto di una persona agli onori degli altari. Ed 
Sisto Quarto nel 1483 a definire la distinzione giuridica tra il titolo di Santo e di Beato, usato
indifferentemente in epoca medievale.
Il rinnovamento si ha con Sisto V, che nel 1588 istituisce la Congregazione dei Riti finalizzata a
legiferare le cause di canonizzazione. Ma i papi seguitano a concedere culti locali, finch la procedura
viene definita da Benedetto XIV nel suo De servorum Dei beatificatione et beatorum canonizatione
(1734-1738); ma il rinnovamento si ha con Paolo VI e la sua costituzione apostolica Divinus
perfectionis Magister del 25 gennaio 1983. Con questa viene stabilita la procedura per le inchieste che
devono essere svolte nelle cause dei santi da parte dei vescovi nella qualificata Congregazione delle
Cause dei Santi.
A fronte di questa congregazione c un complesso procedimento da seguire. Qualunque
battezzato pu chiedere alla congregazione che una persona sia beatificata e poi canonizzata. In genere
la richiesta viene dalle persone che hanno vissuto con il potenziale santo o santa, e ne conoscono lo
stile di vita, appartenenza alla comunit della parrocchia o a una congregazione religiosa. Queste
persone, denominate Attori, incaricano una persona, chiamata Postulatore, che deve essere residente in
Roma, il quale presenta al vescovo del luogo dove il candidato  morto biografia e scritti del candidato
agli onori degli altari, nonch certificati di una eventuale guarigione miracolosa. In ogni caso non si
pu presentare domanda prima di cinque anni dalla morte del candidato, salvo dispensa del papa, come
 stato ultimamente per Giovanni Paolo II, la cui proclamazione a beato avverr il 1 maggio 2011.
Il vescovo fa unindagine, chiamata Summarium; convoca i testimoni e gli eventuali medici
curanti del malato guarito, trasmettendo poi una relazione alla congregazione del Vaticano, che ha sede
nel palazzo delle Congregazioni in piazza Pio XII 10. La presiede un cardinale, attualmente
larcivescovo Angelo Amato. La congregazione che esamina il candidato  costituita da un collegio di
relatori, un collegio di teologi e una commissione di medici, per un complesso che assomma al numero
di 83 ecclesiastici e 9 laici. Innanzitutto viene controllato che il materiale pervenuto sia corretto e
completo, sulla base del quale il candidato  qualificato come "Servo (o serva) di Dio". Quindi viene
nominato un Relatore della Causa che guider lorganizzazione del materiale nella Positio super
virtutibus del Servo di Dio. La Positio  in pratica basata sul Summarium, che viene presentato dal
Relatore a una commissione di 9 teologi, detta Congresso dei Teologi; se questi danno parere
favorevole si ha una riunione di cardinali e vescovi della congregazione, alla fine della quale il papa
autorizza la lettura del decreto ufficiale sulla "eroicit delle virt" del Servo di Dio, che da allora viene
chiamato Venerabile.
Inizia quindi la fase della Dichiarazione di beatificazione, per arrivare alla quale deve essere
riconosciuto un miracolo, che viene preso in considerazione dalla congregazione solo dopo lesame di
una inchiesta diocesana. Tra gli episodi a cui la Chiesa cattolica pi frequentemente attribuisce
carattere miracoloso c lincorruttibilit del corpo dopo la morte, come  stato per santa Caterina da
Siena, il cui corpo risulterebbe ancora integro dopo quasi 650 anni dalla morte. Unaltra prova  la
liquefazione del sangue durante occasioni particolari, come  riconosciuto per san Gennaro (v. Il
culto dei santi fasulli); e ancora lodore di santit, per cui il corpo emanerebbe profumo di fiori,
anzich il consueto odore di morte, come dovrebbe essere stato per santa Teresa dAvila.
Tuttavia il miracolo che viene valutato pi spesso  una guarigione da malattia grave, che deve
essere istantanea, senza alcuna spiegazione medica plausibile, definitiva e totale. La Positio sul
miracolo viene a questo punto esaminata da 5 medici, e se costoro dichiarano di non poter dare una
spiegazione scientifica della guarigione, la si ritiene frutto di un miracolo. La dichiarazione viene
valutata da 7 teologi, quindi da vescovi e cardinali della congregazione che esprimono la
proclamazione del Servo di Dio a Beato.
La proclamazione  ufficializzata dal papa, al quale spetta la decisione finale, e conclamata
durante una Messa, stabilendo anche una data della memoria nel calendario liturgico. Se
successivamente viene riconosciuto un secondo miracolo, a seguito di una nuova valutazione, che ha lo
stesso procedimento e la stessa severit della prima, il Beato  dichiarato Santo, e il suo culto viene
autorizzato ovunque vi sia una comunit di credenti.
Con Giovanni Paolo Secondo il numero degli eletti  diventato eccezionale. In 26 anni di pontificato
sono stati proclamati 1345 beati, ovvero due terzi di tutta la storia della Chiesa, e ben 483 santi,
eliminando la necessit del miracolo per i martiri. Peraltro Giovanni Paolo Secondo il 31 luglio 2002 ha
santificato anche una persona mai esistita, lazteco Juan Diego Cuauhtlatoatzin, al quale nel 1531
sarebbe apparsa la Madonna sul monte del Tepeyac, a Citt del Messico, dove nel 1622  sorto il
santuario di Nostra Signora di Guadalupe, con la basilica nel 1976, e il nome Guadalupe sarebbe stato
dettato dalla stessa Vergine a Diego. Lesistenza di Juan Diego  stata messa in dubbio durante il
processo della sua canonizzazione da Girolamo Prigione, allepoca Nunzio apostolico messicano,
dallarcivescovo polacco Edward Nowak, allepoca Segretario della Congregazione per le Cause dei
Santi e canonico della basilica di San Pietro, e da Guillermo Schulenburg Prado, allepoca membro
della Pontificia Accademia Mariana Internazionale e amministratore (per trentanni) della basilica di
Guadalupe, che era scettico anche sullapparizione della Madonna, a suo parere inventata dagli
spagnoli per conquistarsi la conversione degli indio. Eppure Juan Diego  stato proclamato santo; non
proclamarlo avrebbe significato il crollo di un mito e di un enorme guadagno finanziario per la Santa
Sede tra il notevole numero di pellegrinaggi e le sostanziose offerte al santuario (v. La ricchezza dei
santuari del Vaticano fuori dItalia). Significativo il fatto che i tre prelati scettici abbiano perduto
lincarico che avevano, il che la dice lunga sulla volont di mettere a tacere il loro parere. Attualmente
Girolamo Prigione  Nunzio apostolico a Lauriaco, nel Norico danubiano, e Edward Nowak, su quale
papa Wojtyla contava molto come connazionale, risiede isolato a Luni, in Liguria; peraltro Guillermo
Schulenburg Prado  morto nel 2009. Quella canonizzazione fa sorgere il dubbio sullautenticit dei
numerosi santi e beati proclamati da papa Wojtyla.
82. Il culto dei santi fasulli
Nel 1969, a seguito del Concilio Vaticano II, il Calendario Romano Liturgico ha subto
numerosi cambiamenti con la cancellazione di molti santi. Si tratta di santi perlopi popolari, oggetto di
grande devozione, grazie anche a reliquie che li ricordano ancora oggi. Alcuni sono legati al Vaticano,
come Veronica, la cui inesistenza  stata dichiarata proprio in riferimento alla falsa reliquia nella
basilica di San Pietro che lha immortalata nel nome, "vera icona" del Santo Volto (v. Le reliquie
fasulle di San Pietro). Altri sono legati a Roma in chiese loro dedicate.
 il caso di Pantaleo, un santo collegato alla reliquia del sangue, martire della persecuzione di
Diocleziano nel 305, a Nicomedia. Il suo nome greco  Pantaleimon, che significa "Tutto
compassione", ed  proprio il nome ad aver originato la leggenda della sua vita, nella quale era
classificato come medico, praticando la professione senza compenso. Come poi il suo sangue sia finito
nei paesi italiani di Montauro, Vallo di Lucania e Martignano, nonch a Roma nella chiesa di San
Pantaleo, in corso Vittorio Emanuele II,  un mistero, che peraltro ha autorizzato ancor pi il Concilio
Vaticano Secondo a non riconoscerne la santit.
Altro santo fasullo collegato a Roma  Eusebio, nome sotto il quale nel Calendario Romano
Liturgico compaiono ben 16 santi; venerato il 14 agosto,  stato cancellato nel 1969. Si tratterebbe di
un presbitero vissuto nel Quarto secolo, la cui vita  tramandata da specifici Atti di Eusebio, dai quali risulta
che predic pubblicamente contro papa Liberio (352-366) e fond una propria chiesa parrocchiale,
chiamata dal suo nome tytulus Eusebii, nella zona dellEsquilino. Sul titolo, nello slargo che dal 1878 si
chiama piazza Vittorio Emanuele II, fu costruita una chiesa di SantEusebio a opera di Onorio III
(1216-1227), al quale risale il campanile, e di Gregorio IX (1227-1241), che fece dare alledificio
unarchitettura romanica al suo interno, mentre la facciata arriv solo nel 1771. Nel frattempo la chiesa
viene affrescata e nella volta della navata centrale finisce raffigurata nel 1759 la Gloria di santEusebio
da Anton Raphael Mengs, che tra gli angeli immortala il volto della sua amata. Poteva essere un
segnale della falsit del santo glorificato, e invece bisogna aspettare oltre trecento anni perch Eusebio
sia radiato e il Vaticano cancelli il culto a lui dedicato perch mai esistito, dichiarando anche come
completamente falsi i suoi Atti, scritti chiss da chi. Eppure non si  provveduto a dedicare la chiesa a
un altro santo, anche perch si sarebbe dovuta cancellare la sua gloria paradisiaca nella volta; e il 17
gennaio davanti a questa chiesa il Vaticano fa svolgere lannuale benedizione degli animali, dirottata
dalla vicina chiesa di SantAntonio Abate per motivi di traffico.
E che dire di Caterina dAlessandria? Fino al 1966 era ritenuta per tradizione millenaria una
principessa egiziana convertita al cristianesimo. Allimperatore Massimiano che le impone di compiere
sacrifici agli idoli pagani, Caterina oppone il suo rifiuto, dichiarando di essere disposta a discutere la
sua fede di fronte a qualsiasi sapiente. Il sovrano sceglie allora 50 filosofi che non solo rimangono
confusi di fronte alla dottrina della giovane, ma si convertono e sono condannati a morte. Caterina
viene rinchiusa in una prigione e lasciata senza cibo, affinch muoia di fame, ma si salva, nutrita
miracolosamente da un colombo. Ugualmente inutile  il tentativo di farla stritolare da una ruota
dentata, perch i chiodi si spuntano sulla tenera carne della martire. Viene infine decapitata e portata da
un angelo sul Monte Sinai, dove  deposto il suo corpo.
Non c dunque nulla di vero in questa affascinante storia, peraltro mantenuta in vita dalla
presenza di reliquie della santa in un monastero ortodosso sul Monte Sinai. E a Roma  stata sempre
molto popolare, come indica la presenza del suo nome in diversi proverbi meteorologici: Pe Santa
Caterina la neve su la spina, Pe Santa Caterina un passo di gallina e infine Er medemo tempo
preciso che ffa er giorno de Santa Caterina lo ffa er giorno de Natale. Il 25 novembre, dies natalis
della santa, era inoltre il giorno in cui giungevano in citt i pifferai e veniva considerato dai romani
linizio ufficiale della stagione fredda, quello nel quale si cominciava a preparare la casa a un nuovo,
lungo inverno e alle feste ormai vicine.
E sempre a Roma dal 1544 c consacrata la chiesa di Santa Caterina dei Funari, con
lillustrazione del martirio e la sua glorificazione nella cappella maggiore a opera di Livio Agresti, a
cui si accompagnano sulle pareti laterali le storie della sua vita a opera di Federico Zuccari. Vanno
evidentemente considerate tutte falsit. Ma splendide raffigurazioni della ex martire si ammirano anche
nella basilica di San Clemente, in una delle quali la giovane  raffigurata nellatto di argomentare sulle
verit cristiane alla presenza dei saggi incaricati dallimperatore Massimiano; le sue dita si piegano una
dopo laltra per enumerare le verit della fede, ma secondo unantica tradizione popolare romana con
quel gesto Caterina non fa altro che contare i giorni che separano la sua ricorrenza da quella del Natale.
 limmagine che si ritrova immortalata anche dal Pinturicchio nelle stanze dellappartamento Borgia
in Vaticano. Tutto falso. E oltretutto  anche falsa lintestazione a questa pseudosanta di unaltra chiesa
di Roma, Santa Caterina della Rota in via san Girolamo della Carit; lintestazione medievale era Santa
Maria in Catenariis, popolarmente in Catenerei, quindi Catinera e infine in Catarina; questultima
corruzione della parola determin la dedica a santa Caterina quando fu rifatta nel XVI secolo. E la
Santa Sede  colpevole di aver avallato le storture linguistiche per esaltare il martirio fasullo della santa
nel relativo culto popolare.
 peraltro addirittura ignobile lattestato di santit assegnato a Costanza (318 ca -354), la figlia
di Costantino il Grande, nonch moglie del cugino Annibaliano e successivamente di Gallo, fratellastro
di Giuliano lApostata. Era ariana, e pertanto eretica; inoltre viene descritta dallo storico Marcellino
come una furia in carne e ossa, pronta a istigare alla violenza il marito Annibaliano. E a fronte di
questo negativo giudizio il suo stato di santit  decantato negli Atti di santa Agnese, fino a essere stato
immortalato nel cosiddetto Mausoleo di Santa Costanza sulla via Nomentana a Roma, annesso alla
basilica di santAgnese, oggi parrocchia. Fu appunto Costanza a farlo costruire come tomba per il
padre, la sorella Elena e se stessa vicino alla basilica di Agnese; divenuto il battistero della basilica, nel
XIII secolo fu considerato una vera e propria chiesa a se stante con il titolo assegnato appunto a santa
Costanza. Infatti il 17 marzo 1256 Alessandro Quarto consacr laltare riponendovi reliquie ricordate da
una lastra di marmo: capelli della Vergine, parti delle vesti di Ges, resti dei santi Saturnino e Sisinnio.
Tutte reliquie ritenute ormai non autentiche, che mettono ancor pi in discussione lo stato di santit
dellintestataria. Oltretutto la toponomastica comunale romana ha sposato la dedica della chiesa, cos
che ricorrono le denominazioni di piazza e via di Santa Costanza, dando pi che mai fama di santit a
una donna, che non poteva non essere cancellata dal calendario liturgico nel 1969. Sarebbe bastato che
il mausoleo fosse stato riconosciuto dal Vaticano come tale, eliminando la qualifica di santa alla sua
intestataria, perch i fedeli e i non fedeli sapessero; cos non  stato, e il mausoleo  indicato
espressamente come luogo sussidiario di culto della parrocchia di SantAgnese.
Altra santa depennata  Margherita di Antiochia, alla quale a Roma  dedicata una chiesa in
piazza SantApollonia a Trastevere, ovviamente Santa Margherita, opera di Carlo Fontana. Secondo la
Passio di un greco di nome Teotimo, nasce nel 275; figlia di un sacerdote pagano, essendo morta di
parto la madre, viene affidata a una pastora balia, segretamente cristiana, che educa la bambina nella
sua religione e, una volta cresciuta, le fa condurre al pascolo il gregge. Mentre pascola viene notata dal
Prefetto Ollario, che tenta di sedurla, ma lei lo respinge in nome della sua fede cristiana; indispettito il
Prefetto la denuncia come cristiana, e cos Margherita finisce in prigione; qui le sarebbe apparso il
demonio sotto forma di drago, che linghiotte. Ma Margherita, armata di una croce, gli squarcia il
ventre ed esce viva. Processata come cristiana, durante linterrogatorio arriva una colomba che deposita
sul suo capo una corona; ma questo fatto non frena il giudice che la sottopone a vari supplizi. Avendo
resistito, viene infine decapitata il 20 luglio del 290, allet di 15 anni. Nel X secolo un certo Agostino
di Pavia trafuga il suo corpo per portarlo nella propria citt, ma arrivato a Montefiascone muore,
lasciando la reliquia in quel luogo: sono peraltro numerose le localit in Italia e Francia, che vantano le
sue reliquie.
La sua santit  stata cancellata nel 1969; a nulla  valso il fatto che fosse annoverata tra i 14
"santi ausiliatori" che venivano invocati nei momenti difficili, per ottenere particolari indulgenze.
Oltre Margherita, contro i problemi del parto, e i gi nominati Caterina di Alessandria, contro le
malattie della lingua, e Pantaleo, contro le infermit da consunzione, gli altri 11 erano: Acacio, contro
lemicrania; Barbara, contro i fulmini, la febbre e la morte; Biagio, contro il mal di gola; Ciriaco,
contro le ossessioni diaboliche; Cristoforo contro la peste e gli uragani, nonch protettore degli
automobilisti; Dionigi, contro il dolor di testa; Egidio, contro il panico e la pazzia; Erasmo, contro i
dolori addominali; Eustachio, contro i pericoli del fuoco; Giorgio, contro le infezioni della pelle; Vito
contro lidrofobia e lepilessia. Fu depennato tutto il gruppo.
83. Cronaca nera nella Citt del Vaticano
Come documento dei fatti di cronaca nera, civile e penale, che accadono nella Citt del
Vaticano fa testo lannuale relazione che il promotore di Giustizia Nicola Picardi ha presentato in
occasione dellanno giudiziario il 15 gennaio 2011. Nel 2010 nello Stato della Citt del Vaticano il
carico complessivo di cause civili  stato pari a 1126 procedimenti e quello penale a 171. Ma viene
precisato che i processi in cui sono implicati i cittadini vaticani, ovvero abitanti della Citt del
Vaticano, sono un numero esiguo: quanto al penale non raggiungono nemmeno un punto percentuale.
Il gran numero di procedimenti rispetto alla piccola popolazione vaticana dipende dal fatto che, da un
lato in Vaticano (e in particolare nella basilica di San Pietro e nei Musei Vaticani) transitano ogni anno
oltre 18 milioni di turisti e pellegrini. Dallaltro, il Vaticano, pur costituendo una enclave nella Citt di
Roma, ha rapporti diretti con tutto il mondo, per cui i procedimenti instaurati nello Stato della Citt del
Vaticano presentano, di solito, elementi di estraneit. In sostanza ladri e truffatori, e mai assassini,
vengono da fuori della Citt del Vaticano, ma commettendo il reato al suo interno finiscono per dare
unimmagine abbastanza negativa della vita quotidiana nel territorio della Santa Sede.
Peraltro il computo non tiene presente i reati di varia natura commessi da rappresentanti del
clero fuori della Citt del Vaticano allinsegna della pedofilia, del traffico di droga, del ladrocinio,
segnalati in specifici capitoli di questo libro, perch rientrano nella giurisdizione civile e penale delle
nazioni nelle quali il reato  commesso.
Allinterno della Citt del Vaticano restano numerosi i furti, anche se perlopi non denunciati.
Emblematici quelli avvenuti nel 1968 e 1969. Nel luglio del 1968, durante il soggiorno di Paolo VI a
Castel Gandolfo, lappartamento privato del papa viene sottoposto a restauri e sono chiamati quattro
tecnici dei telefoni vaticani per un controllo degli apparecchi. I quattro rubano 30 medaglie doro e
preziose croci pettorali. Al rientro del papa, a scoprire il furto  don Pasquale Macchi, il Segretario di
Paolo VI, ma non dice nulla per evitare uno scandalo. E i ladri ci riprovano lanno successivo, nello
stesso periodo di ferie papali a Castel Gandolfo, anche se non convocati per nuovi lavori, ma questa
volta sono in tre. Si sono fatti la chiave per entrare e, quando sono sicuri che la suora addetta alla
sorveglianza si  allontanata, scendono dal Belvedere e vanno dritti nella stanza papale.
I ladri mettono le mani su un gran numero di medaglie doro e dargento in varie emissioni,
croci pettorali con brillanti e orologi da uomo e da donna. Al ritorno da Castel Gandolfo il furto 
scoperto ancora da don Macchi, che questa volta non resta zitto, ma le indagini non portano a nulla.
Nel gennaio del 1973 una splendida medaglia doro fa bella mostra di s nella vetrina di un
negozio filatelico a pochi metri dalle Mura Vaticane. La Gendarmeria pontificia indaga e si arriva
allarresto di tre tecnici; il quarto  fuggito allarresto e se ne sta tranquillo nella sua casa fuori le mura,
a Roma. Fa sapere che trovandosi in Italia intende essere giudicato esclusivamente da un tribunale
italiano, e si salva, perch il Vaticano non passer mai lincartamento alla magistratura italiana, per
evitare un ampliamento dello scandalo. Il processo ai tre, celebrato nel 1974, approda alla sentenza in
nome di Sua Santit Paolo VI felicemente regnante, invocata la Santissima Trinit; ma  una farsa.
Sono comminate pene, tutte miti e con diversi periodi di reclusione, e di l a breve sono tutti scarcerati
in attesa del giudizio di appello, che si tiene diversi anni dopo, senza ormai eccessivo interesse da parte
dellopinione pubblica. Finiscono tutti in libert, scacciati in pratica dal Vaticano.
Levento di cronaca nera che si tinge di giallo  naturalmente lattentato al papa del 13 maggio
1981.  opera di Mehmet Al Agca, un turco di 24 anni, membro dei neonazisti Lupi Grigi, che dice di
aver fatto tutto da s senza laiuto di nessuno; ma poi vengono arrestati due Lupi Grigi, tali Omar
Bagci e Musa Celebi, indicati dallo stesso Agca, mentre resta fuori Oral Celik, che sarebbe il vero capo
del complotto. Qualcuno chiama in causa i servizi segreti della Bulgaria, ma lattentatore finir per dire
che ha agito da solo.
E Agca il 22 luglio viene condannato allergastolo. Ma la sentenza insinua che lattentato non
fu opera del delirio ideologico di un delinquente, bens frutto di una macchinazione complessa,
orchestrata da menti occulte, anche se gli elementi acquisiti non permettono, allo stato, di svelare
lidentit dei promotori della cospirazione. Nel 1983 si arriva a parlare di un prestito di denaro
effettuato alla Santa Sede dalla banda della Magliana, attraverso il suo cassiere Enrico De Pedis, per
sovvenzionare Solidarnosc in Polonia, esaudendo il desiderio di Giovanni Paolo Secondo di aiutare la sua
patria a liberarsi del regime comunista. De Pedis per cautelarsi e riavere indietro quel denaro avrebbe
rapito il 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi, figlia di un funzionario della Santa Sede e, non avendo
avuto indietro i soldi lavrebbe uccisa.  un evento di cronaca di cui si riparler nel 2010, in relazione
al fatto che il De Pedis, morto in un conflitto a fuoco nel 1990, ha trovato sepoltura nella basilica di
SantApollinare con il beneplacito dellOpus Dei (v. Matrimoni e funerali a pagamento).
Un altro furto si  verificato nellottobre del 1995. In occasione delle celebrazioni per il 17
anniversario del pontificato di Giovanni Paolo II, scompaiono dalla sede della Pontificia Commissione
dei Beni Culturali nel palazzo della Cancelleria 14 tele del Cinquecento, tra le quali opere di Sebastiano
del Piombo e Bellini. E pensare che il papa aveva nominato nel 1993 una commissione finalizzata alla
protezione delle opere darte presieduta dallarcivescovo Francesco Marchisano!
E infine la cronaca nera in Vaticano si tinge di giallo il 4 maggio 1998 con il triplice assassinio
del colonnello della Guardia Svizzera Alos Esterman, di sua moglie Gladys Meza Romero e del
vicecaporale Cedric Tornay, che fa parte della storia non limpida della Guardia Svizzera (v. I soldati
del Vaticano tra gloria e scandali); sul triplice delitto il tribunale del Vaticano ha emanato una
sentenza di non luogo a procedere, ritenendo valida linchiesta della Gendarmeria che ha ritenuto il
Tornay assassino e suicida. Il verdetto del tribunale vaticano  stato contestato dalla signora Baudat,
madre di Tornay, che ha avviato un procedimento giudiziario presso la Corte internazionale dellAja,
ma destinato a restare irrisolto.
84. Lo sport in Vaticano
Nella maggior parte dei casi la persona eletta al trono pontificio non  giovane o perlomeno ha
raggiunto unet tale che non  pi in grado di esercitare uno sport. Pi che altro si concede le
passeggiate, magari anche a passo svelto;  quanto hanno fatto pi o meno tutti i papi delle passate
generazioni, imitati da Giovanni XXIII, nei giardini del Vaticano, e da Paolo VI, che per trasfer il
verde sul tetto del palazzo, in un giardino pensile, per una passeggiata, che sembrava veramente il
tramonto dello sport.
Ma Giovanni Paolo Secondo ha rappresentato unautentica esaltazione dello sport. Nei giardini del
Vaticano  stata creata una pista di atletica, nella quale si impegnavano anche i seminaristi del Collegio
Etiopico, peraltro dediti anche al tennis. E nei giardini di Castel Gandolfo  arrivata addirittura la
piscina, documentata da fotografie segrete che ritraggono il papa in costume in storiche performance,
per quanto non abilissimo nel crawl. E ancora le passeggiate in montagna, ma anche le sciate, la prima
delle quali risale alla storica data del 17 luglio 1984, sul monte Lares, nel gruppo dellAdamello. Il
Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini, testimone delle sue discese, paragon lo stile del
papa a quello di una rondine; non era vero, ma non importava. Quel che contava  che era limmagine
incancellabile dello sport in Vaticano. Che non si  ripetuta con Benedetto XVI, anche per una
questione di et; sebbene una cyclette lo tenga in allenamento nel suo appartamento (v. La casa del
papa) e le sue passeggiate in montagna papa Ratzinger le abbia fatte, a Lorenzago di Cadore,
Bressanone e in Val dAosta, rinunciandoci solo nellestate del 2010, per dirottare a Castel Gandolfo.
Indipendentemente dai papi lo sport si afferma in Vaticano allinsegna del calcio dal 1947,
quando viene organizzato un quadrangolare con una finale burrascosa tra i dipendenti delle Ville
Pontificie e della Fabbrica di San Pietro, che infatti  sospesa. Tutto sembra finito l, perch
successivamente vengono giocate solo amichevoli tra gli impiegati e a ranghi ridotti; nessun torneo e
nessun regolamento. Invece nel 1966 nasce una vera e propria squadra nei corridoi dei Musei Vaticani,
per iniziativa di custodi, restauratori e inservienti, chiamata Hermes; il nome forse  venuto fuori dal
fatto che molti dei giocatori prestano servizio nel Cortile Ottagono del Museo Pio Clementino, dove 
una copia della statua di Prassitele raffigurante il mitologico messaggero degli di. A sua immagine si
formano altre squadre, tanto che nel 1973 viene organizzato il primo campionato di calcio del
Vaticano.
Lorganizza il cardinale Sergio Guerri, allora Presidente della Pontificia Commissione per lo
Stato della Citt del Vaticano, mettendo in palio uno scudetto bianco-giallo e una coppa detta
dellAmicizia. Vi partecipano 7 squadre e vince quella del giornale del Vaticano LOsservatore
Romano. Questa squadra vince altre tre volte, finch nellalbo doro si succedono un po tutte le
formazioni di rappresentanza degli impiegati vaticani, tranne quella dei soldati della Guardia Svizzera.
Vincono Governatorato, Musei, Gendarmeria, Poste, Amministrazione del Patrimonio della Sede
Apostolica, Associazione Santi Pietro e Paolo, Servizi tecnici, Servizi economici.
Queste squadre non hanno uno sponsor, ma tutte sono patrocinate dal Governatorato che copre
eventuali disavanzi di bilancio, basato principalmente sulle quote discrizione dei partecipanti. Un
campionato impostato insomma sul volontariato, ma che finisce per arrivare a competersi anche la
Coppa dellAmicizia. Coppa e campionato sono durati fino al 1994, quando tutto sembrava finito per
gli appassionati vaticani del calcio. E invece nel 2007  tornata la competizione calcistica allinsegna di
una Clericus Cup, che  in pratica un campionato, con la partecipazione di 16 squadre formate da
dipendenti del Vaticano, ma integrate con studenti di collegi e seminari. Il torneo, voluto dal cardinale
Tarcisio Bertone,  sotto lorganizzazione di Edio Costantini, Presidente del Centro Sportivo Italiano
(CSI), lente di promozione sportiva della Chiesa riconosciuto dalla CEI e dal CONI, con oltre 900.000
iscritti nelle varie discipline sportive. E si svolge sotto la sponsorizzazione dellINA-ASSITALIA, un
marchio storico delle squadre romane.
Tra le squadre partecipanti c anche la "nazionale" della Santa Sede, che non compariva nel
campionato precedente: gioca con una divisa bianca e gialla, i colori del Vaticano. E questa nazionale
vanta una vittoria per 9 a 1 contro una rappresentativa di dipendenti ministeriali della Repubblica ceca
nel 2010. Ma esiste anche una squadra della Guardia Svizzera. I giocatori nel 2009 assommano al
numero di 386, e sono, tuttoggi, sacerdoti e seminaristi, che provengono da tutto il mondo e
appartengono a 69 nazioni, tra le quali Bolivia, Argentina, Colombia, Brasile. Il torneo inizia a febbraio
e termina a giugno e il regolamento di gioco adottato  quello del CSI, differente da quello della FIGC:
le partite sono ridotte a 60 minuti e, oltre a cartellino giallo e rosso,  a disposizione degli arbitri quello
azzurro, usato per segnalare unespulsione temporanea di 5 minuti.
La formula prevede due gironi di 8 squadre, con partite di sola andata fino a una partita finale;
la squadra vincitrice del torneo conquista la coppa e partecipa ai tornei regionali e interregionali
organizzati dal CSI. Si gioca sui campi delloratorio di via Santa Maria Mediatrice, una traversa della
via Aurelia, che  pur sempre allombra del Vaticano. Per informazioni si pu visitare il sito
www.csiroma.com.
La coppa  stata vinta dalla Redemptoris Mater per tre volte, nel 2007, 2009 e 2010; nel 2008
ha vinto la Mater Ecclesiae. Le denominazioni di queste squadre chiariscono letichetta tutta religiosa
che ha il gioco del calcio in Vaticano, lampante anche in altre formazioni come Mater Sedes Sapientiae
e North American Martyrs. Ed evidenziato anche dal fatto che le partite non si svolgono mai di
domenica, ma generalmente il sabato mattina a partire dalle 9.
85. Le basiliche papali di Roma
Delle 26 antiche basiliche che sorgono a Roma entro le mura, le quattro cosiddette papali sono
quelle accreditate a un pi diretto collegamento con il Vaticano, e non solo per la loro definizione che
le qualifica proprie del sovrano pontefice, ma per alcuni elementi storici che le caratterizzano. E prima
fra tutte ovviamente San Pietro, che  in qualche modo il simbolo stesso del Vaticano (v. I tesori della
basilica di San Pietro, Cupolone e Necropoli vaticana con mercimonio e Le reliquie fasulle di San
Pietro).
La basilica di San Giovanni in Laterano ha in realt un titolo pi lungo, che la qualifica come
Santissimo Salvatore e Santi Giovanni Battista ed Evangelista e sottotitolo di Madre e Capo di tutte le
chiese, perch costruita prima della basilica di San Pietro dallimperatore Costantino tra il 313 e il 318,
in collegamento con il palazzo episcopale donato dalla moglie Fausta, con il quale costituiva il
Patriarchio, come residenza del patriarca di Roma, cio il papa. Qui oltretutto si  svolta fino al 1513
linvestitura pontificia, che comportava anche la "presa di possesso" della Chiesa di Roma e della
cattedrale della citt, dando alla basilica pi che mai la qualifica di "papale".
Tracce di quella investitura si trovano ancora oggi nella sedia marmorea detta stercoraria,
tuttora visibile nel chiostro della basilica, sulla quale il papa era tenuto per le braccia e le gambe in
modo che stesse ben comodo e potesse poi essere sollevato, per ricordare che Dio pu elevare leletto
alla gloria perfino dallo sterco, donde il nome della sedia. Veniva quindi condotto dal priore della
basilica nella cappella di San Silvestro, oggi non pi esistente e ricostruita nel palazzo della Scala Santa
(v. Il palazzo Apostolico Lateranense); qui leletto sedeva su una sedia porphyretica, ovvero di porfido,
ricevendo dal priore il bastone del comando, e alzatosi sedeva su una seconda sedia porphyretica. Ma il
papa doveva jacere sulle sedie, che erano in realt delle sellae obstetricae, assumendo la posizione di
una partoriente, simbolo vivente della Mater Ecclesia.
In pratica il papa in questa cerimonia doveva apparire femmina e la cosa non pot logicamente
non essere oggetto di maligne considerazioni, che originarono la famosa leggenda della papessa
Giovanna. E la malignit non fin qui; quelle sedie da parto, delle quali ora una  al Louvre e laltra al
Museo Pio-Clementino del Vaticano, fecero parlare di s gettando ignominia su quella elezione nella
basilica Lateranense: esse sarebbero servite, dopo il fattaccio del papa-donna, secondo la voce
popolare, come ha scritto il Belli, pe ttast ssotto ar zito de le voje / si er Pontefice sii Papa o
Papessa, ovvero ficcare una mano sotto gli abiti pontificali del neoeletto per controllare la sua
appartenenza al sesso maschile.
Vanto della basilica sono inoltre le reliquie delle teste di Pietro e Paolo custodite, sul
baldacchino gotico sovrastante laltare papale, entro due busti doro e argento, realizzati nel 1804 come
copia di quelli eseguiti da Giovanni di Stefano per Urbano v (1362-1370) e rubati dai francesi durante
loccupazione del 1799. Sotto il tabernacolo, dietro le roste di legno dorato,  conservato laltare di
legno sul quale avrebbero officiato i primi papi.
La basilica di San Paolo Fuori le Mura  sorta sulla tomba dellapostolo, nella zona cimiteriale
in praedio Lucinae, per volont di Costantino intorno al 330, ingrandendosi gradatamente con gli
imperatori Valentiniano II, Teodosio, Arcadio e Onorio. Arricchitasi nei secoli, fu in gran parte
distrutta il 15 luglio 1823 da un incendio, che abbatt in sole cinque ore i tesori di quindici secoli. La
basilica fu ricostruita e riaperta al culto nel 1840 da Gregorio XVI, ma la riconsacrazione ufficiale
avvenne nel 1854 con Pio IX con 50 cardinali, 40 arcivescovi e 97 vescovi, i cui nomi sono scolpiti
nelle grandi tavole di marmo poste nellabside. Ma quello che lega la basilica al papa  stata la
"riscoperta" della tomba di Paolo nel sarcofago situato sotto laltare maggiore. Il sarcofago  venuto
alla luce in seguito a una serie di scavi ultimati nel 2006 sotto strati di malta e calcestruzzo, a 1,30
metri dalla pavimentazione della basilica, e sotto una lastra di marmo sulla quale  scritto PAOLO
APOSTOLO MART. La lastra risale comunque al V secolo, evidentemente realizzata quando gli
eventuali resti di Paolo sono stati di nuovo sepolti qui, riportativi nel 318 dal suo temporaneo
nascondiglio nelle catacombe di San Sebastiano, come per Pietro (v. Le reliquie fasulle di San Pietro);
ovvero sarebbe stata disposta come promemoria senza quei resti ormai depredati, e sopra vi sarebbe poi
stata costruita la basilica. Sulla lastra si distinguono tre fori, uno tondo e due rettangolari, che
introducono a tre pozzetti comunicanti tra loro, utilizzati nel Medioevo per ottenere reliquie con il
contatto, grazie allinserimento di strisce di stoffa. E sotto la lastra  stata individuata la tomba vera e
propria, un cubo di bronzo, sul cui coperchio  presente un foro in corrispondenza di quello presente
sulla lastra.
Il 28 giugno 2009, proprio alla chiusura delle celebrazioni dellAnno Paolino, Benedetto XVI fa
una storica dichiarazione, come quella fatta per Pietro quarantanni prima. Nel sarcofago che non 
mai stato aperto in tanti secoli, ha dichiarato papa Ratzinger,  stata praticata una piccolissima
perforazione per introdurre una speciale sonda mediante la quale sono state rilevate tracce di un
prezioso tessuto di lino colorato di porpora, laminato di oro zecchino e di un tessuto di colore azzurro
con filamenti di lino. Trovati anche grani di incenso rosso e di sostanze proteiche e calcaree. Inoltre
piccolissimi frammenti ossei, sottoposti allesame del carbonio 14 da parte di esperti ignari della loro
provenienza, sono risultati appartenere a persona vissuta tra il primo e il secondo secolo. Da qui
lassicurazione fatta dal papa che si tratta dei resti mortali dellapostolo Paolo. Resta il fatto che se
Paolo, come Pietro,  morto a Roma nel 64, accomunato nel martirio a Pietro, o nel 67, secondo la
tradizione, non pu essere comunque vissuto tra il primo e il secondo secolo; inoltre la sua tomba
deve aver subto una manomissione e il cadavere dovrebbe essere andato perduto, come segnalato per
la tomba di Pietro. Quindi ci troviamo di nuovo di fronte a una gratuita, se non falsa, dichiarazione di
Benedetto XVI, come quelle relative a Pietro di Pio XII e Paolo VI.
La basilica di Santa Maria Maggiore  chiamata anche Liberiana, perch la sua origine venne
confusa con la chiesa che papa Liberio costru sul luogo di una miracolosa nevicata avvenuta la notte
del 5 agosto 356, da cui anche laltra denominazione di Santa Maria della Neve. In realt la basilica fu
costruita da Sisto Terzo (432-440) per celebrare Maria "madre di Dio", secondo quanto proclamato dal
Concilio di Efeso del 431. Peraltro la basilica ha avuto anche il nome di basilica Sicinni per il breve
tempo in cui vi regn lantipapa Ursicino, proclamato pontefice contro Damaso nel 366, la cui cacciata
dette origine a un vero e proprio scontro armato tra i sostenitori dei due pontefici allinterno della
chiesa, con un centinaio di morti. E Damaso riconquist la basilica. Sono questi gli episodi che hanno
determinato il legame della basilica al papa, ancor pi evidenziato dalla reliquia della Sacra culla di
Ges; questa sarebbe stata trasportata a Roma da Betlemme, sotto il pontificato di Teodoro I (642-649)
e dal 1802 si trova davanti allaltare della Confessione in unurna dargento, opera di Luigi Valadier,
custodita dalla statua in marmo di Pio IX inginocchiato di Ignazio Iacometti.
Ma il carattere papale della basilica  sottolineato anche dalle due cappelle agli estremi delle
navate laterali. In quella di sinistra, la Cappella Paolina, costruita da Flaminio Ponzio per volere di
Paolo V tra il 1605 e il 1613 come cappella della famiglia Borghese, sono le tombe monumentali di
Clemente VIII e Paolo V, eseguite su disegno del Ponzio. In quella di destra, la Cappella Sistina,
costruita da Domenico Fontana nel 1587 per Sisto v, sono i monumenti funebri di Sisto V e Pio V; e
qui laltra preziosit  data dal Presepe in marmo che  nella cripta, realizzata da Arnolfo di Cambio
intorno al 1286 per dare pi risalto alle reliquie della Sacra culla successivamente spostata.
86. I tesori di San Giovanni in Laterano
La basilica di San Giovanni in Laterano ha un vero e proprio Tesoro, come la basilica di San
Pietro.  in fondo alla testata del braccio destro del transetto in una sorta di museo; lingresso ha un
costo di 4 euro, con guida da pagare a parte e, volendo, souvenir allinsegna del mercimonio. I reperti
vanno dal Medioevo ai nostri giorni, e sono custoditi in vetrine secondo un ordine non cronologico, ma
motivato dagli spazi disponibili nel corridoio leonino, che sono stati rinnovati ultimamente. Il loro
valore di oreficeria si unisce a quello religioso, essendo finalizzati alle funzioni sacre e anche come
custodie di reliquie. A cominciare dal Tintinnabolo processionale, in legno dorato, della met del
Settecento, usato nelle processioni per avvisare i fedeli ed esortarli a venerare la croce. Storico il
servizio commissionato dal principe Giuseppe Torlonia nel 1835 con una Croce, dieci Candelabri e tre
Portavangelo tutti in argento dorato, nonch un Crocifisso in avorio e legno, al quale si accompagna
una Croce stazionale in argento dorato, lavorata a sbalzo, cesello e bulino, che risale alla fine del
Duecento. Fino agli autentici gioielli recenti come il Calice in argento e lapislazzuli donato nel 2007
dal Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy e un Anello con stemma cardinalizio donati
nel 1973 dal cardinale Ugo Poletti, arciprete di San Giovanni.
Numerosi i paramenti liturgici, con ricami e passamanerie doro, tra i quali un Piviale in seta
laminata doro con ricami di fili dorati, di manifattura romana del Settecento con lo stemma del
Comune di Roma; seguono Pianeta, Copricalice e Grembiale in seta rossa con motivi floreali dorati
del cardinale Flavio Chigi, arciprete di San Giovanni dal 1661 al 1693. E ancora, oggetti relativi ad
alcuni Anni Santi, tra i quali un Martello con Cazzuola di manifattura francese, usati per lapertura
della Porta Santa di San Giovanni nel giubileo del 1900, e un altro Martello con Cazzuola di
manifattura romana usato per il giubileo del 1925. Infine i contenitori di reliquie, dal Reliquiario di
Santa Caterina da Siena e santa Maria Egiziaca al Reliquiario dei Santi Marcellino e Pietro in avorio
e legno di creazione veneziana del XV secolo.
Ma altri tesori riserva la basilica laterana nel chiostro e nelle Sagrestie. Queste ultime sono sulla
sinistra del presbiterio e per accedervi occorre passare sotto il Monumento funebre di Leone XIII, opera
di Giulio Tadolini, e attraversare un lungo Corridoio, costruito da Virginio Vespignani per accogliere
memorie funebri, iscrizioni e frammenti di varia provenienza. Ma per laccesso va richiesto il permesso
al Pontifcio Consiglio per le Relazioni Sociali, il che accresce la preziosit di questi ambienti. Nella
Sagrestia Vecchia spiccano il busto bronzeo di Paolo V, opera di Giorgio Rancetti del 1609, e la tela
seicentesca raffigurante San Giovanni Battista nellolio bollente di Bartolomaeus Spranger,
proveniente dalla chiesa di San Giovanni a Porta Latina. Nella Sala dei Paramenti, detta anche Sala
Clementina, perch edificata da Clemente VIII, risalta la splendida decorazione seicentesca della volta
e delle pareti, opera dei fratelli Cherubino, Alessandro e Giovanni Alberti, a eccezione di due lunettoni
di Agostino Ciampelli raffiguranti il Martirio di San Clemente e il Miracolo della Primavera. La
Sagrestia dei Canonici, realizzata da Leone XIII alla fine dellOttocento,  caratterizzata da un altare
settecentesco con quattro statue ed entro nicchie raffiguranti San Giovanni Battista, San Giovanni
Evangelista, San Girolamo e SantAgostino, realizzate con lobolo dellAnno Santo del 1450. Gli fa
seguito la Sagrestia Nuova, anche questa realizzata da Leone XIII, nella quale si distingue la
cinquecentesca Adorazione dei Magi di Niccol Marinelli detto "il Trombetta", di grande effetto per la
folla di pastori osannanti e angeli tra le nuvole che cantano la gloria del Bambino Ges leggendo un
libro musicale.
Il chiostro di San Giovanni in Laterano risale al 1234 ed  il pi grande tra quelli romani, con i
quattro bracci lunghi 36 metri per lato;  opera della bottega dei romani Vassalletto. Il costo dingresso
 limitato a 1 euro, se si fa parte di un gruppo, altrimenti il singolo turista deve pagare 2 euro, e peraltro
il custode addetto alla cassa cortesemente a volte si scusa di quella richiesta, anche perch  effettuata
allinterno della basilica, in fondo alla navata sinistra, ai piedi dei gradini che fronteggiano la cappella
del Sacramento, in unoperazione di mercato completata anche dalla vendita di una minima guida al
costo di 1 euro. Il chiostro ha una sua preziosit prima di tutto nel seggio marmoreo chiamato Sedia di
San Silvestro, ovvero la "Sedia stercoraria" usata per lincoronazione del papa (v. Le basiliche papali
di Roma). Una preziosit archeologica  poi costituita da quattro Colonne che sostengono una lastra di
marmo, se non altro perch la tradizione vuole che siano della stessa altezza di Ges; peraltro fanno di
contorno a una lastra di porfido proveniente dalla basilica medievale.
Sul lato est del chiostro  la Sala di Pio IX, realizzata nella seconda met dellOttocento;  un
ambiente museale, con armadi a vetrine espositive di reliquiari e oggetti sacri. Splendidi un arazzo
raffigurante i Santi Giovanni Battista ed Evangelista che adorano Ges, fatto realizzare nel 1693 da
Flavio Chigi, arciprete di San Giovanni, e due arazzi raffiguranti singolarmente Episodi della vita di
San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista; risalgono a unopera fatta realizzare dal cardinale
Ascanio Colonna nel 1608 dallarazzeria dei Medici. Prezioso un Reliquiario in argento dorato con una
base ricca di gemme appartenuta a Pio IX e contenente una spina della corona di Cristo. Seguono un
Modello in marmo della Colonna dellImmacolata Concezione e un Piviale dellImmacolata con ricami
doro; quindi tre Candelabri donati dal canonico lateranense e architetto Tommaso Mazzani del 1861 e
il Piviale detto di San Silvestro, un paramento in lino ricamato in oro, argento e perle, opera di tessitura
inglese, che si tramanda sia stato indossato da Bonifacio VIII nel giubileo del 1300.
87. I tesori di San Paolo fuori le Mura
I tesori della basilica paolina sono rappresentati prima di tutto da quanto si salv dallincendio
del 1823, ovvero: il Candelabro del cero pasquale, opera dei Vassalletto, del XII secolo; gli splendidi
Mosaici del Cavallini nellabside; il Ciborio eretto nel 1285 da Arnolfo di Cambio; lantica Porta
Bronzea fusa a Costantinopoli nel 1070; il Crocifisso del Trecento attribuito a Tino da Camaino; la
statua di Santa Brigida di Stefano Maderno. Il tutto esposto in una ricostruzione degli ambienti a
modello degli originali, che pertanto costituisce un falso architettonico e decorativo. Ma il vero e
proprio Tesoro  a ridosso dello splendido chiosco cosmatesco, opera dei Vassalletto, con le
caratteristiche colonnine binate a intarsi policromi e uniscrizione a lettere azzurre su fondo oro. Vi si
accede dalla Sala del Martirologio, un ex oratorio in qualche modo sconsacrato per rendere possibile
presso un bancone lacquisto del biglietto dingresso, di soli 3 euro, e, volendo, souvenir.
Nella Pinacoteca  conservata la Bibbia appartenuta a Carlo il Calvo, caratterizzata da una
scrittura minuscola carolina e miniaturata, costituendo una preziosit impossibile da valutare.
Splendido il trittico a sportelli con LAnnunciazione, il Martirio di San Sebastiano e i Santi Pietro e
Paolo di scuola umbra del Cinquecento; preziosa La Vergine e il Bambino attribuita ad Andrea del
Sarto, nel quale la Madonna  circondata dai santi Pietro, Paolo, Giustina e Benedetto, che indica le
prime parole della sua Regola: Ascolta, figlio mio, i precetti.... Il Museo Lapidario espone invece
numerosi frammenti architettonici dellantica basilica e circa 2000 pezzi di pietre tombali, che vanno
considerate originarie custodie di numerose reliquie funerarie.
La Cappella delle Reliquie  peraltro lambiente centrale di questo Tesoro, ma vi si accede
attraverso altri due ambienti in veste di sagrestie, ricchi di paramenti sacri, calici, ostensori, codici
miniati, reliquiari e monete. Qui si distinguono una eccezionale Croce astile dargento, realizzata da
Nicola da Guardiagrele a met del Quattrocento; un Ostensorio in argento e cristallo, con Calice e
Patena fine Settecento; un Reliquiario del Santo Legno del 1680; un Turibolo in argento del 1782; una
Navicella porta incenso in argento del primo Seicento; una Pisside in argento, smalto e pietre
semipreziose del 1780 proveniente dallUngheria. Preziosa una raccolta di 61 Monete: 28 sono datate
dal 217 a.C. al 540 d.C. e 24 dal XIII secolo al 1946; la grammatura va da 26, 23 a 100,60. Ve ne sono
quindi 9 in argento datate tra il 962 e il 1878. Nella vera e propria cappella sono custoditi 15 busti in
funzione di Reliquiari, tutti in bronzo dorato, di diversi martiri e santi, di grande valore; si evidenzia un
Reliquiario di un frammento della Santa Croce del 1598 in bronzo dorato, opera di un allievo di
Benvenuto Cellini. E c anche una custodia in cristallo che mostra il Bastone di San Paolo.
Peraltro un tesoro della basilica sta per nascere anche fuori dellantico edificio. Infatti accanto a
esso  in costruzione un ospedale di propriet del Vaticano, con garage sotterraneo e ben sei piani in
superficie, su un terreno dichiarato patrimonio dellUNESCO, in relazione allantico cimitero romano.
Allesterno, nessun cartello che esponga la concessione edilizia e tutte le informazioni sul progetto,
come prescrive la legge. Il Presidente del municipio interessato si  lamentato del fatto che i vigili
urbani non possono fare sopralluoghi perch larea  dichiarata extraterritoriale e aggiunge che la
costruzione  abusiva. Impossibile ottenere un colloquio con Monterisi della basilica di San Paolo. Il
consigliere comunale Mario Staderini aveva presentato gi ad agosto un esposto alla Procura di Roma
proprio sulla questione, ma ovviamente non si  avuta risposta.
La costruzione fiancheggia ledificio dallassetto conventuale che gode di extraterritorialit
insieme alla basilica;  sede dellarciprete, nella persona dellarcivescovo Francesco Monterisi e dei
due Consigli per le Attivit Pastorali e per le Attivit Amministrative. Il complesso della basilica di San
Paolo era originariamente una abbazia con autonoma gestione. Benedetto XVI il 31maggio 2005 con il
motu proprio LAntica e Venerabile Basilica ne ha riordinato la gestione, sottoponendola al Vicariato
di Roma.  stata costituita la figura dellarciprete con sovrintendenza sulla basilica e con il compito di
coordinare e vigilare tutto il complesso; labate riveste invece le funzioni di vicario per la pastorale,
avendo mantenuta la giurisdizione "sui iuris" della struttura monasteriale.
88. I tesori di Santa Maria Maggiore
In armonia con le altre basiliche papali anche la basilica di Santa Maria Maggiore ha il suo vero
e proprio Tesoro. Ha avuto una sua prima sede nella Cappella delle Reliquie, al centro della navata
destra, costruita sulla demolita Cappella del Presepe, e ristrutturata da Ferdinando Fuga nel 1750 con
dieci colonne di porfido rosso. Dal 2001 ha una nuova collocazione in un enorme ambiente museale
ricavato nei locali sotterranei della basilica, che si aprono sul cortile a fronte della navata destra,
organizzati in otto sale e un salone dingresso. Vi si accede da un locale di vendita di guide e souvernirs
annesso alla Cappella dei Santi Michele e Pietro in Vincoli, in un miscuglio di sacro e profano, data la
caratteristica di mercato che lambiente ha. Lingresso costa 2 euro, la guida 4 euro. Anche se una volta
entrati si pu prendere su un leggio un foglio di notizie in fotocopia, che curiosamente  stampata su
carta del Laboratorio di analisi romano Bios. Questo perch il FASI  convenzionato con quel
laboratorio, ma in ogni caso lamministrazione della basilica non fa una bella figura con questo
riciclaggio.
Nella sala dingresso sono i preziosi libri liturgici, tra i quali di grande valore sono il Missarum
liber Primus di Pier Luigi da Palestrina con xilografie edito nel 1572 e due Coprimessale su base
dargento e oro del 1700 e del 1796. Dalla sinistra della sala dingresso si sviluppa una galleria di
cinque ambienti, nel primo dei quali si distingue un armadio, contenente Oggetti in argento dorato e
legno cesellato appartenuti a Pio V, fatto realizzare da Pio IX nel 1873. Notevoli, di seguito, sei
Candelabri con croce in bronzo dorato e lapislazzuli del 1867, un Reliquiario della Vera Croce in
cristallo di rocca e argento dorato del primo Ottocento, e un Parato per pontificali di Pio V in seta
avoriata e fili dargento e oro. Altrettanto preziosa la Base del Reliquiario della Sacra Culla di
Giuseppe Valadier in argento dorato inciso, bulinato e martellato, con la raffigurazione su tavola di due
angeli oranti dipinti nel 1867 da Francesco Podesti.
Di particolare interesse una sala dedicata a Gian Lorenzo Bernini di importanza storica per
numerose memorie, tra le quali la nota relativa al suo funerale dal Libro dei Morti dellArchivio
Liberiano e lo Spadino di acciaio, bronzo con oro, legno e rame ritrovato nella sua tomba nel 1931,
oltre a un suo Busto di Paolo V. Gli ambienti che si aprono alla destra della sala dingresso sono tutti
ricchi di reliquiari, ostensori, calici e servizi di abbigliamento papale per le funzioni religiose, che
costituiscono laspetto pi prezioso e proprio del Tesoro. Di grande prestigio il Reliquiario di Santa
Bibiana realizzato dallargentiere Pietro Gentili nel 1610, contenente la testa della martire, che veniva
un tempo esposta ai fedeli nei giorni quaresimali e in occasione della sua festa il 2 dicembre.
Altrettanto prezioso il Reliquiario di San Tommaso di Canterbury, ovvero Thomas Becket, assassinato
nel 1170: opera di Benedetto Cacciatore del 1635 in vetro, bronzo dorato e argento, contiene la tunica
insanguinata, parte di un braccio e il cervello, reliquie che venivano un tempo esposte solennemente nel
giorno di Pasqua. Eccellente una Croce in bronzo dorato fuso e cesellato, opera dellorafo Giuseppe
Spagna offerta nel 1825 dalla famiglia Borghese. Risalgono allincirca a quello stesso anno tre
Ostensori con angeli in oro, argento, pietre preziose e cristallo e un Trono per esposizione eucaristica
in legno dorato.
Nellultima sala sono in mostra i Parati di Pio V e Paolo V nei soliti tessuti di seta con fili
doro e argento, che si accompagnano a una coppia di Candelabri in argento su basamento in legno
dorato del primo Ottocento offerta dal Comune di Roma, come indica lo stemma inciso. Della stessa
epoca un singolare Trono per le 40 ore in legno argentato e decorazioni in bronzo dorato. Chiude la
preziosa rassegna una schiera di 14 Calici di varia altezza in argento dorato e sbalzato, appartenuti a
papi e arcipreti della basilica tra la fine del Settecento e la met del Novecento.
Ma la basilica possiede un altro straordinario "tesoro", che  costituito dal palazzo Apostolico
che la fiancheggia, sulla sinistra della facciata, con portale al civico 27 della via Liberiana, che gode
dellimmunit diplomatica. Con tanto di inganno per il turista, dato che sul portale chiuso spicca la
targa Museo Liberiano, inaugurato l8 dicembre 2001 da Giovanni Paolo II, e che fa riferimento
appunto al Tesoro illustrato in queste pagine. Tutto falso dunque, con la fasulla indicazione che serve a
tutelare limmunit diplomatica delledificio, che risale al 1605, quando fu fatto costruire da Paolo V.
Qui risiede larciprete con tutta la sua quipe di monsignori addetti alle varie finalit apostoliche e
museali, nonch amministrative, con i quali  quanto mai arduo avere un contatto (tel 06 698896801,
email amministrazione@capitolosmm.it). Il luogo  un autentico "tesoro" impenetrabile e una prova la
si  avuta quando il 13 dicembre 2009 ha accolto nei suoi ambienti il cardinale Bernard Francis Law,
larcivescovo di Boston, colpevole di aver spostato per anni da una parrocchia allaltra due sacerdoti
pedofili della sua diocesi, John Geoghan e Paul Shanley, per evitare che fossero denunciati; impresa
oltretutto vana, dal momento che poi i due sono stati scoperti, processati e condannati al carcere. In
ogni caso la sua figura  apparsa ignobilmente macchiata, per cui  stato deciso di farlo dimettere e
spostarlo a Roma come arciprete di questa basilica, risiedendo quindi nel palazzo Apostolico, dove
poterlo preservare da qualsiasi procedimento giudiziario grazie allextraterritorialit delledificio e la
relativa immunit diplomatica. Che pertanto  un autentico "tesoro" per lex arcivescovo di Boston.
89. Il palazzo Apostolico Lateranense
 nella parte posteriore della basilica di San Giovanni in Laterano ed  a essa collegato. Le sue
dimensioni danno subito unidea della monumentalit, che sorge, come ha precisato lo studioso
Armando Schiavo, su di unarea di 6285 metri quadrati, di cui copre, escludendo i cortili, 4570 metri
quadrati e ha la cubatura, vuoto per pieno, di 155.000 metri cubi; lossatura muraria (comprendente
anche la Loggia delle Benedizioni) misura 7525 metri quadrati, glintonaci si estendono per 16.270
metri quadrati e i pavimenti per 4200 metri quadrati.
La costruzione risale al pontificato di Sisto V (1585-1590), che fece abbattere il Patriarchio,
originaria sede pontificia, e edificare il palazzo attuale da Domenico Fontana, concepito allora come
sede estiva dei pontefici in luogo del palazzo del Quirinale, che era alle prime fasi della costruzione.
Ma Sisto v ne fece il suo "quartier generale" per il rinnovamento edilizio della citt sotto la direzione di
Giovanni Guerra e Cesare Nebbia, mentre le stanze furono affrescate da numerosi manieristi come
Baldassarre Croce e Ventura Salimbeni.
Successivamente il palazzo non ebbe una destinazione ben precisa. I locali del primo piano
sono stati utilizzati sempre in funzione della "presa di possesso" del Laterano da parte del neoeletto
pontefice e, come tali, destinati ad appartamento papale, ma il papa non vi ha mai abitato. Quelli del
piano terra e del secondo piano sono stati adibiti ai pi disparati servizi e costituiscono gli uffici propri
dellarciprete e dei Canonici Lateranensi. Il restauro a met del Novecento lo qualific come sede del
Vicariato di Roma nei ristrutturati pian terreno e secondo piano, mentre il piano nobile ha mantenuto
lassetto originario, quanto mai splendido con gli affreschi alle pareti che si estendono per 10.000 metri
quadri.
Lingresso  consentito dietro pagamento di 5 euro, con laccompagnamento di una guida del
Vaticano. Al piano nobile si accede lungo un ampio scalone completamente affrescato da pittori
manieristi e lappartamento si sviluppa lungo dieci sale, a cominciare dalla Sala di Costantino, che nel
fregio e nei dipinti raffigura storie dellimperatore, rielaborate nellOttocento, oltre a due arazzi
Gobelins della serie "Histoire du Roy" raffiguranti il Matrimonio di Luigi XIV con Maria Luisa
dAustria e lAmbasceria spagnola presso il Re Sole, che risalgono al 1679. Segue la Sala degli
Apostoli, che esalta nel fregio e nelle pareti la Missio Apostolorum, con lo stemma di Gregorio XVI,
inserito nel 1840, e armature di giostre. Di qui si accede alla Sala delle Stagioni, lunica che presenta
decorazioni a carattere profano, nata con funzione di Sala da Pranzo, alla quale fanno riferimento le
raffigurazioni delle quattro stagioni con i frutti, anche se poi  diventata la Sala del Trono, con
linsediamento del trono di Pio IX.
Di seguito sono le sale dispirazione biblica, a cominciare dalla Sala di Daniele, nella quale 
predominante il dipinto nella volta raffigurante Daniele soccorso da Abacuc nella fossa dei leoni, che 
una sorta di apoteosi dellemblema araldico di Sisto V; al centro si impone lo Scrittoio di Pio VII con
numerosi cassetti. Una preziosit sono due statue lignee colorate di stampo medievale. Segue la Sala di
Elia, con la Trasfigurazione raffigurata nella volta circondata da episodi della vita di Elia, mentre alle
pareti sono esposti arazzi Gobelins. Notevole la Sala di David, con volta a stucchi e pitture relative alla
vita del secondo re dIsraele, ma anche arazzi Gobelins di ispirazione cristiana, come San Pietro che
guarisce uno storpio e Cristo che rid a un infermo luso della mano. Conclude il ciclo biblico la Sala
di Samuele, dalla volta affrescata con Storie di Samuele, oltre a due arazzi Gobelins alle pareti.
Segue la Sala degli Imperatori, cos chiamata dai 14 imperatori cristiani raffigurati in appositi
tabernacoli, da Costantino a Eraclio; la rendono preziosa quattro arazzi, due provenienti dalla Fabbrica
di San Michele e due di manifattura Gobelins. Su uno scrittoio addossato alla parete  in mostra sotto
vetro il Registro dei firmatari del Concordato dell11 febbraio 1929, ovvero Benito Mussolini e il
cardinale Gasparri. In rapporto ideale con questo ambiente ecco di seguito la Sala dei Papi, che prende
nome dalla raffigurazione alle pareti di 19 dei primi 33 pontefici, con affreschi relativi alle opere di
Sisto V, come la Biblioteca Vaticana, e ai complessi urbanistici del Quirinale, con lo sfondo di Porta
Pia, e della Fontana di Termini. Ma la sala  chiamata anche Sala della Conciliazione, perch sulla
parete di fondo, tra due finte porte,  disposto il tavolo al quale fu firmata la Conciliazione tra la Santa
Sede e lo Stato italiano.
Dalla Sala degli Imperatori si accede alla Cappella Papale, composta di due ambienti e decorata
con arazzi del Settecento su un prezioso pavimento in cotto; allaltare una imitazione della
Crocifissione di Guido Reni, mentre in apposite vetrine  custodito larredo liturgico. Di qui si passa
nel loggiato, che corre intorno al cortile quadrato del palazzo, anche questo affrescato nella volta da
pittori tardomanieristi, che costituisce il Museo Storico Vaticano. Si articola in una iconografia dei
papi, che spazia dal XVI secolo a oggi, alla quale fanno seguito la mostra del mobilio liturgico
pontificio tra inginocchiatoi, sedie gestatorie, troni, flabelli e ventilabri, nonch in una sezione dedicata
a uniformi e costumi degli uomini della corte papale non pi in adozione dal pontificato di Paolo V. E
infine una rassegna di costumi e armi della Gendarmeria pontificia.
Una sorta di prolungamento del palazzo pu essere considerato il palazzo del Vicariato di
Roma, che sorge sulla via dei Laterani, lungo un fronte di 266 metri. Costruito nel 1964,  costituito da
due edifici allineati lungo il confine della zona extraterritoriale, uno adibito ad archivio e laltro a
deposito. Tutto il complesso dei moderni edifici lateranensi  stato completamente ristrutturato, durante
il pontificato di Paolo VI, dallarchitetto Enrico Galeazzi.
90. Una Scala Santa con mercimonio
Il pi antico complesso del Laterano  il Santuario del Sancta Sanctorum fondato intorno al 320
da Silvestro I come Cappella di San Lorenzo, allinterno dellantico Patriarchio Lateranense. Dotato nel
326 dei 28 gradini di marmo della scala del palazzo di Pilato, in Gerusalemme, portata a Roma da
santElena, madre di Costantino, ha assunto il nome di Scala Santa perch discesa da Ges nel giorno
in cui fu condannato a morte, tanto da essere bagnata con il suo sangue, del quale si noterebbero le
tracce al 2, 11 e 28 gradino. Dal VI secolo la cappella comincia ad arricchirsi di reliquie e nel 730
Gregorio Secondo vi pone limmagine del Redentore Acheropita, cio non dipinta da mano umana, grande
142 X 370 centimetri, e dal secolo IX, per le numerose reliquie che si vengono ad accumulare sotto
laltare, in unarca ingabbiata da una massiccia griglia di ferro, si comincia a chiamare la cappella
Sancta Sanctorum. Tra laltro, quelle relative a Ges, come il prepuzio di Ges Bambino, i suoi sandali,
il divano su cui assistette allUltima Cena, alcune pietruzze della colonna alla quale fu legato e
flagellato, la canna con cui fu percosso il suo capo coronato di spine, una di queste spine e parte della
spugna che, piena daceto e fiele, gli fu offerta mentre era in croce. Nonch le teste dei santi Pietro e
Paolo.
Nel 1278 Niccol Terzo vi fa collocare i tre portali provenienti dal palazzo Pretorio di
Gerusalemme e disposti fino ad allora in un altra zona del Patriarchio. Ma questi non riescono a tutelare
le reliquie, molte delle quali vengono rubate durante il sacco dei Lanzichenecchi del 1527, come il
prepuzio di Ges bambino, finito a Calcata nella chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano, dove sarebbe
stato oggetto di venerazione fino a quando, nel 1985, scomparve misteriosamente.
Nel piano di ristrutturazione del Patriarchio, con la costruzione del palazzo Apostolico, voluta
da Sisto V (1585-1590) e affidata a Domenico Fontana (1543-1604), viene progettato di edificare, di
seguito alla grandiosa parete del medievale Triclinio Lateranense, un edificio a due livelli divisi da una
fascia marcapiano con un portico al pianterreno, che inglobi il Sancta Sanctorum e la pontificia
Cappella di San Silvestro, nonch la Scala Santa. Ed  allora che il Sancta Sanctorum viene qualificato
con la frase incisa sullarchitrave: Non est in toto orbe sanctior locus ("Non esiste al mondo luogo
pi santo di questo"). Ma nel 1853 Francesco Azzurri trasforma il portico in un atrio, chiudendo le
arcate laterali e decorandolo allinterno con gruppi marmorei.
La scala fin dalle origini  stata oggetto di speciale venerazione, con i fedeli che la salgono in
ginocchio e in preghiera, e per questo Innocenzo XIII nel 1723 ne ha rivestito gli scalini che si
andavano logorando, lasciando in ognuno unapertura. Alle pareti sono gli affreschi voluti da Sisto V e
opera di numerosi pittori sotto la guida di Cesare Nebbia e Giovanni Guerra, raffiguranti storie
dellAntico e Nuovo Testamento. Alla sommit la Scala Santa termina in un ambulacro sul quale si
affaccia la grata aperta del Sancta Sanctorum.
Le reliquie rimaste sono tenute coperte in 28 tabernacoli ogivali dietro due grate; sullaltare, in
un tabernacolo dorato del Cinquecento, con sportelli dargento sbalzato,  limmagine Acheropita,
coperta da una lamina dargento sbalzato del XIII secolo, che caratterizza anche i due sportelli
allinterno; su questi sono modellate delle figure senza particolare ricercatezza artistica, rappresentanti
lAnnunziata e lAngelo, cinque santi e il canonico Giacomo Teoli, che commission lopera per il gran
numero di reliquie che vi sono custodite.
A destra dellambulacro il corridoio conduce alla Cappella di San Silvestro, che  sede del coro
della comunit dei Padri Passionisti. Restaurata recentemente, fino al 1513 era sede della seconda parte
della cerimonia dellinvestitura pontificia, dopo quella della sedia stercoraria presente nel chiostro (v. I
tesori di San Giovanni in Laterano). Lingresso al santuario  libero, ma non lo  al Sancta Sanctorum,
ovvero  possibile solo pagando 5 euro al Pontificio Santuario del Sancta Sanctorum, previa telefonata
di prenotazione della visita con guida al numero 06 7726641 o via fax allo 06 772664219, oppure con
posta elettronica allindirizzo scalasanta@scalasanta.org.
Peraltro il Pontificio Santuario del Sancta Sanctorum dal 1853  assegnato in custodia
"perpetua" ai Padri Passionisti, lordine fondato da san Paolo della Croce e approvato da Benedetto
XIV nel 1741, ai quali si affiancano suore e monache della Comunit Passionista femminile. I
Passionisti pubblicano inoltre una rivista, Il Crocifisso, che si pu ricevere in abbonamento
(ordinario 12 euro, benemerito 30 euro sul CCP n. 584003).
Ma lattivit commerciale  grande allinterno del santuario, essendo stata istituita una libreria
nellambiente di una ex sacrestia, alla sinistra del corridoio sul quale si affaccia il Sancta Sanctorum,
gestita dalle suore della Comunit Passionista femminile. E queste suore gestiscono anche quello che 
il punto vendita pi efficace del santuario:  un chiosco disposto alla base della Scala Santa, sulla destra
dellingresso, a fronte delle persone che salgono in ginocchio i gradini.  una vergogna la vendita di
oggetti e libretti religiosi, rosari, crocifissi e immagini sacre effettuata a fronte di quellatto di profonda
fede; rievoca la vendita dei mercanti che Ges cacci dal tempio.
91. Gli immobili del Vaticano dentro Roma dalle chiese alle catacombe
Lo possiamo chiamare "il secondo Vaticano".  tutto il complesso di edifici che dalla Citt del
Vaticano e dalle tre basiliche papali di San Giovanni, Santa Maria Maggiore e San Paolo si dirama, tra
chiese, edifici parrocchiali e conventi, palazzi storici e edifici civili, in diversi rioni e quartieri di Roma.
Sorge a fronte e alle spalle della Citt del Vaticano, lungo via della Conciliazione, sulle falde del
Gianicolo e lungo la via Aurelia, con una diramazione nel centro storico, tra la fine di via Nazionale e il
Colosseo, tra via Condotti, piazza di Spagna e via SantAndrea delle Fratte; quindi tra via della Vite,
piazza Mignanelli, via dei Coronari, via del Governo Vecchio, via Giulia; e ancora tra via Sistina,
vicolo della Campana, via dei Prefetti, via XX Settembre. E cos a ridosso di Termini, tra via Merulana
e via Manzoni, piazza Dante e via Emanuele Filiberto, tra Santa Croce in Gerusalemme e lungo le vie
consolari, dallAppia alla Cassia e a via Cortina dAmpezzo, con particolare consistenza nei quartieri
Parioli e Nomentano, a Monteverde. Molti immobili sono sede di uffici dislocati del Vaticano,
istituzioni pontificie e parrocchie, ma alcuni sono stati assegnati dalla banca APSA del Vaticano alle
diverse congregazioni, con lincarico di gestirli in affitto, mentre alcuni fanno capo a confraternite.
Si ha a che fare con circa 4000 immobili per abitazione civile, un complesso immobiliare con
lesenzione di esproprio e tributi anche relativamente alla tassa dellICI, grazie alla presenza di luoghi
di culto allinterno cos da risultare impegnati in attivit che non abbiano natura esclusivamente
commerciale, anche se questa esenzione durer fino al 2014, anno limite imposto dalla
Confederazione Europea. Perch  sufficiente che allinterno di centri commerciali e veri e propri
alberghi ci sia una cappella perch la destinazione duso commerciale risulti santificata. Cos la Santa
Sede  arrivata a svolgere nella citt un trading immobiliare, che  in fondo unimpresa "legale", perch
apparentemente compiuta alla luce del sole; e tale si rivela anche nella vendita dei beni, che negli ultimi
quattro anni del terzo millennio  stata quotata per 60 milioni di euro. Senza contare che ancora, tra il
2006 e il 2009, si sono registrate pi di 10.000 donazioni per beni immobiliari, che, per evitare tasse di
acquisto e vendita, allorigine sono stati assegnati a nomi di comodo di societ edilizie e di enti
religiosi.
E la compravendita  sempre in atto, riguardando anche chiese sconsacrate e conventi (v. La
vendita delle chiese) per mancanza di sacerdoti e monaci. Oltretutto la propriet e la vendita di certi
immobili risulta apparentemente di scarso valore finanziario, perch iscritti a bilancio catastale
dallAPSA come popolari, ovvero a un costo storico che  di pochi milioni, e oltretutto intestati a
societ di comodo. Cos alla Edile Leonina fanno capo edifici valutati 3 milioni, occupati dal ministero
del Viminale; alla Sirea due edifici in piazza Cola di Rienzo, anche questi valutati 3 miloni; alla
Nicoloso da Recco quattro appartamenti per soli 50.000 euro.
In questo contesto rientrano gli immobili che sono propriet della Congregazione per
lEvangelizzazione dei Popoli, che ha in effetti unamministrazione personale (v. I soldi dei
missionari). Si tratta di appartamenti dati in affitto a costi molto alti e assegnati sulla base di una
domanda che determina una graduatoria, valutata da una commissione di due consultori laici del
Consiglio di amministrazione della congregazione, scelti in base alle qualit di Scienza e Prudenza
raccomandate dallarticolo 8 della costituzione apostolica Pastor Bonus. Sono il dottor Francesco
Silvano, ex manager Telecom vicino a Comunione e Liberazione, e il dottor Pasquale De Lise,
Presidente del Consiglio di Stato, sotto la presidenza del cardinale Ivan Dias. Della commissione
faceva parte anche Angelo Balducci, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, fino alle
sue dimissioni il 4 marzo 2010, in seguito al suo arresto avvenuto un mese prima, e tornato in libert il
20 dicembre 2010 (v. Risanamento e imbrogli nellamministrazione con il papa Benedetto XVI). La
valutazione  fatta comunque in base al prestigio dellaffittuario in campo imprenditoriale o politico,
ma la commissione risulta sensibile alla concessione dellaffitto a persone in qualche modo collegate a
certi appalti che rinviano agli ultimi scandali imprenditoriali.
Ma al complesso immobiliare della Santa Sede vanno aggiunti gli ambienti sotterranei, ovvero
le catacombe. In base allarticolo 33 del concordato del 1929  riservata alla Santa Sede la
disponibilit delle catacombe esistenti nel suolo di Roma e delle altre parti del territorio del Regno,
oggi Repubblica, con lonere conseguente della custodia, della manutenzione e della conservazione.
La gestione fa capo oggi alla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, creata da Pio IX nel 1852 e
riorganizzata nel 1925 da Pio XI; ha sede a Roma in via Napoleone III, in un palazzo che gode
naturalmente dellextraterritorialit ed  presieduta dallarcivescovo Gianfranco Ravasi. La
commissione ha rivalutato le catacombe come un tesoro prezioso di arte paleocristiana, qualificate nelle
vesti di un immenso museo sotterraneo da gestire per i fedeli visitatori di tutto il mondo. Vi rientrano
naturalmente le Sacre Grotte della Necropoli vaticana (v. Cupolone e Necropoli vaticana con
mercimonio), alle quali vanno aggiunti ben 38 ambienti, in gran parte localizzati nelle zone periferiche
della citt.
E naturalmente queste catacombe non solo soltanto un tesoro artistico e storico, ma anche un
tesoro commerciale, perch per visitarle il fedele o il turista deve pagare. Per una visita va fatta
richiesta alla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra (tel. 06 4465610, email pcas@arsacra.va).
A titolo orientativo si riporta il regolamento amministrativo per le catacombe di San Callisto, segnalato
anche su Internet:
Sono aperte tutto lanno, eccetto Natale, Capodanno e Pasqua, e il mercoled, lorario di visita 
il seguente: 9:00-12:00 e 14:00-17:00, e il prezzo del biglietto  di 8 euro a tariffa intera e di 5 euro a
tariffa ridotta. La riduzione  prevista per le scolaresche, munite di lettera di presentazione dellIstituto
di provenienza; per i ragazzi dai 7 ai 15 anni di et; per i militari e forze dellordine in divisa o con il
tesserino di riconoscimento. Lentrata gratuita  prevista per i bambini fino ai 6 anni compiuti; per i
professori, maestri e catechisti accompagnatori nel rapporto di 1 ogni 15 ragazzi; per gli studenti del
Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (muniti di tesserino); per i portatori di gravi handicap e
accompagnatore; per il capogruppo e un autista nei gruppi che pagano il biglietto a tariffa intera; per i
membri del Corpo Pontificio delle Guardie Svizzere e della Gendarmeria Vaticana attualmente in
servizio; per i Sacerdoti e Suore appartenenti alla famiglia religiosa che gestisce la catacomba. Tutti gli
altri visitatori pagano il biglietto intero. Non ci sono sconti per studenti singoli e per gli anziani. 
vietato fotografare o filmare allinterno delle catacombe. Il pagamento dei biglietti pu essere fatto: in
contanti alla biglietteria; con i voucher se lAgenzia stipula il relativo contratto con lAmministrazione;
con carte di credito (CartaS, Bancomat, Pagobancomat, Eurocard/Mastercard, Edc Maestro, Visa,
VisaElectron, American Express, Diners); con bonifico bancario anticipato, in accordo con la
Segreteria. La prenotazione pu essere inviata via fax 06 51301567 o via email a
scallisto@catacombe.roma.it.
A fronte di questa esemplare gestione amministrativa, perlopi finalizzata alla cura degli
ambienti, e che  pi o meno simile per le altre catacombe, va segnalato che dentro Roma esiste
comunque lorganizzazione parrocchiale che gestisce la visita alle catacombe in forma abbastanza
illegale, ovvero "in nero"; un esempio viene dalla parrocchia San Pio V che organizza visite alle
catacombe di Calepodio, come  avvenuto nel 2008. La visita  stata illustrata da una studentessa,
qualificata come "guida" dal parroco, che ha raccolto direttamente il denaro per lingresso, consistente
in 10 euro a persona, in contanti, senza alcuna riduzione e senza un biglietto di riscontro.  questo
lennesimo aspetto profano che offrono le catacombe romane.
92. I palazzi storici del Vaticano a Roma
La Santa Sede dentro Roma  proprietaria di splendidi palazzi costruiti o acquistati da cardinali
e monsignori, che sono diventati per motivi diversi possedimento del Vaticano. Sono edifici "con
privilegio di extraterritorialit" e "con esenzione da espoprio e tributi", qualificabili come palazzi
storici, perch hanno segnato e segnano la storia politica e finanziaria della Santa Sede da pi di mezzo
millennio, fulcro di quello che  ancora oggi un patrimonio immobiliare e non solo dentro Roma. 
accaduto per che, nella impellente necessit di denaro, il Vaticano si  visto costretto a vendere alcuni
storici palazzi di Roma, acquistati a caro prezzo da societ che avevano bisogno di ampi locali. Cos il
palazzo della Dataria  stato venduto nel 1973 allANSA per 2,5 milioni di dollari, e il palazzo
Altemps, in via SantApollinare, nel 1981 per 5 milioni di dollari a una cooperativa cattolica; e ancora
il palazzo di SantApollinare  stato acquisito dallOpus Dei in maniera non troppo limpida per quanto
riguarda il denaro utilizzato (v. La prelatura affaristica dellOpus Dei).
I palazzi storici hanno caratteristiche architettoniche che li distinguono nellavvicendarsi degli
stili edilizi di Roma, ma contemporaneamente rievocano vicende che li qualificano come centro del
potere di ieri e di oggi. A cominciare dal palazzo della Cancelleria, una splendida opera di Antonio da
Montecavallo, verosimilmente con la supervisione del Bramante, al quale risale comunque la
realizzazione del cortile. Determinante per la costruzione del palazzo da parte del cardinale Raffaele
Riario, giovane nipote del defunto Sisto Quarto della Rovere, sarebbe stata una sua vincita al gioco di
60.000 scudi (circa 30 milioni di euro) realizzata in una sola notte ai danni di Franceschetto Cybo,
figlio di Innocenzo VIII. Comunque i lavori, che si protrassero fino al 1495, richiesero alla fine pi del
doppio di quella cifra; cos che per le ulteriori spese intervenne papa Giulio Secondo della Rovere. Furono
utilizzati anche marmi del Colosseo, dellarco dei Gordiani e di altri antichi monumenti romani.
Il palazzo  emblematico per la rappresentazione simbolica del potere succedutosi in Roma
attraverso cinque secoli; nato come palazzo Riario, fu abitato dal cardinale Raffaele, che se lo godette
per solo fino al 1517, quando venne arrestato perch coinvolto in una congiura contro Leone X. Il
Riario fu libero dietro pagamento di 50.000 ducati (circa 15 milioni di euro) e la cessione del proprio
palazzo alla Camera Pontificia. E il palazzo divenne la Cancelleria, detta Nuova per distinguerla dalla
Vecchia, gi nel palazzo Sforza in via dei Banchi Vecchi, e fu dimora stabile del Cancelliere di Santa
Romana Chiesa con alcuni intervalli. Nel 1798 fu sede del tribunale della Repubblica Romana
instaurata da Napoleone; nel 1810 ospit la Corte Imperiale di Giustizia; nel 1848 divenne aula del
Parlamento insediato da Pio IX, e il 15 novembre vi fu assassinato Pellegrino Rossi, ministro
dellInterno e delle Finanze. Con lavvento della Seconda Repubblica Romana nel 1849, vi sinsedi la
Costituente, ma con il ritorno del papa a Roma il palazzo fu riassegnato agli uffici della Cancelleria
Apostolica, che vi rimase anche dopo il 20 settembre 1870, con un privilegio di extraterritorialit
confermato nel 1929. Scaduta dimportanza e infine soppressa, la Cancelleria ha ceduto il palazzo ai
tribunali del Vaticano; attualmente vi sono infatti gli uffici della Penitenzieria apostolica, della Sacra
Rota e della Segnatura apostolica. Famoso al suo interno il Salone dei 100 giorni con gli affreschi di
Giorgio Vasari rappresentanti fatti della vita di Paolo Terzo Farnese; al riguardo si dice che furono eseguiti
appunto in 100 giorni, ma quando il Vasari se ne vant con Michelangelo, questi rispose ironico: Si
vede bene!.
Il palazzo di Propaganda Fide in piazza di Spagna, ad angolo tra via di Propaganda e dei Due
Macelli,  un edificio prezioso e non solo da un punto di vista architettonico, frutto dellopera di
Bernini e Borromini, ma anche perch  la sede della congregazione oggi chiamata Per
lEvangelizzazione dei Popoli, la pi ricca della Santa Sede, con la gestione dei fondi per lapostolica
opera missionaria (v. I soldi dei missionari). Caratteristica la facciata berniniana sulla piazza, la pi
piccola delle quattro delledificio, scandita da paraste che isolano in verticale quattro serie di finestre:
queste sono inferriate, architravate e con mensola sovrastante una finestrella al pianterreno, architravate
e riquadrate al primo piano e riquadrate al secondo. La fascia centrale ha il portale bugnato con
timpano triangolare e finestra sovrastante a timpano ricurvo e, in alto, la targa con liscrizione
Collegium Urbanum De Propaganda Fide coronata dallo stemma di Urbano VIII, caratterizzato
dalle api dei Barberini tra due festoni. Attraverso landrone di via di Propaganda si accede alla chiesa
dei Re Magi, che nella forma di oratorio fu costruita dal Bernini in un assetto ovale, ma venne poi
demolita e ricostruita dal Borromini nellassetto rettangolare con una decorazione a stucchi.
Il palazzo Maffei Marescotti, allArco della Ciambella in via della Pigna,  noto come "ex
Vicariato", perch ha ospitato dal 1906 al 1964 gli uffici del Vicariato di Roma. Ha avuto numerosi
padroni, oggetto di diverse compravendite. Lo costru Giacomo della Porta, intorno al 1530, per i
Maffei, originari di Volterra, e nel 1746 fu rinnovato da Ferdinando Fuga per il conte Orazio e
monsignor Alessandro Marescotti. E i Marescotti ne restano proprietari per pi di un secolo, finch il
15 febbraio 1865 il palazzo comincia a entrare tra gli immobili del Vaticano; lo acquista per 75.000
scudi la Banca Romana, che lo riversa alla commissione Ad Pias Causas, istituzione amministrativa
progenitrice dellAOR. Di qui il passo  breve per la Santa Sede, che ne diventa proprietaria il 10
ottobre 1906, come sar riconosciuto nei Patti Lateranensi; e Pio X vi trasferisce gli uffici del
Vicariato. Da allora il palazzo  stato pi volte ristrutturato; nel 2008 il parlamentare radicale Maurizio
Turco ha denunciato un abuso edilizio effettuato nel palazzo con la costruzione di una illegale
sopraelevazione; il sindaco Gianni Alemanno ha inviato due vigili urbani per effettuare un controllo,
ma i due vigili sono stati mandati via. La questione non ha avuto un seguito. Attualmente sede di
alcune associazioni cattoliche, il palazzo  utilizzato anche per convegni e cocktail di lavoro dallOpera
Romana Pellegrinaggi; peraltro una parte delledificio nel 2009  stata affittata a una galleria darte.
 vecchio di oltre cinque secoli il palazzo Santi Apostoli nella piazza omonima, fiancheggiante
laltrettanto omonima basilica sul fianco sinistro: la torre che lo caratterizza gli d laspetto di una
fortezza, anche se ledificio mantiene una sua eleganza.  attribuito ad Antonio da Sangallo e fu
costruito tra il 1478 e il 1480 per il cardinale Giuliano della Rovere, in seguito papa con il nome di
Gulio II. Allinterno sono due chiostri, nel secondo dei quali sono il Monumento al cardinale
Bessarione (1400-1472) e il Cenotafio di Michelangelo. Qui il 18 febbraio 1564 doveva essere sepolto
Michelangelo, che per, come scrive Giorgio Vasari, aveva chiesto e pregato che il suo corpo fosse
portato a Firenze sua nobilissima patria, della quale fu sempre tenerissimo amatore: cos Michelangelo
fu sepolto in Santa Croce, mentre in questo chiostro rimase il cenotafio.
Sede provvisoria del Vicariato, dopo labbandono di palazzo Maffei Marescotti e prima che
fossero disponibili gli ambienti del palazzo Lateranense, che oggi appunto lo ospitano (v. Il palazzo
Apostolico Lateranense),  stato il palazzo di San Callisto in piazza di Santa Maria in Trastevere 24.
Secondo la leggenda  stato costruito sulla casa romana dove il papa Callisto I (218-222) fu sorpreso in
preghiera dai pagani romani a caccia di cristiani e ucciso; fu scaraventato direttamente da una finestra
in un pozzo ancora oggi conservato nel giardino dellex convento annesso alla chiesa. Il palazzo  stato
residenza dei cardinali titolari della basilica di Santa Maria in Trastevere, ma Paolo V lo rinnov
intorno al 1620 su progetto di Orazio Torriani, concedendolo ai Benedettini, in sostituzione del loro
convento demolito al Quirinale. Danneggiato dai francesi nel 1814 e nel 1849, fu restaurato nel 1854
sotto il pontificato di Pio IX, ma dopo il 1870 fu requisito dallo Stato italiano che lo adatt a caserma.
Riassegnato alla Santa Sede nel 1907, fu nuovamente restaurato nel 1937 sotto il pontificato di Pio XI,
il cui stemma  sulla facciata. Successivamente divenne sede del Vicariato, ma solo per un breve
periodo tra il 1964 e il 1967, anno in cui fu inaugurato il nuovo complesso del Laterano.
Nella parte posteriore, che affaccia sulla piazza San Callisto, lo fronteggia un altro edificio
moderno fatto costruire nel 1936 da Pio XI; opera di Giuseppe Momo, fu sede inizialmente delle
congregazioni, prima che queste fossero trasferite in via della Conciliazione, e per questo  stato
chiamato palazzo delle Congregazioni, denominazione rimastagli sia pure impropriamente.
Attualmente vi sono infatti insediate quelle commissioni pontificie socialmente aperte, che
rappresentano limpegno della Chiesa ad affrontare i problemi della societ contemporanea; cos il
Pontificio Consiglio per i Laici e il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Il palazzo ospita
anche il Circolo di San Pietro, sorto nel 1869, dedito a opere di carit attraverso le cucine economiche
che distribuiscono 60.000 pasti lanno presso i punti mensa di via della Lungaretta e via di San
Giovanni in Laterano, con circa 20.000 presenze lanno, che pu offrire rifugio a 280 persone al giorno.
Esistono anche cinque commissioni per lassistenza finanziaria alle famiglie indigenti, tra le quali una
che si occupa della distribuzione dei vestiario. Ma ultimamente il circolo  in crisi finanziaria, e a
quanto pare non ha sovvenzioni adeguate dalla Santa Sede.
93. Universit, accademie e scuole pontificie a Roma
Imponente  dentro Roma il numero delle universit ovvero degli atenei, come vengono
qualificate le istituzioni culturali di studio, e delle relative accademie, fondate dalla Santa Sede.
Costituiscono la fonte del messaggio apostolico culturale della Chiesa di Roma nel mondo e pertanto
contribuiscono a qualificare limmagine della stessa Chiesa. Il loro livello di qualit  controllato
dallAgenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualit delle Universit e
Facolt Ecclesiastiche denominata AVEPRO, con chirografo di Benedetto XVI in data 19 settembre
2007. Si tratta di qualificare degnamente certe istituzioni culturali, che sono nel nuemro di 195.000 nel
mondo, con 650 milioni di alunni, anche se molti di essi non professano la religione cattolica.
A Roma ne sono sorte un numero notevole, proprio per il riferimento diretto con la Citt del
Vaticano, allinterno della quale sorge oltretutto la Pontificia Accademia delle Scienze (v. I giardini e
le fontane della Citt del Vaticano), tutte in palazzi prestigiosi. Cos la Pontificia Universit Urbaniana,
fondata da Urbano VIII nel 1627 per i giovani chierici in terra di missione, ha avuto un proprio edificio
sul Gianicolo (v. Immobili sul Gianicolo) per volere di Pio XI; cos il Pontificio Ateneo Angelicum,
erede dellantico collegio di San Tommaso fondato nel 1577,  stato trasferito nel rinnovato convento
presso la chiesa dei Santi Domenico e Sisto a largo Angelicum, in una soluzione architettonica
sostanzialmente felice.
Storico il palazzo dellAccademia Ecclesiastica in piazza della Minerva 74, a fronte della
basilica di Santa Maria sopra Minerva.  stato costruito ai primi del Cinquecento per Mario Peruschi,
conservatore in Campidoglio, e lo acquist Marcantonio Colonna, ma successivamente pass ai Severo,
originari di Faenza, dai quali nel 1706 papa Clemente XI lo acquist per farne la sede dellAccademia
dei Nobili Ecclesiastici. Questa era stata fondata cinque anni prima dallabate Pietro Garagni, con
lassistenza spirituale del beato Sebastiano Valfr delloratorio San Filippo Neri di Torino; Leone XIII
nel 1878 fece restaurare ledificio, ristrutturando la facciata sulla piazza, mentre su via della Palombella
rest la vecchia struttura. Pio XII gli dette lattuale denominazione di Accademia Ecclesiastica,
mettendola alle dirette dipendenze del papa, ma sotto la protezione del Segretario di Stato e la
presidenza di un arcivescovo, che oggi  Beniamino Stella. Il Presidente gestisce il personale presente
nella casa, costituito da un gruppo di suore e di alcuni laici, e ha il compito di reclutare annualmente
una dozzina di sacerdoti laureati in Diritto canonico da destinare, previo superamento di un corso
formativo interno, alla missione diplomatica della Santa Sede.
Prestigioso il palazzo dellUniversit Lateranense, che sorge su unarea rettangolare a tre piani,
fiancheggiato dal palazzo del Seminario Romano Maggiore;  un possente edificio costruito nel 1913,
arricchito da una cappella con 16 vetrate raffiguranti la Via Crucis. La Pontificia Universit
Lateranense risale al 1853, quando Pio IX la istitu come Ateneo del Pontificio Seminario Romano,
fondando le facolt di Diritto canonico e di Diritto civile e il Pontificio Istituto Utriusque Iuris.
Assunse lattuale denominazione quando nel 1937 lateneo fu insediato nelledificio costruito vicino al
battistero per opera di Giuseppe Momo, raggiungendo una sua importanza storica. Ledificio sviluppa
su unarea rettangolare a tre piani, ospitando le facolt di Filosofia, Diritto e Teologia; allingresso le
statue di San Pietro e San Paolo di Pietro Canonica. Splendida lAula Magna a gradinate, disponibile
per 800 posti, con un grande mosaico di Cristo Benedicente e un busto in bronzo di Pio XI. Dal 2001 vi
 stata ufficialmente istituita la casa editrice Lateran University Press, promotrice di numerose
pubblicazioni scientifiche e riviste che costituiscono il contributo qualificato offerto dalluniversit alla
comunit scientifica internazionale.
Il palazzo Gabrielli Borromeo, al civico 120 della via del Seminario, nelledificio costruito per
Girolamo Gabrielli e poi propriet Borromeo, acquistato da Paolo Terzo nel 1547,  sede di uno studentato
tenuto dai Gesuiti intititolato Collegio Romano San Roberto Bellarmino. Il palazzo dellUniversit
Gregoriana, in piazza della Pilotta,  stato realizzato nel 1930 da Giulio Barluzzi sullarea dove
sorgevano vecchi edifici conventuali, utilizzati nellOttocento come caserme dei dragoni pontifici,
appositamente demoliti. Luniversit  un importante centro di ricerca nel campo della cultura
religiosa, filosofica e psicologica; ha 6 facolt e vi  annesso lIstituto Biblico. Pur essendo universit
di studi propria dei religiosi,  frequentata anche da laici. Il palazzo ha avuto un lungo restauro
finanziato dallo Stato italiano, anche se non previsto dal concordato: nel 2007 con 442.500 euro tratti
dai fondi dell8 per mille, nel 2009 con 457.444 euro sempre tratti dall8 per mille, finanziamenti ai
quali si aggiungeranno un milione di euro nel 2010 e 500.000 nel 2011 per il "restauro dei cortili
interni". Il tutto attraverso la ARCUS Societ per lo sviluppo dellArte, fondata nel 2004 con capitale
interamente versato dal ministero dellEconomia e con decreti operativi adottati dai ministeri per i Beni
Culturali e delle Infrastrutture. LIstituto Biblico  stato insediato fino al 1948 nel palazzo Muti
Papazzurri, che  sul fronte della piazza antistante luniversit e fa parte del traffico di acquisto e
vendita degli immobili attuato dalla Santa Sede nel Novecento; infatti era stato acquistato nel 1909
dalla Santa Sede, che lo tenne fino al 1948, quando lo ha venduto, e oggi  propriet dei Bruschi.
A fronte della storica Universit Gregoriana  sorta lUniversit Cattolica del Sacro Cuore, nata
a Milano nel 1921 (v. Le propriet del Vaticano fuori Roma). La sede romana  sorta su un terreno di
37 ettari, che nel 1934 Pio XI aveva acquistato nellattuale Parco Regionale del Pineto, in prossimit
della Pineta Sacchetti, mettendolo a disposizione dellIstituto Giuseppe Toniolo; i lavori per la
costruzione del complesso iniziarono per nel dopoguerra e fu Pio XII a dargli un finanziamento
adeguato. Nel 1958 ha avuto lapprovazione dellordinamento didattico e scientifico da parte del
Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e con il Decreto istitutivo del Presidente della Repubblica
(18 giugno 1958), cos che nel giro di tre anni si  arrivati al completamento della prima fase dei lavori;
il 5 novembre 1961  stata inaugurata la sede universitaria con la Facolt di Medicina e Chirurgia alla
presenza di papa Giovanni XXIII. Ma solo tre anni dopo, il 10 luglio 1964,  iniziata lattivit del
Policlinico Agostino Gemelli, che si  affermato come ospedale di alta specializzazione, cos da essere
inserito nel Servizio Sanitario Nazionale.
In prossimit del policlinico  la Clinica Columbus, nella via Giuseppe Moscati.  nata appunto
come Clinica Giuseppe Moscati, frutto delle prime costruzioni romane della Generale Immobiliare, e
oggi risulta appartenere alla Association Columbus, diramazione sommersa dello IOR, come
espressione diretta dellIstituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Ges, fondate da santa Francesca
Saverio Cabrini. La clinica si qualifica "Casa di Cura" e, come riportato sul sito, per lintegrazione
prevista dalla convenzione, stipulata nel 1986 fra lUniversit Cattolica del Sacro Cuore e lAssociation
Columbus, recepita dalla Regione Lazio, la Casa di Cura Columbus ha assunto la denominazione di
Complesso Integrato Columbus (C.I.C.), struttura afferente al Policlinico Universitario "A. Gemelli",
che  responsabile degli standard assistenziali. Inoltre presso il C.I.C. i servizi centralizzati di
diagnosi e cura e 8 reparti di degenza sono diretti da Medici del Policlinico Universitario "A. Gemelli".
Il servizio di emodialisi e 7 reparti di degenza afferiscono temporaneamente alla Seconda Universit
degli Studi di Roma Tor Vergata e sono diretti da Medici di questa Universit.
Il palazzo del Seminario Romano Minore sorge sullarea della ex Villa Staderini, al civico 42
del viale Vaticano, nello spazio urbano che si estende tra le vie Aurelia e di Porta Pertusa;  insediato
su territorio dello Stato italiano, ma gode delle immunit riconosciute dal diritto internazionale alle sedi
diplomatiche degli Stati esteri. Realizzato dallarchitetto Giuseppe Momo nel 1933, ledificio sviluppa
su una pianta quadrata con un cortile centrale e una Cappella dei Protomartiri decorata dal pittore
Mario Barberis. Nel 1954  stato compiuto un abuso edilizio con la sopraelevazione di un piano della
zona che sarebbe dovuta essere, per legge, limitata al piano terra, mentre il quarto piano nel 1987 
stato ristrutturato con un completo riassestamento dei locali che hanno avuto un singolare sviluppo in
altezza. Il tutto sotto la direzione dellarchitetto Vincenzo Spada. E vi  insediato lIstituto Pontificio
SantApollinare dellOpus Dei.
94. Negozi e alberghi del Vaticano in via della Conciliazione a Roma
Lungo via della Conciliazione, che corre dritta dal colonnato di San Pietro verso il lungotevere,
sorgono una serie continua di edifici di propriet della Santa Sede a carattere prevalentemente
commerciale, che si distinguono fin dallantistante largo del Colonnato, dove arrivano le estreme
propaggini del palazzo dei Propilei, sede di alcune congregazioni. Ecco un Mosaic Art al civico 1, una
Roma Eterna al 4, la Galleria san Pietro al 5 e Naddeo Souvenirs al 6, ai quali fanno seguito, su un lato
della piazza Pio XII, ai civici 1-2 una Galleria Savelli, e al 5 un Ferrante Souvenirs. Sono tutti locali
che affacciano sulla strada, affittati a commercianti e librai; mentre al civico 4 apre la Libreria
Internazionale Benedetto XVI, inaugurata nel 2008 con un discorso del cardinale Bertone, gestita
direttamente dalla Santa Sede, a esaltazione commerciale dellattivit editoriale del papa regnante e non
solo. Sullaltro lato della piazza, al civico 8, ancora souvenir allinsegna di un malizioso Gioiello
Religioso e, di seguito, le sedi dellOpera Romana Pellegrinaggi e della Peregrinatio ad Petri Sedem,
impegnate nella prospera attivit dei pellegrinaggi ai santuari di tutto il mondo.
Non c grande differenza di immagine tra i due lati di via della Conciliazione, ambedue
allinsegna della pi bieca finalit commerciale e finanziaria, tra negozi e ambienti turistici e
alberghieri sotto insegne anonime, direttamente gestiti dal Vaticano o da affittuari. Sul lato destro, in
direzione del lungotevere, si inizia dal civico 65 con una rivendita generica di Articoli Religiosi, alla
quale fanno seguito al 63 la Libreria Ancora, gestita dalla Congregazione Religiosa dei Figli di Maria
Immacolata o Pavoniani, e al 61 la Galleria Aurora, qualificata come SRL. Il palazzo Cesi, al civico 51,
 propriet della Societ del Divino Salvatore, sede generalizia dei Padri Salvatoriani, che ne hanno
destinato gran parte a una attivit alberghiera, allinsegna dellHotel Residenza Palazzo Cesi, definito
struttura ricettiva di Categoria Superiore e rifugio di spiritualit e accoglienza, meta di turisti
cattolici tutto lanno.
Al pianterreno del palazzo tra i numeri civici 55 e 53 aprono i negozi della ditta Padellini, che
spaccia articoli religiosi e tabacchi. Seguono Savelli Gift e Bar dei civici 49-45 come cornice
commerciale del palazzo Rusticucci al civico 47, propriet della Congregazione per lEvangelizzazione
dei Popoli. Le insegne Change e Leather Shop ai civici 43 e 43A e Caff Gelateria e Souvenirs ai civici
41 A-B-C decorano il palazzo Serristori, al civico 41, che  dal 1930 sede della Scuola Pontificia Pio
IX.  una scuola paritaria, a pagamento, con relative sovvenzioni dello Stato italiano, e gli alunni sono
tutti, come suol dirsi, "di buona famiglia", ovvero di fede religiosa, cattolica o meno, e facoltosa.
Ottime quindi le entrate che questa scuola assicura al Vaticano.
E si va avanti con insegne ai civici 39-37 per la libreria Dehoniane Books gestita dalla
Congregazione del Centro Dehoniano dei sacerdoti del Sacro Cuore, fondato dal reverendo Leone
Dehon. Ma lattivit commerciale culmina ai civici 35-29 nella sede di un albergo ambto dai fedeli
pellegrini, lex palazzo dei Penitenzieri. Il complesso ospita gli uffici di rappresentanza dellOrdine
Equestre del Santo Sepolcro, ma in gran parte  sede dellHotel Columbus, che sviluppa 92 camere
extralusso per pellegrini agiati. Se ci sono problemi di moneta e cambio c un servizio di Change ai
civici 25-23, nonch ai civici 21-17 e 9-13 le sedi del Credito Artigiano e di UniCredit Banca di Roma,
banche peraltro sotto inchiesta per i rapporti nascosti con lo IOR. Sono la degna cornice, al livello
stradale, del palazzo Alicorni, che apre al civico 15, attualmente sede della Confcooperative, in
collegamento con il Vaticano per lattivit edilizia.
E le attivit commerciali proseguono con Universal Bar al civico 5A e la Libreria Coletti dal 3
A-B, che introducono al cosiddetto palazzo dellINA, ai civici 1-3-5, che fa da testata alla via.
Ledificio  nato come sede dellIstituto Nazionale delle Assicurazioni, ma ora ospita diversi uffici del
Vaticano. A fronte, sullaltro lato della via,  il palazzo Pio, che affaccia su piazza Pia;  sede della
Radio Vaticana dal 1971. Ledificio ha al suo interno lAuditorium, con ingresso su via della
Conciliazione 4, dal 2004 preso in gestione dalla societ I Borghi in accordo con la Provincia di Roma,
avendo stipulato un contratto con lAPSA, per istituirvi un luogo dedicato alla cultura e allo spettacolo.
La societ ha provveduto a restaurare lAuditorium avvalendosi della collaborazione di Wind come
sponsor istituzionale, nonch di Banca Intesa e Sisal in qualit di official sponsor. Tutto a garanzia di
guadagno per la Santa Sede.
Ledificio  contornato da attivit commerciali; dal ristorante dangolo Ristr a una Universal
Rom Souvenirs con relativi articoli religiosi e alla Libreria Belardetti. Segue un palazzo affittato alle
ambasciate presso la Santa Sede della Repubblica di Cina e del Canada, nonch dalla segreteria del
Gruppo Garofalo, presente nel settore medico e imprenditoriale ricettivo alberghiero. Gli fa da cornice
il Nova Caf ai civici 4G-E. Segue ledificio ad angolo con via Traspontina, che ospita unaltra sede
dellUniCredit Banca, mentre negli appartamenti sono le sedi delle ambasciate presso la Santa Sede
della Repubblica di Slovenia, Argentina e Federazione Russa. Al livello stradale ai civici 12-14 apre la
Libreria Ave, alla quale segue al civico 14A il negozio di Souvenirs Traspontina, che sono nei pressi
dellunico edificio della via che abbia un sapore sacro, la chiesa di Santa Maria in Traspontina al civico
14, parrocchia di Borgo, con annesso Oratorio della Dottrina Cristiana.
Il palazzo Latmiral al civico 22  in parte sede dellambasciata del Brasile presso la Santa Sede,
ma vi risiedono anche gli uffici della Filas, Societ Finanziaria Laziale di Sviluppo e la segreteria della
LUMSA, la libera universit cattolica di Maria Santissima Assunta. Circondano ledificio a pianterreno
la Libreria San Paolo della Societ San Paolo ai civici 16-20 e la Libreria Don Bosco dei Salesiani ai
civici 26-28. Segue al civico 30 il palazzo Torlonia, che  ancora propriet della nobile famiglia ed 
lunico della via a non rientrare nelle propriet del Vaticano. Segue al civico 34 una ricostruzione dello
storico palazzo dei Convertendi, un autentico falso architettonico, tranne nel portale che  originario; vi
 insediata la Congregazione per le Chiese Orientali.
Al civico 38 brilla linsegna Moreschi, dedita ad articoli religiosi, alla quale fa pendant al civico
40 quella del Caff San Pietro, che sviluppa su due piani del palazzo Rusticucci e vanta unorigine al
1775. Al civico 42  il portale del palazzo propriet della Congregazione per lEvangelizzazione dei
Popoli, che affitta ovviamente gli appartamenti esistenti in questo edificio. Alcuni sono destinati ad
abitazione di cardinali, mentre tre sono in affitto a persone collegate con il governo italiano. Vi ha sede
anche lambasciata di Croazia presso la Santa Sede. Conclude ledificante serie di insegne commerciali
ai civici 46-50 la Domus Artis, qualificata come la pi raffinata azienda di articoli religiosi, boutique
che esprime il massimo della commercializzazione della via.
95. Cliniche, negozi e residence del Vaticano sul colle romano del Gianicolo
A fronte del colonnato di San Pietro, dalla parte del cosiddetto Braccio di Carlo Magno, sorge
un altro complesso edilizio, arrampicato sulle falde del Gianicolo; si sviluppa su un territorio di circa
18 ettari attraversato dalla passeggiata e dalla via del Gianicolo, in parte delimitato dalle antiche mura
erette da Pio Quarto nel 1564 e il muro Leoniano del IX secolo, nonch dalla cortina muraria di Urbano
VIII. Le pendici del colle delimitano a nord il confine della zona extraterritoriale su via Paolo VI,
borgo Santo Spirito, via dei Penitenzieri, via di Porta Santo Spirito e via Urbano VIII, nonch
sullangolo tra via del Gianicolo, a fronte del largo Cardinale Orioli, via della Lungara e piazza Della
Rovere.
Si pu arrivare sul colle dalla salita di SantOnofrio, dove dal civico 4 sorge la Casa Madre
delle Suore di Santa Dorotea della Frassinetti, costituita da tre distinti corpi di fabbrica seicenteschi, i
palazzi Gori, Borromeo e Bonelli, ristrutturati nellOttocento; nel 1959 qui si costitu il gruppo
democristiano dei Dorotei, a significare lo stretto collegamento del partito della DC con la Santa Sede.
Al civico 38  la Cappella delle Dorotee dove  visibile, sotto laltare, il corpo incorrotto di Paola
Frassinetti, fondatrice dellordine e santificata da Giovanni Paolo Secondo nel 1984. Al termine della salita 
la chiesa di SantOnofrio, che sorge nella piazza omonima, preceduta da una caratteristica scalinata. La
chiesa con il convento costituisce un grande complesso edilizio che  sotto la tutela dellOrdine
Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme: una cappella  dedicata a Torquato Tasso, che visse gli
ultimi anni della sua vita nel convento annesso alla chiesa e vi mor il 25 aprile 1595. Qui  il
monumento funebre del poeta, opera di Giuseppe Fabris nel 1875, mentre risale al 1608 il monumento
al Tasso nella stessa cappella. Nel convento le tre stanze abitate dal poeta costituiscono il Museo
Tassiano, dove sono conservati manoscritti e antiche edizioni delle sue opere, la maschera funebre e la
pietra tombale che indicava nella chiesa il luogo della sepoltura prima dellerezione del monumento.
In piazza santOnofrio sorge anche lOspedale Pediatrico Bambino Ges, che  listituzione
vaticana pi famosa del colle. Lospedale  stato fondato nel 1869 in via delle Zoccolette dai duchi
Arabella e Scipione Salviati, e nel 1887 il Comune di Roma ha messo a disposizione una parte
dellantico convento di SantOnofrio sul Gianicolo, istituendo anche dei fondi. Nel 1924 i Salviati
hanno regalato listituto alla Santa Sede, che ha provveduto a una ristrutturazione di padiglioni e
ambulatori grazie agli interventi finanziari dellepiscopato americano. Cos lospedale oggi 
qualificato come "Istituto di Ricovero e Cura a carattere Scientifico", affermandosi come "Presidio
polispecialistico per la pediatria". Con relative sovvenzioni da parte dello Stato italiano, oltre agli extra,
come  accaduto nel 2010 con i frutti del concerto benefico di Natale, organizzato in Senato dal
Presidente Renato Schifani alla presenza del Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone; 45.000
euro sono stati versati il 25 dicembre 2010 dallo stesso Schifani allospedale pediatrico Bambino Ges.
A commento delliniziativa il Presidente del Senato ha definito il nosocomio un prestigioso centro di
eccellenza di cui siamo tutti fieri, e a cui le istituzioni devono essere vicine.
In prossimit del Bambino Ges  la Casa Generalizia delle Suore del Divin Salvatore;  al
civico 67 del viale delle Mura Gianicolensi, ma in realt  una clinica privata, la Casa di Cura Privata
Salvator Mundi, che rievoca appunto il titolo delle suore costituenti lordine femminile della Societ
del Divin Salvatore.  quanto mai esclusiva, ovviamente con tanto di cappella che la caratterizza nella
struttura religiosa propria di una casa di suore; ha costi sbalorditivi, certamente non finalizzati allo
spirito missionario delle suore.
Al civico 5 della passeggiata del Gianicolo sorge il Pontificio Collegio Pio Romeno, costruito
nel 1934 e gestito dai Carmelitani come convitto per i sacerdoti della Congregazione per le Chiese
Orientali. Al civico 7  la sede del Pontificio Collegio San Giosafat, fondato nel 1897 da Leone XIII
come Collegio Ruteno; ledificio, costruito dallingegner Giuseppe Momo nel 1932, ha una cappella
che  la chiesa nazionale degli Ucraini di Roma. Al civico 14 di via del Gianicolo sorge il Pontificio
Collegio Americano del Nord, uno splendido edificio realizzato nel 1947 e ricco di numerose opere
darte. Dalla decorazione della volta del refettorio con una pittura a tempera di 250 metri quadrati di
Giorgio Quaroni ai grandi bassorilievi della Via Crucis di Giovanni Prini, Francesco Messina,
Giuseppe Persichetti e Domenico Ponzi, ai quali introducono le quattro grandi lesene scolpite in pietra
serena da Pericle Fazzini.
Al civico 16 di via Urbano VIII sorge il complesso della Pontificia Universit Urbaniana, al
centro del territorio che ha costituito dal 1641 al 1834 la villa propriet dei Barberini. Comprende
lAteneo e lAula Magna realizzati nel 1931 da Andrea Busiri Vici, e vi sono insediati il monumentale
Collegio Urbano, con una Biblioteca ricca di 300.000 volumi e fondi antichi, lAuditorium, il Centro
Internazionale di Animazione Missionaria e il Foyer Paolo VI, una sorta di istituto missionario
femminile guidato dalla congregazione messicana delle Figlie dello Spirito Santo. Alle estremit
occidentali dellantico parco della villa Barberini sorge anche, su via del SantUffizio 21, lIstituto
Suore di Maria Bambina, centro finanziario di beneficenza e assistenza apostolica fondato a Lovere nel
1832 e presente oggi in molte parti del mondo; listituto, collegato con la Congregazione per
lEvangelizzazione dei Popoli, organizza convegni e annuali raccolte di offerte.
Sulle pendici del colle verso il colonnato di San Pietro, in via Paolo VI 25, sorge il Collegio
Internazionale Santa Monica, gestito dai frati Agostiniani; vi sono insediati la Curia generalizia e
lAteneo Augustinianum, sede dellIstituto Patristico, nellambito della Facolt Teologica della
Pontificia Universit Lateranense, ambiente destinato a conferenze e congressi. Il complesso 
affiancato dalla Casa delle Suore Calasanziane, sempre sullo stesso versante del colle, con ingresso da
largo degli Alicorni 28; si tratta di un edificio che spazia su una superficie di 300 metri quadrati, nel
quale  inserito anche un negozio di gadget e souvenir allinsegna di Ars Antiqua. Di seguito, nel tratto
finale di Borgo Santo Spirito, ai civici 37-41 apre la Casa di Accoglienza Santo Spirito delle Suore
Francescane dellAddolorata, alla quale fa seguito su via Paolo VI il negozio Il Mosaico. Arte e
Tradizione al civico 27, sul quale si addossa lalbergo Residenza Paolo VI, nella Cura Generalizia delle
Agostiniane. Il complesso si prolunga sullangolo a fronte delle Mura Vaticane con lEuroclero, che ai
civici 2-4 vende gadget religiosi e non, con il seguito di bar e souvenir allinsegna de Il Colonnato ai
civici 6-8, addossato alla chiesa di Santa Monica, nel miglior segno di sacro e profano. E tutto senza
pagamento di ICI.
Nella zona nord-orientale del colle sorge la Curia Generalizia della Compagnia di Ges con
ingresso al civico 5 di Borgo Santo Spirito, complesso edilizio di circa 80.000 metri cubi sorto nel
1930, al quale sono collegati alcuni edifici aderenti ai bastioni costruiti nel 1671 per i Barberini,
completamente ricostruiti nel 1970, nonch un vasto giardino a terrazze degradanti dal colle con una
statua bronzea del Sacro Cuore di Ges di Domenico Mastroianni. E sempre su Borgo Santo Spirito, al
civico 41, si affaccia la Casa delle Suore dellAddolorata, un fabbricato di origine cinquecentesca, che
 stato completamente trasformato da numerose sopraelevazioni, lultima delle quali nel 1959. Questa
iniziativa ha evidentemente risentito della foga edilizia che ha guidato la Santa Sede nella febbrile
edificazione degli immobili sul Borgo Santo Spirito, delimitando a nord le pendici del Gianicolo e il
confine della zona extraterritoriale, a fronte della Curia dei Gesuiti. Propriet del Governatorato della
Citt del Vaticano, gli immobili si estendono su una superficie di 700 metri quadri e, secondo il Piano
Regolatore, dovevano essere demoliti; ma un decreto presidenziale per la salvaguardia del centro
storico li ha salvati e cos nel 1984 sono stati completamente restaurati e ristrutturati, andando ad
accrescere la propriet immobiliare della Santa Sede sul colle del Gianicolo.
96. Residence e cliniche del Vaticano dal viale Vaticano alla via Aurelia a
Roma
Un altro Vaticano si estende alle spalle della Santa Sede.  proteso sul territorio collinare che si
apre dal viale Vaticano alla via Aurelia e alle vie della Madonna del Riposo e di Torre Rossa a fronte
della Villa Carpegna, per distendersi lungo le vie di Selva Candida, Boccea e circonvallazione Cornelia
fino alla via della Villa Sacchetti. Un complesso edilizio enorme, solo apparentemente rivolto a una
finalit religiosa, perch tutte le case dei religiosi esistenti sono utilizzate proprio come residence per
esercizi spirituali, convegnistica, turismo e accoglienza pellegrini, nonch come alberghi a quattro
stelle destinati al turismo legato alla fede, con una ospitalit che vale 40 milioni di presenze lanno, e
ancora come case di cura.
Tutto inizia dal viale Vaticano, a fronte delle Mura Vaticane, sul quale sono dislocati 7 istituti
di suore in un susseguirsi di pseudoconventi con finalit spudoratamente turistiche, per i quali c solo
limbarazzo della scelta, limitandosi a citare i pi singolari. Dal civico 94 con le Piccole Suore della
Sacra Famiglia al 90 con listituto Maestre Pie dellAddolorata, dal 73 con la Casa per Ferie Villa
Rachele al 62 con Le Figlie della Chiesa "Sancta Marta", e dal 56 il CSRD, sigla che vale per le
Domenicane della Congregazione Romana di San Domenico, al 54 dellIstituto Suore del Getsemani.
Ma anche a fronte di San Pietro, con vista su Castel SantAngelo, il massimo del lusso per pellegrini 
nella casa-vacanza dei Carmelitani, la Domus Carmelitana dedicata a SantAlberto patriarca di
Gerusalemme, sempre con cappella privata, in stanze a 120 euro a notte.
Cos di seguito ecco sulla via Aurelia altri istituti in un misto di sacro e profano, con
questultimo assetto predominante nella finalit alberghiera che li caratterizza. A cominciare dal civico
208 con la Casa Bonus Pastor, allinsegna dellextraterritorialit, gestita dal Vicariato e decantata in
Internet come casa per congressi e pellegrinaggi e da considerarsi a tutti gli effetti un ottimo hotel
di 3 stelle. Sorge alle spalle del palazzo del Seminario Romano Minore, costruito sullarea della ex
Villa Staderini nello spazio urbano prospiciente il tratto finale del viale Vaticano, con tanto di abuso
edilizio attuato in una sopraelevazione.
I residence proseguono al civico 218 con il convento delle suore Orsoline, che  in realt
lalbergo Domus Aurelia, e al civico 269 con il Monastero dei Missionari dAfrica, dichiaratamente
votati allospitalit dei pellegrini, ovviamente tutti a pagamento. Al civico 275 sorge uneccezione a
certe finalit turistiche, lOspedale San Carlo di Nancy, dal 1998 propriet della Congregazione dei
Figli dellImmacolata Concezione, una delle realt ospedaliere del Vaticano, inserita nel servizio
sanitario regionale. La congregazione  anche proprietaria dellIDI (Istituto Dermopatico
dellImmacolata), che dista dallospedale meno di un chilometro, in via dei Monti di Creta 104.
A fronte dellospedale, al civico 278, apre la Casa di cura E. Morelli, che  una clinica privata
allinsegna dellextraterritorialit, ovviamente a pagamento. Laffianca la Villa Fatima delle Oblate del
Santissimo Redentore, presentata in Internet come ambiente sereno e ospitale con amore fraterno, ma
con la precisazione che occorre un pagamento in contanti. E ancora la malcelata finalit alberghiera
torna al civico 290 nella Casa Generalizia dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, al 294 nelle
Suore Mariste e al 325 con lIstituto Piccole Ancelle di Cristo Re. La Casa San Juan de Ribera delle
Operaie della Croce al civico 337, con ospitalit a pagamento per i pellegrini, macchia ignobilmente il
santuario della Madonna del Riposo, a ridosso del quale sorge con una elegante palazzina.
Ma non finisce qui la gestione alberghiera delle case dei religiosi. Che si diramano dalla via
Aurelia nelle strade adiacenti, non nascondendo minimamente le proprie finalit turistico-commerciali.
Cos i Dehoniani Sacerdoti del Sacro Cuore gestiscono la Villa Aurelia in via Leone XIII 459, ad
angolo con piazza Pio XI, al centro di via Gregorio VII, una parallela della via Aurelia: vanta 160 posti
letto, sala convegni, parco, terrazza con vista su San Pietro e, naturalmente, cappella privata. E
prosegue poi sempre sulla via Aurelia nel territorio che  sotto la giurisdizione della CEI.
Infatti la CEI nellultimo tratto urbano della via Aurelia dispone di una notevole propriet
immobiliare, con edifici a finalit alberghiera e sanitaria, tutti come minimo con una cappella, se non
addirittura una chiesa, a salvaguardia delletichetta "senza fini di lucro" e dellesenzione del pagamento
dellICI, almeno fino al 2014, stabilito dalla Confederazione Europea come ultimo anno di godimento
del beneficio. Emblematico di certi immobili  il Grand Hotel palazzo Carpegna, a fronte della Villa
Carpegna, nato negli anni Cinquanta come casa di accoglienza religiosa allinsegna di Domus Mariae e
nel 2002 trasformato in residence a 4 stelle gestito da terzi, ma nel rispetto della struttura originale, che
si esalta in una imponente chiesa a tre navate al suo interno; questa fuga ogni dubbio di "fini di lucro".
Ma i prezzi a partire da 178 euro non sono dimpronta mistica.
Questo albergo  dintroduzione allisola edilizia della CEI, che si sviluppa tra i numeri civici
468 e 796 della via Aurelia, ma con uffici e servizi pastorali dislocati anche al civico 50 della
circonvallazione, costituendo un grandioso complesso territoriale a fronte del quartiere Aurelio e della
zona di Boccea.  quel territorio enorme dalle molteplici strutture edilizie con insediamenti di centri
religiosi, commerciali, giornalistici e televisivi, che costituiscono la base della struttura finanziaria
della Conferenza Episcopale Italiana (v. I soldi della CEI).
97. Le propriet del Vaticano fuori Roma
Il Vaticano si estende anche al di fuori del suo Stato in Italia e nel mondo. Ha origine,
storicamente, vicino a Roma dal palazzo di Castel Gandolfo, propriet del Vaticano dal 1596
confermata nei Patti Lateranensi del 1929, da considerarsi residenza alternativa a quella della Citt del
Vaticano, almeno come sede estiva (v. Gli splendori della villa di Castel Gandolfo). Oltretutto quel
complesso ha assunto importanza scientifica nel 1935 con il trasferimento della Specola dal Vaticano e
la fondazione di un Osservatorio Astronomico dotato di tre telescopi e di un laboratorio astrofisico per
analisi spettrochimiche; il tutto affidato ai Gesuiti. Cos fino al 1981, quando la sede di Castel Gandolfo
 risultata non pi idonea alle ricerche astronomiche, perch il cielo della zona  diventato troppo
luminoso da costringere i Gesuiti a crearsi una nuova sede, che  sorta a 160 chilometri da Tucson, in
Arizona, a 3200 metri di altitudine, sul monte Graham, come Vatican Observatory Research Group; qui
la Specola dal 1993 viene fornita del Telescopio Vaticano a Tecnologia Avanzata (VATT), il primo
telescopio ottico-infrarosso realizzato nel mondo, che permette studi cosmologici di alto livello. Vi
lavorano 16 astronomi gesuiti sotto la presidenza del reverendo George Copyne e la direzione del
reverendo Jos Gabriel Funes. Gli studi sono documentati da due pubblicazioni in lingua inglese, la
rivista Annual Report e una serie di Vatican Observatory Publications.
Unaltra propriet vaticana nelle vicinanze di Roma  il Centro Radio di Santa Maria di Galeria,
costituito da un territorio di 424 ettari assegnato dal governo italiano alla Santa Sede nel 1951. Che 
per quel centro malfamato per le antenne fonte di emissioni elettromagnetiche dannose alluomo, del
quale sono state indicate le vicissitudini anche in sede penale (v. La radio e la televisione del Vaticano
dalle antenne mortali). Nella generale indicazione delle propriet del Vaticano fuori Roma, per quanto
riguarda lItalia, si parla di 2496 edifici tra santuari, chiese, conventi, monasteri, seminari, oratori con
extraterritorialit ed esenzione di esproprio e tributi, nonch case di cura, case di accoglienza per
pellegrini con oltre 200.000 posti letto per 3300 indirizzi, alberghi, scuole e civili abitazioni, in gran
parte con esenzione di esproprio e tributi, come lICI. Un complesso di immobili che costituiscono il
22% del patrimonio immobiliare nazionale, per i quali si  data una valutazione dellordine di diverse
centinaia di miliardi di euro.
Di grande importanza  poi lUniversit Cattolica del Sacro Cuore, con sede centrale a Milano e
altre sedi a Brescia, Piacenza-Cremona, Roma e Campobasso, articolata in 14 facolt e 4 interfacolt,
oltre a 9 strutture sanitarie, tra le quali rientra il Policlinico Agostino Gemelli di Roma (v. Universit,
accademie, e scuole pontificie a Roma). La sua istituzione risale alliniziativa di padre Agostino
Gemelli, Ludovico Necchi, Francesco Olgiati, Armida Barelli ed Ernesto Lombardo, che nel 1919
fondarono lIstituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, come ente garante e gestore no profit di una
istituenda Universit Cattolica, con tanto di approvazione nel 1920 del ministro dellistruzione
Benedetto Croce e la benedizione di Benedetto XV. E iniziarono subito i lavori che portarono alla
creazione della prima universit, inaugurata ufficialmente nel 1921, a Milano nella sede storica di via
SantAgnese 2A dal cardinale Achille Ratti, poi papa con il nome di Pio XI. Alle prime Facolt di
Filosofia e Scienze sociali, si aggiunsero nel 1923 quelle di Lettere e Giurisprudenza, e nel 1924 arriv
lapprovazione da parte dello Stato con il riconoscimento legali dei titoli di studio.
Nel 1926 nasce la Facolt di Scienze Politiche, Economiche e Commerciali e nel 1932
luniversit si trasferisce nel monastero di SantAmbrogio, accanto allomonima basilica, destinata a
restare la sede dellateneo. Sorgono poi le Facolt di Magistero, Economia e Commercio, Scienze
Linguistiche e nel nel 2004 luniversit acquista la vicina Caserma Garibaldi di Milano, utilizzata con
una riqualificazione di tutta larea intorno alla sede centrale con parcheggi sotterranei e stabilimenti
scientifici come campus universitario chiamato Cittadella del Sapere di SantAmbrogio. E nel
frattempo sono sorte altre sedi delluniversit, oltre a quella di Roma, a Piacenza, Brescia e
Campobasso; in questultima citt  sorto il Centro di Ricerche nelle Scienze Biomediche, la cui prima
pietra  stata benedetta nel 1995 da Giovanni Paolo II. Vanno quindi pi particolarmente ricordati i
santuari con edifici annessi in Italia e fuori dItalia (v. La ricchezza dei santuari italiani del Vaticano e
La ricchezza dei santuari del Vaticano fuori dItalia), che costituiscono unautentica ricchezza per la
Santa Sede grazie ai pellegrinaggi e alle strutture sanitarie inserite in certi complessi.
Peraltro in tutto il mondo esistono immobili di propriet della Santa Sede, con esenzione di
esproprio e tributi. Sono relativi a 4882 vescovadi, 2812 diocesi, 48 prelature, 11 abbazie territoriali, 83
Vicariati apostolici, 41 Prefetture apostoliche, 24 esarcati, 35 ordinariati militari, 26.000 parrocchie,
100.000 chiese, 30.000 case generalizie e santuari, 2300 musei e biblioteche; e inoltre scuole, ospedali,
case di cura e di riposo nellordine di 10.000 circa, nonch 2000 centri di accoglienza e pensionati,
oltre a 300 librerie circa. Per dare un indicazione di certe propriet  sufficiente fare riferimento alla
valutazione data da Curzio Maltese nel libro La questua relativamente alla ricchezza della Santa Sede
negli Stati Uniti, che arriverebbe a oltre 800 milioni di dollari cos ripartiti: 298 in titoli di Stato, 273 in
joint-venture per investitori statunitensi, 195 in azioni e 102 in obbligazioni a lungo termine. Una
valutazione parziale che andrebbe moltiplicata per cento, relativamente a tutte le propriet della Santa
Sede in tutto il mondo sopra indicate. Un complesso comunque che, in proporzione, non coincide
ovviamente con quello del dossier di 51 pagine Rendiconto finanziario consolidato della Santa Sede 
Anno 2007, che la Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede ha inviato ai 4882 vescovi di
tutto il mondo e ai 194 porporati del Collegio cardinalizio.
La Santa Sede, secondo quel rendiconto, possiederebbe propriet in Italia, Svizzera, Francia e
Inghilterra per un valore complessivo di soli 424 milioni di euro. A essi andrebbe aggiunto il valore
degli immobili propriet di fondazioni religiose e confraternite, frutto di donazioni, che dovrebbero
essere assegnati in affitto perlopi a famiglie disagiate. Peraltro dare unindicazione numerica di certe
propriet  quanto mai impossibile, perch molti immobili non sono neanche accatastati e numerose
donazioni non risultano documentate. Tutte queste propriet immobiliari nel 2007 hanno prodotto circa
56 milioni di euro in canoni di locazioni e altri 950.000 euro di utili da attivit agricole. Inoltre
andrebbero calcolate le vendite di immobili della Santa Sede, come quella effettuata a Londra con
incasso di circa 3 milioni di euro. In ogni caso, sempre nel 2007, alla voce "attivit immobiliari" il
Vaticano ha un saldo attivo di 36,3 milioni di euro, 4 milioni in pi rispetto al 2006, avendo pagato 3,3
milioni di euro in tasse. Ma va tenuto presente che molte chiese sono propriet dello Stato italiano o dei
Comuni.
Unaltra indicazione pi particolare ci pu venire, in riferimento a Parigi, dal dossier Le
ricchezze nascoste della Chiesa pubblicato sul quotidiano Le Parisien il 15 aprile 2009 e che pu
valere a titolo di esempio per altre nazioni. In base a questa inchiesta il Vaticano risulta direttamente
proprietario, nella capitale francese, di una decina di immobili di grande valore attraverso la societ
Sopridex. Tra questi un appartamento lussuoso in rue Guynemer, nel centro di Parigi, affittato da 35
anni allattuale ministro degli Esteri Bernard Kouchner, che si  rifiutato di indicarne il costo; in un
altro appartamento di 85 metri quadri, in boulevard Montparnasse, ha abitato fino al 2006 il ministro
della Cultura Christine Albanel, pagando un affitto di 1700 euro al mese in base a un contratto di dieci
anni fa. E ancora, secondo una dichiarazione di Jean Michel Coulot, vicesegretario generale della
Conferenza Episcopale Francese, gli affitti a Parigi garantiscono alla Chiesa un reddito variabile tra i
10 e i 20 milioni di euro, in ragione di una propriet in continuo aumento, come testimonia lacquisto
nel 2008 di 5000 metri quadri sullavenue de Breteuil, nellelegante settimo arrondissement, per 36
milioni di euro. A fronte del quale lordine delle Piccole Suore dei Poveri ha venduto il proprio ospizio
con il terreno in boulevard Murat, nel sedicesimo arrondissement, alla societ Cogedim per 37 milioni
di euro. Come a dire che i conti si pareggiano.
98. Gli splendori della villa di Castel Gandolfo
Alle origini del complesso residenziale pontificio di Castel Gandolfo c una villa
dellimperatore Domiziano (81-96), ma il nome alla localit lo hanno dato i Gandolfi, che sinsediano
nel XII secolo con una rocca ben munita, divenuta castello dei Savelli dal 1279. Una propriet durata
tre secoli e poi perduta dai nobili romani per il mancato pagamento di un debito; infatti nel 1596 la
Camera Apostolica, creditrice dei Savelli per 150.000 scudi, entra in possesso di terra e castello.
Divenuta residenza di campagna dei pontefici, Castel Gandolfo trae grandi benefici dalla presenza di
vari papi che fanno bello il paese con Bernini, impegnato nella costruzione della chiesa di San
Tommaso di Villanova antistante una splendida piazza con una preziosa fontana, e mettono a punto la
loro residenza con le ville e il palazzo Apostolico lungo 70 ettari su un fronte di oltre 2 chilometri. E
nel 1977 si arricchisce della chiesa della Madonna del Lago; voluta personalmente da Paolo VI, che la
consacra nel 1977 sulle rive del lago Albano.
Il vecchio maniero dei Savelli nel contesto del verde circostante diventa il palazzo Apostolico a
opera di Carlo Maderno nel 1629, ma il complesso aumenta sotto Alessandro VII con Bernini, che
rinnova la facciata e costruisce al suo interno il monumentale scalone e la Galleria, affrescata
successivamente da Pier Leone Ghezzi. E vengono definite le due strade alberate di collegamento al
paese, la Galleria di Sopra e la Galleria di Sotto, cos che papa Chigi, a lavori compiuti, pu affiggere
sul portale a bugne il suo stemma e far incidere nel marmo la scritta: Ob coeli solique salubritatem
amoenitatemque animo corporique brevi secessu reficiendis. Parole che in definitiva esaltano il
complesso edilizio come luogo sano per il corpo e lo spirito.
Ma occorrono ulteriori lavori. Il palazzo si arricchisce: la Loggia delle Benedizioni e la
Cappella privata vengono fatte costruire da Bendetto XIV (1740-1758); Clemente XIV (1769-1774)
cura la Sala da pranzo affrescata con dipinti relativi al viaggio del papa a Castel Gandolfo di Giovanni
Angeloni e Cristoforo Unterberger. Si vengono definendo successivamente le varie stanze nel palazzo
Apostolico dalla Sala del trono con arazzi Gobelins alla Sala degli Svizzeri e alla Sala del Concistoro;
con Pio VII (1800-1823) si ha la Sala delle Guardie Nobili e la Sala dei Palafrenieri, dove un quadro
di J.B.Wicar immortala Pio VII che firma il concordato con Napoleone.
Al complesso del palazzo Apostolico viene aggiunta nel 1645 la Villa Barberini, perch i
Barberini sono accusati di appropriazione indebita di denaro dello Stato Pontificio e i loro beni
vengono confiscati. Il palazzo, originariamente propriet della famiglia Visconti e acquistato da Taddeo
Barberini nel 1629,  costruito dal Maderno sui resti della Villa di Domiziano, a fronte della Galleria di
Sotto, in collegamento quindi con il palazzo Apostolico. Il palazzo della villa si viene articolando su tre
piani verso il lago e su quattro verso la Galleria di Sotto; fin dalle origini gli interni sono affrescati con
episodi della Bibbia, marine e grottesche. Splendido il giardino dalle alte siepi con una statua di Marsia
al centro, copia romana di Mirone, oltre alla curiosa Fontana delle Lavandaie, cos chiamata per le
sculture raffiguranti donne intente a lavare i panni. Sulla Galleria di Sopra viene costruito il palazzo di
Propaganda Fide, a ridosso di una grande cisterna dacqua della Villa di Domiziano, mentre sul lato
opposto della strada, a fronte di uno spazio verdeggiante,  realizzata una Via Crucis in piccole
costruzioni in muratura separate tra loro.
Nel 1773 Clemente XIV (1769-1774) acquista la Villa Cybo dagli eredi del cardinale Camillo
Cybo, che laveva realizzata nel 1745; larricchisce nel giardino con statue di marmo e fontane, e cos
la residenza pontificia si estende ancor pi nel contesto del verde e a fronte del paese. Non si hanno
lavori nelle ville di Castel Gandolfo dal 1823 al 1870, anno in cui il paese diventa cittadina dello Stato
italiano, e solo in seguito ai Patti Lateranensi del 1929 il palazzo e le ville tornano alla Santa Sede con
diritto di extraterritorialit; cos il complesso ridiventa sede delle vacanze estive del pontefice. Ma da
subito si deve ricorrere a una accurata ristrutturazione. I lavori vengono eseguiti dallimpresa
dellingegnere Leone Castelli su progetti delle opere murarie dellarchitetto Giuseppe Momo e degli
impianti tecnici dellingegnere Franco Ratti. Mentre la sistemazione del parco con i suoi numerosi
giardini e della fattoria  opera di Emilio Bonomelli, che poi diventa il direttore delle ville pontificie
per molti anni. Il palazzo Apostolico  rinnovato dalle fondamenta e assume laspetto di un cantiere
ingombro di impalcature e materiali per diversi anni.
Si salva la facciata; linterno (non accessibile) conserva solo la distribuzione dei principali
ambienti e lo scalone donore, a parte alcune antiche pitture, mentre sono costruite ex novo le sale del
seguito pontificio. Pio XI fa realizzare una Cappella della Madonna di Czestochowa, in ricordo del suo
soggiorno in Polonia come Nunzio, che  arricchita di affreschi raffiguranti la difesa della Polonia
dallassalto di Gustavo Adolfo e la battaglia della Vistola che aveva salvato Varsavia dallinvasione
russa nel 1919. E quella cappella potrebbe essere considerata profetica dellavvento al trono pontificio
di papa Wojtyla, di cui sar nota la grande devozione al santuario di Czestochowa.
Una volta rinnovati gli interni, si passa agli esterni, a cominciare dalla parte rivolta verso Roma;
dietro il palazzo si estende una cortina di casupole che toglie la visuale. Viene abbattuta e sui bastioni
si realizza una spianata con fontane e aiuole; sul breve giardino una rampa collega il cancello dentrata
al nuovo cortile sulla strada verso Marino. Si ottiene cos una certa privacy, perch entrando e uscendo
di l si evita di passare attraverso il paese.
Ma la residenza di Castel Gandolfo assume anche carattere scientifico. Infatti qui viene
trasferita dai giardini del Vaticano la Specola, con la costruzione di due Cupole di alluminio;
losservatorio astronomico, con lannessione di un laboratorio di astrofisica e lerezione di una Torre
detta di Pio IX, viene inaugurato il 29 settembre 1935 e affidato ai Gesuiti. Con lannessione di un altro
laboratorio di astrofisica e lerezione di una seconda Torre, detta di Pio XII, nella Villa Barberini, la
Specola ha seguitato a dare notevoli apporti scientifici. In ogni caso,  stata trasferita nuovamente, a
Tucson, in Arizona, come Vatican Observatory Research Group (v. Le propriet del Vaticano fuori
Roma).
In ogni caso quelle due cupole dalluminio a Castel Gandolfo, al di l del loro valore scientifico,
hanno apportato un elemento nuovo alla residenza pontificia; una vasta terrazza con vista sul lago, in
pratica un autentico belvedere in direzione dellorizzonte, dove si intravede anche il mare. Ultima
operazione  stata quella di tenere in collegamento le varie parti della residenza; un cavalcavia unisce il
palazzo Apostolico alla Villa Barberini; un secondo collega questultima alla Villa Cybo. Le ville
durante la guerra diventano un luogo aperto a ospitare politici, ebrei e senza tetto, ma purtroppo Castel
Gandolfo subisce un bombardamento aereo, durante il quale viene colpito in pieno il palazzo di
Propaganda Fide e muoiono circa 500 persone.
E i lavori proseguono negli anni Cinquanta con il restauro dei danneggiamenti, finch nel 1959
viene costruita nella Villa Cybo una grandiosa Aula delle Udienze Generali, capace di contenere ben
8000 persone. Ma lultima novit si ha con Giovanni Paolo II, che si fa costruire una piscina di 18
metri per 8, di cui peraltro beneficiano anche le Guardie Svizzere e lentourage pontificio (v. Lo sport
in Vaticano).
99. La ricchezza dei santuari italiani del Vaticano
I santuari italiani hanno unimpronta ovviamente religiosa, che  per oscurata dalle finalit
commerciali a essi collegate in una lunga tradizione storica, come si pu riscontrare anche dal pi
antico santuario, che fa capo alla romana Scala Santa al Laterano (v. Una Scala Santa con
mercimonio). Il secondo santuario per antichit  la basilica Papale di San Francesco dAssisi, che fu
costruita tra il 1228 e il 1339, arricchita dai dipinti di Cimabue e Giotto, Simone Martini e Pietro
Lorenzetti; una meraviglia artistica tutelata da una Fondazione costituita il 16 febbraio 2002. Il Custode
generale  fra Giuseppe Piemontese, promotore di un messaggio diffuso in Internet e rivolto a quanti
vengono in pellegrinaggio al santuario, dal quale trapela un interesse tutto commerciale, l dove
segnala che  disponibile un piccolo negozio di ricordi e di libri, che non sono perlopi di carattere
religioso (quadri, santini, gadget come portachiavi, calamite, bracciali, tau, libri, CD e DVD), tutti
indicati nel catalogo virtuale alla pagina web www.basilicasanfrancesco.com, della Casa Editrice
Francescana, piazza San Francesco, 2, 06081  Assisi (PG) Italia (PI 00516830544 - CF 80002810549,
tel. 39 075 8190096; fax 075 813098). E per questi prodotti bisogna attenersi a precise Condizioni
generali di vendita che sono prescritte allinsegna del pi bieco commercio, lontano dallo spirito
evangelico che dovrebbe animare il santuario.
Il terzo santuario per antichit  la Santa Casa di Loreto, costruito sulla casa di Nazareth
appartenuta alla famiglia della Vergine Maria e qui trasportata dai Crociati dopo la perdita di
Gerusalemme verso il 1294. Il santuario divenne propriet vaticana nel 1507, essendo riconosciuto
come tale anche dopo il 1870, fino a essere istituito nel 1965 come prelatura insediata nellapposito
palazzo Apostolico. La costruzione della basilica fu iniziata nel 1468 e rinnovata fino allOttocento,
con interventi di celebri artisti. Di particolare prestigio  la Sala Del Tesoro o del Pomarancio, che
nella volta  decorata con affreschi raffiguranti scene della vita della Madonna, eseguiti nel 1605-1610
dal Pomarancio. La sala fu realizzata per accogliere il gran numero di doni votivi lasciati dai pellegrini,
ma pochi oggi sono qui conservati, sia per la spoliazione effettuata da Napoleone nel 1797, sia per un
colossale furto a opera di ladri nel 1974. Il santuario fonda le sue risorse economiche su un intenso
movimento di pellegrini, che  nellordine di 4.500.000 lanno. Naturalmente si pu inviare unofferta
tramite CCP n. 311605 intestato a: Delegazione Pontificia  Congregazione Universale Santa Casa
60025 Loreto (AN).
Il santuario ha una produzione e vendita di oggetti religiosi, nonch di pubblicazioni artistiche,
storiche e scientifiche, tra le quali  la rivista mensile Il Messaggio della Santa Casa venduta in
abbonamento al prezzo di 40 euro. A fronte del santuario  sorta la Casa di Riposo di Loreto,
prendendo nome dal frate francescano Luigi Hermes, che la fond nel 1856; ultimamente si  arricchita
di un altro complesso di camere, aumentando le possibilit di ospitare pellegrini malati. La struttura 
gestita dalle Opere Laiche Lauretane. Ogni anno si svolge un raduno nazionale al santuario,
organizzato dai missionari monfortani, ai quali arriva un finanziamento dello Stato dellordine di 2,5
milioni di euro.
Storico per la sacralit  il santuario della Beata Maria Vergine del Santo Rosario di Pompei,
fondato nel 1872 dal beato Bartolo Longo (1841-1926), con annesso un ufficio di raccolta delle offerte
per opere di carit, e dato in eredit al papa nel 1894;  stato elevato a prelatura nel 1926. Emblematico
del santuario  il quadro della Vergine del Rosario con il Bambino e ai lati San Domenico e Santa
Caterina da Siena, custodito allaltare maggiore con una cornice di bronzo dorato contornata dai
quindici misteri del Rosario dipinti da Vincenzo Paliotti; la tela  oggetto di profonda venerazione in
tutto il mondo. I fedeli hanno arricchito il quadro con le loro offerte votive a base di oro, gioielli, pietre
preziose, che oggi sono state allontanate dalla tela per evitare danni alla stessa.  rimasta la corona,
ricca di diademi di brillanti regalo dei fedeli, con cui limmagine fu cinta da Paolo VI dopo il restauro
effettuato a Roma nel 1965.
Il santuario pubblica il mensile Il Rosario e la Nuova Pompei, che risale al 1884, quando lo
istitu Bartolo Longo; ne sono stampate mensilmente 250.000 copie.  pubblicata anche unedizione in
lingua inglese con tiratura di 17.500 copie. I pellegrini annualmente assommano a oltre 4 milioni,
sempre devotamente disponibili a offerte che possono comunque essere inviate anche per posta e
banca. Il conto corrente postale va intestato al Santuario della Beata Vergine di Pompei, sul CCP n.
6817; un bonifico bancario va intestato al Santuario della Beata Vergine di Pompei, appoggiato su vari
Istituti Bancari, tra i quali Cariparma IBAN: IT41S0623040080000056500729.
La basilica di SantAntonio di Padova, soprannominata "il Santo", dal 1929 propriet della
Santa Sede, dal 1933  stata sottratta al vescovo di Padova per passare sotto la diretta giurisdizione
pontificia. La dirige come Delegato apostolico larcivescovo Francesco Gioia, che presiede anche il
Consiglio di amministrazione, costituito da tre ecclesiastici e un laico, mentre il Collegio dei revisori
dei conti  presieduto dal dottor Francesco Perrotta con due laici.
Allinterno del santuario esiste la Cappella del Tesoro, che costituisce unautentica meraviglia
per la preziosit di oltre un centinaio di reliquie e cimeli sacri. A parte le reliquie del santo in custodie
di argento dorato e scintillanti di smalti e pietre preziose,  un susseguirsi di preziosit tra turiboli in
argento dorato, ostensori gemmati e calici doro. Il santuario dispone di una casa editrice, la EMP
(Edizioni Messaggero Padova) che ha un catalogo di circa 1200 titoli, rinnovato ogni anno da oltre 150
novit. Tra laltro pubblica il Messaggero di santAntonio, mensile diffuso in tutto il mondo, con le
sue diverse edizioni in otto lingue. Gli uffici sono a Padova, in piazza del Santo 11. I pellegrini possono
lasciare le offerte direttamente alla sagrestia del santuario, ma naturalmente esiste anche la possibilit
di spedire lofferta. Lo si pu fare tramite conto corrente postale CCP 1354 intestato a: P. P. FMC
Messaggero di santAntonio Editrice Basilica del Santo,via Orto Botanico 11  35123 Padova; oppure
con un bonifico bancario a favore di: P.P.FMC Messaggero di santAntonio Editrice Basilica del Santo,
via Orto Botanico 11  35123 Padova sul CCP 000000511110 presso Banca Popolare Etica, via
Niccol Tommaseo 7  35131 Padova CIN: C, ABI: 05018, CAB: 12101.
Il santuario del Divino Amore  a Castel di Leva, zona 23 dellAgro Romano, allaltezza del km
12 della via Ardeatina;  costituito da due chiese, la pi antica delle quali risale al 1745 e la seconda al
1999. Sorse in seguito allevento miracoloso del 1740, quando un pellegrino diretto alla basilica di San
Pietro fu assalito sulla via Ardeatina da un branco di cani rabbiosi, dai quali si salv invocando la
Vergine raffigurata su una icona appesa alla torre di un vicino castello. Licona fu tolta dalla torre e
portata nella vicina tenuta della Falconara, dove  la chiesa di Santa Maria ad Magos, per essere poi
trasferita nella chiesa di nuova costruzione, opera di Filippo Raguzzini. E cominciarono i pellegrinaggi
al santuario, per i quali Benedetto XIV nel 1750 concesse lindulgenza plenaria, e nel 1930 il Vicariato
prese il santuario sotto la sua dipendenza con un rettore, divenuto anche parroco della chiesa. Il rettore
attuale  monsignor Pasquale Silla, che presiede il Consiglio di amministrazione del santuario, ed 
anche Cappellano di Sua Santit.
Sono organizzati pellegrinaggi notturni organizzati dalla Associazione Divino Amore onlus che,
come si legge in Internet, ha aperto anche due Comunit Alloggio per Anziani e sta preparando la
Casa per disabili con laggiunta che anche un piccolo dono sarebbe molto prezioso e gradito per
sostenere le opere del santuario allargando gli orizzonti della carit. Grazie. Cordiali saluti. Certi
pellegrinaggi sono spesso sollecitati in modi non troppo apostolici, come  accaduto per lo svolgimento
della Festa della famiglia del 14 febbraio 2010:  stata pubblicizzata via Internet con appuntamento
alle ore 10,00 al Santuario della Madonna del Divino Amore per trascorrere una domenica di festa,
che comprende la celebrazione della Santa Messa poi sport, maratona, giochi, spettacolo, animazione,
stand, premi... fino alla raccomandazione di una offerta. E di seguito lindicazione delle coordinate
bancarie, che sono Banca di Credito Cooperativo di Roma Agenzia 119 L.go Giuseppe Montanari,
13/14/15. Castel Di Leva. CIN: X C. ABI: 08327 CAB: 03241 000000001329. IBAN:
IT81X0832703241000000001329. BIC ROMAITRR.
Il santuario di San Giovanni Rotondo  stato inaugurato nel 1959 a fronte del convento in cui
viveva san Pio da Pietrelcina: la nuova chiesa  stata costruita tra il 1994 e il 2004 su progetto di Renzo
Piano. Lopera sviluppa una superficie di 9200 metri quadrati con una capacit di 7000 posti a sedere.
 in funzione dal 1956 anche un ospedale definito Casa Sollievo della Sofferenza, pubblicizzato nei
depliant come ospedale moderno in grado di soddisfare i bisogni di diagnosi e cura attraverso un
sistema sanitario di eccellenza, condotto da un team di professionisti eccellenti, altamente motivati e
preparati. Nel 2002  sorto a 500 metri dallospedale il Poliambulatorio Giovanni Paolo II, un
complesso sanitario di sette piani, nel quale  in funzione un Centro Unico Prenotazioni (CUP) che si
avvale di un Contact Center telefonico e di sportelli aperti al pubblico; e sono stati attivati 60 nuovi
ambulatori. Memorabile  stata lesposizione del corpo di san Pio da Pietrelcina, allinterno di una teca
di cristallo costruita appositamente, dal 24 aprile 2008 al 23 settembre 2009 a San Giovanni Rotondo.
Il 19 aprile 2010 la salma  stata trasferita nella nuova chiesa di San Giovanni Rotondo, che era
stata consacrata da Benedetto XVI il 21 giugno 2009. Lurna  stata disposta allinterno della cripta
decorata da 54 mosaici doro per una superficie complessiva di circa 2000 metri quadrati, composti con
loro donato dai fedeli di San Pio, e realizzata da padre Marko Rupnik e dallatelier composto da artisti
di otto nazioni diverse appartenenti alle Chiese cattolico romana, greco cattolica e ortodossa. Una
ricchezza che non si addice allideale di povert amato da padre Pio, come fortemente ha criticato
lassociazione Pro Padre Pio; ma c stato lavallo di Benedetto XVI che ha giudicato la cripta di una
bellezza straordinaria, nonch una lezione di teologia magistrale. Ma il giorno dopo  iniziata
dinanzi al tribunale di Foggia la causa intentata dallassociazione Pro Padre Pio e da un nipote del
santo, Pio Masone, contrari alla traslazione.
Peraltro il santuario ha un gettito finanziario notevole, considerando che  il pi visitato dItalia
con una punta di 6 milioni di pellegrini. Al santuario  collegata Tele Radio Padre Pio, con esclusiva su
tutte le trasmissioni relative alle cerimonie. Secondo quanto  segnalato in Internet la televisione non
persegue fini di lucro e la poca pubblicit  quasi esclusivamente finalizzata a promuovere i prodotti
editoriali degli stessi frati cappuccini. Tele Radio Padre Pio si regge esclusivamente sulla generosit dei
devoti di Padre Pio. Voce del santuario  la rivista Voce di Padre Pio, per la quale  previsto
labbonamento da parte dei fedeli anche online (info@vocedipadrepio.com) ordinario (30 euro),
sostenitore (80 euro) e benemerito (150 euro). Ma c anche Il Settimanale di Padre Pio con un
abbonamento annuale di 60 euro in Italia, di 80 euro in Europa e di 100 dollari negli altri continenti.
Tutto sul bollettino di CCP n. 69377984, intestato a Il Settimanale di Padre Pio, piazza San Biagio
21, 030490 SantAmbrogio sul Garigliano (FR). E in collegamento alle riviste  organizzata la vendita
di multimedia (DVD e filmati su Padre Pio) e articoli qualificati "religiosi", ma che sono bracciali,
cuoricini, dittici e portachiavi con prezzo tra i 2 e i 4 euro.
 stato anche istituito un Museo di San Pio con lesposizione di numerosi oggetti appartenuti al
santo e della sua stanza, tra i quali una Camicia che il santo indossava durante le flagellazioni a sangue.
Il pellegrino-turista pu acquistare dei facsimili dei reperti museali come il Tavolo lettura (2500 euro),
lArmadio (5000 euro) e la Libreria (4000 euro). Per comperarli bisogna attenersi a precise Condizioni
generali di vendita, che sono allinsegna del pi bieco commercio, reperibili anche in Internet, redatte
in un apposito modulo commerciale dalle Edizioni Padre Pio da Pietrelcina S.r.l., con sede legale in
Viale Cappuccini 95/101, San Giovanni Rotondo (FG), iscritta al Repertorio delle notizie Economiche
e Amministrative tenuto presso la C.C.I.A.A. di Foggia (n. 125694) e titolare dellarea e-commerce del
sito www.vocedipadrepio.com.
La gestione del santuario da parte dei frati cappuccini peraltro  stata segnata da diversi scandali
finanziari, raggiungendo il suo apice nel 1989 con un crack di 9 miliardi di lire bruciati dal frate
Gerardo Saldutto per la costruzione di una chiesa gestita dal ragioniere Nicola Avorgna, condannato
successivamente per bancarotta fraudolenta. Cos dal 2003 lamministrazione  passata sotto la diretta
gestione della Santa Sede. Il 27 dicembre 2009, il Segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone ha
provveduto alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 1 gennaio 2010-31
dicembre 2012; Presidente  stato nominato SE Monsignor Michele Castoro, arcivescovo di
Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, direttore generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio.
100. La ricchezza dei santuari del Vaticano fuori dItalia
I santuari fuori dItalia fanno prima di tutto riferimento alle tre basiliche della Terra Santa,
riunite nella missione Custodia di Terra Santa dellordine francescano, fondata nel 1217, che
sovrintende alla cura dei luoghi santi sotto la direzione del frate Pier Battista Pizzaballa. La basilica del
Santo Sepolcro di Gerusalemme, chiamata anche Chiesa della Resurrezione dai cristiani di rito
ortodosso,  costruita sul luogo che la tradizione indica come quello in cui Ges fu crocifisso e sepolto.
 allinterno delle mura della citt vecchia di Gerusalemme, alla fine della Via Dolorosa, inglobando la
collina del Golgota e il sepolcro.  sede del patriarca di Gerusalemme, Teofilo III, e dellarciprete
cattolico della basilica del Santo Sepolcro. La basilica dellAnnunciazione di Nazareth sorge sul luogo
in cui, secondo la tradizione, larcangelo Gabriele annunci a Maria la nascita di Ges.  stata costruita
nel 1969 sui resti di una preesistente chiesa bizantina e nel sotterraneo custodisce la Grotta
dellAnnunciazione, addossata alla quale era la casa in muratura della Vergine trasportata intorno al
1294 a Loreto, dove  conservata nel citato santuario della Santa Casa. La basilica della Nativit di
Betlemme sorge sul luogo in cui, secondo la tradizione, nacque Ges, come indica la Grotta ancora
esistente, ritenuta il luogo preciso della nascita. La struttura originaria risale al VII secolo, oggetto di
successive ristrutturazioni e trasformazioni.
In Terra Santa  insediato il Pontificio Istituto Notre Dame of Jerusalem Center. La fondazione
risale al Centro Notre Dame de France sorto nel 1884 per favorire e aiutare i pellegrinaggi francesi in
Terra Santa, trasformato da Paolo VI nel 1973 in Centro Internazionale dei Pellegrini in Terra Santa
ed elevato da Giovanni Paolo Secondo nel 1978 a pontificio istituto con la intestazione attuale.  qualificato
come "luogo santo ecumenico" negli statuti del 1981 e la cura e la gestione sono stati affidati nel 2004
alla Congregazione dei Legionari di Cristo (v. I lussuriosi Legionari di Cristo e i disobbedienti
Neucatecumenali); la sede  stata definita "albergo/centro di spiritualit", perch in effetti funziona
come albergo a pagamento per laici e sacerdoti, ma anche come centro di studi ovvero di
rinnovamento spirituale, per sostenere la presenza cristiana e favorire il dialogo interreligioso in Terra
Santa. La giurisdizione spirituale  attualmente diretta dal reverendo Juan Maria Solana Rivero dei
Legionari di Cristo, assistito dal reverendo Eamon Kelly. Lindirizzo  Paratroopers Road, Opposite
New Gate, Gerusalemme 91204.
Esistono poi tre santuari sorti in Europa, in seguito al gran numero di miracoli di cui sono stati
teatro, e riconosciuti dalla Santa Sede. Il pi antico  il santuario di Jasna Gora, in Polonia. Custodisce
licona della Madonna di Czestochowa, limmagine nera venerata dal Medioevo, attribuita
allevangelista Luca e qui portata nel 1382 dal principe Ladislao di Opole, che fece costruire la citt
sulla cima della collina e vi chiam a custodirla i monaci paolini. Il santuario, che risale alla prima
costruzione del Seicento,  visitato da oltre 4 milioni di pellegrini lanno. Il Delegato Apostolico attuale
 larcivescovo Stanislaw Nowak.
Il santuario di Fatima  in Portogallo, nel municipio di Ourm del distretto di Santarm; il
rettore attuale  padre Virgilio Antunes. Il santuario  sorto in seguito alle sei apparizioni della Vergine
ai tre piccoli pastori Lucia dos Santos, Francisco e Jacinta Marto nel 1917 a Fatima ed  stato edificato
tra il 1928 e il 1951, in seguito alla proclamazione del carattere soprannaturale delle apparizioni da
parte della Santa Sede, con lautorizzazione del culto. Le apparizioni sono legate a tre rivelazioni della
Vergine, lultima delle quali  stata indicata tradizionalmente come "terzo segreto di Fatima", che fu
rivelato durante lAnno Santo 2000 in riferimento allattentato al papa.
Peraltro Benedetto XVI durante il suo viaggio a Fatima l11 maggio 2010 ha dato una nuova
interpretazione di questo segreto, con unaggiunta che fa riferimento al peccato di pedofilia commesso
negli ultimi decenni da sacerdoti e prelati in diverse parti del mondo, sulla base di rivelazioni fatte a
distanza di tempo da alcuni cardinali (v. Ecclesiastici pedofili). Infatti il papa ha sottolineato che in
quel segreto si parla della realt di passione della Chiesa. Ci sono sofferenze che si annunciano. Il
Signore ha detto che la Chiesa sar sofferente fino alla fine del mondo. E oggi questo lo vediamo in
maniera particolare. In realt il peccato di pedofilia  presente nelle frange della Chiesa da secoli con
episodi denunciati anche sulla stampa dalla met dellOttocento e con tanto di processi e condanne alla
prigione di sacerdoti, nonch indennizzi in denaro da parte della Santa Sede alle persone vittime di
certe violenze. Episodi peraltro tenuti sempre nascosti dal Vaticano, per quanto possibile. Pertanto
linterpretazione data da Benedetto XVI al "terzo segreto di Fatima" appare mistificatoria e antistorica,
tendente a restringere a oggi un peccato millenario commesso da rappresentanti della Chiesa.
Il santuario della Madonna di Lourdes, chiamato anche Nostra Signora del Rosario,  sorto
nella localit francese di Lourdes, presso il borgo di Massabielle, a fronte di una grotta dove nel 1858 la
Vergine apparve alla contadina quattordicenne Bernadette Soubirous. Il riconoscimento ufficiale da
parte della Chiesa per le apparizioni fu dato nel 1862. Il santuario  costituito da tre basiliche,
Superiore, San Pio X e del Rosario; lultima vanta sulla facciata i mosaici di padre Marko Ivan Rupnik
e del Centro Aletti, raffiguranti i Misteri della Luce, inaugurati nel 2007. Il rettore attuale  don Isidoro
Crepaldi.
Al santuario  annesso un edificio con 16 piscine, istituito nel 1955:  costituito da 17 vasche di
cui 11 per le donne e 6 per gli uomini, oltre a una ventina per i bambini. Il pellegrino malato, dopo
essersi svestito in uno spogliatoio, si copre con un mantello e si immerge nellacqua a 12 C con laiuto
di due hospitaliers, ovvero infermieri, dopo aver rivolto una preghiera alla Vergine per la sua
guarigione facendo il segno della Croce; uscendo dallacqua invocher la Vergine e santa Bernadette.
Annualmente si immergono nelle piscine circa 400.000 persone (due terzi donne e un terzo uomini e
bambini), su 7 milioni di fedeli, che fanno di Lourdes la capitale europea del business del
pellegrinaggio.
Ma il santuario pi frequentato al mondo  quello di Nostra Signora di Guadalupe dedicato alla
Vergine sul monte del Tepeyac a Citt del Messico;  sorto in base alla tradizione di unapparizione
della Vergine a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo, sulla collina del
Tepeyac nel 1531, e il nome Guadalupe sarebbe stato dettato da Maria stessa a Juan Diego. Sul luogo
fu subito eretta una cappella, sostituita da un santuario consacrato nel 1622 e quindi nel 1976 con la
basilica di Nostra Signora di Guadalupe.
Lapparizione di Guadalupe  stata riconosciuta dalla Chiesa cattolica, ma va segnalato che
lesistenza di Juan Diego  stata messa in dubbio durante il processo della sua canonizzazione (v. Come
si diventa santi). Lamministrazione del santuario attualmente  sotto la gestione dal cardinale
messicano arcivescovo di Citt del Messico Norberto Rivera Carrera. Il santuario  visitato
annualmente da oltre 20 milioni di pellegrini, 9 dei quali nei giorni vicini al 12 dicembre, quando si
festeggia la Vergine, in riferimento alla sua apparizione.
101. La fine del papato e della Chiesa di Roma nel 2026
E quando saranno passati mille anni, Satana sar liberato dal suo carcere e uscir per sedurre le
nazioni ai quattro punti della terra (Ediz. San Paolo, Milano 2010):  questo il passo dellApocalisse
dal quale ha preso le mosse, a pi riprese, lattesa di una catastrofe o di un rinnovamento del mondo
che avrebbe dovuto verificarsi dopo un millennio. E il fatidico millenarismo di stampo tutto cristiano
incombe in primo luogo sul papato e la Chiesa di Roma nel suo complesso fin dallanno Mille, atteso
come quello profetizzante il crollo della Chiesa con lavvento dellAnticristo, a volte identificato nella
figura del papa.
Lo ha vaticinato il monaco Abbone di Fleury, e la constatazione che il 999 fosse il rovescio del
666, anno apocalittico degli "ultimi giorni", mette in stato dallarme lo stesso papa regnate Silvestro II.
In realt quel papa tutto  fuorch un Anticristo: sogna lanno Mille come vigilia di una nuova et
delloro, ovvero di un secondo millennio illuminato da Dio in coincidenza con la Renovatio imperii
programmata dallimperatore Ottone Terzo e proprio da Roma, sede papale e imperiale. Silvestro II
dovrebbe essere, secondo la profezia, la donna seduta sopra una bestia rosso scarlatta, la Chiesa,
tatuata tra i nomi blasfemi, con sette teste simboleggianti i sette colli di Roma, e una coppa doro
colma di sporcizia della sua prostituzione e, sulla fronte, una scritta: "Babilonia la grande, la madre
delle meretrici e delle vergogne della terra (...) La grande prostituta, ubriaca del sangue dei santi e dei
martiri di Ges". Non  cos.
Ma il millenarismo non viene meno, articolandosi su altri passi delle Sacre Scritture, in
particolare dei Profeti nellAntico Testamento: i 1335 o 1290 giorni, di cui parla Daniele,
nellinterpretazione cabalistica divennero anni. Con ossessione si calcola la nuova data della fine dei
tempi, e cos lultimo decennio del XIII secolo costituisce un periodo intenso di attese escatologiche e
apocalittiche, premesse a ulteriori scadenze secolari. In questo contesto il monaco Gioacchino da Fiore
annuncia: LAnticristo insedier uno pseudopapa, un falso religioso che tenter di sovvertire la regola
evangelica. Il millenarismo concentra i suoi compiti escatologici sul papa spirituale Celestino V e lo
pseudopapa Bonifacio VIII; il frate parigino Jean Quidort nel Tractatus de Antichristo infatti,
prendendo come punto di partenza lanno gioachimita del 1260 e aggiungendo a questa cifra gli anni di
Cristo, arriva al fatidico 1294, anno della elezione e della abdicazione di Celestino V. Ma il primo
giubileo del 1300 determina un cambiamento di tendenza: le idee pessimistiche degli "avventisti" si
scontrano con levento santo, nel quale il papa assume un ruolo di guida per il nuovo mondo.
Con la cattivit avignonese ritorna terreno fertile per le profezie e sul millenarismo prende
posizione il centenarismo: ogni scadenza centenaria diventa un momento topico nella storia dei papi e
si sostituisce a quella ormai superata del 1000, senza dover cos aspettare il 2000, che noi sappiamo
non ha prodotto nulla. A parte le rivelazioni intermedie, come quelle di cui si fa portavoce la
principessa svedese Brigida, che profetizza a Urbano V la morte quando, dopo essere tornato a Roma
da Avignone, se ne va via nel settembre del 1370; ed  quanto si verifica il 19 dicembre del 1370. E le
visioni dei penitenti Bianchi di Chieri da Monferrato che, in pellegrinaggio a Roma, parlano per il 1400
dellavvento di un "papa angelico" che detronizzer Bonifacio IX, e denunciati come impostori,
vengono giustiziati.
La nuova scadenza centenaria trova il suo profeta a Firenze in Gerolamo Savonarola; il frate
predica lavvento dellAnticristo nella figura del papa Borgia, che lo scomunica, come si pu leggere
nel racconto Un frate contro il papa, e quindi finisce sul rogo. Ma il XVI secolo raffronta in
continuazione il papa nellAnticristo, sulla scia della Passione del Cristo e dellAnticristo pubblicata
nel 1521 e attribuita a Lutero; le otto incisioni di Luca Cranach aprono un segno incancellabile, che si
rinnova in una serie di libelli profetici. Tra questi  fondamentale la Chronologia ab urbe condita
scritta in Germania tra il 1548 e il 1522 da Johannes Funck, che indica nel 1595 lanno in cui
termineranno i 1290 giorni, ovvero anni, della profezia di Daniele.
Nel 1555 Nostradamus, pseudonimo dellastrologo e farmacista Michel de Notre-Dame
(1503-1566) pubblica a Parigi le sue profezie in quartine in rima, raccolte in gruppi di cento, dal titolo
Centuries et Prophties, alcune delle quali sono relative ai papi; rester arduo interpretarle, tanto che
perlopi riescono a essere comprese solo dopo che si saranno verificati gli avvenimenti, ai quali fa
riferimento il veggente. Sono presagi che pertanto non hanno turbato la sovranit dei romani pontefici.
Gli studiosi hanno per ricavato, con una certa convinzione, da due quartine della X Centuria di
Nostradamus, linizio preciso delle guerre dellAnticristo: il 1999 e 7 mesi, l dove per "guerre" si
intendono gli scontri ovvero i contrasti ideologici in seno alla religione cristiana, che si sono in effetti
verificati con la condanna da parte della Congregazione per le dottrine della fede. Questi dureranno 27
anni, secondo Nostradamus, portando alla fine del papato e alla distruzione di Roma, ovvero alla fine
della Chiesa di Roma, nel 2026.
Nel 1585 vengono pubblicati a Venezia, a cura di Pasqualino Regiselmo, i Vaticinia sive
prophetiae abbatis Joachim et Amselmi episcopi Marsicani, ossia una raccolta di 30 profezie figurate
sui papi, redatte nel XIV secolo nellambiente francescano. Infine, nel 1590, viene pubblicata lopera
De summis pontificibus, contenente 112 profezie su papi e antipapi dal 1143 alla fine di Roma e del
mondo, attribuite al monaco cistercense e vescovo irlandese Malachia, vissuto tra il 1094 e il 1148.
Queste previsioni, che si protraggono fino ai nostri giorni, finiscono per coincidere cronologicamente
con la profezia di Nostradamus e la fine del papato.
In questo elenco il nome di ogni papa  indicato simbolicamente con un motto in latino, riferito
a 101 papi, da Celestino Secondo a Benedetto XVI, a 10 antipapi e allultimo papa che regner; il motto va
interpretato perlopi in riferimento alloperato del papa ovvero alla sua nascita e alle opere compiute.
Gli ultimi cinque papi sono indicati con i numeri da 107 a 111.
107. Pastor et nauta. Giovanni Ventitreesimo (261): Pastore e navigante per rievocare il patriarcato
di Venezia che questo papa ricopr e i viaggi da lui compiuti.
108. Flos florum. Paolo VI (262): Il fiore dei fiori, in riferimento ai tre fiori presenti nello
stemma del papa.
109. De medietate lunae. Giovanni Paolo I (263): Nel mezzo di una luna allude alla durata
del pontificato, che fu di soli 33 giorni, poco pi di un mese lunare.
110. De labore solis. Giovanni Paolo Secondo (264): Il lavoro del sole da collegare allinfaticabile
attivit svolta da questo papa con i viaggi in tutto il mondo.
111. Gloria olivae. Benedetto XVI (265): Gloria dellolivo, che dovrebbe far riferimento a
una augurabile pace universale allinsegna dellolivo della Terra Santa.
A Benedetto XVI fa seguito la profezia relativa allultimo papa che sieder sul trono pontificio,
indicato con il numero 112: In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus
Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus, quibus transactis septicolis diruentur et judex
tremendus judicabit populum suum. Amen ("Nella persecuzione finale della Chiesa di Roma sul trono
pontificio sieder Pietro Romano, che pascoler le sue pecore tra molte tribolazioni, passate le quali la
citt dei sette colli sar distrutta e un giudice tremendo giudicher il suo popolo. Cos sia"). Questa
profezia indica il 266 papa, ovvero lultimo, nella persona di un Pietro II, con una sorta di
persecuzione della Chiesa cattolica; vi  inoltre vaticinata la distruzione di Roma e la parusa, cio il
ritorno di Ges Cristo nel Giudizio Universale. Dovrebbe avvenire a 442 anni dalla "met del segno"
verificatosi nel 1585; sommandoli ai 1584 fino ad allora trascorsi, si arriva alla data fatidica del 2026,
in coincidenza con lanno profetizzato da Nostradamus.
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FINE.
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* La rilevazione di ambienti, istituzioni ecclesiastiche, propriet immobiliari della Santa Sede e
la ricerca documentaria e bibliografica sono a cura di Maria Beatrice Sirolesi. I dati contenuti nel libro
sono aggiornati sulla base dellAnnuario Pontificio del 2010.
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